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Tematiche generali e considerazioni filosofico-esistenziali

Autoipnosi

buongiorno dott. Miscia, vorrei chiederle se lei esegue sedute di ipnosi per instaurare un comando post-ipnotico per poter poi successivamente entrare in autoipnosi autonomamente, e se in questo stato autoipnotico il paziente può inserire da solo dei comandi ( es. un comando che non mi faccia sentire dolore all'indice sinistro per dieci secondi) . le ho fatto un esempio casuale giusto per capirci. Grazie P

Salve , certamente, questo è quello che avviene in un processo ipnotico che, una volta appreso, può essere replicato con analoghe modalità tramite percorso autoipnotico . Un cordiale saluto

.

Ipnosi per l'apprendimento

Salve
Vorrei sapere se l'ipnosi può' velocizzare il processo di apprendimento di una lingua.
Per motivi di lavoro ho infatti necessità di imparare velocemente - a livello accettabile per potere comunicare - la lingua inglese. Ho 55 anni e da anni frequento un corso (Walli street institute) ma i progressi sono molto lenti. C'è da dire che la lingua inglese non mi è mai piaciuta (preferisco le lingue latine) ma il progetto lavorativo che sto sviluppando presuppone la conoscenza di questa lingua anglosassone.
Nel caso che la risposta sia affermativa (ipnosi accelera l'apprendimento di questa lingua), volevo sapere le sedute necessarie e anche se tale apprendimento sarà permanente ( o solo transitorio).
Saluti
Mauro

Certamente è possibile con il procedimento di Ipnosipedia, con apprendimento permanente con un numero variabile di sedute a seconda del soggetto. Un cordiale saluto

Lo sviluppo possibile

buongiorno dottore, le volevo chiedere una curiosità,
leggendo su internet le varie teorie sullo sviluppo psicologico come quella della klein, mi chiedevo come
in psicoterapia un soggetto possa evolversi visto e considerato che le prognosi dei disturbi più gravi(borderline e psicotici) sono pessime e la terapia è improntata a ridurre la sintomatologia e favorire l'integrazione del paziente, in qualche modo si evince da tutte le teorie e gli studi clinici che questi pazienti non riescono a superare la scissione e figuriamoci quanto è lontano l'edipo e la nevrosi che di per sè è comunque una situazione psicopatologica non
da poco.. non pensa che questi pazienti si ritrovino a
lottare una guerra persa in partenza con una psicoterapia che si pone degli obiettivi a dir poco ambiziosi quando poi gli studi dimostrano il contrario?
alla fine si tratta di un aiuto e di sostegno.. e non è poco a dire la verità, però molto lontano da quello che la neuroscienza si prefigge come obiettivo. non è una critica ma una constatazione dell'estrema differenza di ciò che avviene nella pratica clinica rispetto alla teoria! la saluto

Salve, oggi verifichiamo , nella pratica clinica, come ,anche in situazioni gravemente dissociative , l'importanza di un buon rapporto con l'analista possa essere decivo . Le modalità interpretative, quelle contentive e l'introiezione del terapeuta come oggetto buono, stabile e permanente all'interno del sè sono in grado di ridurre i processi di scissione e le identificazioni proiettive, connotando nel paziente un senso di realtà sempre più solido e conferendogli modalità esistenziali a volte anche molto soddisfacenti. Un cordiale saluto. Antonio

Consiglio


gentile dottore potrebbe consigliarmi un serio ipnotista a trieste grazie

Per informazioni di questo tipo la invito a chiamarmi telefoncamente per darmi la possibilità di comprendere esattamente le sue problematiche e le risposte che possiamo dare. La saluto cordialmente.Antonio

Informazioni sulla psicoanalisi

Salve, sono un accanita lettrice e vorrei conoscere un pò di più il mondo della psicanalisi.. Può suggerirmi un buon libro??? Faccio sogni ricorrenti, identici a se stessi inerenti una mia paura.. Ha qualcosa da consigliarmi in merito???
Molte grazie per la sua disponibilità
Alessandra

Salve Alessandra, ovviamente la letteratura è sterminata. Può leggere l'affacinante libro del prof. Cesare musatti "Trattato di psicoanalisi". La saluto cordialmente. Antonio

Ipnositerapia ed apprendimento

E' possibile utilizzare l'ipnosi per aumentare
la curva di apprendimento (lettura, concentrazione e
ritenzione)?

Certamente lei troverà il link specifico a riguardo per ottimizzare motivazione, concentrazione e apprendimento. La saluto cordialmente. Antonio

Ipnosi regressiva


Tutto nasce per un amore chiuso senza spiegazioni, mi separo dalla famiglia e poco prima vengo messo in cassa integrazione con la prospettiva probabile di perdere il lavoro. i sentimenti forti e disattesi mi provocano molto dolore, a marzo 2012 inizio psicoterapia e trattamento con farmaci ( zoloft ). sospendo la psicoterapia a seguito della riduzione del reddito. il disagio continua e si ripresenta simile a situazioni analoghe vissute recentemente e in passato. amo chi si nega e lascio chi mi ama

Se la sua domanda è se la ipnositerapia regressiva può essere utile in casi come il suo le dirò che, se gli indici di ipnotizzabilità sono adeguati la mia risposta è affermativa. La ipnosi è uno strumento molto utile per combattere un quadro depressivo di qualsiasi livello. La saluto cordialmente. Antonio

L'arte del vivere

La ricetta del "carpe diem" è la buona cucina dell'esistenza per chi non nutre speranze ultraterrene. Ricordiamoci ogni giorno come sia desiderabile e fondamentale ciò che abbiamo, tenendo presente quanto la sua mancanza potrebbe creare in noi vuoto e sgomento. Un ingrediente importante è il rapporto con un buon analista che accolga le nostre ansie e depressioni ,restituendoci immagini vitali e spinte esistenziali propulsive. Nei momenti duri è dolce abbandonarsi ad una trance meditativa che ci permetta di entrare in contatto con le parti buone del nostro sé. La forza acquisita attraverso un continuo lavoro di perfezionamento della nostra soggettività ci permette di recare aiuto ai meno fortunati di noi, afflitti da lutti e malattie o disagi di ogni genere, per aiutarli , con la nostra vitalità, ad affrontare meglio la loro dolorosa quotidianità. La nostra identità esclude il "se" , i "ma", i congiuntivi e i condizionali, i rimpianti ed i rimorsi se solo noi teniamo presente che la direzione della nostra esistenza è l'unica possibile e che le scelte effettuate in un certo momento non avevano alternativa ,apparendoci le preferibili.

il codice deontologico degli psicologi

salve dottore, le scrivo in merito a dei dubbi che ho in
merito al percorso che sto facendo.. seguo una psicoterapia da ormai 2 anni e pian piano mi stanno sorgendo dei dubbi in quanto mi è stato detto che lo
psicologo è tenuto a fare diagnosi, stilare una sorta
di accordo e informare la paziente degli obiettivi
raggiungibili e accennare approssimativamente il tipo
di trattamento e la durata dello stesso! con me il mio
terapeuta non ha fatto nulla di tutto questo!
con il tempo ho capito che il mio problema è abbastanza grave e non riesco a capire se tutte queste omissioni
sono state fatte per il mio bene evitando che io abbandonassi la terapia prematuramente oppure è un
caso di mal pratica nei miei confronti! le brutte notizie riguardo la diagnosi e gli obiettivi raggiungibili sono arrivate tutte insieme come un fulmine a ciel sereno! praticamente ho la sensazione di essere stata ingaggiata e tenuta all'oscuro il più tempo possibile! volevo un parere di un altro
professionista per capire meglio se con certe pazienti
sia meglio agire in questo modo ed è una prassi riconosciuta ed accettata da tutti gli psicologi!
la cosa a me sembra assurda ma forse sarebbe assurdo
anche pensare allo psicologo come imbroglione!
nel caso.. grazie e buona domenica!

Cara signorina io le risponderò come psicoanalista. In un lavoro di tipo dinamico psicoanalitico è preferibile non comunicare al cliente nessun tipo di durata del trattamento, perchè le sue resistenze si farebbero più serrate proprio incerniandosi su quel termine sul quale verrebbero ad appuntarsi. Il target , poi in termine di perseguimento di obiettivi come ablazione della sintomatologia, derivante da una riduzione della severità del Super-io, maggior spazio pulsionale e am'pliamento della dimensione egoica nei termini di miglioramento dell'esame di realtà, non può essere previsto perchè non conosciamo lo spessore delle difese del cliente e la loro maggiore o minore vulnerabilità. In altri termini si sa quando si comincia ma non quando si finisce. La serietà e l'attendibiltà del professionista sono l'unica garanzia della validità del percorso. La saluto cordialmente. Antonio

Delirio amoroso, innamoramento e amore di transfert

Si potrebbe ragionevolmente affermare, accettando il rischio di essere smentiti, che il delirio amoroso è uno svincolamento completo dalla realtà in modo più accentuato e radicale dall'innamoramento che è esso stesso, peraltro, uno stato mentale delirante che si differenza, però dal delirio vero e proprio sia per la sua transitorietà, sia , come dicevo, per la maggiore aderenza al dato di realtà. Per quanto riguarda il rapporto tra amore di transfert e innamoramento la differenza è opinabile, perchè ambedue hanno valenze proiettive per cui addosso all'amato come all'analista vengono caricate fantasie ed idealizzazioni olistiche che con la persona reale spesso possono avere un contatto più o meno relativo, Ricordiamoci, tuttavia, che sia l'innamoramento, sia l'amore di transfert possono cedere il passo all'amore maturo e completo che è un apprezzamento profondo per le qualità intrinseche dell'oggetto amato . Sull'amore romantico credo che il" femminile" potrebbe avere molto da dirci

Ipnosi regressiva

Caro dottore,
mi rivolgo a Lei per sapere se l'ipnosi regressiva puó
essere utile nel mio caso.
>Ho avuto una infanzia travagliata, i miei genitori si sono separati nel 1981
e negli anni precedenti in famiglia c'é sempre stata un'atmosfera tutt'altro
che serena. io e mio fratello ne abbiamo molto sofferto ed io, per il mio
carattere, ho sempre "chiuso" dentro di me le mie sofferenze di bambina e di
adolescente. ciononostante ho studiato, mi sono diplomata e poi ho frequentato
la facoltá di psicologia a Firenze, specializzandomi alla scuola ortofrenica
nel sostegno ai bambini.
>Inoltre voglio anche dirLe qualcosa del mio "dono" un po' speciale, che un
amico sacerdote mi consiglió di cercare di sopprimere: la percezione sensitiva
e visiva di eventi che si verificheranno nel futuro ad amici o parenti e la
capacità, a volte quando stringo la mano ad una persona, di percepire il suo
"essere".
>Tutto cominciò nel 1986, quando sognai ripetutamente per 15 giorni una sagoma
di figura umana, scura e nel buio, sulle strisce pedonali vicino a casa. In
quei giorni mi sentivo agitata e cercavo una interpretazione a questo mio
sogno. Ne parlai col mio amico sacerdote. Dopo i 15 giorni accennati il sogno
si avveró e mia madre era quella sagoma scura: fu investita da un'auto e si
salvó dopo molti interventi e un lungo periodo di ricovero.
>Negli anni mi è poi capitato di percepire in anticipo la morte di mio
fratello, morto di infarto a 35 anni; ho descritto a mio padre le qualità e il
carattere di una persona mai vista prima, che mi presentò durante una visita a
casa mia.
>I lutti familiari occorsi negli ultimi 6 anni (mio fratello, mia nonna e mia
mamma) hanno peggiorato notevolmente la mia esistenza. Non riesco ad elaborare
le perdite patite, come non sono riuscita a "metabolizzare" lo sfascio del mio
nucleo familiare accaduto quando ero giovane.
>Ultimamente le percezioni si sono accentuate e spesso, per non pensare e
cercare di dormire serena, assumo il Lorazepam Dorm da 1 mg, prescritto i dal
medico di famiglia. Ho anche provato ad assumere uno stabilizzatore di umore,
per qualche mese (Daparox 1 mg in gocce) e similari. Di queste terapie solo il
Lorazepam sorte l'effetto desiderato, quando ne prendo 3 o 4 al giorno.
>Di positivo, molto positivo, c'é la mia attuale famiglia: marito e due figli,
che amo più di me stessa e che mi amano allo stesso modo. È grazie al mio
carattere, comunque molto forte, riesco ad essere una madre e moglie attenta,
precisa e amorevole

Salve , l'ipnosi può esserle molto utile sia nella versione regressiva
che meditativa unita eventualmente ad una psicoterapia psicoanalitica. I
farmaci, da soli, non sono sufficienti, mentre un rapporto continuativo con uno
specialista di fiducia può dare ottimi risultati . La saluto cordialmente.
Antonio

Ipnosi regressiva

Salve
mi chiamo Stefania e scrivo dalla provincia di Arezzo.
Sono fortemente attratta e incuriosita dall'ipnosi regressiva e vorrei sapere se si può fare qualche seduta anche senza particolari cose da "curare",ma semplicemente x cercare di conoscere meglio ciò che siamo attualmente.
Vorrei sapere se è possibile prendere un appuntamento e i costi.
Grazie Stefania

Cara Stefania, la ipnosi regressiva è uno strumento di conoscenza profonda molto efficace, perchè capace di sondare i recessi dell'inconscio fin dai primi anni del percorso esistenziale.E' però necessario effettuare alcuni tests di ipnotizzabilità per valutare la sua recettività , Per ulteriori chiarimenti può chiamarmi al 3398560940. La saluto cordialmente. Antonio


Ipnosi e studio

Salve, volevo delle informazioni riguardo allo studio,
1) è veramente possibile essere motivato a studiare con l'ipnosi? se si dopo quando tempo?
io ho già fatto due ipnosi , ma non ho visto risultati lei cosa mi consiglia di fare?

Vorrei premettere come funziona la Ipnosipedia
Si definisce IPNOSIPEDIA l’uso dell’ipnosi nell’apprendimento.
Il soggetto, tramite tecnica ipnotica, accede ad uno stato di trance o stato theta, che gli permette di creare un cuscinetto tra sé e il mondo circostante, uno stato di estrema recettività in cui ogni comunicazione dell’ipnoterapeuta viene amplificata e acquisisce una profonda risonanza all’interno del proprio sé. A livello cerebrale si crea l’ attivazione dell’emisfero destro, quello cosiddetto creativo che elabora le fantasie, i sogni, le informazioni musicali, ed è la sede dell’inconscio. L’ipnosi non fa altro che permettere all’emisfero destro di attivarsi e consegnare all’emisfero sinistro, specializzato nei pensieri razionali, nella logica, nel linguaggio, una piattaforma emotiva di solidità e sicurezza che facilitano il dispiegarsi recettivo di processi cognitivi quali concentrazione, attenzione, memoria e assimilazione nozionistica .Il lavoro sul rinforzo dell’io e i suggerimenti post-ipnotici realizzabili nella trance ipnotica sottolineano ed enfatizzano le motivazioni, la fiducia in se stesso e nelle proprie risorse,la capacità di superare gli ostacoli l’autostima globale,tutti fattori che lo agevolano nel rendimento scolastico, eliminando le fobie e le angosce che possono minare la prestazione nelle fasi preparatorie della prova di esame e durante lo svolgimento dell’esame stesso.
Ora, venendo al suo caso, due sedute sono , secondo me, insufficienti per imparare la tecnica autoipnotica con la quale poter proseguire il lavoro fatto con l'ipnotista, perciò è necessario che lei continui il lavoro già intrapreso. Cordiali saluti. Antonio

Ipnosi

Salve,
è possibile essere "ipnotizzati" mediaticamente, osservando simboli, leggendo siti con frasi subliminali e soprattutto è possibile essere influenzabili cosi' tanto da sentirsi suggestionati? Bisogna essere ipersensibili e predisposti?
Un'altra cosa: i riti magici per sanare mente e spirito piu' che fare effetto come incantesimi per lei fanno effetto perché ci facciamo suggestionare?

Il problema di cui lei parla è complesso anche perchè il termine suggestione può essere variamente inteso . Io preferisco parlare dell'accesso alla trance ipnotica come ingresso in uno stato theta del funzionamento cerebrale e ciò è perseguibile attraverso vari metodi di cui l'ipnoterapeuta sceglie il più consono alla sua soggettività. La saluto cordialmente. Antonio

informazioni

Vorrei ricorrere all ipnosi cancellante o rimovente.
Se Lei potesse darmi qualche informazione in più, per esempio numero
di sedute., possibili effetti collaterali, Le sarei davvero molto
grata.
Qualora ritenesse opportuno Le invierò i miei contatti.
La saluto augurandoLe una buona giornata.

Per rispondere alle sue domande specifiche, dovrei entrare in contatto con la sua soggettività per valutare la sua personalità globalmente e gli indici di ipnotizzabilità.Ricambio i saluti. Antonio

Info sull'ipnosi

Desidero sapere se durante la seduta di ipnosi lo stato del paziente è di coscienza come se fosse sveglio in piena facolta e lucidità oppure se ci si deve sentire necessariamente in uno stato diverso; si effettua un colloquio durante la seduta o parla solo l'ipnotista? E' possibile e verosimile rimuovere traumi o fantasie con l'ipnosi?
Grazie

Salve, durante la trance ipnotica il paziente è in stato theta, una condizione di coscienza alterata diversa dalla veglia. Con la trance ipnotica è possibile rimuovere traumi e fantasie ( vedi il mio link ipnosi rimovente). Per quanto riguarda le modalità con cui l'ipnotista conduce lo stato di trance, questo è affidato alla soggettività e all'esperienza dell'operatore. La saluto cordialmente. Antonio

ipnosi regressiva puo aiutare S.?

Buonasera, mi chiamo S., sono interessata all ipnosi regressiva se questo porta miglioramenti alla qualità della mia vita sentimentale. Dopo il divorzio, e sono passati trenta anni, sono sola. Incontro uomini, ma se mi accorgo che iniziare ho portare avanti una relazione puo portarmi una qualsiasi sofferenza, li lascio. Non ne soffro. Amo la vita, mi coccolo e sono felice e serena anche se piove per giorni. Tuttavia gradirei avere un compagno, che sia semplicemente uomo. grazie

Se gli indici di ipnotizzabilità sono adeguati, certamente la ipnosi , nella versione meditativa e regressiva può venire incontro ai suoi bisogni e far evolvere le sue capacità relazionali come conseguenza di un miglior equilibrio psichico , una incrementata autostima e consapevolezza di sè. La saluto cordialmente. Antonio

Diventare ipnotista

Salve Dottore,quello che vorrei chiedere è molto semplice,e non mi dilungherò molto nell'espletare la mia richista.
Cosa si deve fare per poter esercitare solamente l'Ipnosi potendo cosi aiutare le persone?
Sono diplomato,quindi nessuna laurea per il momento,vorrei davvero ma davvero tanto esercitare questa magnifica ed affascinante nonchè utilissima pratica,potrebbe darmi qualche consiglio?

Salve, per esercitare la professione di ipnoterapeuta è necessario essere medico psichiatra con preparazione e pratica ipnotica, o psicologo con specializzazione in ipnosi clinica. La saluto cordialmente. Antonio

Donne che lavorano e...non solo

Bunasera dott. Miscia ,le scrivo perchè sempre più spesso - sia per esperienze personali sia attraverso i racconti di altre persone - ho avuto modo di notare che ambienti di lavoro dove sono presenti molte donne diventano...invivibili. Perchè c'è così tanto odio tra noi? Quali meccanismi spingono una ragazza a umiliare e sabotare il lavoro di un'altra?
Le mie domande possono sembrare un po' ingenue perchè son donna e dovrei saper rispondere da sola, ma purtroppo non so trovare una spiegazione. Non riesco a vedere l'altra come rivale (ma per cosa poi?) e mi piacerebbe dare e ricevere la massima collaborazione, come avviene spesso - ovvio non sempre - tra voi uomini. Perchè alcune sembrano invece trovar piacere nel creare tensione e rivalità?
Non sarebbe più facile per tutti (e tutte) recarsi al luogo di lavoro per...lavorare e non per aggredire e umiliare? Elisa

Cara Elisa, il problema credo sia più generale e prescinda dal sesso. Il fatto è che noi abbiamo rapporti con l’altro di natura ambivalente, cioè di amore ma anche di ostilità che si esprimono spesso come volontà di potenza e sopraffazione, sentimenti che si esaltano in ambienti gerarchizzati. Consideri poi come nell’ambito lavorativo possano trovare sfogo e canalizzazione tensioni magari provenienti dall’ambiente familiare o, in genere d disagi e conflitti provenienti dal proprio mondo interno .Venendo alla situazione particolare della ostilità fra donne credo che questo abbia la sua matrice e sia una delle possibili ripercussioni del rapporto figlia- madre credo mai elaborato sufficientemente e con completezza. Altre considerazioni di ordine generale sarebbe possibile farle ma molto più utile sarebbe scendere nel profondo della propria soggettività e comprendere profondamente le ragioni personali che ci possono spingere a determinati comportamenti o a vivere certi sentimenti verso un determinato soggetto. La saluto cordialmente. Antonio

Maggior informazioni


Abbiamo un problema in famiglia, pensiamo che questa tecnica possa aiutare ma ci spaventa un pò puo dirci qualcosa in piu'.

Salve ,penso vi riferiate alla tecnica ipnotica. Ogni riferimento a riguardo, di tipo generale, potete trovarlo nel sito cliccando sui links specifici .Per quanto riguarda il discorso concernente la persona, niente può sostituire il contatto diretto con l'interessato del quale sarà valutata la soggettività specifica e le possibilità applicative della tecnica stessa. Vi saluto cordialmente. Antonio

Farmaci e psicanalisi

Gentile dottore ,volevo porle una domanda riguardo l´associazione che spesso si consiglia tra psicoterapie ( psicoanalisi in particolare) e psicofarmaci.Cioe´ io credo che la persona sofferente che intraprende un percorso analitico, dovrebbe ,quanto piu´ possibile e finche ´ ce la fa´ , evitare l´uso dei farmaci, allo scopo di sentire la sofferenza interiore e come questa si manifesta.Forse il mio quesito e´ totalmente errato, pero´ penso come dire che il farmaco sicuramente attenua spesso la sofferenza, ma puo´ anche ostacolare l´analisi , nel senso che appunto i disagi del profondo sono messi a tacere dalla chimica, creando resistenze verso il lavoro psicanalitico.In sostanza credo che sarebbe piu´ efficace un´analisi del paziente per cosi´ dire a "nervi scoperti".Scusi se ho detto cose errate o infondate , ma vorrei che mi chiarisca questo dubbio.

Caro lettore mi trova completamente d´accordo. Il lavoro psicoanalitico va compiuto possibilmente senza ausilio farmacologico perchè la sintomatologia che può presentarsi nel paziente può rappresentare un importante stimolo propulsivo delle libere associazioni teso al disseppellimento del materiale inconscio, incluse le resistenze, che può venire interpretato nel transfert e progressivamente elaborato. Se il soggetto che entra in analisi fa uso di farmaci il compito del lavoro analico può consistere anche, man mano che l´evoluzione procede, nella loro progressiva diminuzione fino alla cessazione degli stessi.Il discorso si pone in termini diversi, invece se si tratta di psicoterapia supportiva ove l´appoggio psicoterapeutico può essere integrato da farmacoterapia. La saluto cordialmente. Antonio

Amore narcisistico e oggettuale

La nostra psiche oscilla continuamente tra l’amore per il proprio sé e l’amore per l’Altro e l’Altro non è che la parte trasparente e fantasmatica di un nostro sé recondito. Il mondo è un mondo di monadi.

Passione e amore

Il nutrimento che possono darsi due corpi bramosi di passione è breve e fugace, ma due menti possono alimentarsi a vicenda in modo eterno.

La staticità propria della infelicità

La intenderei come staticità psichica di tipo motivazionale equivalente ad una incapacità anedonica di provare emozioni con una sua ricaduta in una inibizione motoria e propositiva capace di garantire una qualche forma di sollievo

Il vuoto esistenziale

Deriva dal conflitto tra la nostra onnipotenza che ci vorrebbe eterni e la percezione quotidiana della nostra mortalità ,dalla sensazione cioè di come la nostra soggettività e gli oggetti con cui veniamo a contatto siano effimeri e caduchi. Ogni attimo del nostro vivere muore per dare spazio all’attimo successivo in una rincorsa verso la fine

Psicoanalisi

L'analisi ,secondo me, permette il rafforzamento del sè e della propria soggettività riducendola la entità delle componenti idealizzate e, di conseguenza,la necessità di completarsi in modo cospicuo attraverso l'altro.

L'Amore come farmaco della infelicità

Quando l’insoddisfazione profonda del nostro sé comporta l’esistenza di parti idealizzate cospicue e irrisolte, ecco che l’Amore, permettendoci di attribuire tali fantasie ad un altro soggetto crea come un rapimento mistico che è lo stato di innamoramento simbiotico, sensazione di completamento globale della nostra soggettività . Ben presto, però, tale condizione estatica verrà meno, in modo progressivo, quando il soggetto, a cui abbiamo applicato tale fantasie, tenderà ad individualizzarsi nella sua normale realtà: da ciò deriverà in noi uno spiacevole e mortale senso di vissuto di perdita e delusione

Proiezione

Mi sono allontanata dal mio ex analista per i problemi che mi ha creato ed ora sono in analisi da una giovane terapeuta. Ci siamo, però, entrambe bloccate su una domanda che è in gran parte la rappresentazione dell'interrogativo della mia vita.Perchè tutte le persone (padre,madre, fratello,partner,amici, conoscenti, colleghi di lavoro, persone incontrate occasionalmente ecc..) mi hanno sempre gettato la "merda"(cosi' la definisce la terapeuta) addosso?. Sono una persona riservata e non non amo mettermi in mostra o al centro dell'attenzione ma. persino l'ex terapeuta mi diceva che ero una persona molto forte. Io non credo che esistano i forti, credo,invece, che esistano persone che non scaricano sugli altri ma cercano al loro interno le risposte.Secondo la sua esperienza, perchè una persona ,suo malgrado, attrae in qualche modo questo comportamento da parte degli altri? A volte la sensazione che ho provato , anche quando ero giovane, era come se gli altri pretendessero che io fossi responsabile al posto loro.La ringrazio.

Questa lettera mi permette di fare il punto sul meccanismo della proiezione o identificazione proiettiva. La figura di riferimento, in genere la madre, se non svolge un ruolo benefico,invece di accogliere l'aggressività del bambino e metabolizzarla restituendogli amore,la respinge reinserendola amplificata nel sè del piccolo che se la ritroverà dentro con il rischio di implosione del suo psichismo e la minaccia di annientamento. Il buon terapeuta svolge una funzione materna positiva quando accoglie l'aggressività del soggetto rispondendo ad essa con un sorriso di accettazione e di comprensione ed edificando , per il soggetto, una pietra miliare fondamentale per lo sviluppo del suo sè e per il raggiungimento di una profonda autostima.

Idealizzazione

Dalla mia esperienza clinica credo di poter dedurre che spesso i soggetti che tendono ad idealizzare in modo cospicuo altre situazioni o esistenze al di fuori della loro, siano persone che abbiano dovuto confrontarsi, fin dai primi tempi della loro vicenda esistenziale ,con un mondo scarsamente accogliente e fondamentalmente ostile e che, per assoluta necessità., abbiano avuto il bisogno precoce di fantasticare l’esistenza di altri realtà possibili ove fosse loro consentito di sopravvivere psichicamente
I nostri stati mentali quotidiani possono essere influenzati dalla lettura di giornali o dalla visione di spettacoli televisivi in cui veniamo a contatto con persone di cui vengono sottolineate qualità come bellezza o censo o altri tipi di fortune. Il nostro istinto immediato tenderebbe a conferire ad esse prerogative di felicità. Niente di più fallace. Di questo inganno ci accorgiamo quando veniamo a conoscenza che tali soggetti a cui noi abbiamo attribuito tali caratteristiche extraumane incorrono nei vari problemi psicologici tipici della gente comune. E’ opportuno perciò attentamente distinguere tra le nostre fantasie idealizzanti e la realtà umana a cui sono soggetti coloro a cui tali idealizzazioni vengono applicate.

Utopia e nostalgia

Ho l’impressione , dopo anni di verifica clinica che questi sentimenti, quando si presentano in modo così marcato da accompagnare una infelicità esistenziale,possano scaturire da un momento molto precoce dell’esistenza in cui il bambino ha dovuto difendersi da un mondo inospitale e da una madre ostile fantasticando, in modo difensivo, una situazione idealizzata l’unica in cui era possibile sopravvivere . Da qui nasce il sentimento della nostalgia per quel mondo fantasticato e la costruzione delle utopie filosofico sociali messianiche utopia che riproduce da adulti il mondo fantasticato dell’infanzia l’unica in cui era possibile sopravvivere ma dal quale la realtà del vivere è così lontana
Per soffermarsi sul meccanismo della idealizzazione credo sia opportuno distinguere tra l’applicazione di questo meccanismo su situazioni od oggetti al di fuori del sé, tipico del vuoto psichico e della mancanza di oggetti buoni al proprio interno, dalla creazione, invece, e dalla conservazione di strutture ideali all’interno del proprio sé che è alla base di concetti di valore, speranza, fiducia, proiezione ottimistica verso un futuro di cambiamento ed evoluzione

L’Altro

L’incontro con l’Altro, in una qualsiasi forma di relazione significativa (amore, amicizia) non è mai l’ incontro con un diverso ma il reperimento di una parte nascosta o perduta di noi stessi che ha la possibilità di venire alla luce. La delusione o depressione o disperazione di vederLo scomparire è il fatto che questa nostra identità recuperata torna nell’ombra da cui era riemersa

Dialettica felicità-infelicità

Il problema della nostra costituzione psichica, ed anche questo è un criterio valutativo molto importante nell’ambito dialettico dell’antinomia felicità infelicità, ci consente solo di avere una quota di piacere moderato anche di fronte all’appagamento di desideri che apparivano come ambiti. Viceversa anche eventi spiacevoli ma oggettivamente non molto rilevanti nel corso della quotidianità sono in grado di crearci un disagio prolungato o un malumore fastidioso e del tutto sproporzionato rispetto al fatto che lo ha provocato.


Psiche della mancanza e psiche del piacere

La nostra psiche è orientata non tanto al godimento di qualcosa che possiede, quanto al sentimento del rimpianto di ciò che è ormai perduto,la caratterizzerei perciò come psiche della mancanza piuttosto che come psiche del piacere


La coscienza come funzione della ragione : dagli antichi greci a Kant

la coscienza è un fenomeno strettamente privato che riguarda i vissuti di uno specifico individuo, che non permette alcuna rilevazione dall'esterno, secondo le modalità standard in uso nella scienza.. La coscienza presuppone necessariamente anche l'esistenza di un ente personificato che si ponga come soggetto di esperienza. Per coscienza intendiamo, in questo contesto, l’autocoscienza che è quello della consapevolezza dei propri stati emotivi, dei propri pensieri: è la coscienza del vivere determinati contenuti mentali. E' l'essere che si percepisce vivente, che si distacca idealmente da se stesso, rappresentandosi come oggetto di osservazione. Questa forma di coscienza è una prerogativa squisitamente umana, anche se non si può escludere che alcuni primati possano sperimentare qualche elementare forma di coscienza di sé.
Nel panorama della filosofia greca si afferma con Socrate l’esigenza di far coincidere la coscienza con la ragione e l’importanza per l’essere umano di essere saggio, perspicuo, chiaro ad ogni costo. Il mondo degli istinti è vissuto con circospezione in quanto egli ritiene che ogni cedimento agli istinti porti a fondo. Il metodo socratico, basato su domande e risposte tra Socrate e l’interlocutore di turno, procede per confutazione, ossia per eliminazione successiva delle ipotesi contraddittorie o infondate. Esso consiste nel portare gradualmente alla luce l’infondatezza di tutte quelle convinzioni personali che siamo abituati a considerare come scontate, come vere, e che invece rivelano, ad un attento esame, la loro natura di “opinioni”. Il metodo socratico è detto “maieutico” (ostetrico) in quanto è fondato non sul tentativo di vincere l’interlocutore con la propria abilità retorica, così come facevano i sofisti, ma su quello di condurre per mano l’interlocutore con una serie di brevi domande e risposte per arrivare a portare l'interlocutore ad accorgersi della propria ignoranza, e a riconoscere così il criterio della verità rispetto alla falsità delle sue presunzioni..
La razionalità che è alla base della teoria platonica dell’Anima che pone la identità delle cose in forma di Idea. Il mito del carro e dell'auriga, o della biga alata, tratta dal Fedro di Platone. racconta di un'ipotetica biga trainata da due cavalli: uno bianco, raffigurante la parte dell'anima con pensieri più alti e razionali (quella intellettiva), e un cavallo nero, che rappresenta la parte dell'anima con pensieri più bassi quali la passione e i sentimenti (la concupiscenza); i due cavalli sono tenuti per le briglie dall'auriga, che rappresenta la ragione.
Nel ‘600 si entra in una epoca in cui entra in crisi la vecchia idea, metafisica e religiosa, di anima, intesa come sostrato unitario e indivisibile che permette la permanenza delle nostre esperienze.
Si tratta di un periodo in cui si elabora, in un certo modo, il lutto per questa perdita: infatti l'anima è una proiezione dell'individuo, un ponte dal tempo all'eternità; nel momento in cui questo ponte non sussiste più, bisogna abituarsi a vivere nel mondo della caducità.
Nel '600 infatti si verificano due processi paralleli: con Galileo Galilei si inaugura la visione scientifico-matematica della Natura; con Cartesio viene inaugurata la visione moderna del soggetto. Questo duplice processo costituisce la base del dualismo soggetto/oggetto, e riflette la nuova consapevolezza da parte dell’uomo europeo del proprio potere sulla Natura. Cartesio ha fortemente sbilanciato la coppia soggetto/oggetto a favore del primo termine. La locuzione Cogito ergo sum, che significa letteralmente "Penso dunque sono", è l'espressione con cui Cartesio esprime la certezza indubitabile che l'uomo ha di sé stesso in quanto soggetto pensante. Cartesio vi perviene mosso dalla ricerca di un metodo che dia la possibilità all'uomo di distinguere il vero dal falso, non soltanto per un fine strettamente speculativo, ma anche in vista di un'applicazione pratica nella vita. Per scoprire tale metodo, il filosofo francese adotta un procedimento di critica totale della conoscenza, il cosiddetto dubbio metodico, consistente nel mettere in dubbio ogni affermazione, cioè l'uomo è sicuro di esistere in quanto è un soggetto che dubita, e quindi pensa. Cogitare in latino significa «pensare»: l'uomo perciò esiste perlomeno come sostanza pensante o res cogitans.
L'empirismo inglese, prima con John Locke e poi più decisamente con David Hume, reagisce a questa sostanzializzazione del soggetto criticando sia la nozione di sostanza (Locke), che poi quella stessa di “soggetto“ (Hume). Ma in tal modo l'empirismo perviene allo scetticismo, all'impossibilità di poggiare la concordanza tra soggetto e predicato su solide basi: ne va di mezzo la possibilità della conoscenza scientifica. Come in Cartesio, seppur partendo da una prospettiva opposta, gli empiristi giungono così a un dualismo, ad una frattura tra la dimensione soggettiva dell'esperienza, e quella oggettiva della realtà esterna Dobbiamo a Franz Brentano l'introduzione del concetto di intenzionalità, che si riferisce a quella particolare caratteristica della coscienza di essere sempre rivolta a qualcosa. In tale prospettiva, la coscienza non può essere considerata un oggetto, quanto piuttosto una funzione, la più primitiva e immediata, attraverso la quale determinati oggetti o proprietà della realtà si rendono accessibili, con coinvolgimento più o meno profondo, a uno specifico soggettoL'identità personale indica la capacità degli individui di aver coscienza di permanere se stessi attraverso il tempo e attraverso tutte le fratture dell'esperienza. E' stato Locke, nel Saggio sull'intelligenza umana, a parlare per la prima volta di identità personale. L'identità personale implica la percezione di una fragilità della coscienza e di una serie di discontinuità che devono essere metabolizzate Per Locke esiste qualcosa di analogo, che garantisce la continuità: il filo della memoria. In Locke c'è l'idea che l'identità è una conquista, un lavoro. Le nostre idee rischiano di dissolversi se noi non le rinfreschiamo,continuamente . L'identità personale, per Locke, è questo lavoro di rinfrescare continuamente tutte le nostre idee e la nostra continuità. L'identità quindi non poggia su niente, ma si prolunga nel tempo, legata alla continuità della memoria.Questo elemento di fragilità si accentua in Hume. In Hume la memoria diventa qualche cosa che anche nelle persone normali è piena di buchi, priva di continuità: per Hume l'identità è legata a un fascio di percezioni attuali. Io sento caldo, sento freddo, mi passa per la mente questo pensiero; ma se cerco di afferrare quello che è l'io, vi trovo soltanto il vuoto. L'identità, per Hume, è qualcosa di fittizio cioè qualcosa di costruito Questa frattura tra la realtà e le sue rappresentazioni soggettive derivanti dall' esperienza verrà radicalizzata da Kant come opposizione tra fenomeno e cosa in sé Nel 1781 Kant arriva ad una conclusione di estrema importanza: la conoscenza delle cose diventa vera condizione per la conoscenza di sè. E' proprio questa la radicale differenza fra il cogito kantiano e il cogito cartesiano. Io mi conosco soltanto conoscendo le cose e la mia durata é garantita dallo spazio e sostenuta dal mondo. L' io penso accompagna indubbiamente tutte le nostre rappresentazioni, ma, a differenza del cogito cartesiano, non può staccarsene e diventare esso stesso il proprio soggetto. Secondo Cartesio se dubito di ogni cosa ( compresi gli oggetti del pensiero ) rimane soltanto il soggetto che diventa il proprio predicato, il proprio oggetto: dubitando di tutto si arriva all' intuizione immediata di esistere come soggetto pensante ( res cogitans ). Secondo Kant, invece, non c' é intuizione possibile del cogito senza contenuto del pensiero: non conosco la mia esistenza se non grazie alla rappresentazione dell' oggetto.


Coscienza: affermarsi della natura e delle passioni e il concetto di inconscio

A mettere in crisi la centralità dell’Io con annesso il concetto di identità fu la filosofia romantica prima con Schelling e poi con Schopenhauer che sostenne che dentro di noi vi sono due soggettività, la soggettività della specie (l’inconscio della psicoanalisi) che utilizza gli individui per realizzare il fine della propria conservazione e la soggettività dell’individuo. Si ha uno spostamento dello sguardo dalla cultura cioè dall’Io, alla natura il bios. L’Io, che si illude di agire scegliere manovrare secondo i suoi voleri mentre è inconsciamente soggetto ai voleri della specie stessa. Nell’inconscio è depositata la verità dell’esistenza, nell’Io l’illusione di una progettualità che gli consentono di vivere. L’assunto di Schopenhauer è che la vita e la verità non possono coesistere perché se la verità della vita è nel suo essere strumento della conservazione della specie, l’individuo ,per vivere deve illudersi indossando quella maschera che chiama Io. La vita esprime la sua spinta biologica come voluntas, come volontà di vita contrapposta all’inganno della rappresentazione , quello che Spinoza chiamava conatus e Leibniz appetitus. Schopenhauer si domanda se esista un modo per sfuggire alla schiavitù della volontà e liberarsi così del suo peso, se infatti l'uomo si liberasse della volontà terrebbe a distanza, se non annullerebbe del tutto, anche il dolore.
Esistono diversi modi per annullare o lenire l'effetto della volontà: l'arte, la morale, il suicidio.
Tuttavia la via che per eccellenza porta all'annullamento della volontà è l'ascesi: Per Schopenhauer annullare la volontà significa entrare in uno stato di distacco ascetico che permette l'annullamento del desiderio di gioia e di vita. Annullando la volontà si entra in uno stato di quiete in cui ogni possibilità è indifferente, ogni sofferenza viene privata della sua base; spenta ogni volontà si spegne ogni dolore. Questo stato di quiete viene definita da Schopenhauer noluntas, contrapposta alla voluntas, ovvero l'esperienza del nulla come fondamento ultimo del tutto, accettato con assoluta serenità e indifferenza. Il rifiuto della volontà è l'unico atto liberamente concesso all'uomo costretto nella sua sofferenza. Non siamo noi cioè a dirigere la nostra esistenza con scelte propositi intenzioni, deliberazioni il discorso ci sembra tale perché altrimenti non potremmo vivere ma siamo vissuti dalla vita stessa,guidati prepotentemente dalla spinta biologica che agisce in noi. Nietzsche ritiene che i filosofi greci con Socrate e Platone avevano trovato nella ragione quel rimedio che aveva consentito all’umanità di non soccombere , che il predominio dell’anima razionale su quella passionale era necessario, perché ogni cedimento agli istinti avrebbe portato a fondo, che era assolutamente necessario stabilire in permanenza contro gli oscuri appetiti una luce diurna, la luce della ragione.In gioco non era la verità mail dominio del sapere sulle passioni e della ragione sulle pulsioni, un dominio di rigore per poter sopravvivere. "Educato" da Schopenhauer, Nietzsche accoglie la verità dell'esistenza minacciata da forze immensamente più potenti di, lei, ma, "liberato" da Schopenhauer, Nietzsche accoglie anche il mondo dell'apparenza, e quindi dell'illusione e della maschera senza di cui la vita non sarebbe vivibile. Smascherata la volontà irrazionale o, nel linguaggio di Nietzsche, il problema non è più quello di difendersi dalla "rappresentazione" del mondo e quindi dall'illusione e dalla maschera in nome della "verità", ma di liberare rappresentazioni, illusioni e maschere, senza di cui la "vita" sarebbe impossibile., di accettare come sostiene anche Goethe nella “Natura”le regole del gioco. Di nuovo si prospetta il conflitto tra vita e verità, dove Nietzsche sta dalla parte della vita, mentre il suo "educatore" stava per la verità..Freud condivide con Schopenhauer e Nietzsche,nella sua Weltaschauung il fatto che il porre l’uomo l’Io e la sua identità al centro del mondo non è altro che un inganno narcisistico dovuto alla rimozione del suo essere creatura casuale nel gioco della natura, analogamente alle due grandi mortificazioni pregresse. La prima quando apprese con Copernico e Galileo( anche se la scienza alessandrina aveva sostenuto un tema analogo) che la terra non è al centro dell’universo ma una minuscola particella di un sistema cosmico, la seconda quando la ricerca biologica confutò con l’evoluzionismo di Darwin e Wallace la pretesa posizione di privilegio dell’uomo nella creazione, dimostrandogli la sua provenienza dal regno animale. La terza e più scottante mortificazione è lo scacco alla sua megalomania nel momento in cui l’indagine psicoanalitica ha dimostrato che l’Io non solo non è padrone in casa propria ma che possiede scarsissima conoscenza di quello che si svolge nella profondità del suo essere, nel suo inconscio che è fuori dallo spazio e dal tempo, non rispetta il principio di causalità e non contraddizione, si sottrae alla storia. Ma con Freud, ecco che si fa strada il rimedio illuministico attraverso un processo che esprime nuovamente il predominio della ragione sulla natura. , L’intenzione degli sforzi terapeutici della psicoanalisi è in definitiva di rafforzare l’Io , di renderlo più indipendente dal Super-io, di ampliare il suo campo percettivo e perfezionare la sua organizzazione, così che possa annettersi nuove zone dell’Es..Dove era l’Es deve subentrare l’Io…..”Vengono così scoperte le regole che permettono di avere ragione dell’inconscio con un ottimismo che permette nuovamente la trasformazione della natura in cultura che porta ad un dominio sulle pulsioni

Aspettative di vita

Credo che le aspettative di vita debbano coincidere con la vita stessa fino all’ultimo istante. L’anagrafe cessa di perdere qualunque consistenza se noi godiamo del momento presente dell’esistere. connotando il nostro vivere del sapore dell’eterno e coltivando, così, dentro di noi, costantemente, una spinta utopica a rendere possibile l’impossibile.