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Risposte su schizofrenia

Disperazione

Egr prof sono la sorella di un uomo di 56anni affetto da schizofrenia che ora era stata diagnosticata residuale e che da venti anni era in cura ed ospite di una struttura casa di riposo dove veniva assistito e seguito da medici. Due mesi fa si e' suicidato gettandosi nel vuoto da una finestra mentre le assistenti li hanno lasciato solo per un po per recarsi in cucina a prendere un caffe'. Questa cosa e' inaccettabile. Conoscendo la patologia e sapendo che la struttura e'un secondo piano con finestre senza adeguate misure di sicurezza. Si sono chiariti dicendo che non aveva mai dato segni di alterazioni dell'umore e che non si aspettavano tale reazione. Oltretutto non hanno avvertiti del trasferimento dalla precedente struttura ad un piano basso a quella dov'e' successa l tragedia. Io ero in viaggio ed ho teovato il muo amato fratello gia' nella bara. Andavo spesso a trovarlo perche' vivevo fuori Italia e lui era a Palermo. Due giorni prima della tragedia mio fratello maggiore era andato a trovarlo e le sue condizio i erano o sembravano sempre stabili. Questa tragedia mi ha profondamente turbata. Non ho mai fatto uso di alcol ne' medicine di alcun genere in tutta la mia vita, anche perche', scrivendo per case editrici ho bisogno di una mente lineare al massimo. Ora uno stato di ansia, disperazione, dolore inesprimibile mi impedisce di vivere. Hi lasciato tutto. Lavoro, amci, abitudini e mi assilla costantemente il pensiero del suicidio perche' non riesco a superare il dolore e la mia entita' individuale si e' annullata. Ho acquistato xanax per attutire l'ansia e arrivo addirittura a 4 pastiglie al giorno ma nulla cambia. Forse se fosse stato in ambiente familiare non sarebbe successo? Ma lui diceva di star bene li. Mi sento colpevole di essere viva e darei la mia stessa vita perche' lui ci fosse ancora ed io no. Tutto mi sembra fatuo. Vivo la caducita'di questa vita ogni giorno e temo di aver superato la soglia del dolore che mi portera' alla decisione di togliermi la vita. Vorrei che mi rispindesse in un mio ultimo disperato appello alla mi email. Grazie e sia quel che sia.

Cara signora, in base a ciò che lei scrive penso che, per suo fratello non si potesse fare altro davvero, visto anche che si trovava in una struttura asilare che lui stesso definiva idonea ,quindi i suoi autorimproveri non hanno davvero ragione di esistere su un piano di realtà. Ma la mente ha le sue tenebre, e perciò le suggerirei di rivolgersi, quanto prima, ad uno specialista che le sembri idoneo ad accogliere la sua richiesta di soccorso e che possa fornirle tutto ciò che possa esserle di aiuto, non solo conforto e affetto, ma anche presa di coscienza profonda delle dinamiche che sono sepolte nelle viscere della sua psiche e che alimentamno i suoi tormenti. Non affidi la profondità del suo essere ad un soffocamento di ansie ed angosce tramite farmaci,i suoi sintomi sono segnali importanti che richiedono una interpretazione , la sua invocazione di aiuto va decodificata profondamente a livello umano. La saluto cordialmente.


Disturbo schizoaffettivo

Gent.mo Dottor Miscia, le scrivo di mio fratello. Ha 40 anni e da circa venti anni prende ziprexa, en, litio, depakin, haldol, anafranil... non vive con me e io non ho memoria dei suoi farmaci, ma quelli citati sono quelli più o meno stabili. Diagnosi diverse, poiché consulti diversi: ossessivo compulsivo, schizoaffettivo, disturbo bipolare. Mio fratello non è riuscito a laurearsi. Gli manca un esame, e il fatto di non riuscire a studiare viene considerato dagli specialisti ora una sua mancanza patologica ora un alibi per non affrontare le sue responsabilità. Mio fratello è testardo, non crede nella terapia farmacologica ma la segue per paura delle conseguenze, pur chiedendo sempre di prendere meno farmaci poiché questi egli considera responsabili del suo peggioramento. È un manipolatore secondo la psichiatria che lo segue ora. Passa da periodi tranquilli sempre meno lunghi (considerati tranquilli da mia mamma settantenne e mia sorella 48enne, poiché non aggredisce, lui in realtà vive depressione e fobie, esce poco poiché ha paura di tutto) a momenti di urla e imprecazioni e pugni contro mobili e porte, e minacce di suicidio e di omicidio (rabbia verso tutti e verso se stesso che ha il cervello fuso, così dice). Nei casi di crisi il 118 (spesso da lui stesso voluto e al tempo stesso odiato) lo conduce nei reparti psichiatrici degli ospedali. Ne esce dopo 10 giorni o meno, sedato. E poi ricomincia un nuovo periodo a cui segue una nuova crisi. Non se ne può più. La famiglia non vive più. Le chiedo dottore non dovrebbe una qualche struttura ripulirlo da tutti i farmaci, per scoprire quali suoi disturbi sono legati agli effetti collaterali dei farmaci e quali sono legati alla malattia, qualunque etichetta le si voglia dare? Da vent'anni ha sempre la stessa terapia e la situazione è sempre la stessa, anzi oggi è insostenibile. La verità più vera è che un povero cristo, non ha un lavoro, non ha una famiglia che gli voglia bene davvero ( ormai esasperata, insonne e stanca), non ha amici, non ha una vita, si sente inadeguato, non crede in nessuno, acuisce le crisi quale richiesta d aiuto, ...quel povero cristo non ha chance. La sua vita potrà mai migliorare? E come?

Grazie
Salve non vi è altra possibilità , per ricavare un miglioramento evolutivo, che quello di affidarsi ad uno psichiatra di fiducia che lavori, in stretto regime collaborativo, con uno psicoterapeuta. Con pazienza e determinazione si possono ottenere lentamente ma progressivamente risultati anche sorprendenti. La saluto cordialmente

Schizofrenia e alcolismo

Salve, sono la compagna italiana di un uomo senegalese di 42 anni, al quale circa nove anni fa è stata fatta una diagnosi dì schizofrenia, anche se un medico insiste nel parlare di depressione atipica. Il mio compagno appartiene ad un livello sociale elevato ed ha studiato nel suo Paese e in Europa. Aveva un ottimo lavoro quando ebbe i primi sintomi e non ha mai accettato la malattia. Dal 2013 ha iniziato a bere birra, tanto da procurarsi gravi lesioni e da tre mesi é in una comunità a doppia diagnosi. Purtroppo riesce ogni tanto a bere qualcosa anche lì, e se fino a ieri i responsabili non erano d'accordo con la sua richiesta di tornare un po' a casa, ora vorrebbero sospenderlo perché è riuscito di nuovo a procurarsi una birra e farlo tornare a casa per una decina di giorni. Lui mi riferisce che non sa cosa lo spinge a bere, che é un forte impulso. Io non sono d'accordo che lui ritorni a casa... per pochi giorni non ha senso, anche perché io ho dei problemi alla gamba e devo spostarmi per accertamenti e non potrei seguirlo. Lui sicuramente berrebbe e comprometterebbe il miglioramento di salute a livello di pancreas e fegato. Io non so che pensare e non so più se il suo stato di salute può essere in qualche modo recuperato. Se potrà mai riavere un certo grado di normalità nello svolgimento della sua vita quotidiana. Sarei grata per ogni eventuale Suo suggerimento e consiglio.

Salve, ho difficoltà nel poterle essere di aiuto in quanto sarebbe importante un contatto diretto con l'uomo per poter effettuare una prognosi per quanto riguarda la sua vita futura. Ha un potus impulsivo alcoolico, con cui cerca di alleviare le sue sofferenze schizofreniche e depressive, peggiorando invece sia il quadro psichico che quello fisico. Comunque , se è determinato ad andarsene , e sarebbe importante comprendere le motivazioni, non vedo come lei possa ostacolare la sua decisione. La saluto cordialmente.

Coscienza di aver avuto psicosi

mio figlio sino a quattro anni fa non ha mai avuto problemi, un giorno è andato a casa di amici per trascorrere la notte in loro compagnia purtroppo si è fatto convincere a prendere ecstasy.
Al suo rientro a casa ho subito riscontrato che qualcosa non andava risultava confuso e faceva dei discorsi strani.
Dopo una ventina di giorni la situazione è peggiorata ha iniziato con le psicosi.
l'abbiamo fatto ricoverare e ha avuto subito miglioramenti gli hanno dato una terapia in gocce ma nonostante lo tenessimo sotto controllo dopo un paio di mesi non ci siamo accorti che aveva smesso di prenderle.
ha avuto una seconda ricaduta per cui l'abbiamo fatto ricoverare di nuovo facendo la nuova terapia tramite la puntura mensile Xeplion 100 mg adesso è sceso a 75 mg
sta bene ma per la prima volta ha partecipato a una terapia di gruppo dove partecipavano ragazzi che stavano veramente male.
è rimasto sconvolto da questa esperienza in pratica è come se gli si fossero aperti i cassetti della memoria e per la prima volta il suo comportamento è cambiato ha ammesso di aver avuto psicosi ( cosa che aveva sempre negato)ed è determinato a continuare la cura.
è normale questo stato d'ansia? è bene fargli continuare la terapia di gruppo?
La ringrazio

Salve, evidentemente l'exctasi ha slatentizzato un disturbo dissociativo, non lo ha certo creato.Il fatto che il ragazzo abbia preso coscienza del quadro psicotico di cui ha sofferto, è molto importante per quanto riguarda un suo percorso di crescita e , per questo motivo, siamo autorizzati a pensare che l'esperienza di terapia di gruppo sia positiva.Data la situazione, però, ritengo che sia opportuno assolutamente affiancare ad essa una psicoterapia individuale di tipo analitico, per aiutarlo nel comprendere profondamente sè stesso per quanto riguarda i vissuti pregressi, sepolti nell'inconscio, che chiedono di essere ascoltati.Per quanto riguarda l'ansia, chiaramente è importante tenerla sotto controllo, ma può trattarsi anche, probabilmente, di un sintomo che esprime quanto sta emergendo dentro di lui ed avere una valenza evolutiva. La saluto cordialmente

Psicosi catastrofista 1)

sto da una anno con una persona a cui è stata diagnosticata un forma di bipolarismo..a parte qualche sbalzo di umore e attitudini un po rigide, sembrava tutto sotto controllo. Lui segue una terapia. Due giorni fa d'improvviso ha avuto una crisi di catastrofismo..nella convinzione che qualcosa di terribile stiaper accadere..ha persoil senso della realtà (gli hanno subito prescritto degli antipsicotici mi dicono)..lui è a casa..una casa che io non frequento per motivi familiari vivendo egli con la madre e il padre che soffre di alzhaimer..ora ha disattivato l'uso del telefono e io non so come contattarlo salvo chiamarela madre che non ho mai conosciuto. Io quindi mi trovo senza possibilità ne di vederlo ne di sentirlo e francamente non so che fare..Mi chiedevo se fosse utile provare cmunque a farmi sentire attraverso la madre se non addirittura varcare la soglia della loro discrezionalità e provare ad andare a casa per ...per non so..fare almeno vedere che io ci sono...E mi chiedo quanto durerà..? che gli sta accadendo??? arriverà a non sapere chi sono???
perfavore...ho bisogno di un consiglio

grazie
Salve, non è chiaro quanto stia accadendo a questa persona e, di conseguenza, non è possibile dare alcun suggerimento in quale direzione muoversi. Tuttavia le consiglio una strategia attendista, aspettando che sia lui a mettersi in contatto con lei e le suggerisco di non non prendere iniziative che posono essere valutate in modo non positivo. La saluto cordialmente

Psicosi catastrofista 2)

La persona ha una psicosi per cui crede che stia succedendo una catastrofe..ho apllicato la strategia del cuore seguendo le di lui inclinazioni e sono stata da lui.. E' rigido (presumo per gli antipsicotici) e senbra un bambino ..con qualche sprazzo di lucidità...ha bisogno di essere guidato..segue a fatica quello che gli dici..tipo imbambolato...ma ricorda gli eventi recenti seppur non ha coscienza del suo stato..almeno ne ha una vaga..Non è in grado di relazioni sociali ..si vede...ma ascolta...ha crisi di pianto e bisogno di essere coccolato...
non so cosa aspettarmi...

E' frequente che un quadro disgregativo psicotico, dovuto al fatto che l'Io si frammenta, possa dare, proiettivamente, al soggetto, la sensazione angosciosa che anche il mondo vada in pezzi e che una catastrofe possa essere imminente.La presenza costante di lei può essere preziosa nel contenere le angosce persecutorie dell'uomo assicurandogli una introiezione amorevole di un oggetto buono che possa opporsi ad un mondo fantasmatico ostile e minaccioso. Il suo non è un compito facile, sarà necessaria pazienza ,costanza, deteminazione, tutte qualità che sgorgheranno da lei in nome dell'amore intenso che ha dimostrato di avere per lui. La saluto cordialmente

Borderline e schizofrenia.



Salve dottore, sono M. e mi hanno diagnosticato il disturbo borderline.
Ultimamente sono stata dal mio ennesimo nuovo psichiatra e aspetto da settimane la sua diagnosi. Il punto è che sto morendo di ansia.
Ho sempre sentito una voce nella testa che commenta ciò che faccio, dico e penso, ma credevo fosse normale fino a quando qualche giorno fa lo psichiatra non mi ha fatto notare che non lo è.
Mi sento perseguitata, vedo gente parlare male di me, ridere di me. In particolar quando sono per strada ho paura che gli uomini mi facciano del male sessuale.
Sto malissimo. Volevo solo sapere se il mio disturbo borderline può essersi trasformato in schizofrenia.
Inoltre qualche anno fa, prima di assumere alcuni antipsicotici avevo allucinazioni visive

Salve , ovviamente, a distanza, non avendo un contatto diretto con lei potrò dirle solo qualcosa in senso generale. Il disturbo borderline ha una sua struttura ben precisa e diversa dal disturbo schizofrenico e perciò non si ha una evoluzione nel senso che lei paventa. Tuttavia, se lei accetta un mio consiglio, guardi se non sia il caso di intraprendere un percorso psicoterapeutico con uno specialista di fiducia piuttosto che rivolgere le sue ansie all'inquadramento diagnostico della psicopatologia di cui soffre. Nel quadro borderline possono esservi spunti deliranti o allucinatori senza che si debba parlare di psicosi. Sperandole che di averle fornito un qualche aiuto e invitandola a valutare il suo stato con calma, la saluto cordialmente.

Disturbo bipolare o schizofrenia?



Gentile dott. Miscia, sono una ragazza di 27, la contatto per chiederle un parere in seguito a dei disturbi che con ricorrenza (a mio avviso ciclica) intaccano la mia vita da quando ne ho 25. Premetto di essere sempre stata una ragazza sensibile e molto fragile. Per tre anni (terza media e primo biennio del liceo) ho sofferto di bulimia, disturbo che si è andato risolvendo da solo. Purtroppo all'età di 17 anni ho iniziato ad abusare (3 canne al giorno) di marijuana per ben 8 anni, abuso a mio dire autoterapeutico, fumavo la mattina per affrontare la giornata, il pomeriggio per invogliare lo studio e la sera per concliare il sonno, in compagnia con le amiche per superare la timidezza e un certo senso di disagio. Dopo la maturità (conclusa anche abbastanza brillantemente) ho fatto molta fatica a trovare la mia strata e a coltivare in maniera continuativa le mie passioni. Ho iniziato ed abbandonato due università, iniziato ed abbandonato tre lavori, iniziato ed abbandonato altrettante attività sportive (il tutto dai miei 19/24 anni in maniera anche sovrapposta e poco lineare) Per quanto riguarda le relazioni interpersonali non ho mai avuto problemi, il mio ragazzo è sempre quello da 10 anni (nonostante alcuni alti e bassi in cui mi chiedo se lo amo o non lo amo e manifesto apertamente questi mie dubbi, dubbi che vanno e vengono a seconda del mio umore). Ho sempre sofferto dei cambi stagionali sopratutto in autunno e in primavera, cali e aumenti di peso senza significativi cambiamenti nella dieta e nello stile di vita, disturbi del sonno, umore un po' depresso). Tre anni fa (io avevo 25 anni) il mio ragazzo ha una crisi e decide di lasciarmi. Ero un po'ingrassata, non avevo più voglia di avere rapporti sessuali, ero diventata scortese, molto irritabile e lo allontanavo in malo modo se provava a toccarmi e baciarmi (aggiungo che qui avevo smesso di far uso di marijuana). All'epoca lavoravo molto (avevo aperto un'attivitá commerciale aiutata da mio papà in pensione) e la sera ero sempre molto stanca con poca voglia di uscire e vedere le amiche. Dopo la fine della mia relazione ho avuto una forte depressione reattiva durata ben tre mesi (piangevo di continuo, anche al lavoro facevo fatica a contenere le lacrime, non dormivo più la notte, mi sentivo fallita, vuota, non volevo più portare avanti l'attività appena aperta, spesso pensavo al suicidio ecc.). In tutto questo avevo anche ripreso a fumare le canne che poi dopo un mese ho riabbandonato perché mi accelleravano molto il battito cardiaco e mi facevano andare in forte paranoia. Poi come se nulla fosse mi sono ripresa, ero molto energica, felice, avevo rinnovato il guardaroba, cabiato taglio di capelli ecc. Conobbi un altro ragazzo che ho frequentato per due mesi per poi scoprire che era sposato e che stava diventato padre. Dopo quella seconda esperienza di abbandono mi è successa una cosa stranissima, invece di reagire con tristezza ho iniziato ad agitarmi, mi muovevo per casa in modo afinalisticco fregando le mani come quando si ha freddo (sembravo quasi autistica e per non sembrare del tutto pazza andavo a corerre), la testa macinava mille pensieri incoerenti e incongrui ad una velocità incredibile, non riuscivo a controllarli ne tanto meno a placarli (vera e proria fuga di idee) ho passato ben 4 notti completamente insonni, in più ho avuto un vero e proprio delirio (dicevo CONVINTISSIMA alle mie amiche che quel ragazzo sarebbe tornato sicuramente da me e che anche se sposato e in attesa di un figlio noi saremmo tornati insieme perche Dio mi mandava dei messaggi con le canzoni di you tube e che quelle canzoni d'amore parlavano della nostra complicità e del nostro amore). Fortunatamente dopo qualche mese il mio ragazzo storico si è rifatto vivo e siamo tornati insieme, abbiamo preso casa e siamo andati a convivere. Dopo questi 6 mesi burrascosi pensavo che la mia vita sarebbe tornata alla normalità e invece ho iniziato a diventare ipocondriaca. Avevo giramenti di testa e vertigini, vampate di caldo e di freddo (fatti esami del ferro e della tiroide ma nulla), avevo l'orticaria sporadicamente ( visita dermatologica ma nulla), avevo speso l'impulso di fare la pipì ma poi quando andavo in bagno ne facevo poca o nulla (esami delle urine ma nulla) poi sono andata in fissa con le ovaie (vista ginecologica ma nulla). Periodo tranquillo, poi successivamente ho avuto altri ploblemi di questo tipo: fase in cui mi veniva da piangere senza motivo, avevo una forte gastrite ed ero convinta che dio mi avesse punita con un tumore allo stomaco perché ero avevo frequentato un uomo sposato (anche di questo ero molto convinta anche dopo aver fatto la gastroscopia dove era diagnosticata solo ernia iatale, gastrite cronica e celiachia io sostenevo che i medici non avevo fatto l'Esame correttamente). Poi ancora periodo di benessere ma poi ho iniziato ad aver paura degli attacchi terroristici,mi è capitato di prendere il treno avere accanto a me un uomo musulmano con una valigetta e quando si è alzato (probabilmente per andare in bagno) ho quasi perso il controllo, stavo (e per fortuna che non l'ho fatto) per controllare se c'era dentro una bomba. Al che ho deciso di consultare una psicoterapeuta e uno psichiatra perché ho inizato (sintomi che sono durati 15gg) a svegliarmi la mattina molto presto con una fortissimi angoscia, non riuscire più a seguire un film in televisione e a leggere perché ero molto distratta e i pensieri andavano per i fatti loro, ho avuto ancora ma fortunatamente solo per tre/ quattro giorni questa forte irrequietezza psicomtoria con fare afinalistico, oppure iniziare a fare in casa tre cose contemporaneamente ma senza concluderne mezza. Sempre in questi giorni quando parlavo ero logorroica e mi è ricapitato questo episodio prima di andare a dormire dei pensieri che vanno all'impazzata senza sosta e che non si sono placati per ben 4 ore di seguito, in piu il giorno dopo ero ancora molto agitata fisicamente però mi capitava anche di andare in fissa con lo sguardo perso nel vuoto e mi dovevano chiamare o picchiare dentro per farmi riconnettere e appena provavo a seguire i discorsi mi capitava di riincantarmi per qualche minuto e di essere completamente assente con la testa vuota con uno strano senso di alienazione, smarrimento come se le cose e le persone che mi circondavano non erano più le stesse. Ora, non sono mai arrivata al punto di farmi ricoverare in psichiatria perché nonostante i due deliri più evidenti (i messaggi di Dio tramite le canzoni e il tumore allo stomaco) quando mi veniva detto che forse stavo esagerando mi calmavo apparentemente (anche se dentro di me rimanevo convinta di quello che pensavo senza sottoporre il mio pensiero ad un giudizio più critico e razionale). Secondo lei c'e il rischio che questa possa essere schizzofrenia? Visto che ci sono stati deliri e illusioni, irrequietezza motoria, fare afinalistico e sconclusionato, e il cervello che andava in fissa da solo?! Secondo lei il fatto che io abbia abusato di marijuana dai 17 ai 25 anni può aver risvegliato una malattia che diversamente sarebbe rimasta latente? C'è la possibilitá che anche se non sto più fumando da un anno e mezzo le canne possa riavere degli episodi spicotici i dei deliri? Ora io sto seguendo da un mese una cura con brindellix 10 mg una volta al di e xanax 0,5 al bisogno. Più una volta alla settimana la psicoterapia, lo spichiatra lo rivedrò queta primavera per vedere come affronto il cambio di stagione ma ad oggi non vuole fare alcuna diagnosi visto che i sintomi si sovrappongono molto con diverse patologie. Spero davvero mi possa fornire il suo parere. Mi scusi per il messaggio un po' troppo prolisso. La ringrazio davvero molto. Buona serata.

Salve, effettivamente la sintomatologia è complessa e polimorfa, per cui penso che ci troviamo di fronte ad un disturbo di personalità che coinvolge la sfera cognitiva, affettiva, interpersonale ed è,appunto, tipico di questa struttura la presenza contemporanea di sintomatologia appartenente alle sfere citate. Nel caso di disturbo borderline vero e proprio come potrebbe essere il suo caso, si ha una accentuazione dello scompenso ai vari livelli decisamente marcato, al limite tra nevrosi e psicosi con una sua struttura definita, però, per cui non tende ad evolvere in un quadro psicotico : infatti anche i deliri sono stati alterazioni del giudizio volatili e non costanti. In uno stato mentale come quello che lei descrive, l'uso di cannabis è altamente controindicato . Secondo me è opportuno, come le è stato riferito, di attendere l'evoluzione per avere un quadro clinico più chiaro e definito.Le consiglio di proseguire la psicoterapia , anche se sarebbe preferibile un ritmo delle sedute piu intenso, la saluto cordialmente.

Credo di essere schizofrenica (di tipo paranoide)

Salve dottore, ho 15 anni, ma nonostante la mia giovane età sospetto di essere schizofrenica. Questo sospetto deriva dal fatto che molto spesso ho deliri (credo di essere spiata, di avere telecamere ovunque in casa, che tutti si siano messi d'accordo per farmi fuori, difatti spesso ho paura che mi avvelenino col cibo) e allucinazioni di tipo olfattivo. Recentemente ho perso interesse per quel che facevo non molto tempo fa, non riesco ad esternare le mie emozioni e esco sempre meno di casa, frequentando pochissime persone (si contano veramente con le dita di una sola mano). La ringrazio veramente di cuore per una sua futura risposta

Cara ragazza, io le suggerirei di essere molto cauta per quanto riguarda la autodiagnosi da lei effettuata, specie così pesante come questa. Infatti non si tratta, in questo caso, di deliri, perchè lei ha consapevolezza della realtà, infatti scrive "credo di essere spiata....ho paura che mi avvelenino il cibo..", mentre il delirante dice " mi spiano, mi avvelenano il cibo......Lo stesso discorso è da porsi per quanto riguarda quelle che lei definisce allucinazioni e che sono probabilmente soltanto dispercezioni.
Credo che sarebbe opportuno, per lei, mettersi in contatto con un valido psicoanalista che la accolga affettivamente e comprenda profondamente il suo mondo psichico,cercando insieme a lui, nell' inconscio, i conflitti profondi che sono alla radice del suo attuale stato di disinteresse per le cose,per gli amici e le sue chiusure al mondo, affrontando la sua crisi di identitaria,crisi che si riscontrano così frequentemente in queto periodo esistenziale e che, purtroppo, sono spesso cosi poco ascoltate. La saluto cordialmente

Soffro di un disturbo schizo-affettivo da molti anni...vorrei CAPIRE

Buonasera dott Miscia,Le scrivo poichè non riesco a gestire più il mio problema.Cercherò di essere sintetica. Io e mia sorella maggiore siamo rimaste orfane molto presto di entrambi i genitori, io ho emulato SEMPRE mia sorella ,devo dire molto aggressiva di carattere forse mi ha anche molto plagiata,mi indirizzava sempre ad avere una vita sentimentale molto piena,cioè vari fidanzati ,fino a quando a 29 anni prima di un episodio psicotico acuto,curato ovviamente (parlo degli anni 90) ,con serenase e anafranil più tavor ,ero fidanzata con un ragazzo che mi voleva molto bene ,si usciva insieme la sera,dormivamo da me ,stavo benissimo, ma la mattina mi svegliavo e regolarmente lo buttavo fuori di casa dicendogli che non lo volevo,che volevo stare sola.Inoltre lo tradivo ,con avventure passeggere che poi gli confessavo.Questo atteggiamento ,è ovvio ha portato il mio ragazzo a dire che era stanco di me ,ma visto che ero moto sola e disturbata ,mi ha offerto la sua amicizia che ancora va avanti.La sua mamma è stata una seconda mamma per me,nonostante tutto.Ho reicontrato poi un ragazzo che conoscevo da ragazzina,anche lui orfano di mamma ,con un papà molto invadente,ci siamo messi insieme poi dopo 8 anni di convivenza ci siamo sposati e 8 anni è durato il matrimonio.Purtroppo ,però, io non sono mai cambiata ,ero molto altalenante,la mattina in un modo,la sera in un altro ,tradimenti vari,gli ho procurato molta sofferenza,anche lui ha cominciato a soffrire di attacchi di panico e a usare EN. Sottolineo che in tutto questo tempo,io ero sempre seguita dal CSM della mia città ,facevo psicoterapia e ho subito diversi ricoveri.Durante uno di quasti (era come partecipare al Grande Fratello )mi sono ovviamente invaghita della persona piu' sbagliata.L'ho frequentata ,e ,con un senso di colpa pazzesco ho lasciato mio marito. Pensavo ,e lo penso ancora, che una come me non meritasse un uomo così dolce e paziente.Quindi,volevo essere generosa con lui lasciandolo libero di rifarsi una nuova vita.E così è.
Sono passati 10 anni dalla nostra separazione ,sono ancora qui che spesso ho crisi,mi piacerebbe parlargli ma ho paura di piangere,abbiamo già parlato e lui mi ha sempre detto che non era stata colpa mia,almeno l'intenzione non era quella ,era la mia malattia.
Ora ,quando sono un pò più stanca, o per es.per le Feste di Natale sto da cani, il mio attuale compagno dice che non è mio marito il problema,è una ossessione con cui non riesco a convivere ,il mio problema.Ho cambiato anche città ,sto un pochino meglio da quando vivo qui ma quando sto male il senso di colpa per avere fatto soffrire una persona che mi adorava è insopportabile! Per fortuna il mio compagno mi ascolta ,ha pazienza e mi accetta ,mi curo con attenzione ,ho un CSM ottimo e vivo una vita regolare e tranquilla che fino a qualche anno fa rifiutavo.Secondo Lei,caro dottore ,è così? Ora sono una persona diversa,penso migliore,ma tendo comunque a farmi male ,non mi taglio ma subisco ancora mia sorella e non ho sviluppato autostima.Spero tanto Lei mi possa rispondere La ringrazio di cuore in anticipo !

Sembra di comprendere, da quanto lei scrive, che lei abbia vuto un'evoluzione importante e soddisfacente, evidentemente ha trovato specialisti che si sono occupati di lei in modo adeguato, e il suo è un esempio di come una situazione problematica possa evolvere favorevolmente se troviamo accoglienza, empatia e competenza.

Cordiali saluti

RUOLO DELLO PSICHIATRA

Volevo sapere, cosa esattamente dovrebbe fare uno psichiatra per un suo paziente. Ho un figlio schizofrenico di 32 anni, che e' seguito dalla struttura pubblica, ma in questi tre anni che e' in cura da una psichiatra, ho ancora molti dubbi sulla utilita' di questo rapporto medico/paziente.
Oltre al farmaco penso dovrebbe esserci il cercare di aiutare nel possibile, i problemi che una persona in cura ha molto spesso, su molti fronti.
Dato che invece non e' cosi'.....chiedo a lei cosa POTREBBE fare uno psichiatra per il suo paziente ?
Inoltre e' giusto appoggiarsi anche ad un medico PRIVATAMENTE che affianchi quello della ASL, oppure si rischia solo di fare confusione......Peccato pero' che i tempi del servizio pubblico sono ETERNI e invece il paziente, ha necessita' veloci e frequenti. Quindi ?

Salve, non è consigliabile sovrapporre due psichiatri per quanto riguarda la terapia della psicopatologia di suo figlio, è opportuno che lo specialista sia una persona che ha un valido rapporto di empatia con lui e verso il quale suo figlio possa nutrire stima e fiducia, quindi , nel caso che ci si affidi alla struttura pubblica che egli possa aver contatto sempre con la stessa persona con sedute che si svolgano ad un ritmo appropriato alla problematica di cui soffre. La saluto cordialmente

Mio fratello 32 anni

ciao,
mio fratello, che sembra normale, che ragiona, che pare abbia una normale vita, degli amici, da 4 anni si è fissato che una donna, che neanche sa che lui esiste, sia la sua musa, le ha dedicato la tesi, le ha comprato regali per migliaia di euro, spendendo tutti i soldi che aveva, pensa sempre che ci sia un complotto alle sue spalle, che i miei genitori non gli diano soldi non perchè non possono ma perchè non vogliono.
io con intrepida pazienza ho provato a parlarci, un po si è aperto con me, e mi ha raccontato un po di questa ragazza, sono cosi rammaricata di non essermi incaponita prima, per cercare di capire, io pensavo che questa ragazza lui avesse avuto almeno una relazione, ho sentito la ragazza che mi ha detto che lo ha conosicuto di vista.
sarà impossibile portarlo da un medico, come posso fare?
ha anche lasciato il lavoro, non gli piaceva piu spera di trovare di meglio.
ma poi psichiatra? possiamo dargli il medicinale nei pasti?

Da come lei lo espone, sembra che siamo di fronte ad un pensiero delirante, anche se, per comprendere se il quadro sia francamente psicotico o meno, sarebbe necessario avere un contatto con suo fratello , che, quindi, lui riconoscendo che i suoi processi di pensiero sono fuori dalla realtà,possa accettare di conseguenza, una visita psichiatrica.Dato che non è possibile individuare esattamente la psicopatologia di cui soffre, non è possibile somministrargli alcuna terapia.Comunque vediamo se l'evoluzione del quadro permetterà una forma adeguata di intervento. La saluto cordialmente

Come aiutare una persona cara in difficolta'



Salve dottor Miscia, vorrei che mi desse una mano per decidere cosa fare riguardo per una persona seguita dal centro di psicoterapia cognitiva, ha fatto i test per vedere quale patologia deve curare ma nonostante lo psichiatra abbia prescritto dei farmaci che adesso elenco non ancora sta bene.Al mattino prende Akineton 1/2 cp da 4mg; la sere 2cp di impromen 5 mg; 2cp di olonzapina 10mg; 1cp di akineton 500mg. Lo psichiatra che lo segue dice che associera' la psicoterapoia appena lui sara' meno agitato. A oggi non vediamo risultati, è una persona giovane e ho paura che perda il suo lavoro, ora ha delle fissazioni riguardo a una ragazza inesistente. Lui ha avuto una adolescenza travagliata, la sindrome che lo psichiatra dice che lui ha riscontrato è psicosi.

Salve, può leggere quanto ho scritto come risposta alla lettera sottostante, la saluto cordialmente

Parere psichiatrico

Salve dott. Miscia, in casa ho un figlio a cui è stata diagnosticata la sindrome schizoaffettiva sottotipo bipolare, questo da pochissimo, siamo stati in un centro dove è stato sottoposto a dei test, a oggi dopo due mesi ancora lui sta male e la terapia che gli è stata prescritta non ha dato risultati. Prende impromen 5mg 1 compressa e mezza, 2 compresse di akineton 500,1 compressa di quietapina da 100mg,questo tutto di sera per facilitare la cosa visto che lui lavora, la mattima 1/2 di Akineton da 4 mg.Noi stiamo vivendo l'inferno in casa dobiammo stare secondo i suoi umori, viviamo in tre in casa io lui e mia figlia che è una ragazza di 19 anni. Sono divorziata ma i suoi problemi sono iniziati all'inizio della nostra separazione che non è stata una passaeggiata. All'epoca lui era adolescente e la sorellina appena nata, in seguito a cio' lui ha vissuto lontano da noi per un po' di anni visto che il padre si è trasferito a 400 km da noi e lui è voluto andare col padre , quindi sicuramente ha subito dei traumi, perchè non ha visto nè la sorella nè me x un po'. In quel periodo il padre continuava a parlargli male di me che a un certo punto non ho tollerato piu' il suo pessimo carattere iroso e manesco ed ho chiesto la separazione. Ora da un po' lui è rientrato a casa con noi ma è un inferno.Vorrei poter avere un consiglio, al centro dove lo seguono, lo psichiatra ci ha detto che non puo' iniziare la psicoterapia, che certamente potrebbe aiutarlo perchè è troppo nervoso ed è ina fase acuta. Noi vorremmo poter vivere perchè quando è andato via mi ha gia' dato molte sofferenze acssecondando l'odio del padre nei miei confronti, ora è rientrato gia' da un po' lo accolto con amore e pazienza e vorrei poterlo aiutare. Non voglio che ci annienti pero'. Mi dica cosa possiamo fare senza perdere la lucidità che mi sono conquistata. Spero in una sua risposta.

Salve , è assolutamente necessario stabilizzare la situazione psichica affidandosi allo psichiatra di riferimento, si può aumentare il dosaggio dei farmaci dato che il loro livello non è elevato, o cambiarli e, una volta che il discorso è monitorato adeguatamente a livello farmacologico ed è sotto controllo, e' opportuno, sperando nella sua disponibilità, scegliersi uno psicoterapeuta esperto in questo tipo di problematiche, verso cui il ragazzo senta fiducia , che possa agire con lo psichiatra in stretto regime collaborativo. La saluto cordialmente

Sospetto schizofrenico


Salve.
Mio fratello ha 28 anni ed ha sempre goduto di buona salute. Da quasi un anno crede che i miei genitori gli avellenino il cibo, e porta lo stesso sospetto anche per gli estranei (ad esempio al bar). Racconta di fatti mai esistiti, e tramite metafore esprime l'idea che ci sia un complotto verso di lui. Spiando la sua cronologia di navigazione ad internet, qualche mese fa, aveva cercato: trauma infantile, cosa vuol dire quando mi toccano la spalla, sognare di guidare la macchina di notte. Ha avuto degli acme in cui ha distrutto degli oggetti e tagliato con un coltello la cuCina, gesti fatti come monito, al fine di non avvelenargli più il cibo. Purtroppo rifiuta di farsi visitare, non riusciamo in nessun modo a convincerlo e nemmeno vuole farsi visitare a casa: abbiamo chiamato uno psichiatra a domicilio, ma ha rifiutato di avere un confronto. Potrebbe consigliarmi un possibile intervento terapeutico, una soluzione per sbloccare questa situazione ormai insostenibile, siamo straziati, lo abbiamo davanti ma non riusciamo a fare qualcosa di concreto. Grazie mille.
Cordiali saluti.

Salve data la necessità e urgenza clinica, conseguenti al rifiuto al trattamento da parte di suo fratello e dato che la grave patologia psichiatrica non è altrimenti gestibile è opportuno e necessario effettuare un TSO, le cui procedure possono essere lette su internet.Una mia cliente che aveva il fratello in una situazione simile e non voleva ricoverarlo, gli scioglieva un pipetta di 2 ml.di Risperdal gocce nella minestra una volta al giorno ma io non posso certo suggerirle una situazione simile.La saluto cordialmente

Siamo disperati! Mio fratello è davvero schizofrenico?

Sono la sorella di un ragazzo di 25 anni...mio fratello ha avuto il primo episodio psicotico una settimana fa ed è tuttora ricoverato in clinica. È stato tendenzialmente un ragazzo giudizioso e intelligente...si è laureato e stava cercando di cambiare lavoro. A parte qualche conflitto con i miei genitori è una persona meravigliosa. Quest estate in vacanza esce con le nostre cugine e ha vari conflitti con i miei genitori perché non vedevano di buon occhio le loro compagnie! Di cui tutto normale. Lì conobbe tra la cerchia di quelle amiche una ragazza e si auto convince che i miei non avrebbero mai potuto accettare. Non aveva tutti i torti...i miei sono sempre stati super protettivi con noi ed effettivamente per i miei lei non sarebbe mai stata vista di buon occhio...ma sono comunque persone che avrebbero accettato se questo lo faceva felice! Mio fratello cova tutto questo insieme a altro stress dovuto al lavoro che non riesce a trovare e la possibilità di un guadagno migliore. Aspettava da due settimane la risposta di un lavoro che attendeva con ansia e la ricevette...risposta negativa...con lei decide inoltre di chiudere la storia! Noi non sapevamo niente di lei e lui non ne ha mai parlato...di esporre il problema o i suoi dubbi... La sera stessa inizia il suo episodio psicotico...comincia a dire a mia madre che la ragazza si uccide perché lo lasciata...e uccideranno anche lui perché L ha indotta a uccidersi...mia madre vedendo che la cosa degenera lo porta dal medico...durante il tragitto ha L impressione di essere osservato da tutti, che tutti sapevano! Lo portiamo in pronto soccorso e ci dicono di ricoverarlo in una clinica psichiatrica! Lì somministrano 5 mg di zyprexa 1 o 2 volte al giorno! Continua a domandarmi se la ragazza si uccide o meno... alternando questi deliri a momenti in cui sembra tornare lui e dice di aver detto cavolate... dottore siamo distrutti...i miei genitori stanno malissimo...cosa possiamo fare per aiutarlo? Cosa gli è successo? Mi rendo conto che è molto presto per saltare in conclusioni ma sto così male che non so più che pensare!
La ringrazio in anticipo

Salve, si tratta di un episodio psicotico acuto innescato da due situazioni che hanno causato un break dell'io e una momentanea perdita di contatto con la realtà. E' possibile che si tratti di un evento isolato che ha però evidenziato una fragilità psicologica del soggetto. Vi consiglio caldamente di suggerirgli, una volta dimesso, una psicoterapia psicoanalitica profonda che sarà il miglior strumento per vaccinarlo contro possibili ricadute. Un cordiale saluto

Mia madre ha dei gravi disturbi che non ammette di avere

Gentilissimo Dottore,
Le scrivo per chiederle un consiglio su di una questione molto delicata che la mia famiglia sta affrontando negli ultimi anni.
La questione riguarda mia madre,una donna di 57 anni che ha perso,nel corso degli ultimi 3 anni,il lume della ragione ed é divenuta fragile e psicolabile.
Partire a spiegarle tutto dall'inizio dilungherebbe molto la mia lettera,quindi cercherò di riassumerle la questione nel modo più breve possibile; Tutto ebbe inizio circa nel 2013,quando per pura causalità,mia madre ha dovuto ricordare un trauma che aveva accantonato e totalmente rimosso da tempo,la perdita di un figlio alla nascita. Da allora ha iniziato a divenire paraoica,delirante,sospettosa di qualsiasi cosa,qualsiasi avvenimento attorno a lei,a suo dire,é diretto a ledere la sua persona,crede che tutti la spiano,che il suo cellulare é sotto controllo,che noi figli cospiriamo contro di lei,che mio padre cospira contro di lei e che la tiene sotto controllo costantemente con telecamera nascoste in casa e,addirittura detective privati.
Ogni piccolo innocuo avvenimento é per lei qualcosa di piu grande,che nella sua mente elabora in una maniera assurda e totalmente esagerata (esempio,se riceve una chiamata da un numero che ha semplicemente sbagliato,per lei era qualcuno che la spiava).Questi sono solo piccoli esempi di ciò che è diventata,solo per farle capire un pochino la situazione. Nonostante abbiamo tentato in tutti i modi di parlarle e farle capire che non c'è nulla di reale in ciò che dice e pensa,non c'è modo di smuoverla,ci vede ormai tutti come nemici complottisti.
Oltre ad essere così paranoica,alcune volte ha scatti di ira molto improvvisi e violenti,che subito dopo le passano ed accantona totalmente nel dimenticatoio.
Siamo arrivati tutti a capire che ha bisogno di un supporto psicologico (se non addirittura psichiatrico),ma non c'è modo di farglielo comprende,ogni qualvolta proviamo a parlarle di questo,si chiude in se stessa perché dice che nessuno la crede e che é da sola. Abbiamo paura che possa compiere un gesto estremo poiché il mondo di fantasia che si é creata nella mente è davvero un posto invivibile e pensiamo tutti che un giorno non lo sopporterá più.
La prego Dottore di consigliarmi un modo di approcciarmi a lei nella maniera più adatta,se c'è qualcosa che tutti noi familiari possiamo fare per convincerla a cercare aiuto ed a farsi curare,come può capire, siamo molto preoccupati per lei.

Grazie per l'ascolto.

C.

Salve, la mancata consapevolezza di malattia orienta verso il disturbo psicotico, con delirio di riferimento, anche se non è chiaro a cosa si riferisca quando parla del riaffiorarsi in lei di un trauma rimosso. L'assistenza e l'accoglimento affettuoso è l'unica arma che avete per dare un contenimento al grave disturbo dissociativo. E' necessaria una terapia antipsicotica delirolitica, in collaborazione con uno psichiatra che possa riscuotere la fiducia di sua madre, associato ad uno psicoterapeuta che svolga una funzione di approfondimento e di conoscenza della sua psiche.
E' quindi importante che sua madre acquisire una consapevolezza che la porti in questa direzione

Evento psicotico come esordio di schizofrenia?

Buonasera, sono una ragazza di 26 anni che a metà luglio ha avuto un episodio psicotico.
Sono sempre stata una ragazza sensibile, non forte caratterialmente, di intelligenza nella media ma spesso ho riscontrato in questi anni problemi di concentrazione e spesso mi capita tuttora di "incantarmi" ovvero di mettere in standby il cervello per un pò di secondi.
A luglio mi sono dimessa in condizioni di forte stress lavorativo che mi ha portato ad un attacco di panico che la mia mente ha identificato come i sintomi di un avvelenamento; pertanto sono finita al pronto soccorso pensando di stare per morire per colpa dell'insetticida che pensavo la mia amica mi avesse messo nel piatto.
Pensavo che tutta la mia famiglia fosse d'accordo, che tutti i miei amici e il mio ragazzo fossero d'accordo. Sono stata ricoverata pochi giorni nei quali ho cercato di minimizzare l'evento perchè pensavo che tutti avessero interesse nel farmi rimanere...poi mi hanno dimessa ma una volta a casa ho sviluppato un altro delirio pensavo di avere un tumore e che mi fossero rimasti pochi giorni di vita (avevo dei sintomi compatibili con il reflusso gastroesofageo di cui ho sofferto a volte) e che tutti lo sapessero,anche il mio medico di famiglia, e mi volessero lasciar morire senza dirmi nulla.
Ce l'avevo con tutti e lo snebbiamento da queste convinzioni c'è stato dopo un mese e mezzo, a inizio settembre. Ho assunto serenase per la prima settimana a luglio poi risperdal 1,5 mg/die che assumo tuttora.
Ora non ho più nessuna convinzione anche se ogni tanto il cervello partorisce velocemente idee strane senza che io possa controllarle come ad esempio se sento ridere delle persone penso stiano ridendo di me ma subito mi dico che non ha senso e ne sono convinta.
Il problema ora è che insieme allo snebbiamento dalle convinzioni parallelamente ho cominciato a non sentirmi più io, ad avere mal di testa, ad avere grossi problemi di concentrazione, di memoria, di attenzione. Inoltre non riesco più a godere delle cose belle come prima, non sento di avere delle buone prospettive future perchè mi sento che la mia intelligenza sta calando e che non sono più in grado di lavorare nè che potrei esserlo in futuro.
Ho come la sensazione che mi si sia atrofizzato il cervello e sono in attesa di RMN encefalo per verificare se c'è un qualche problema.
Ho paura che i miei sintomi cognitivi peggiorino perchè mi sento ogni giorno peggio e ho paura di avere la schizofrenia...la mia psichiatra non si è ancora pronunciata su questo. So che la schizofrenia è definita anche come demenza precoce e ho paura. Vorrei avere un suo parere, la ringrazio in anticipo

Salve un episodio psicotico, credo tipo bouffè delirante, può verificarsi e scomparire senza lasciare traccia. Nel suo caso però successivamente ha accusato spunti deliranti, (non deliri)polimorfi di tipo vario, di riferimento ,ipocondriaci e deficit cognitivi rilevanti, sintomi peraltro tenuti sufficientemente sotto controllo dal Risperdal.In base a questo, mi orienterei piuttosto su un disturbo di personalità, il che è un entità psicopatologica ben diversa da un quadro schizofrenico.E' assolutamente importante e rioritario che lei inizi una psicoterapia psicoanalitica con uno psichiatra di fiducia, anche la sua, allo scopo di agire attraverso un contenimento delle sue dinamiche psichiche, raccomandandole di non contare assolutamente solo sui farmaci. La saluto cordialmente

La sua (presunta) schizofrenia, la mia depressione

Gentile Dottore,
mi sono imbattuta per caso in questo Suo utilissimo blog, ed ho pensato subito di scriverLe.
Cercherò di essere il più breve possibile.
Conobbi M. quattro anni fa durante il mio primo ricovero (spontaneo) in clinica psichiatrica a causa di una brutta sindrome ansioso-depressiva, di cui soffro dall'età di 16 anni soprattutto a causa di gravi disagi familiari vissuto fin da bambina.
Io avevo 28 anni, ed ero ricoverata in una struttura con casi di entità grosso modo simile al mio, mentre lui, trentaquattrenne, si trovava da quasi un anno presso la comunità annessa alla clinica.
Si presentava gentile, disponibile, ma anche molto impacciato e soprattutto all'apparenza fortemente inconsapevole della propria patologia, al punto che era difficile riuscire a capire per quale motivo si trovasse lì da tutto quel tempo.
Con molto imbarazzo, ammetto che ci "fidanzammo" in base ad uno di quegli "innamoramenti" che tanto spontaneamente sorgono in un microcosmo pieno di disperazione e di bisogno di vicinanza come quello di una clinica psichiatrica (notare tutte le mie virgolette).
Io, nonostante tutti i miei tentativi di farmi tenere il più a lungo possibile per non rientrare in un ambiente familiare già allora destabilizzante, naturalmente venni dimessa prima di lui; una volta uscito a sua volta e andato a vivere in un appartamento in affitto pagato dalla madre, M. iniziò a presentare tutta una serie di sintomi molto peculiari, di cui prima si era verificata qualche rara avvisaglia. Convinzioni assurde quali quella ricorrente di vedere attori famosi seduti all'interno delle auto in corsa, o l'idea che se litigavamo accadeva perché io ero un'oppositrice di Obama (!), cominciarono a farsi sempre più numerose. Venni a scoprire che la madre non gli faceva neppure sapere l'indirizzo della propria abitazione, cosa che avviene tuttora.
A poco a poco, contro ogni nostro parere, si tolse tutti i farmaci, e a quel punto avvenne il disastro: era convinto che lo inseguisse la polizia satellitare, che un mio corteggiatore che abitava da tutt'altra parte venisse sotto casa sua, mi vedeva dentro ogni auto che passava, asseriva che odorassi di...seme altrui.
Mentalmente, detti un nome alla sua patologia misteriosa: schizofrenia. Tuttavia questa mia diagnosi non è mai stata confermata da nessuno.
Lo lasciai, e il suo tracollo mentale fu completo: dovetti cambiare sia numero di cellulare che indirizzo e-mail.
Seguirono diversi mesi di allontanamento, durante il quale purtroppo crollai nuovamente io a causa di una situazione familiare divenuta insopportabile e del sopraggiungere di un problema di salute. Lui nel frattempo aveva subìto un altro TSO, ed era stato ricoverato nuovamente in clinica psichiatrica.
Credo di poter dire con certezza che, se lo ricontattai e lo rincontrai, fu a causa della mia nuova e devastante depressione, che mi fece sentire priva di qualunque speranza (avevo investito molte aspettative sul ricovero, che per me è stato un periodo di inaspettata serenità e ritrovata gioia di vivere, cercando senza riuscirci di farne lo spunto per una nuova partenza). Dopo esserci sentiti alcune volte per telefono, mia madre lo invitò a casa nostra un giorno in cui ero particolarmente giù. L'ultimo ricovero lo aveva rimesso praticamente a nuovo, grazie ad una terapia a base di iniezioni mensili di Xeplion; tuttavia, avendoci a che fare, la sensazione era strana, come se sotto la sua ritrovata immagine di ragazzo gentile ed impacciato, si intravedesse ancora quella delirante e sconnessa del periodo "senza farmaci", che di tanto in tanto riaffiorava.
Questa sensazione è rimasta intatta durante tutti questi anni di rinnovata e per tanti aspetti insensata frequentazione. E' stato praticamente l'unico a rimanermi disperatamente vicino, e con cui mi sentissi di avere a che fare, dopo la mia grave ricaduta depressiva in seguito al mio rientro a casa, all'avvento di nuovi gravi problemi familiari e a problemi di salute a cui ho accennato più sopra.
Non gli ho mai dato il mio nuovo numero di cellulare, sentendoci sempre solo tramite telefono fisso.
Se i suoi deliri mentali e le sue allucinazioni visive ed uditive sono praticamente scomparsi, d'altro canto, rispetto a quando l'ho conosciuto in clinica, è come "regredito" a livello sia mentale che emotivo, arrivando spesso ad atteggiamenti stolti, frivoli e per me incomprensibili come la reazione frequente di ridere di fronte alla rabbia o alla sofferenza altrui. Avverto inoltre in lui una forte disponibilità ed attaccamento verso la mia persona, ma anche una generale mancanza di empatia. La consapevolezza della propria patologia pare tuttora non pervenuta, ed è forse l'aspetto più difficile della sua personalità infantile e poco assertiva. Due anni fa la madre gli ha fatto ottenere un certificato di disabilità psichica con l'assegno di un sussidio mensile, dato che M. non lavora da molto tempo.
Mi rendo conto di starLe raccontando una storia infelice e bizzarra. Questi quattro anni sono stati per me terribili e dolorosi, sotto ogni aspetto: familiare, personale, sociale. Ho perso le speranze come mai mi era accaduto prima, sentendo di non meritare più nulla, ed è come se in questo ragazzo (ormai uomo) sempre disponibile e fuori dal mondo avessi cercato una sorta di ultima spiaggia.
Abbiamo vissuto insieme momenti atroci, durante i quali la mia sopportazione delle sue stramberie era pari a zero, tirando fuori il peggio di me, e periodi di grande condivisione e dolcezza. Abbiamo fatto moltissime cose assieme, creato moli piccoli punti di riferimento tutti nostri.
Di recente, M. mi ha improvvisamente annunciato di voler sospendere le iniezioni mensili di Xeplion, che gli vengono fatte presso il CSM della sua zona, per passare alla terapia con le compresse.
Dicendo che la sola idea mi terrorizza, sto usando un'eufemismo. Ho più volte accennato alla sua mancanza di autoconsapevolezza sulla propria malattia (schizofrenia o meno che sia), ed ho raccontato di come uscito dal ricovero che abbiamo avuto in comune, si sia liberato da ogni farmaco con effetti devastanti; so da ciò che mi hanno riferito i suoi familiari che è stato ricoverato innumerevoli volte proprio perché va a finire sempre che butta via tutte le compresse convinto di non averne alcun bisogno, e anche senza i racconti altrui, avendo capito il tipo, immagino benissimo che farà così anche stavolta.
Pur essendo consapevole da sempre del fatto che questo rapporto sia sbagliato e stressante, che mi stia facendo regredire (ho parlato appunto di "ultima spiaggia"), e che dunque andrebbe interrotto, finora nel bene e nel male mi aveva retto in piedi. Mi faceva illudere di poter dimenticare ogni tanto di avere una situazione familiare e personale agghiacciante, difficile da rendere e riassumere in poche parole.
M. mi rassicura dicendo che può anche rimandare questo sciagurato cambio di terapia, mentre sua madre mi ha detto chiaramente che qualora tutto ciò avvenisse, è meglio per me darmela a gambe, e chiudere ogni contatto. Mi sento come se qualcuno avesse preso l'intero globo terrestre, e me l'avesse rotto in testa. Sono fortemente impaurita, angosciata, addolorata e depressa; mi ritengo stupida e masochista per non essere riuscita a scegliere un appoggio che fosse reale, per aver reagito alle mie difficoltà lasciandomi andare ed azzerandomi come mai era accaduto prima, pur essendo una bella ragazza colta e sensibile che in passato ha fatto molte cose elogiabili ed importanti.
Mi scusi, alla fine mi sono dilungata.
Mi rendo conto di aver messo molta carne sul fuoco; spero che vorrà ugualmente darmi una Sua risposta, un consiglio su come uscire da tutta questa situazione ormai insostenibile sotto ogni punto di vista.
Cordiali saluti,
una ragazza disperata

Salve, l'unico suggerimento che posso darle è quello di iniziare un percorso terapeutico con una persona di fiducia che abbia lo scopo di agire sul suo disturbo depressivo continuando il lavoro su se stessa per un periodo di tempo sufficiente a farle conquistare una buona autostima e una adeguata percezione del suo valore. Questo le consentirà di valutare profondamente il rapporto con questo ragazzo, consentendole di gestire la situazione con una buon coefficiente di indipendenza, in modo da darle la possibilità di valutare la opportunità di restargli accanto o meno, perchè, a quel punto, l'eventuale prosecuzione della la storia con lui sarà una operazione che non deriva da una propria debolezza, ma dalla possibilità di dare a lui un aiuto efficace e tangibile comunicandogli il proprio ritrovato vigore psichico. La saluto cordialmente.

SCHIZOFRENIA



Volevo sapere per mio figlio, affetto da schizofrenia, che prende da circa 4 anni, ogni giorno 12 mg. di INVEGA, ha 32 anni, ha quotidianamente un problema che marcatamente lo affligge,
Una forma di ansia, disagio che lui chiama IRREQUIETEZZA che non lo fa stare sereno, Che gli toglie anche la voglia e la serenita' necessari per vedersi anche solo un film alla televisione. Non e' acatisia, e' qualcosa piu' legato allo stato d'animo, che ad un fatto muscolare.
Secondo lei e' dovuto al farmaco o alla sua patologia?Se fosse il farmaco, cambiandolo si potrebbe avere qualche miglioramento in questo senso. Il suo psichiatra vorrebbe lo facesse, ma lui non vuole per paura di effetti collaterali non gestibili. Grazie

.L'acatisia, sindrome psicomotoria caratterizzata dalla impossibilità di stare fermi, seduti, con segni di irrequietezza e angoscia, non è facilmente distinguibile dai sintomi psicopatologici inerenti alla malattia stessa, ma, per comprendere la eziologia del problema, è necessario uun contatto diretto con lui, cosa che solo il suo psichiatra può avere . D'altra parte, se suo figlio non vuol cambiare farmaco, non è certo possibile nè consigliabile obbligarlo.Le consiglio di ascoltare lo specialista per eventuali provvedimenti terapeutici integrativi.La saluto cordialmente.

Schizofrenia


Salve dottore, mi chiamo A. da quando avevo circa 15 anni soffro di ansia , attacchi di panico che si alternavano a periodi di profonda angoscia.Da quando ho circa 24 anni soffro di doc adesso ne ho quasi 30 .Mi chiedevo se è possibile che dopo tutte queste patologie è possibile diventare schizofrenici? grazie mille

Salve, lei non ha una struttura schizofrenica ma diversa e quindi non può andare incontro a psicosi schizofrenica. Comunque il doc, in contesto di ansia generalizzata, va preso seriamente in considerazione e trattato in modo consono e adeguato.La saluto cordialmente.

Disturbi mentali schizofrenici



Dott. Miscia non ho più interesse nel lavarmi spesa mi metto nel letto con i vestiti non voglio stare a contatto con gli altri xke' non ho voglia di parlare xke' mi accorgo che non c'è niente da dire se no che sono diventata matta e che mi sfiorano voci intesta come ora uccido qualcuno o provo io a morire. Non riesco a percepire le cose faccio cose senza senso no so come quando i miei e rido come una Psicopatica loro mi dicono di fare Dell cose che dopo due minuti dimenticato non interesse per niente se no di fumare. Dottore sono impazzita penso proprio che sia schizofrenia.
Un giorno per me vale altro.
Tre anni fa mi buttai dal barcone della propria abitazione e se lo fatto xke' mi sono resa conto di quando era diventata impossibile la mia vita. Ho subito un intervento alla schiena, cammino ho fatto sedute di psichiatria ma li ho scoperto che da piccolo mi mancava l' affetto dei genitori che erano a lavoro, parlavo da sola con un amico immaginario quando ero a scuola piacevo e scrivevo in un quaderno che volevo morire xke' nessuno mi voleva bene. Insomma io non ho un identità ho sofferto la solitudine ero con gli altri facevo quello che loro mi dicevano di fare e in testa in me di dicevo cosa ci faccio io con queste persone. Provo rabbia xke' non c e' niente che possa fare se no finire di impazzire ma bello stesso tempo penso l' unica via di uscita e la morte. Averto paure e sento dentro un vuoto e voglio restare paralizzata in un letto. A solo 28 non e' vita anzi non è mai stato il caso di venire al mondo al mondo al mondo al mondo al mondo.

Cara signora, in presenza di una sua disponibilità, le suggerisco di farsi vedere da uno psichiatra che innanzitutto farà una diagnosi e le darà una terapia adeguata. Oggi abbiamo a disposizione ottimi presidi terapeutici per lenire sofferenze come quelle che lei sta vivendo. Contemporaneamente va iniziata una psicoterapia che affianchi la farmacoterapia. Se segue i miei suggerimenti vedrà che finirà per pensare che la vita è degna di essere vissuta fino in fondo nei suoi vari aspetti. La saluto cordialmente.

Psicosi



Gentilissimo dottore sono una ragazza di 22 anni, la contatto per chiederle cosa potrei avere visto che soprattutto prima del ciclo accusò di episodi che M fanno distaccare dalla realtà. Sto facendo una cosa e ad un certo punto vedo una cosa ed è come se m trovo in un altro mondo.. come se già avessi vissuto quella scena e sembra che M ritrovo in un gioco. É tutto molto strano e non riesco a spiegarmi. Ho paura che sia un tumore. Perché m estraneo dalla realta per circa un minuto?

Salve da quello che lei scrive posso rassicurarla che non si tratta di un fenomeno psicotico ma di momenti di derealizzazione , la cui eziologia può essere chiarita solo in un contatto diretto ed esplorativo. Cioè sarebbe importante relazionare il momento di assenza agli eventi coscienti ed inconsci che si verificano prima del distacco e quelli che seguono, in modo da ricostruirne dinamicamente la consequenzialità. La saluto cordialmente.

Schizofrenia


Buonasera,
Mi chiamo K., ho 21 anni.
Mi dispiace disturbare, soprattutto a quest'ora, ma sento il bisogno di farle una domanda, seppur priva di senso o di scarsa importanza...
È possibile che una persona si renda conto di essere o di stare per diventare schizofrenica? O non è possibile avere la consapevolezza di ciò?Spero in una sua risposta; nel frattempo, la ringrazio infinitamente per il tempo dedicato alla lettura di questa breve mail.
Mi sarebbe molto d'aiuto.

Cordiali saluti,
salve K., la schizofrenia è caratterizzata da una perdita progressiva di contatto con la realtà che si esprime in varie forme. All'inizio molto spesso il soggetto sente una angoscia di frammentazione intensa e terribile, una percezione che il suo Io sta andando in pezzi e un distacco dal mondo che, a volte, lo spinge ad un tentativo di ricostruzione dello stesso attraverso meccanismi deliranti o allucinatori. Le suggerirei di leggere il mio link a riguardo per avere una visione più completa anche se il problema della psicosi è complesso e misterioso sia per quanto riguarda la sua eziologia, sia per quanto riguarda gli aspetti dinamici intrapsichici. La saluto cordialmente. Antonio

Ipnosi regressiva nelle fobia




Gentile dott. Miscia le scrivo per sottoporle il caso di un soggetto maschio borderlinepsicotico verso la ex moglie.. Considerato un fallimento. Terapeutico nei confronti di antidepressivi e antipsicotici. Poiché.circa vent anni fa il soggetto. oggi trentanovenne ha subito un forte shock causato da una confessione. di tradimento. Pe sa leiche l ipnosi regressiva potrbbe essere utile.?

No, l'ipnosi , particolarmente la regressiva è, tranne condizioni particolari reperibili in un contatto diretto,sconsigliabile in soggetti con un grave quadro psicopatologico che è correlato ad un Io scarsamente coeso e, quindi, non in grado di tollerare una
manovra psichica che possa comportare una regressione.La saluto cordialmente

4O ANNI DI MAMMA.....

DA QUANDO AVEVO 8 ANNI, ORA NE HO 48, APPUNTO, MIA MADRE STA' MALE...
ORA NE HA 78. ANCORA STA' MALE.
FISICAMENTE BENISSIMO..NONOSTANTE DIETA DA PAURA, E FUMO...CICLICAMENTE, MENTALMENTE INVECE MALE...
PER 20 ANNI PILLOLE E LOTTE...POI SCOPRIAMO IL DEPOT.. E LA SITUAZIONE CAMBIA..
ORA MI SEMBRA CHE QUESTO MODITEN.(CIRCA 20 ANNI).FACCIA POCO..NONOSTANTE I 78 ANNI ...COSA POTREI FARE?
PS. MIO PADRE E' MORTO TRE ANNI FA' E LA GESTIONE SI COMPLICA COME PUO' IMMAGINARE...
UN ABBRACCIO A TUTTI COLORO CHE HANNO QUESTI GROSSI PROBLEMI..SI SOFFRE..RAGA !!!
GRAZIE

Salve, per quanto riguarda sua madre il suggerimento è stare in contatto con lo psichiatra di fiducia in modo da monitorare la terapia farmacologica e adattarla alle situazioni cliniche presenti.
Per quanto riguarda lei la capacità di sopportare questa situazione di frustrazione ed altre correlate sono in relazione alla forza del suo Io, che può corroborare attraverso un processo conoscitivo, attraverso un viaggio all'interno del suo sè.

psicosi d innesto



Salve mia sorella e affetta da psicosi d innesto e autosufficiente mia cognata voleva farla interdire ma il giudice leggendo i vari referti dei medici ha rigettato l istanza. le chiedo mia sorella ha facoltà di scegliere con ki vivere? aspettando un suo riscontro . Grazie

Salve, certamente, senza alcun dubbio, un cordiale saluto

La mia ragazza ha perso il senso della realtà



Salve,
la mia ragazza da un anno soffre di paranoie e a volte di attacchi di panico (due volte siamo finiti al pronto soccorso perchè lei si è messa ad urlare che la volevano uccidere). Rifiuta categoricamente di farsi vedere da uno specialista perchè sostiene di stare bene. Ha fatto terra bruciata intorno a se poichè è convinta che le sue amiche la vogliano uccidere, che le hanno fatto delle magie. Lei è una persona brillante, laureata con il massimo dei voti! E' stata sempre una ragazza piena di vita che adesso ha paura di uscire di casa. Da qualche giorno sospetta che io abbia dei figli nascosti (cosa non vera) e non parla più nemmeno con me.
Cosa consiglia di fare?

Salve, purtoppo è una situazione complessa quando il soggetto non ha coscienza di malattia e riiuta di farsi vedere da uno specialista. Va valutato l'evolversi della situazione e, se si dovessero verificare eventi che mettano a rischio l'incolumità della persona o degli altri è opportuno procedere di conseguenza con un ricovero coatto. un cordiale saluto

Schizofrenia affettiva cronica

Gent. mo Professore sono capitata per caso sul sito e mi permetto di raccontarle la storia di mio fratello paracadutista di carriera il quale esattamente 14 ha avuto il primo episodio psicotico, si è chiuso in casa non mangiava e non parlava più è stato poi ricoverato presso una struttura della Capitale seguito da un noto Professore l'intervento è stato miracoloso,si notava gli effetti della malattia ma lui era indipendente e sereno (la terapia era una compressa di haldol e una di akineton ). Tutto discretamente bene fino a che non si è sposato ed ha avuto un bambino, sicuramente non ha più assunto la terapia regolarmente e a settembre del 2014 mi ha telefonata dicendomi che sentiva le voci da qui il declino!Siamo stati da una dottoressa che ha cambiato la terapia ed ora da un mese a questa parte da un Professore che ha associato al leponex da 100 una compressa di risperdal, è un mese che segue questa terapia ad occhio sta meglio ma dice di sentire ancora le voci secondo Lei è normale? Mi hanno parlato di farmacoresistenza è possibile?La ringrazio e La saluto cordialmente

Salve, fondamentalmente l'azione dei farmaci antipsicotici è simile , tranne la clozapina che pur essendo più efficace, ha numerosi effeetti collaterali. Esiste una farmacoresistenza, ma per trattare farmacologicamente i disturbi deliranti o allucinatori è importante che suo fratello stia in contatto con lo specialista che, probabilmente, aumenterà il dosaggio degli antipsicotici.Ricambio i saluti.

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Suocera bipolare ??

Salve conosco mia suocera (età 55 anni) (io e il mio compagno 38 anni) da circa 1 anno e mezzo (sono 2 anni che conosco il mio compagno) inizialmente credevo che questa donna avesse solo un po' d gelosia per il figlio, avuto a 17anni, poi la situazione è degenerata con la mia gravidanza ( il bimbo adesso ha 8 mesi) lo abbiamo detto a tutti i parenti per Natale, lei scioccata si è dovuta sedere disperata dicendo che questo non lo dovevamo fare ma sul momento non mi sono preoccupata più da tanto tutto il resto della famiglia era felice. I problemi veri sono iniziati dopo con la gravidanza che procedeva e questa donna iniziava un senso di possesso eccessivo per il nascituro, forme ossessive e ripeti e io voglio un maschio deve essere un maschio tanto sarà un maschio perché io lo desidero... È così via, quando abbiamo saputo che era un maschio lei euforia eccessiva come fosse lei la madre a una cena inizio a dire che aveva scelto il nome che andava chiamato come diceva lei, " ho già comprato il napisan così lavo tutta la roba del bimbo" " al bimbo come credi di dare da mangiare senza il bimby?" Alla gente del paese raccontava che aveva già comprato tutto per il bimbo perché ne io ne suo figlio siamo in grado di mantenere il futuro nascituro.. Poi dal nulla scenate di pianti al mio compagno sul posto di lavoro " tanto lo so voi non me lo volete far vedere il bimbo" che si ripetevano ogni 15 gg, non so perché lei aveva fatto un piano lavora al bar del mio ragazzo 3 ore la mattina( che poi non sono mai 3 ore sempre 2 o 1 e mezzo perché la notte sta tutto il tempo al computer e poi non si sveglia per andare a lavoro) il suo piano era che lei smetteva di lavorare io prendevo il suo posto e lei avrebbe cresciuto il bimbo come fosse suo perché lo desiderava tanto un secondo figlio, a questa affermazione il mio compagno gli disse che non c'era bisogno perché c'ero io che sarei rimasta con il bimbo, ha iniziato ha trattarmi male denigrandomi continuamente con le persone che frequentano il bar il mio compagno queste cose le vede meno perché a lui non lo dicono le persone e se gli dicono qualcosa giustifica la madre che non si sa comportare o è ignorante ma a mio parere ha dei problemi di salute le scenate con la nascita del bimbo sono aumentate e anche la dissociazione dal tempo appena tornati a casa lei voleva venire in casa perché deve vivere il bimbo sennò non la riconoscerà ( io avevo fatto un parto cesareo quindi i primi giorni volevo tranquillità ) invece è iniziata una guerra io sono la cattiva egoista che non le permetto di vedere il bimbo cose assurde lo ha visto dopo una settimana e lei asseriva che fosse 1 mese ma il marito è il mio compagno la prendono in giro ci ridono e così via, litigate perché lei voleva venire a prendere il bimbo che aveva 20 gg e portarlo fuori lei da sola e io cattiva ed egoista che tengo il bimbo per me e basta premetto che allattavo in maniera esclusiva e non c'era bisogno prendesse il bimbo da sola... Il problema sono le grida le minacce che si alternano a pianti inspiegabili, nei momenti di rabbia batte sul tavolo sul bancone del bar ecc cosa ancora più preoccupante che dopo scatti di ira o pianti cambia discorso come nulla fosse e parla di altro... Purtroppo il marito è il mio compagno sminuisco il problema dicendo che per farla stare tranquilla bisogna accontentarla così non si arrabbia, ma questa donna non esce a fare la spesa casa la pulisce poco perché fa venire una signora a farsi dare una mano perché dice che si sente stanca, si mette davanti al computer a giocare con un gioco ripetitivo schiaccia il ragno (non lo ho visto me lo diceva il marito ) a volte non mangia nemmeno per no staccarsi dal monitor delle volte si è fatta i bisogni addosso lo racconta ridendo e fuma in maniera compulsiva in casa davanti a monitor 2 pacchetti il giorno di sigarette il marito a volte me lo racconta con malinconia che quando è lì davanti non ti ascolta non va a letto a volte arriva quasi a mattina. Non so come fare perché per il mio compagno la madre non ha nulla i suoi problemi sono dovuti al fatto che sta molto a computer che viene da una situazione un po' particolare la madre(nonna materna del mio compagno) prima di lei ha avuto altri 4 figli padri non menzionato i che ha abbandonato, lei avuta con un padre alcolizzato morto di cirrosi si è sposata giovanissima aveva 16 anni il marito orfano di entrambi i genitori, i racconti di mia suocera sono incentrati su di lei che ha cresciuto gli altri 3 fratelli, perché la madre non era in grado, si mette sempre al centro di tutto al bar denigra il figlio dicendo che non fa nulla racconta bugie per farsi grande, nel paese fanno delle feste per primavera per il patrono lei racconta di partecipare attivamente che fa tutto lei anche montare palchi portare panche tavoli ecc che ovviamente non è vero ma quando lo racconta è felice, le persona la prendono un po in giro ma lei non si rende conto. Poi gli ultimi problemi sono con i soldi fa le bizze che vuole qualcosa e il marito dallo stress glielo compra tutti oggetti della casa aspirapolvere da 2000 euro la macchina per cucinare, 2 macchinette del caffè una da 500 euro, 2 tostapane, 2 friggitrici tutto doppio tiene sul piano della cucina... Tutto questo per vantarsi al bar e denigrare me perché ci sono io che non ho queste cose, tutte queste cose mi fanno preoccupare, perde soldi dal nulla non suoi (aveva raccolto dei soldi durante una delle feste per pagare permessi vari volantini ecc) i soldi non tornavano mancavano 50 euro una tragedia perché lei non sapeva dove li avesse spesi non aveva scontrino quindi gli fu detto che li aveva messi in tasca prima litigate poi pianti per giorni e ogni tanto ritira fuori l'argomento dicendo che lei i soldi non li ha presi e sono spariti da soli, e che le persone sono cattive e ce l'hanno tutti con lei, manie di persecuzione. Questi sono solo alcuni episodi, con il bimbo fa atre cose se lo ho in braccio e lo all'atto gli dà i pizzicotti per farlo piangere e lo strappa letteralmente di braccio dicendo che non vuole stare con me, la follia più assoluta è dire a tutti che il bimbo assomiglia a lei, convinta se qualcuno al bar faceva un complimento al bimbo a me dicendo che mi assomigliava lei si arrabbiava ' ma cosa dice il bimbo è uguale a me e' biondo come me ha gli occhi chiari come me ecc.' Mia suocera bionda tinta, follia pura io comunque non so come gestire la cosa avvolte ho paura una volta iniziò a gridare da sola in giardino con le mani si dava botte alla testa uscì per chiedere cosa succedeva e lei nulla ripetuto più volte, lei vuole passare i pomeriggi sola con me e il bimbo ma ho paura non so più che fare

Cara signora, la situazione che lei descrive è molto seria é probabile che si tratti di un disturbo schizoaffettivo, ed è assolutamente necessario che uno psichiatra prenda in carico sua suocera per opportuni e necessari provvedimenti terapeutici di tipo farmacologico.

Consiglio per G.

Salve dottor Antonio Miscia, sono un ragazzo di 36 anni di nome G. nel 2010 facevo un lavoro che a me piaceva tanto quello del camionista internazionale a dicembre dello stesso anno mi hanno ritirato la patente per abbuso di alcol e sono stato licenziato. In seguito ripreso la patente sono tornato alla guida ma nel frattempo in me si è scatenata un pensiero di abbandonare il paese dove vivo cmq dopo due settimane che avevo ripreso a lavorare forse dovuto da troppo stress accumulato e da una vita un po sregolata che facevo tra orari di sonno ridotto e abbuso di alcol una notte sono scoppiato a piangere ed avere allucinazioni. La mattina seguente ho ripreso il viaggio verso casa ma continuavo ad avere allucinazioni tornato in azienda sono stato ricoverato in psichiatria dove mi hanno somministrato risperdal prima in gocce e depakin poi in seguito ho fatto il depot di 50mg di risperdal 2 volte al mese.Dopo 6/7 mesi sono passato a fare lo xeplion 100mg al mese per poi gradualmente dopo circa un anno scendere prima a 75mg e in seguito a 50mg che sto ancora facendo. Mi è stata diagnosticata una schizofrenia lieve che ho curato per 5 anni con questi farmaci sopra elencati, volevo sapere da lei se è possibile smettere la terapia visto che al momento e già da tempo non ho più sintomi di allucinazioni e deliri e se potrei tornare a fare il mio lavoro che tanto mi piace. Grazie per la presa in considerazione del problema esposto e di una sua risposta

Salve qualsiasi decisione a riguardo deve essere presa in accordo con lo psichiatra di fiducia, cioè lo specialista che la segue , per cui il fatto di assumere i farmaci, o il loro dosaggio, non devono mai essere soggetti ad automonitoraggio.Non conoscendola direttamente posso solo suggerirle questa direzione. La saluto cordialmente

Disturbo schizoaffettivo


Non riesco a tirarmi.fuori dalla patologia nonostante le cure si vede ho poche risorse non so che fare M.

Salve, affinchè possa in qualche modo aiutarla, sarebbe opportuno che lei mi descrivesse dettagliatamente circa la sua situazione e, inoltre ragguagli sulla sua storia. La saluto cordialmente

Ho bisogno del suo aiuto .

Gentile Dott.Antonio , mi chiamo E.,
mio marito sfortunatamente soffre di schizofrenia bipolare da quasi 25 anni , purtroppo ha volte ha dei momenti buoni e di più diciamo che non sta bene . E una persona molto speciale che per il momento e curato con una pillola di Invega di 9 mg alle ore di pranzo , ogni 15 giorni fa una puntura di Moditen Depot e di sera verso le 8 prende una pillola di Nozinan di 25 mg.
In questa famiglia c'è una persona ( la mia suocera) che è molto religiosa e che molto convinta che a attraverso delle preghiere, suo figlio , attualmente mio marito , può essere curato in questa maniera( con le preghiere). Mi commuovo tantissimo e le sono molto grata , ma leggendo tantissimo su questa malattia mi viene molto difficile considerare che si può curare con le preghiere, anche io sono molto religiosa , ma pure 2 volte laureata , mi sembra che una cura medica sia molto più andata che le preghiere( certo che lui può pregare so che li farà bene , confessarsi , in poche parole non mi oppongo).
Vorrei sapere si questa malattia veramente ha un legame con la religione , la mamma a volte lo lascia senza medicine considerando che una preghiera sia più indicata .
Per favore , vi sarei molto grata si lei mi può offrire una risposta .
Grazie mille

Anche se la fede può essere di grande aiuto , se la diagnosi è quella indicata, è opportuno non sospendere mai, assolutamente mai, la terapia farmacologica e modificarla solo dietro parere dello specialista che segue suo marito. Potrebbe doverosamente essere presa in considerazione la possibilità che suo marito prenda contatto e si faccia seguire da uno psicoterapeuta, esperto in disturbi psicotici, che lavori in accordo con lo psichiatra, a meno che lo stesso psichiatra non si faccia carico della gestione di entrambe sia della farmacoterapia, sia della psicoterapia. Un cordiale saluto

mio fratello schizofrenico



Salve dottore, sono la sorella di un ragazzo di 29 anni. 2 anni fa gli e stata diagnosticata la schizofrenia. dopo un ricovero e 1 anno di cura da due mesi ha smesso di sua volontà di prendere le medicine senza che lo dicesse a nessuno. Non vuole più andare agli incontri con lo specialista che lo segue una volta al mese. Come possiamo convincerlo a riprendere le medicine o perlomeno a parlarne col medico? Dobbiamo aspettare che abbia una crisi molto forte come successe 2 anni fa? spero di no. La ringrazio

Mi spiace ma , in questi casi, non essendovi una figura benevola di riferimento , ovviamente agli occhi di lui, non si può adottare alcun comportamento nel senso di azione coattiva riguardante i farmaci o di sollecitazione al contatto con lo specialista, ma è opportuno, anche se capisco quanto sia angoscioso, attendere l'evolversi della situazione. Un cordiale saluto

Un bisogno di aiuto


Salve dottore, le scrivo perchè da qualche giorno un mio amico non è più se stesso, può sembrarle strano ma è così. È da un po' di tempo che è abbastanza strano, inizialmente sentiva voci ma lui non era consapevole venissero dalla sua testa e pensando che le parole sentite venissero da noi amici, noi naturalmente non davamo peso a questo perché si sa, da giovani adolescenti amanti del divertimento non pensavamo potesse succedere niente. Da sabato iniziò tutto. Iniziò a dire che non voleva uscire più, che non voleva andare a scuola, a non lavarsi, ma la cosa più brutta è che iniziò a fare facce strane, a spalancare gli occhi, a guardare un punto dove non c'è niente e nessuno e a dire di sentire voci ma a quanto ho capito lui sente ma non sapeva cosa dicevano e noi proviamo ogni secondo a parlargli ma lui a quanto ho capito risponde solo quando le sue voci non parlano e quando risponde ogni tanto dice di non voler parlare . Ora sono passati 3-4 giorni da quando è così e noi siamo moltissimo preoccupati a casa la situazione è identica, non vuole uscire dalla sua stanza ma noi con forza lo costringiamo ad uscire, la prego mi dia una precisa soluzione

Salve, va coinvolta subito la psichiatria di zona perchè può trattarsi di una bouffeè delirante o dell'apertura di un quadro psicotico di vario tipo da determinarsi. Un cordiale saluto

Schizofrenia



Salve , sono una mamma di 35 anni. Ho avuto un fratello schizofrenico, che soffriva di allucinazioni, sentiva le voci e trasformava la realtà. Purtroppo a 27 anni si è suicidato. Ho un altro fratello bipolare che è in cura con farmaci.
Io credo di essere una persona abbastanza normale anche se sconvolta da traumi, ma mi pongo spesso delle domande e cioè se i miei figli possono ereditare questa malattia. Ad oggi mi sembrano bimbi abbastanza normali, cerco di seguirli in tutto osservando i loro comportamenti. E' una cosa che penso di continuo.
Potrebbe rispondermi in qualche modo? c'è qualche esame da fare?

La ringrazio in anticipo

A.

Cara signora può stare tranquilla, non ci sono esami da fare, anche nel disturbo schizofrenico la genetica non è così determinante, infatti, di due gemelli monozigoti, con patrimonio genetico identico, uno può ammalarsi e l'altro no. Egualmente si può dire del disturbo bipolare.Per i suoi figli quello che è importante è il ricevere amore da una madre serena e fiduciosa. Ricambio i saluti.

Cerco consiglio

Caro dottore , sono una ragazza di 22 anni . Da 5 anni sento le voci ..attualmente prendo l invega 6 mg ho consultato diversi medici alcuni pensano sia bipolare altri schizzofrenica ..con fatica mi sono diplomata ad una scuola pubblica ma per via delle voci non ho continuato gli studi, con fatica ho svolto lavori e attualmente ne sto cercando uno ..ho amici, esco . Ho iniziato una terapia con uno psicologo di tipo comportamentale ..l ansia è diminuita e anche le voci ..ma a volte ritornano quando sono sotto stress .. attualmente combatto con le paranoie .Mi sono imbattuta leggendo un articolo nell’ipnosi e vorrei sapere se può essere efficace x il mio disturbo lei cosa ne pensa vorrei un consiglio. La ringrazio anticipatamente per il suo tempo

Salve, in linea generale il trattamento ipnotico presuppone una sufficiente coesione dell'Io, negli altri casi è opportuno valutare, di volta in volta,dopo un contatto approfondito con il soggetto, se sia opportuno applicarla o meno per ottenere un beneficio nella evoluzione del disturbo psichico. La saluto cordialmente. Antonio

disturbo schizzoaffettivo

buongiorno, ho una figlia di 15anni da piccola è stata diagnosticata ritardo cognitivo lieve. Noi stavamo bene con questo, Faceva tutto era una una pallavolista molto quotata. Nello sport non la batteva nessuno, sapeva fare tutti gli sports sciava, pattinava, giocava a tennis, nuotava e quasi tutto con risultati buoni ad eccezione della pallavolo era la sua vita! Era sicura in campo...alta, atletica e combattiva. A scuola insomma, aveva bisogno di un aiuto ma passabile in classe sua sempre disprezzata, quasi niente amici e infatti tante sue amiche di classe e non che giocavano nella stessa squadra di volley si domandavano: Ma non si capisce visto che è tardiva come faccia a giocare bene a pallavolo...mah! e da qui si sviluppava la rabbia delle compagne di squadra che erano schiappe in campo!!!
Dico era perchè 2 anni fa a 13 anni per l'esattezza è uscito fuori il disturbo schizzoaffettivo...e lascio immaginare a lei cosa non è stato per noi. stavamo tranquilli andavamo avanti tranquillamente con questo piccolo disagio che ci aveva abituati. Ma ora l'inferno più nero!!!
3 ricadute in 2 anni, prima con RISPERDRAL + DEPAKIN, poi con SEROQUEL +DEPAKIN. ultimamente CLOZAPINA+ DEPAKIN ingrassata 30kg ma rifiorita e tornata quella di prima. cambiato sport fa karate.tolto il DEPAKIN rimasta con clozapina di mantenimento e dopo 4 mesi riecco che riaffiorano le tenebre....ora stanno valutando i medici di darle i SALI DI LITIO. ma noi non siamo daccordo.Ho letto di tutto con sti farmaci. A 15 anni possibile che non esistano altri farmaci? Poi le volevo chiedere che futuro hanno questi ragazzi? avranno una vita regolare? non si formeranno una famiglia vero? niente figli? perchè questi farmaci sono delle vere e proprie bombe. Grazie Lucia

Salve Lucia i farmaci, nel disturbo schizoaffettivo sono quelli da lei indicati ma non sarei così pessimista sul futuro di queste persone perchè l'evoluzione psichica può portare a miglioramenti anche sorprendenti del quadro psichico, incluse le relazioni oggettuali. Potranno anche formarsi una famiglia ed avere dei figli . I farmaci non provocano certo alcun danno neurologico e, con il tempo, possono essere ridotti fino ad arrivare a livelli molto bassi e , a volte, essere addirittura dismessi. La saluto cordialmente. Antonio

Schizofrenia

Buongiorno,
vorrei chiedere il suo parere per un ragazzo di 13 anni, mio nipote. Rappresenta questi sintomi:
Asociale, non ha amici, e non esce mai di casa
Parla da solo in qualche lingua sconosciuta per noi, fissandosi su un punto e se in quel momento li si chiede magari per ben 5-6 volte, cosa fai ? risponde: non sono qui.
Ride senza un motivo valido, sbalzi d`umore. Si alza e non trova pace, girando per casa anche 2-3 ore di continuo, parlando da solo. Non ha mai tagliato le unghie, e dice che dei esseri intorno a lui si nutrono con le sue unghie. Tutte le notti verso l`una si chiude in bagno per 1,5 ore. In momenti di crisi diventa pallido, occhi spenti. Mai ha manifestato violenza. Quando ha finalmente deciso di parlare dei suoi problemi dice che da sette anni lui comunica con dei esseri che li stanno sempre intorno, ed uno dei quali e cattivo e gli dice di suicidarsi. Spesso dice che noi non sappiamo niente. Inoltre il ragazzo e molto ma molto intelligente,specialmente nelle materie matematiche, tanto che a scuola e molto inattivo, non risponde al professore, perché sono tutte cazzate e che il professore non sa niente. Ed e stato verificato che lui sa veramente tutto, ed e molto più avanti rispetto alle lezioni che prende a scuola. Come e possibile? In casa non lo vediamo mai con libro in mano... Ultimamente i momenti di crisi durano sempre più a lungo, anche 2-3 settimane e sono più spesse. I genitori e tutto noi non sappiamo cosa fare, parlando con lui, ha una retorica che ti da impressione che stai parlando con un adulto ben preparato, e non ce la facciamo a stragli dietro. Insomma, siamo disperati. Da due anni, ha assunto una cura ormonale per la crescita, in quanto non cresceva. Abbiamo escluso un legame di questi comportamenti ed i ormoni, in quanto anche prima della cura aveva questi sintomi. Schizofrenia, bipolarismo...Qualche consiglio dottore?
Grazie mille !

Salve da quanto lei scrive è possibile che si tratti di un quadro di esordio schizofrenico di tipo paranoideo con presenza di allucinazioni e delirio di riferimento. La cura per la crescita non ha nessun rapporto con il quadro. e'opportuno subito affidarlo a cure psichiatriche contando sul suo consenso per effettuare terapia delirolitica antidopaminergica e, contemporaneamente, psicoterapia psicoanalitica a ritmi intensi. L'ipnositerapia è controindicata. Un cordiale saluto Antonio

schizofrenia

Buonasera e grazie in anticipo. Vado subito al dunque. Da gennaio 2015 ho iniziato a frequentare un ragazzo che mi ha corteggiata x oltre un anno senza che io accettassi mai di uscire con lui xkè avevo paura di quello che potessi provare per lui. Alla fine, come sempre, al cuor non si comanda e così ho iniziato a frequentarlo. Lui dolcissimo, tenero e sempre presente inizialmente. Il problema?? E’ che lui mi ripeteva spesso che aveva paura di legarsi, che quando chiedeva a se stesso se fosse innamorato di me la risposta era ancora no, ma che stava bene con me ed era da molto che non provava questi sentimenti ma che crede di essere incapace di amare perché ha paura di vedere la sua debolezza e la sua fragilità di fronte a tale sentimento. Io ho 30 anni e lui 40!!
A marzo se ne è andato dicendo che lui non è capace di provare sentimenti. Che stava bene con me ma aveva paura di farmi male, mentre se fosse stato solo poteva far male solo a se stesso, ma continuava a chiamarmi tutti i giorni...così dopo un mese torniamo insieme ….e da allora sembrava andare tutto bene, mi ha fatto conoscere anche alcuni membri della sua famiglia, fino a che non siamo partiti per le nostre vacanze…di lì è iniziato il mio incubo….l’ho sentito parlare da solo…più che parlare, urlare contro qlcuno, ma era solo nella stanza…urlava come se stesse facendo ancora il suo vecchio lavoro (lavoro per il quale, a causa di un suo personale errore, è stato licenziato 8 anni fa)…. un’esperienza terribile ho vissuto perché alla fine vedendo la mia reazione di Spavento e terrore ha finto di smettere, dico “ha fatto finta” dato che comunque io lo vedevo parlucchiare sottovoce o molto piano, o mentalmente quando si accorgeva che io lo sorprendevo.....addirittura lo vedevo gesticolare o fare le espressioni tipiche del dialogo!
Alla mia richiesta di farsi aiutare da uno psichiatra, mi ha risposto che lui non ne ha bisogno, che sta bene e da un dottore non ci torna neanche morto, che ol suo malessere è come quando uno nasce malato di una malattia incurabile.
In tutto questo scopr4o anche che mi ha mentito sul suo lavoro, che un lavoro non ce l’ha e nonostante gli abbia chiesto di dirmi la verità, lui ha continuato a mentire…così lo l’ho lasciato seduta stante, spiegandogli che il rispetto e la fiducia sono alla base di ogni tipo di rapporto tra due persone e che, inoltre, per potermi dare amore è necessario che lui trovi il suo equilibrio….lui, di tutto questo discorso, ha capito solo che io mi son scocciata e son due settimane che non mi ha più cercata e fa di tutto per evitarmi (dato che abbiamo la stessa comitiva, lui non esce più nel nostro gruppo).
Dottore mi dica lei, quello che ho fatto è stata la scelta giusta per non affossarmi anch’io nel suo malessere di vita dal quale, presumo, non voglia più uscirne? E inoltre, potrebbe trattarsi di schizofrenia la sua, o disturbo di personalità? Non so se ci sono nella sua famiglia casi di schizofrenia, ricordo solo di casi di Alzheimer

Salve , in base a quanto scrive non si può parlare certo di schizofrenia ma , eventualmente, di disturbo di personalità. Ma l'evento più rilevante è il fatto che lui neghi il suo malessere, non si rilevi traccia di bisogno di farsi aiutare, il che rende la situazione non trattabile.Sembra essere un soggetto evitante e, quindi, in lei che aspira ad una relazione costante e scarsamente conflittuale, è giustamente nato il bisogno di tirarsi fuori e di guardare altrove. La saluto cordialmente. Antonio

Consigli comportamentali



Buongiorno,
ho un fratello di 40 anni che dalla nascita soffre di "Schizofrenia d'innesto", così definita dallo psichiatra, che in seguito, per semplificarci la comprensione della patologia, l'ha definita come un ingranaggio con un dente mancante, che mio fratello ha nel cervello.
Seguito da una psichiatra sino al compimento dei 18 anni, poi, qualche visita sporadica e negli ultimi anni lo abbiamo portato da uno psichiatra che dopo la visita ci ha comunicato che mio fratello non ha bisogno di essere seguito continuamente da uno psichiatra.
Avrei bisogno di sapere come io devo seguirlo! come mi devo comportare! il modo corretto di comunicare con lui! in effetti ha 40 anni ma è come se ne avesse 15!
Grazie mille e buona giornata

Salve La psicosi o schizofrenia da innesto è una psicosi che si innesta su di una patologia preesistente, ad esempio un deficit mentale grave. E' difficile dare consigli comportamentali perchè sarebbe importante venire a contatto con la persona per comprendere la sua specificità, comunque è opportuno armarsi di molta disponibilità, capacità di ascolto e comprensione evitando critiche o atteggiamenti di riprovazione. Mi rendo conto che può non essere facile , specie in certi momenti, ma alternative di approccio non esistono. Cordiali saluti. Antonio

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disturbo di personalità paranoide

Salve.
Ho 24 anni, sono una ragazza. penso di soffrire di un disturbo della personalità paranoide. Diversi mesi fa ho vissuto la fase più acuta che mi ha portata a fare terra bruciata attorno a me. non ho mai avuto episodi di aggressività e nemmeno una totale perdita della realtà. I miei atteggiamenti di sospettosità però erano evidenti anche al più stolto fra le persone umane. Adesso rifugio da queste situazioni evitando il contatto sociale, anche se pure a casa, con i miei familiari, a volte fatico a controllarmi. Purtroppo dipendono ancora dai miei genitori e curare questa tendenza della mia mente da uno psicoterapeuta non mi è possibile.. Quello che le chiedo è un consiglio su letture che possano aiutarmi e se è possibile fare un autoanalisi che possa portarmi a risolvere questo problema.
La ringrazio in anticipo.

Salve innanzitutto la diagnosi va effettuata da uno psichiatra di fiducia che prenderà le opportune misure farmacologiche. Il resto non le serve perchè l'autoanalisi non è possibile se non dopo aver effettuato una analisi e le eventuali letture possono spaventarla e aggravare la situazione. Un cordiale saluto. Antonio

Y.

Disturbo paranoideo


Salve,
un mio familiare 33enne ha un disturbo paranoideo.
L'andamento è di alti e bassi, può star bene per anni e poi ricadere nella psicosi. In genere quando sta meglio rifiuta di prendere i farmaci, accusandoli di procurargli grandi effetti collaterali.
Ha tendenza a scappare di casa senza dare notizie per lunghi, a volte lunghissimi periodi.
Si tratta di una persona chiusa in sé, con difficoltà grandi nel relazionarsi alle persone e ipocondriaca. Nonostante ciò sa essere estremamente solare e gioiosa e quando sta bene infonde a tutti noi grande positività e voglia di vivere.
Ora siamo in una fase in cui sta sufficientemente bene e non vuole assolutamente prendere i farmaci, tanto che ha sospeso la terapia (xeplion 50 ogni 50 gg).
I medici ci dicono di forzarla, ma noi famigliari manchiamo del coraggio nel fare una cosa del genere, pur essendo convinti dell'importanza della terapia.
In questo momento, dunque, ci troviamo in un vicolo cieco e non sappiamo che fare, temendo in una ricaduta e in una successiva "fuga".
Per questo urge un consiglio pratico. Grazie

Salve, ritengo che la soluzione più idonea sia quella di sperare che esista uno specialista con cui il soggetto possa instaurare un rapporto di fiducia improntato all'accoglienza e all'ascolto. Nell'ambito di questo rapporto va gestito un approccio psicoterapeutico e farmacologico con il consenso della paziente. Le forzature non danno alcun risultato se non esaltare i sentimenti di contrapposizione. Un cordiale saluto. Antonio

che fare con un famigliare che crede di essere guarito dalla psicosi?

diagnosi ce ne sono state 2 anche se non precisissime,una accennava a schizofrenia paranoide,e l'altra a depressione psicotica,che certo so puo essere una conseguenza della prima,in realtà lui non è guarito affatto io stesso,ho delle lievi conoscenze riguardo psichiatria e psicologia,viviamo tutti in casa con questo paziente che attualmente è seguito da uno psichiatra,in passato era seguito da uno specialista privato che lo aveva reso una persona normale,all'apparenza,perchè a volte diventava inspiegabilmente violento, somministrandogli però antidepressivi,ansiolitici,seroquel risperdal (antipsicotici)
Ora lui non prende più gli antipsicotici a volte grida parla da solo per gioco dice frasi astratte e beve alcolici!la moglie una persona dalla personalità gravemente dipendente fa buon viso a cattivo gioco ignora la malattia del marito e fa finta che vada tutto bene....
io la ritengo uno specialista competente e molto comprensivo e con un sito ben fatto quindi le chiedo cosa fare in questi casi?aspettare le prossime crisi per eventuali "contenzioni"?

Salve purtroppo mi rendo conto di quanto sia drammatica la situazione, sembra che l'unica possibilità sia di suggerirgli un contatto costante con un medico che riscuota pienamente la sua fiducia, mi riferisco allo specialista privato a cui lei si riferisce. Qui sono assolutamente necessari i farmaci a cui lei fa cenno però devono essere suggeriti dal medico stesso con cui è importante che egli abbia una relazione continuativa. Un cordiale saluto. Antonio

Serve ipnosi?

Salve Dottore, mi avvicino al suo sito oggi per la prima volta e vedo che le sue risposte sono competenti e...gentili! Le chiedo se per mio figlio di 17 anni che soffre di disturbo paranoide di personalità può essere utile o no l'ipnosi ed eventualmente dove posso trovare in zono modena, reggio o parma , un bravo terapeuta.la ringrazio in anticipo per la sua risposta.

Salve, anche se va valutato il tipo di personalità specifica, in questi casi l'ipnosi è controindicata perchè, affinchè essa possa svolgere pienamente il suo effetto terapeutico. è necessario effettuarla su un soggetto che possegga un Io sufficientemente forte e coeso, il che sembra mancare in disagi psicopatologici di questo tipo. Un cordiale saluto. Antonio

Mio figlio idea fissa che la fidanzata lo ha tradito



Buona sera, ho grossi problemi con mio figlio di 24 anni. È in cura da un anno al sert perchè ha
fatto uso indiscriminato di cannabis e alcuni mesi di eroina. Ora è in cura con un oppiaceo sintetico che il più delle volte si fa in vena. È stato ricoverato in psichiatria ed è uscito con diagnosi di psicosi da cannabis. Ora sta prendendo antipsicotico ed ha la fissa che la sua ragazza lo abbia tradito lo scorso fine anno quando lui la lasciò' sola per cambiare festa. Questo è solo nella sua mente è un giorno si è uno no le rinfaccia quello che non è mai accaduto con dettagli e offese. Lei cerca di fargli capire che tutto ciò' è solo nella sua testa ma lui continua a cercarla, tormentarla, scriverle cose oscene. Lei è innamorata di mio figlio e le sembra che il tutto sia cominciato quando ha preso l antipsicotico. Lo psichiatra che lo segue dice che per ora non è' ancora in grado di fare terapia psicologica. Lui vive in funzione di questa idea, passa dei bei momenti con lei poi ricade in questa ossessione. Io mi chiedo se è psicosi o può trattarsi di altro??? Lo psicologo del sert mi ha detto che ancora non sono in grado di capire che è giovane e vuole vedere col tempo e se non mi fido di trovare qualcun altro che faccia diagnosi. Lei gentilmente mi darebbe qualche indicazione se è psicosi o anche doc?
Inoltre visto la sua preparazione anche nel campo delle dipendenze lo potrebbe vedere per un consulto? Siamo una famiglia ormai distrutta da un ragazzo che è sempre stato un po' particolare. Cordiali saluti. Grazie se mi vorrà o potrà rispondere o ricevere

Cara signora io sarò certamente disponibile per un consulto.La cannabis e l'eroina sono i farmaci con cui lo psicotico cerca di ricompattare un Io che va disgregandosi e slatentizzano il quadro dissociativo. La differenza tra delirio ed ossessione è quella che il delirio spicca per la tenacia , la perseveranza e l'assoluta incrollabilità di quanto sostenuto e , perciò, nel caso di suo figlio, sembra si tratti di delirio di gelosia. Perciò antipsicotici dell'ultima generazione e psicoterapia di tipo psicoanalitico. L'ipnosi è controindicata. Un cordiale saluto. Antonio

Il fratello della mia ragazza che non vuole farsi curare (genitori che non accettano la malattia e non lo fanno curare)

Salve dottore scusi il disturbo c'è il fratello della mia ragazza che soffre di psicosi giovanile lui 26 enne praticamente lui è aggressivo con tutti non si fa curare abbiamo già chiesto all ASL più vicina ma nulla i genitori non accettano la situazione specialmente la mamma dice dicono alla mia ragazza di stare zitto e subire come fanno tutti.
dottore come fare cosa ci suggerisce fare? ???
Ovvio la mia ragazza non sa più come aiutare il fratello non sa che soluzione prendere pensate è venuta a vivere da me. ..
dottore ci dia lei un consiglio grazie

Purtroppo qusesto è un caso di rifiuto della malattia, non solo del sofferente. ma della famiglia con un meccanismo di negazione collusivo.Non ci sono molte possibilità, per usare un eufemismo, fino a quando un barlume di esame di realtà e di consapevolezza si affacceranno alla mente del ragazzo e non verrà a cessare queto meccanismo di diniego coinvolgente i genitori. Un cordiale saluto. Antonio

Crisi paranoiche e ipnosi

Buongiorno,
Un mio parente soffre di crisi paranoiche acute.
Pensa che qualcuno,anzi,molte persone lo vogliano uccidere e che sia sempre seguito e controllato. Ha sempre preso l'olanzapina ma nell'ultimo episodio le ha sospese e ha smesso addirittura di mangiare pensando che il
Cibo fosse avvelenato. Attualmente hanno aumentato la terapia con 20mg di olanzapina.
È possibile curare questa patologia con l'ipnosi e guarire del tutto?grazie

Salve, l'ipnosi è in genere controindicata in casi di questo tipo quando l'Io non è sufficientemente coeso.Intendo che le strutture dell'Io non sono sufficientemente solide e compatte per affrontare il processo regressivo ipnotico. Ovviamente però una parola definitiva può essere spesa solo dallo specialista che ha un contatto diretto con il paziente. Bene proseguire con olanzapina e psicoterapia supportiva. Il disturbo può essere così tenuto sotto controllo. Un cordiale saluto . Antonio

Consiglio



Mi aiuti !!!!! son disperata mio figlio 37 anni psicosi organica ,fa la pipi e a volte anche la pupu fuori casa , lui sa che è sbagliato ma ,,,,,,,,,, prende risperdal ed en ,,,, son tanti anni ,,,,,, io moriro di crepacuore ,,,, mi rispondera ?????''''''''

Cara signora, la prego di scrivermi in modo più dettagliato il caso di suo figlio perchè possa esserle di aiuto. Sarebbe importante che lei mi descrivesse la storia del ragazzo e le terapie effettuate. Un cordiale saluto . Antonio

Schizofrenia

Egregio dottore!Abbiamo portato nostro figlio 16 anni da un psihologo_psihoterapista,che pensa dopo un incontro che lui soffre di schizofrenia.Lui e molto educato,con noi a casa e certe volte nervoso,risponde male,ansioso,molto insicuro,fa sempre mille domande,ma e piu bravo della classe.Fren quenta secondo anno di liceo scientifico.E possibille che lo studio ancora non risente???????Grazie

Salve devono esserci altri elementi presenti che lo psicologo ha valutato e che non compaiono nella lettera, oppure lo specialista ha dato una connotazione estensiva al termine, quindi sarebbe necesario che lei mi chiarisse meglio i termini della questione. Un cordiale saluto. Antonio

Non c è futuro

Buonasera le scrivo perché è dura rassegnarsi a una vita cosi sono davvero stanco è una guerra giornaliera è davvero dura ho letto che aspettativa di vita rispetto a una persona che non ne soffre è di 10-12 anni in meno forse è una fortuna le ho provate tutte è da anni che sono in cura con la clozapina sono ingrassato di venti chili devo fare esami del sangue tutti i mesi ecc ecc almeno stessi bene niente si devo dire che ho sottovalutato la malattia nel senso che ho iniziato con ansi poi attacchi di panico (dopo uno shock anafilatico nel 1990)adesso mi trovo schizofrenico ho sotto valutato perché inizialmente non pensavo di fare questa fine (sono in cura al cps) anche se ho girato un po' di specialisti e di cliniche private non mi sono rassegnato ma non so più cosa fere scusi il disturbo

Salve, mi rendo conto della sua amarezza, ma tenga presente che i disturbi psichici seri, anche se cronicizzati, possono avere delle svolte imprevedibili con l'introduzione di un farmaco particolarmente efficace nel soggetto, o con l'instaurarsi di un rapporto terapeutico ed umano che può dare una svolta al quadro clinico. Perciò non lasciarsi andare alla disperazione o allo scetticismo è importante, può nutrire fiducia e speranza, Un abbraccio . Antonio

Quadro dissociativo

Gentile dottore
innanzitutto mi complimento per il bellissimo sito e servizio che sembra mettere a disposizione.
Non ho ben intuito se sia possibile a tutti porre domande, ad ogni modo ci provo.
Sono papà di una ragazzo che frequenta la seconda media. Purtroppo la mamma ha avuto vari problemi sin da quando il bambino aveva 4-5 anni tipo depressione e crisi di tipo psichiatrico. Complessivamente è mancato quel senso materno, quell'affetto che viene naturalmente trasmesso dalla mamma al bambino.
Da due anni siamo separati ed il ragazzo vive con me (il papà). Il ragazzo è dolce e disponibile ma ha grande confusione a scuola ed una bassissima autostima, inoltre perde facilmente il controllo con rabbia istintiva esagerata, manierismi, occasionali stati depressivi.
Lo psicologo della asl aveva ipotizzato nella fase dell'adolescenza un rischio schizofrenia avendo visto la mamma e riferendosi (parola per me difficile) ad un problema di quello scambio osmotico che è mancato.
Ora ci si domanda cosa fare per prevenire la situazione peggiore. Forse sembrerà strano ma a secondo dell'esperienza dello specialista sono state proposte soluzioni molto diverse tra loro:
1) fare la vita più normale e serena, qualche sport e incontro con amici (fin dove possibile), sperando che non peggiorino le cose
2) fare psicoterapia, ossia incontri tra ragazzo ed uno psicologo che lo ascolta e lo consiglia
3) fare attività alla portata del ragazzo, tipo sport con un amico dello stesso livello o altre attività in cui può riuscire in modo da migliorare l'autostima
4) usare farmaci per il relax e l'attenzione.

Escludendo l'opzione 4) che non è per ora accolta dai genitori per i controeffetti non sappiamo quale soluzione può essere ideale.
I problemi famigliari rimangono perchè gli incontri con la mamma suscitano destabilizzazione, per quanto essa trasmetta il massimo dell'affetto e porti regali, sembra che ci siano modalità poco tollerate.
Inoltre il bambino ha maturato una straordinaria sensibilità (peraltro già presente di carattere) e non tollera critiche o osservazioni a scuola, ma neanche in famiglia. Ha un bisogno sconfinato di amore che sembra non poter essere compensato con nulla.
Se trascorre con me tempo, passeggiando, cucinando, ecc va tutto bene, anzi ha sviluppato una dipendenza positiva da me, vive con serenità momenti stupendi, sereni e felici. Se però insisto per chiedere di fare i compiti, o anche solo la doccia ... allora o si trova un momento ideale, parole e tempi giusti ... magari un premio oppure spesso l'impegno è visto con disagio grave, quasi angoscia e spesso produce esclamazioni <>.
La situazione di disagio comunque più frequente a seguito di vicende che accadono all'esterno come una critica di un compagno o la perdita al gioco. Un disagio molto forte poi quando parte la mamma, nonostante spenda il proprio tempo con massima positività e che il ragazzo abbia interesse a stare con lei.
Mi chiedo dottore se lei vedi praticabili alcuni degli approcci sopra indicati. Ma soprattutto se io come genitore, quasi unico, come papà .. se devo dare protezione, agevolare le situazioni perchè il ragazzo stia bene (chiedendo pochi impegni) oppure se sia preferibile che si stacchi da me e segua una propria indipendenza, con tutti i rischi che la schizofrnia aumenti.
Per tutto, se riterrà sia possibile una risposta, io la ringrazio infinitamente

Salve, il percorso che io le suggerisco è , in presenza di una disponibilità del ragazzo, quello di effettuare psicoterapia del profondo con un analista che riscuota la sua fiducia. Molto favorevole è la possibilità per lui di effettuare attività fisiche socializzanti ma non competitive data la bassa autostima e il fragile narcisismo con conseguente intolleranza alle frustrazioni. Per quanto riguarda il rapporto con lei mi sembra molto positivo ed è opportuno continuarlo lasciando che sia il ragazzo stesso a modularne l' intensità in base alle sue esigenze inoltre le consiglio di effettuare richieste solo in presenza di disponibilità ed apertura. La saluto cordialmente. Antonio

Come guarire e adeguarsi alla malattia


Salve, ho letto e fatto delle ricerche sulla schizofrenia e vorrei chiuderle se esiste un modo di guarigione senza farmaci o se é possibile convivere con questa malattia. Inoltre vorrei sapere se capitasse di avere rapporti sentimentali: é meglio evitare per non causare dolore altrui?


Il decorso della schizofrenia è tendenzialmente cronico, con l'alternanza di periodi di acuzie e di remissione dei sintomi. Circa un terzo dei pazienti affetti da schizofrenia possono riprendersi completamente. Un altro 30 per cento deve continuare la terapia e comunque ha una riduzione del funzionamento sociale, mentre nel restante 30 per cento circa la malattia cronicizza. In ogni caso, la frequenza e la durata delle esacerbazioni acute successive al primo episodio non sono prevedibili. Per quanto riguarda le relazioni, di conseguenza, il discorso è relativo al quadro clinico e alla capacità di avere o meno, capacità transferenziali ed affettive. La saluto cordialmente. Antonio

Disperato

Buongiorno, dopo 3 anni di psicoterapia analitica fallita mi sono rivolto ad uno psichiatra e poi ad una psicoterapeuta cognitivo comportamentale, praticamente stanno facendo una diagnosi differenziale tra schizofrenia e disturbo borderline dicendo che i confini sono sfumati ma io ora sono sotto shock! Non posso stare un minuto da solo e non voglio fare più niente. . Mi sto alienando totalmente. .. la vecchia psicoterapeuta non mi ha mai parlato di borderline e schizofrenia bensì di un percorso in divenire verso la guarigione ora tutte queste etichette mi hanno devastato. ... mi dia un consiglio x favore...

Salve, è importante che lei stabilisca un contatto con persone di fiducia senza soffermarsi più di tanto sulla scuola a cui appartengono. e' necessaria una psicoterapia intensa unita a farmacoterapia, e'preferibile affidarsi ad un team di 2 persone, una che si occupi dei farmaci, se lei li assume, e una con cui svolgere un profondo lavoro su se stesso con un rapporto costantemente collaborativo tra i due. Un cordiale saluto. Antonio

Manie di persecuzione e depressione

Salve dottore, , da circa 4 anni un mio parente soffre di disturbi depressivi e di manie di persecuzione. Da premettere che essendo un tipo un po' troppo riservato, timido, esigente e particolare, non è mai riuscito a legare con alcuna persona, dunque amicizie zero; inoltre non ha mai avuto voglia di lavorare e nemmeno di studiare (ha
solo conseguito la maturità scientifica); nonostante ciò i miei genitori non
hanno mai avuto il coraggio, nè l'orgoglio di dire " esci di casa e trovati un
lavoro". Da questi suoi fallimenti si è rifugiato sui siti internet, in
particolare su alcuni siti che a suo dire parlavano di coscienza, di karma, di
teorie di complotto ecc; tutto questo gli ha fatto prima cambiare alimentazione
(da onnivoro è passato a vegetariano; da vegetariano a vegano; ora mangia solo
frutta, verdura, legumi e farine integrali; così facendo è dimagrito circa 20
kg ( Lui è alto 175 cm e pesa 58kg); poi non è più uscito si casa . Ha sfiorato
la pazzia per 4 volte , nel senso che diceva che volevano ucciderlo, che
volevano uccidere tutta la famiglia e che gl'avevano impiantato micro chip per
vedere e capire tutto ciò che faceva. Noi purtroppo siamo molto preoccupati;
gli psicologi dell'asl gli hanno prescritto alcuni farmaci e all'evenienza
gocce (nel momento in cui è molto agitato), ma lui si rifiuta di assumerli.
Esiste un rimedio con l'ipnosi ed altre terapie per cancellare tutti i suoi
ricordi fallimentari ed uscire da queste spiacevoli situazioni? La ringrazio e
la saluto.

La situazione è molto complessa perché la persona ha una psicopatologia seria e rifiuta la terapia. La psicoterapia psicoanalitica e l'ipnosi potrebbero essere validi presidi terapeutici ma bisogna valutare la disponibilità della persona ad effettuare un percorso di questo tipo e, inoltre, potrebbero non essere sufficienti e aver bisogno di una integrazione farmacologica a cui egli, per il momento, si sottrae. Cercate uno specialista di fiducia che lui sia disponibile ad incontrare, un cordiale saluto. Antonio

Ho bisogno di aiuto

Buongiorno, dottore. Inciampo nel suo sito mentre sono alla ricerca di una soluzione al dramma che stiamo vivendo. Sono la zia di una splendida ragazza di 23 anni. Sfortunatissima, in quanto è stata tolta alla sua mamma all'età circa dei 5 anni (non ricordo con precisione), dopo vari episodi di violenza subita, perchè affetta da schizofrenia (la sua mamma). Mio fratello (il padre) all'epoca ha lottato ed ottenuto la custodia di sua figlia. Con lei, da quando è nata, ho stabilito un rapporto d'amore unico, anche se a distanza (800 km), quindi telefonico quotidiano (faceva i compiti con me al tel, per esempio). tutte le vacanze le ha sempre passate da me per sua volontà. un rapporto indissolubile fatto d'amore e complicità totali. 2 anni fa si è trasferita a casa mia e del mio compagno perchè il padre ha avuto un crollo, si è separato dalla seconda moglie e gli è stato diagnosticato il bipolarsmo. Ha sempre avuto un carattere impossibile, ha sempre manifestato un grande odio per me e l'altro mio fratello. qualsiasi cosa combinasse la figlia se la prendeva con me che ero a tanti km di distanza. da quando è crollato, mia nipote ha voluto fargli da madre, cercando in questo modo l'attenzione ed il rispetto da parte sua. Che è davvero diventato suo figlio, nei modi e negli atteggiamenti. da quel periodo a mia nipote si è spento lo sguardo. poi io sono tornata in puglia per motivi di lavoro, e dopo 3 giorni il crollo definitivo di Giada (questo è il suo nome). Allucinazioni visive (ha visto satana), distacco affettivo da me e colpevolizzandomi di averla strappata alla sua mamma (ha vissuto con me solo un anno sino a giugno del 2013) mi ha chiesto di restituirla a lei. il mio atteggiamento nei suoi confronti non è mai mutato. solo 2 giorni fa le ho chiesto "amore, ma perchè mi tratti male?" mi ha guardato con un odio che non le avevo mai visto nello sguardo. è diventata una fanatica religiosa dall'oggi al domani (sempre stata atea). Dopo aver avuto una violentissima crisi, ha spaccato tante cose in casa, si è rasata i capelli a zero (lunghissimi ai quali ci teneva come nient'altro) è stata ricoverata nel reparto di psichiatria di brindisi, dove gli specialisti l'hanno trovata positiva alla cannabis. l'hanno ripulita ma continua a non essere piu' lei. Arrivo al dunque. Suo padre si rifiuta di ascoltare i medici che sostengono di non poter effettuare una diagnosi precisa in quanto (apprezzabile l'onestà ed umiltà) non hanno i mezzi. che ci vorrebbe una terapia associata di un bravo psichiatra ed uno psicoanalista addentrati nella patologia. secondo lui la figlia è stata rovinata da me, che l'avrei fatta drogare (ho 50 anni ed una patologia polmonare grave, sono disoccupata e per mantenere mia nipote abbiamo davvero fatto i miracoli, solo con 1.100,00 euro di stipendio del mio compagno, perchè mio fratello non poteva più mantenerla, ed ora ci sentiamo accusare di questo, ma non m'importa di me). di conseguenza, ritenendo i comportamenti della figlia dovuti allo spinello o agli spinelli che avrebbe fumato, si rifiuta di farla curare o, perlomeno, di farle fare una diagnosi accurata. Cosa posso fare? sono disperata nell'assistere impotente e continuamente minacciata dalla mente insana di mio fratello. giuridicamente posso agire in qualche modo? non posso tollerare che una splendida e sfortunata ragazza come giada, debba rinunciare alla possibilità di guarire a causa di un padre che, pur di non ammettere quelle che sono le responsabilità anche sue, ha deciso di non fare nulla.
la ringrazio anticipatamente e le chiedo scusa per lo stato di confusione emotiva che ormai pervade il mio cuore, ma non la mia mente. finchè ce la farò so che dovrò essere lucida e distaccata (che fatica sovrumana!)
Grazie e buon lavoro

Salve, ho letto la sua lettera che mi ha suscitato sentimenti intensi. I problemi legati alla ragazza che sembra soffrire di una grave patologia psicotica sono quelli che le hanno indicato i medici cioè trovare un valido psichiatra e uno psicoanalista che la prendano in terapia contando sulla collaborazione di lei.Per quanto riguarda gli altri aspetti si entra in un campo giuridico per cui è necessaria una consulenza legale per poter avere un suggerimento riguardo le modalità con le quali sia opportuno muoversi. Mi spiace non poterle essere di aiuto in un modo più incisivo, La saluto cordialmente. Antonio

SCHIZOFRENIA

Buongiorno Dottore,
mia madre di 74 anni è affetta da circa 15 anni (anche se credo che la malattia sia stata latente da anni) di schizofrenia paronoidea. Credo che il tutto sia stato provocato da un'infanzia molto infelice. Ha una personalità fortissima e non vuole seguire una terapia. Mi chiedevo se con l'ipnosi si possa far sì che prosegua con il piano terapeutico
.

Cara signora , in questo caso si presentano problemi sia relativi all'età del soggetto e alla gravità del disturbo psicopatologico di cui soffre, sia al fatto che , non volendo seguire una terapia , risulta impraticabile la possibilità di proporle un lavoro ipnotico. La saluto cordialmente. Antonio

Nevrosi e poi psicosi??



Gentile dottore, in poche parole mi chiedo come sia possibile giugere ad una diagnosi di psicosi
Dopo più di 4 anni di psicoterapia ed essere diagnoticato come nevrotico e soprattutto trattato come un nevrotico. A questo punto lo psicoterapeuta ti rovescia come una calzetta scavando dentro di te, nel frattempo ti illude con la nevrosi x farti stare buono e poi infine alza le mani ti dice che sei psicotico e che non avrai una vita normale. Sofferenza atroce, vuoto e assenza costante, una montagna di soldi spesi x raccogliere la disabilitá mentale...dov'è il senso terapeutico in tutto questo? Grazie

Beh è difficile dare un parere non conoscendola le posso dire però che le strutture psichiche (nevrosi psicosi, disturbo borerline) si mantengono ben delineate per cui il passaggio dall'una all'altra è raro che si verifichi. Che cosa sia successo nel suo caso è difficile ad essere compreso dati i pochi elementi a disposizione. Un cordiale saluto. Antonio

Schizofrenia

salve dottore.mio fratello gemello soffre da 12 anni di schizofrenia paranoide acuta.siamo gemelli omozigoti,e la mia paura e'che tale malattia mi si possa trasmettere a livello genetico.inutile dirle la sofferenza e la pena per seguire ed aiutare mio fratello.il senso di solitudine e rabbia che nutro verso chi dovrebbe aiutare le famiglie interessate a questi problemi ed invece,piu' di imbottire di psicofarmaci e di fare qualche tso (naturalmente quando accade qualcosa di grave!5 volte per l'esattezza!)mi dia un consiglio.sento ormai meno la voglia di aprirmi con gli altri.il senso di vergogna a volte e' insopportabile'.mio fratello ha solo mia madre come ragione di vita.mi ha anche detto che se dovesse mancare(causa l'eta') un minuto dopo si suiciderebbe!gli devo credere.nel suo stato,lo farebbe davvero?la ringrazio di cuore

Salve, credo di poterla rassicurare dicendole che, innanzitutto, se allo stato attuale delle conoscenze si ritiene che due gemelli omozigoti abbiano lo stesso patrimonio genetico, in futuro non si possa scoprire che esiste una differenza anche a quel livello. Inoltre la epigenetica, cioè lo studio di come l'ambiente influenza la matrice genetica, silenziando alcuni geni e sottolineandone altri, ci mostra l'importanza della componente ambientale, che agisce in modo marcato sulla differenziazione dei gemelli , per cui esiste il paradosso per cui mostrano tratti più similari due gemelli omozigoti vissuti in ambiente diverso, piuttosto che nello stesso ambiente in cui incide fortemente l'"effetto coppia". Infine voglio dirle che , in un momento di disperazione, si possono pronunciare frasi e mostrare determinazioni che poi non verranno mai poste in essere. Un cordiale saluto. Antonio

Schizofrenia paranoide

egregio dottore.mio fratello ha 53 anni e soffre da 12 anni di schizofrenia acuta.vive con lui nostra madre che ha 86 anni e che lui considera e tratta come sua moglie chiamandola *la mia bambina* o *il mio amore*.dopo 5 tso la mamma non ne puo piu!io li vado a trovare sabato e domenica ma guai a contraddirlo perche' diventa aggressivo.offende la madre per poi chiederle scusa baciandola in continuazione e sollevandola di peso per farsi perdonare ma cosi' rischia di farle male!.e' seguito da una dott.ssa del s.i.m.a.p ma anche se prende psicofarmaci e va a fare la puntura ogni due settimane, a distanza di un'anno dall'ultimo ricovero e' tornato a peggiorare.inoltre mangia molto molto velocemente e a scatti.quasi a volere aggredire il cibo!perche' fa cosi'?cosa dobbiamo ancora fare prima d'impazzire a nostra volta? La ringrazio di cuore

Purtroppo ci troviamo di fronte ad una situazione molto complessa, il cui monitoraggio e la cui evoluzione è affidata soltanto a chi si occupa del problema a livello psicoterapeutico e farmacologico.Altri tipi di intervento non sono possibili, perciò non resta che sperare che i provvedimenti presi e il rapporto favorevole che il soggetto sia in grado di avere con le persone che si occupano di lui, possano portare ad una evoluzione del quadro clinico. Un cordiale saluto. Antonio

Psicosi


Salve, vorrei sapere se vi é un modo per convincere chi soffre di episodi psicotici che peggiorano sempre di piu’ a farsi curare considerando che normalmente per problemi minori non si reca da medici? alla persona in questione piu volte e da diverse persone di cui si fida gli é stato detto che ha bisogno di cure ma è comunque convinta di stare bene quindi obbligandola sarebbe un disastro.
Credo che si tratti di schizofrenia poiché quasi tutti i sintomi che ho letto dando un'occhiata su internet li manifesta: allucinazioni, delirio, paranoia disorganizzazione del pensiero,ossessioni, inizia ad allontanarsi da alcuni familiari piu stretti e inizia anche a mentire oltre che a fare azioni senza alcun senso. Spero che mi possa aiutare
Grazie in anticipo per una cortese risposta

Salve in questi casi è importante che vi sia una persona nell'ambiente che riceva la fiducia del soggetto e che possa consigliargli i provvedimenti idonei. Altrimenti, se la persona rifiuta il trattamento e non è possibile prendere adeguate misure è necessario effettuare un TSO. Un cordiale saluto

Psicosi

Vorrei venire da lei sono molto gra ve sotto stress fisico e mentale sono allettata soffro di depressione grave ansia agitazione somatizzazioni dolorose diquale malattia non so forse psicosi o schizofrenia vorrei che mi aiutasse afare unadiagnosi laclozapina e' molto pericolosa perlasalute?
prendo mezzo leponex 4control uncibalta da 30 cosa possoprendere al posto del leponex

Salve è necessario fare una diagnosi precisa e poi stabilire una terapia adeguata perciò solo con un contatto diretto potrò avere una idea sulla psicopatologia di cui soffre. un cordiale saluto. Antonio

Autismo


Si può curare la sindrome di Aspergher con l'ipnosi?

Salve,il discorso va valutato in base alla soggettività ma, in tali casi va prestata massima cautela nell'uso dello strumento ipnotico.Un cordiale saluto. Antonio

Schizofrenia con farmaci antidepressivi


salve, vorrei porle un quesito: secondo la sua esperienza è possibile curare o perlomeno
stabilizzare il più possibile i cosiddetti sintomi negativi(in particolare un generale impoverimento affettivo, vuoto e mancanza di motivazione e isolamento) in assenza di quelli positivi con farmaci antidepressivi evitando
di prendere farmaci neurolettici visto e considerato che
gli effetti collaterali di quest'ultimi sono abbastanza compromettenti? per avere un altro parere
vorrei sapere in mancanza di deliri e allucinazioni
se si possono evitare i farmaci neurolettici. grazie

Salve, teoricamente il suo discorso è proponibile, ma non si può prescindere dalla sua soggettività. Sarà dunque lo psichiatra con cui è in rapporto a decidere se, magari, può essere opportuno , o meno, associare agli antidepressivi un dosaggio molto blando di neurolettici come olanzapina o quietapina o altri, che, così usati, danno effetti collaterali molto modesti. La saluto cordialmente. Antonio

Trauma neonatale?

Gentile dottore,

innanzitutto le espongo alcuni dati sul mio conto: ho trentotto anni; vivo da solo (ma tuttora mantenuto da mia madre) da diciannove anni; in passato ho sofferto a lungo di una depressione maggiore; dal 2000 al 2005 sono stato seguito da uno psichiatra/psicoterapeuta al quale non mi posso più rivolgere perché è molto anziano (purtroppo già durante la terapia "perdeva qualche colpo") e ha recentemente avuto un ictus. Durante la psicoterapia assunsi psicofarmaci (prevalentemente clomipramina), mi fu diagnosticata una tendenza schizoide/schizofrenica (perdoni la grande imprecisione, ma non ricordo bene la diagnosi), e fu almeno in parte ricostruita la storia dei miei rapporti con i miei genitori: con mio padre (morto nel 1997), un rapporto difficile a partire dall'adolescenza per mutue incomprensioni e a causa del divorzio da mia madre; con mia madre, un rapporto difficile nella prima infanzia (quand'ero molto piccolo dei problemi di salute la rendevano nervosa e irascibile, poi quando avevo otto anni mi "abbandonò" per alcuni mesi a casa di sua madre).
A quasi otto anni dalla fine della psicoterapia non ho ancora terminato gli studi universitari, non ho un lavoro né un'identità sociale e vivo quindi con un costante senso di emarginazione. Questo pesa naturalmente sui miei già difficili rapporti umani, in particolare con le ragazze/donne: già da bambino, a sette-otto anni, immaginavo che la bambina che mi piaceva avrebbe preferito un altro a me, e che mi sarei dovuto fare da parte; ho avuto due relazioni affettive, una ai tempi del liceo (tra il 1991 e il 1992) e una tra il 1998 e il 2000, entrambe terminate da me; sono stato molto innamorato due volte, non delle due ragazze assieme a cui sono stato, ma di due ragazze che non mi corrispondevano (ci sarebbe da fare una battuta alla Groucho Marx sul fatto che io non possa amare qualcuna disposta ad abbassarsi ad amare me), una mia compagna di scuola nel 1991, e una ex-amica a partire dal 2001, fino a quando non ho smesso di frequentarla pochi anni fa (nel 2008 credo). In particolare, il rapporto "sbilanciato" con quest'ultima (amore e gelosia in cambio di amicizia e distrazione), protratto negli anni, mi ha molto logorato. Per smettere di pensare a lei, nelle ore libere dallo studio universitario (procedente talmente a rilento da rendere i buoni risultati molto poco significativi) ho ripreso a studiare la chitarra, sempre nella solitudine del mio appartamento, comprando ossessivamente strumenti, accessori, metodi e perdendo progressivamente il gusto e il senso per quello che stavo facendo, fino a smettere da due anni, anche a causa di dolori fisici dovuti alla postura. Negli ultimi mesi, anche per l'intervento del moltiplicatore dell'ansia e della solitudine consistente nella perdita di quasi tutti i familiari più stretti, del ricovero in ospizio di mia nonna e delle molto mediocri condizioni di salute fisica e mentale di mia madre (i due soli veri familiari "stretti" per me), ho sentito impellente l'esigenza di uscire dalla solitudine in cui passo la quasi totalità delle mie giornate, trovando una compagna. Ma non si può dire che con questo abbia dato una svolta alla mia vita: penso "non ho una vita, non ho un'identità sociale, non ho un futuro (la situazione lavorativa è drammatica per persone molto più giovani e dotate di me), chi potrebbe volermi?" e concludo che sia meglio evitare inutili umiliazioni. Questi meccanismi sono abbastanza trasparenti ai miei occhi, ma non per questo riesco a sfuggirgli. Un altro meccanismo trasparente è quello per cui, fattane una molto superficiale (più per mia che per sua ritrosia) conoscenza, mi sono recentissimamente infatuato (dopo più di dieci anni) di una ragazza ventottenne (non troppo piccola, mi dico) che da un lato ha dei tratti "noti" e perciò rassicuranti, dall'altro degli elementi di fascino, come una voce molto bella e "educata" - mia madre lavorava con la voce, ha una dizione perfetta e da bambino me la correggeva sempre - e, infine e soprattutto, appare ai miei occhi come fuori dalla mia portata, perché fidanzata e indisponibile ad altro che una frequentazione occasionale in ambito universitario lei, e derelitto e senza prospettive io. L'ho vista quotidianamente per un paio di mesi, inizialmente salutandola appena, poi scambiandoci progressivamente qualche parola in più, anche qualche piccola chiacchiera, riuscendo con fatica (per il mio stato confusionale, che si accentua nei rapporti umani con persone che non mi siano molto intime) a darle un paio di piccolissimi aiuti per la sua tesi di laurea triennale. Lunedì scorso si è laureata, sono andato ad assistere alla discussione, ho conosciuto il suo ragazzo, lei mi ha salutato in modo che non riesco ad aggettivare se non con "carino", e non ci siamo più incontrati, e non ci eravamo rivisti nella settimana precedente. Nei giorni scorsi lo stato di ottundimento (la sensazione di avere la testa piena di cotone o stoppa) si è accentuato, rendendomi molto difficile concentrarmi, e ho avuto continui sbalzi di umore, passando nel giro di una stessa ora dalla consapevolezza del meccanismo che era all'opera e del fatto che sono un adulto e lei è poco più che una sconosciuta, ad una cupa disperazione, con l'accentuazione della mia ripulsa (attrazione) per balaustre, cornicioni e altri luoghi elevati da cui si può cadere (ci si può gettare - abitualmente soffro di vertigini).

Dopo tutto questo sproloquio, mi rendo conto di non poter ricevere da lei altro consiglio professionale che quello di iniziare un'altra terapia, cosa che al momento non posso fare (se un giorno avrò un lavoro, lo farò). Qualsiasi consiglio quanto ho scritto le possa suggerire, comunque, è ben accetto. Anzi, le sono grato anche solo di aver letto fino a questo punto.

Ho comunque una domanda da porle, anche se temo che esorbiti dall'ambito delle conoscenze scientifiche: durante il parto, il medico che mi fece nascere mi estrasse dal grembo di mia madre afferrandomi per la testa con un forcipe, causandomi un'emorragia cerebrale. Pertanto dovetti essere tenuto in un'incubatrice per una decina di giorni. Può la separazione da mia madre nel periodo neonatale essere all'origine dei miei sofferti rapporti con le donne, della mia tendenza ad amare chi non mi ama, o devo pensare che l'origine sia in un altro degli eventi traumatici che segnarono il mio rapporto con lei nella mia infanzia?
La ringrazio molto per la sua disponibilità,Matteo
Caro Matteo un trauma alla nascita si sarebbe subito presentato in termini di danni psiconeurologici con ripercussione sui primi atti fisiologici e non solo in età adulta con problematiche di tipo psichico anche importanti E' più probabile che si tratti di rapporti alterati e conflittuali con le figure di riferimento, cioè situazioni di tipo ambientale che sarebbe importante sviscerare in modo esaustivo.Ti saluto cordialmente. Antonio

Aiuto


Salve,mi chiamo M. T. , sono una ragazza rumena (ho 36 anni , vivo a roma da tre anni).Ho avuto problemi di comunicazione con mia sorella da quando mi sono trasferita a Roma nel 2010 ,prima stavo a Napoli . Lei stava già qui a Roma . Già da quando sono venuta qui ho vista che qualcosa c'era qualcosa che nn andava in lei , si arrabbiava troppo veloce su ogni cosa , poi vedeva tutto troppo negativo , ma non ho dato importanza . Pensavo che è il stress causato dai problemi della vita .In tempo o cercato essere comprensiva , di aiutarla , ho lasciato stare i suoi episodi , ma in tempo le cose sono sempre andate male .In tempo mi sono raccorta che c'è qualcosa per che a cominciato di dire cose strane .Da un mesetto sono andata da un psicologa di aiutarmi come comportarmi con lei , per capire come devo agire quando lei mi dice che l'agente per strada sa di quello che noi parliamo in casa , poi a detto una volta che tutti i vicini ascoltano quello che parliamo noi , poi che sente una voce che ripete quello che parlo con lei ....poi a dei giorni che e di una dolcezza e gentilezza straordinaria , ma fa fatica a concludere una frase , la finisce ma si interrompe , respira , ripete la meta della frase poi finisce . Quando ha i momenti di rabbia ,spesso su di me , partite da ogni cosa , spesso mi accusa che io dico a tutti quello che noi parliamo , non gli posso rispondere fin quando non parla 5 minuti . poi chiedo permesso di rispondere , dicendo che non è vero , dice sempre che non mi crede . Dopo i miei racconti La mia psicologa mi ha detto che si tratta di schizofrenia . Al suo consiglio ho provato di portarla da lei ma non vuole sentire , neanche a chiunque i dice di andare da qualche dottore . Diventa ogni volta molto aggressiva .Non so cosa fare . Ho bisogno dei suoi consigli .Se mi potrebbe aiutare , le rimanerei molto grata

Cara signora non vorrei deluderla, ma quando un soggetto si rifiuta di farsi aiutare, purtroppo non esistono grandi possibilità di affrontare il problema. Se, tuttavia, la persona ha un contatto più ravvicinato con qualcuno, è quello il canale privilegiato che possiamo utilizzare per cercare progressivamente la possibilità di fornirle una qualche forma di aiuto. La saluto cordialmente. Antonio

Paranoia barba e capelli lunghssimi : Sansone? (Prima lettera)

Sono italiana ma abito in Germania da 40 anni. Mio marito è tedesco. Nostro figlio di 29 anni è affetto da schizofrenia (la malattia è iniziata 10 anni fa, subito dopo la maturità. Gli psichiatri lo hanno definito "paranoico". In questo periodo sta facendo una riabilitazione lavorativa in un centro apposito. Prende 200 mg di clozapina e sembra stare bene Noi speriamo che riesca a imparare un mestiere e a diventare abbastanza indipendente. Io e mio marito siamo ormai troppo vecchi per poterci curare ancora a lungo di lui. Io trovo che sembrerebbe un normalissimo giovane, se non fosse per la barba lunghissima e incolta. Anche i capelli li porta lunghi e attorcigliati in una pettinatura indescrivibile. Quando accenniamo al fatto che dovrebbe radersi e tagliarsi i capelli si sente ferito e tende a diventare furioso. Perciò cerchiamo di toccare l'argomento il meno possibile: non vogliamo certo che tenti il suicidio, come è purtroppo già avvenuto in passato. Ho letto che questa carattristica di alcuni paranoici di farsi crescere la barba dipende da un complesso che hanno verso la madre e dall'odio che sentono per il padre (infatti lui odia suo padre e sostiene che non è suo padre. Fino a poco tempo fa diceva anche di essere Gesù, ma ora questo non lo dice più). Mi hanno consigliato di leggere l'episodio di Sansone nel vecchio testamento e mi hanno anche accennato che Jung parlava a questo proposito di attentatori suicidi e di complesso di Edipo. Io sono laureata in lingue e quindi non sono del tutto ignorante. Ciononostante la psicanalisi mi sembra difficile da capire. Le sarei molto grata se Lei vorrà spiegarmi questo fenomeno con parole chiare e comprensibili. Mio figlio è "innammorato" incestuosamente di me? Che errore ho potuto mai fare nell'educarlo? A me sembra di essere stata una madre normale che non lo ha mai maltrattato o viziato troppo. Le sarò eternamente grata se Lei mi può consigliare un libro che spiega veramente bene e chiaramente questo fenomeno (anche se non è di facile lettura).
Grazie infinite.

Psicotico barba e capelli lunghi e incolti (seconda lettera)

Mio figlio ha 30 anni e da 10 è affetto da schizofrenia paranoica. La malattia si è scatenata a ciel sereno subito dopo che ha fatto la maturità. Dopo tante peripezie ha finalmente accettato di prendere un neurolettico (la clozapina-prima ne prendeva 350 mg, ora ne prende sol 200 mg). Sono ormai due anni che prende regolarmente questo neurolettico e sta abbastanza bene. In questo periodo sta facendo una riabilitazione che lo qualificher`come operaio (per lui un'umiliazione perché avrebbe voluto studiare, ma per noi un sollievo perché almeno fa qualcosa...bisogna essere realisti...). Sarei abbastanza serena se non ci fosse un problema: porta la barba luinghissima e incolta e i capelli li ha raccolti in un tuppo intricatissimo. Sembra una brutta maschera di carnevale, un mostro primitivo. Quando lo vedono, molti si mettono a ridere. Ho letto che lo picanalista Jung parlava di un complesso di Edipo (infatti lui odia il padre e afferma che non è suo padre e è attaccatissimo a me)e portava in gioco anche il Sansone del vecchio testamento che è il prototipo del terrorista che uccide e si suicida. Potrebbe spiegarmi qualcosa di più a proposito? E dirmi anche se si può fare una psicoterapia?
Anna

Cara signora, il quadro dissociativo di cui soffre suo figlio sembra sufficientemente controllato dalla clozapina che, è stata ridotta nel dosaggio dato che, attualmente, il contenimento del quadro psicopatologico, nelle sue manifestazioni, sembra più agevole. La invito a non colpevolizzarsi per il fatto che tale disturbo possa essere relazionabile ad un rapporto con lei, dato che le cause in gioco possono essere molteplici, inclusi importanti fattori genetici. Per quanto riguarda il modo in cui suo figlio si veste o acconcia andrebbe valutato, attraverso una indagine psicoanalitica , il rapporto che egli ha con la propria immagine corporea per capirne la dinamica e le distorsioni ad essa collegate. Per suo figlio, se disponibile, potrebbe essere molto utile una psicoterapia psicoanalitica che comporti un irrobustimento delle difese e un ricompattamento dell'io attraverso un processo di contenimento, mentre minoritario , in questi casi, è l'apporto di una strategia interpretativa dell' inconscio. per quanto riguarda le letture, può leggere l'interpretazione della schizofrenia del prof.Silvano Arieti La saluto cordialmente. Antonio

Autismo di lieve entità

Salve sono la mamma di una ragazza mamma a cui e stato diagnosticata una patologia dello spettro autistico e molto lieve e riguarda la sfera sociale emotiva definita ad alto funzionamento.ha nove anni ed e molto brava a scuola solo ha dei piccoli difetti tocca spesso capelli e si strofina la lingua tra i denti tenendo bocca aperta. alcuni bambini a volte glielo fanno notare e lei a volte piange perche pur cercando di superare i suoi limiti di cui e coscente e difficile rapportarsi.e costantemente seguita da una psicologa che dice che e normale e pian piano impara io volevo provare con un trattamento ipnotico sotto la guida di uno specialista visto che comunque ha fatto molti altri test, perche non tentare anche altro.grazie per l'attenzione mi raccomando la discrezione.
Cara signora , il trattamento ipnositerapeutico va usato con molta cautela in un disturbo come quello di sua figlia la quale sembra non possedere un Io ancora coeso, il che controindica, in linea di massima, una regressione ipnotica. La saluto cordialmente. Antonio

Border line?

Buongiorno, sono la mamma di una ragazza di 42 anni, alla quale a 18 anni è stata diagnosticata psicosi e disturbo borderline, ha subito diversi ricoveri e due anni fa le è stata fatta diagnosi di schizofrenia.Ora, dopo 2 anni di vita normale, trascorsa in casa con noi, tutt'ad un tratto durante un viaggio di gruppo, ha cominciato ad essere irrequieta, insonne e molto sopra le righe. viene seguita dal CPS con somministrazione da una settimana di TRILAFON in pastiglie.Le chiedo se in queste condizioni potrebbe giovarle eseguire sedute di psicoterapia con ipnosi. Le preciso che la situazione è molto più complessa di quanto le ho potuto dire in queste poche righe.La ringrazio se mi vorrà rispondere possibilmente privatamente
Cara signora non posso risponderle privatamente in quanto non mi ha inviato la sua mail, ma non credo sia un problema dato che, nella sua lettera. non vi è alcun precisoriscontro che possa condurre ad una forma di identificazione. Le dirò che in casi come quelli di sua figlia è assolutamente consigliabile una psicoterapia psicoanalitica. Per l'ipnositerapia, invece, vanno valutati gli indici di ipnotizzabilità e soprattutto la personalità della ragazza nella sua specificità. La saluto cordialmente. Antonio

Psicosi delirante

salve dottore mia figlia ha una psicosi delirante non fa altro che ripetere continuamente se qualcuno si avvicina che ha u grave problema alla saliva parla sempre lei seza mai fermarsi è terribile se qualcuno si avvicna ripete sempre le stesse cose che ha la saliva malata che ha un problema grave.
purtoppo non vuole curarsi con le medicine rifiuta ogni medicinale come possa aiutarla dottore si era pensato ad un ricoverarsi.
come viene la psicosi delirante da insicurezze dal ritiro dalla vita sociale

Cara signora il disturbo di sua figlia è complesso e tira in ballo problemi genetici e ambientali con conflittualità e fantasmi persecutori presenti fin dai primi mesi di vita. Purtroppo il problema è molto complicato per il rifiuto di sua figlia verso ogni tipo di terapia per cui, data la severità del quadro psicopatologico il ricovero può essere una soluzione adeguata. La saluto cordialmente e le sono vicino. Antonio.

SPETTRO DEL DISTURBO AUTISTICO E PSICOSI

BUONASERA IO SONO UN'EDUCATRICE SEGUO UN RAGAZZO DI 13 ANNI LA DIAGNOSI E' DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO E PSICOSI ULTIMAMENTE E' ALLE PRESE CON LA GELOSIA PIU' VICINA ALLA POSSESSIVITA', E' CONVINTO CHE TUTTE LE PERSONE CHE SONO ACCANTO A LUI GLI APPARTENGONO PER FARE UN ESEMPIO I SUOI GENITORI NON POSSONO ABBRACCIARSI E NESSUNO DEVE AVVICINARSI A ME ALTRIMENTI HA UNA CRISI URLA ABBAIA E POI SI FISSA SULLE RISPOSTE CHE DOBBIAMO DARGLI AD ESEMPIO PRETENDE CERTO INVECE DEL SI, LE CHIEDO COSA POSSO FARE E COME POSSO INTERVENIRE X RISOLVERE IL PROBLEMA?

Gentile signora , consideri che i soggetti che presentano tale psicopatologia hanno dei confini molto labili del Sè, per cui non riescono a distinguere adeguatamente tra mondo interno e mondo esterno.Sono caratterizzati da un bassissimo livello di accettazione di una , sia pur minima, frustrazione.L'approccio terapeutico comporta che colui che si occupa di loro sia in grado di porsi come madre simbolica accogliente, in grado di poter essere introiettata sempre più come oggetto buono, capace così di dar loro lentamente e progressivamente uno spessore che ricostituisca i confini della loro precaria identità. La saluto cordialmente. Antonio

Mania delirante e ipnosi

E' possibile trattare una mania delirante con l'ipnosi? e con quali risultati?
Salve, anche se la diagnosi è uno strumento orientativo mentre è determinante la soggettività del paziente, in questi casi, in genere lo strumento ipnotico è controindicato perchè presuppone una coesione delle strutture egoiche che in tale tipo di patologia non esiste. La saluto cordialmente. Antonio

PSICOSI DI INNESTO

SALVE DOTTORE SONO UNA MAMMA CON UNA FIGLIA DI 24 ANNI.CHE SOFFRE DI PSICOSI DI INNESTO DALL'ANNO SCORSO..
LO ABBIAMO SCOPERTO QUEST'INVERNO PERCHÉ HA AVUTO PROBLEMI MANIACALI ESSENDO NATA CON FORBICI E VENTOSA CON PARALISI INFANTILE , UN RITARDO ANCHE MOTORIO EMI PARESI SINISTRA.
NEL CORSO DEGLI ANNI CI SONO STATI VARI MIGLIORAMENTI , MA SUCCESSIVAMENTE SONO ENTRATI VARI PROBLEMI ( DOVUTE ALLE PERDITE DI PERSONE CARE )E LA SITUAZIONE SI E CAPOVOLTA .
UNO PSICHiATRA NEL NOSTRO TERRITORIO HA FATTO QUESTA DIAGNOSI E PRENDE ATTUALMENTE IL DEPAKIN (500MG *2) A RILASCIO PROLUNGATO , poi SEROQUEL (50 mg *2) , E SEROQUEL DA 100 MG PRIMA DI DORMIRE.
LA SITUAZIONE VA MEGLIO MA ALCUNE NOTTI, QUANDO HA UN RITARDO MESTRUALE O ANSIE ,O PERCEPISCE TROPPO EMOZIONI , SI AGITA E NON RIESCE A DORMIRE ALZANDO LE MANI SU DI ME.VORREI CHIEDERTI Se LA RISONANZA MAGNETICA PUÒ SERVIRE , PERCHÉ BISOGNA FARLA CON L'ANESTESIA .COME BISOGNA USCIRE DA QUESTA SITUAZIONE? GRAZIE DOTTORE

Cara signora la risonanza magnetica può solo focalizzare la situazione neurologica di insufficienza mentale e non, ovviamente, il quadro psicotico sovrapposto.Le consiglio di mantenere il contatto con lo psichiatra che, avendo una relazione diretta contatto diretto con sua figlia potrà darle i suggerimenti più adeguati e prendere i provvedimenti più idonei. La saluto cordialmente. Antonio

Psicosi paranoide

Caro dottore. Sono il padre di un figlio che soffre di psicosi paranoide da più di 3 anni.Voglio sapere se l'ipnosi puo avere effetto positivo per lui.E' sotto terapia con olanzapina 10mg 2volte al di' e fluvoxamina 100mg.Distinti saluti Burimi.

Salve , in generale , nel caso di disturbo dissociativo come quello che interessa suo figlio, è necessaria molta cautela per intraprendere una terapia ipnotica in quanto la sua applicazione presuppone una buona coesione dell’io e l’assenza di deficit narcisistici marcati, tuttavia, anche in questo caso , per poter spendere una parola definitiva, è necessario entrare in contatto con il soggetto e valutare la sua specifica individualità. La saluto cordialmente. Antonio

Psicosi di innesto in semplice

Salve dottor Miscia io sono affetto da psicosi di innesto in semplice poi ho fatto dei test per vedere l' intelligenza è uscito QI63 il mio dottore mi ha detto che ho un insufficienza mentale cioè disturbo cognitivo comq le volevo chiedere se io ho un cervello con un età mentale pari ad un bambino di 8-11 anni dato che il ritardo mentale è lieve, ho il mio cervello cammina 11 anni indietro? ho fatto la visita per l invalidità mi è stata riconosciuta al 80% con due disabilità una intellettiva e una disabilità mentale con queste due patologie posso lavorare per favore rispondetemi sul fatto se il mio cervello cammina 11 anni indietro o un età mentale pari ad un bambino di 8-11 anni grazie mille aspetto una vostra risposta.

Salve , il quoziente intellettivo esprime la capacità cognitiva e associativa del funzionamento mentale del soggetto e ogni età evolutiva ha una capacità relativa e consonante proprias del momento dello sviluppo stesso.Per motivi vari può verificarsi un arresto ad una certa fase di sviluppo, un blocco evolutivo che può riguardare la componente affettiva, quella cognitiva o entrambe. La saluto cordialmente.

Psicosi d'innesto in gracile

Egregio Dottore,
avrei gentilmente bisogno di sapere cosa significa psicosi d'innesto in gracile e se è possibile curare tale malattia. La persona che ne soffre è la sorella di una mia carissima amica e siamo preoccupati perchè ha una figlia di 9 anni. La ringrazio per la sua disponibilità.

Per “psicosi d’innesto”(la gracilità si riferisce al dato costituzionale) si intende un quadro di insufficienza mentale a cui si sovrappone un disturbo di tipo psicotico caratterizzato dalla presenza di sintomi vari a seconda del soggetto, che vanno da sintomi ossessivo- compulsivi, tendenza al ritiro narcisistico con isolamento , possibilità di acting etero ed auto aggressivi e aspetti deliranti del pensiero. Il quadro perciò è polimorfo e variabile nella sua specificità e intensità e quindi per poter valutare la problematica globale e quindi le possibilità terapeutiche, è necessario un contatto diretto con il soggetto portatore dei disturbi stessi. La saluto cordialmente.

Psicosi di innesto

Salve sono un ragazzo di 29anni da quando sono nato ho un lento apprendimento ho avuto un parto cianotico mi dice mia sorella e asciutto comunque a scuola andavo sempre male rispetto hai miei amici apprendevo con difficoltà comunque da un anno ho scoperto di avere la patologia di psicosi di innesto in semplice QI 63 poi altri psichiatri mi hanno detto che ero affetto da bordeline di personalità e bipolare perchè io ho tendenza ad essere molto aggressivo per questo ho perso molti lavori perchè non riesco a fare le cose più banali non ci arrivo nelle cose ho un meccanismo che mi fa essere un pò ritardato, cosi il psichiatra mi ha formulato la diagnosi di psicosi di innesto in semplice mi sa dire cosa significa io ho fatto anche domanda di invalidità mi verrà accettata, poi sono stato ricoverato in una casa di cura e hanno confermato la psicosi in innesto e in più ho il disturbo della condotta con aspetti psicotici mia sa dire che significa e se con queste due patologie mi daranno il 75% di invalidità aspetto vostra risposta

Per “psicosi d’innesto” si intende un quadro di insufficienza mentale a cui si sovrappone un disturbo di tipo psicotico caratterizzato dalla presenza di sintomi compulsivi, rituali, isolamento, acting etero ed auto aggressivi aspetti deliranti del pensiero . Per quanto riguarda il coefficiente di invalidità è necessario un contatto diretto con il soggetto portatore dei disturbi stessi. La saluto cordialmente.