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Risposte su ossessioni e rituali

Fissazioni


Salve, vorrei avere delle infomazioni riguardo alla terapia ipnotica.
Grazie in anticipo,
Roberta

Salve Roberta, le è sufficiente consultare il sito e i links a riguardo. Un cordiale saluto. Antonio

DOC OMOSESSUALE?

Salve, sono una ragazzo di 16 anni ed è da circa due anni che ho praticamente un' ossessione; almeno una volta al giorno mi pongo sempre la stessa domanda sulla possibilitaa di essere omosessuale. Il problema è che in questi due anni ho provato sempre attrazioni per le donne, mai per gli uomini, e se devo essere sincero alcune ragazze in particolare mi hanno "rapito il cuore". Questa ossesione mi è venuto in vacanza, non mi ricordo il perchè; anche se in quella vacanza avevo deciso di non socializzare con nessuno, ma credo che non centri niente. C'è stato un periodo, settembre 2013, dicembre 2013, in cui mi era passato completamente, ma ora è ritornato. Io non mi sento omosessuale, però questo pensiero mi assilla. Mi è capitato solo una volta di provare attrazzioni per un individuo di sesso maschile quando avevo circa, forse tra 5 e i 6 anni ma in quel periodo provavo sempre attrazioni per le donne. Dopo quel momento non ho pensato neanche una volta ad un individuo di sesso maschile. Mi potrebbe aiutare, ho bisogno di risposte e se è il caso anche come risolvere il problema.
Grazie di tutto
Andrea

Caro Andrea. si tratta proprio di disturbi ossessivi riguardanti la propria identità di genere che rientrano in parametri di normalità dal momento che , alla tua età i modelli identificativi sono fluttuanti e lasciano interrogativi che parassitano i pensieri. quindi posso tranquillizzarti, ma sarebbe utile per te cercare un supporto psicologico per alleviare le ansie che possono presentarsi. Un caro saluto. Antonio

Mi aiuti dottore

Caro dottore sono un ragazzo di 32 anni sposato ed ho un figlio di 5 mesi amo entrambi ma non riesco a viverli ho la sensazione che non provo nulla per loro...tutto è iniziato al lavoro ho aperto da poco una salumeria ci lavoro da solo all'improvviso ho sentito il cuore nello stomaco che batteva forte sono andato in ospedale e mi hanno detto che ho avuto una crisi di ansia tornato a lavoro ho iniziato a fare mille pensieri ..ad oggi ho avuto paura di : non amare più mia moglie e mio figlio(e questo è quello che mi fa male di più) morire di infarto ho ischemia celebrale fare del male alla mia famiglia ed impazzire...la notte mi sveglio sudo e dallo stordimento sento il cervello come se uscisse dalla testa ho paura di impazzire dottore come posso uscirne vorrei godere dell'amore della mia famiglia serenamente grazie

Salve, è possibile che una assunzione di responsabilità ( nuovo lavoro, bambino piccolo) con incremento delle valenze doveristiche e sociali abbia accentuato la dimensione del Super- io e quindi dei parametri sintomatologici ansiosi, fobici ed ossessivi. Le consiglio di non assumere farmaci ma di effettuare un profondo lavoro all'interno del poroprio sè, affidandosi ad una guida esperta e imparando l'ìautoipnosi in modo da padroneggiare l'ansia e gli impulsi ad essa collegati. Un caro saluto. Antonio

ansia e pensieri ossessivi

Buongiorno dottore, ho 32 anni e ho un problema che non riesco ad inquadrare.3 anni fa ho avuto un attacco di panico ad un concerto e successivamente mi ha lasciato ansia anticipatoria ma niente di più. Ho affrontato sempre tutte le situazioni e pensavo di esserne uscita. Quest'anno il mio orario di lavoro nella scuola è cambiato, così come le mansioni.L'ho vissuto malissimo con crisi di adattamento e stress alle stelle, all'entrata a scuola ho avuto spesso sintomi di panico che sono riuscita a controllare. Premetto che fino a 3 mesi fa consideravo la mia vita perfetta, un lavoro che mi piaceva e un matrimonio felicissimo che consideravo il mio punto fermo e la cosa più importante. Adattandomi piano piano al lavoro( che comunque continua a non piacermi)pensavo di aver superato la fase peggiore anche se alterno momenti di tranquillità e momenti di ansia.Dopo le vacanze di Natale perfette i problemi si sono riacutizzati, anzi sono comparsi pensieri ossessivi che non riconosco miei e che mi terrorizzano...dapprima ho pensato per un periodo di essere pazza e che in futuro avrei potuto sviluppare gravi malattie psichiche o la voglia di farla finita,poi sono passati così come erano arrivati...ora invece ho cominciato a pensare di non voler più stare con mio marito e di essere stanca del matrimonio.Questo mi terrorizza e mi causa crisi di pianto continue...lui è stato sempre la mia unica certezza, fino a qualche giorno fa se qualcuno mi avesse detto che avrei pensato queste cose lo avrei considerato un pazzo!E ora rimugino, cerco prove che queste sono solo fantasie ma essendo in un forte stato di ansia non sento trasporto per nulla.Che posso fare, ho una grande paura di perderlo e di buttare tutto all'aria per un pensiero che sento non appartenermi...grazie

Cara signora la sua situazione esige che , con calma, lei possa scegliere uno psicoanalista adeguato che possa scandagliare i recessi dela sua psiche e mettere in luce i conflitti e i problemi rimossi. I disturbi ansiosi e i pensieri ossessivi possono essere validamente affrontati e, dal modo in cui lei espone le sue problematiche, ho la sensazione che sia dotata di un buon insight, cioè di una valida disponibilità a mettersi in contatto con l'interiorità della psiche. Associare anche la ipnositerapia, in questi casi, rappresenta un valido aiuto. Un colloquio diretto potrà meglio chiarire il tutto. Un cordiale saluto. Antonio

Ossessioni

gent.le dottore
mi chiamo M. e ho 27 anni, da due mesi che mi perseguitano ossessioni, ossia la mia paura più grande è quella di poter diventare suora....io non voglio ma la paura mi tormenta....tutto è nato in un periodo per me particolarmente sterssante, problemi economici gravi, i miei che avevano litigi seri anche violenti che ho vissuto fin da quando ero piccola....infatti la settimana prima che mi sorgesse questa paura che vorrei debbellare , ho avuto paura di far paura a mio nipote e piangevo tantissimo senza motivo....tutto superato in modo naturale convincendomi che non poteva essere così. così è arrivata quella più brutta che ancora persiste...e mi fa tanta paura perché è come se mi ponessero una scelta che non voglio fare.
Ho iniziato un percorso dalla pedagogista clinica, l'nsia è diminuita ma il pensiero sta ...ho scoperto che mi deriva tutto dall'infanzia...ma come si fa a debbellare un pensiero che non si vuole???'
io sono fidanzata da dieci anni, e voglio una famiglia e dei figli
cosa devo fare???

Cara M.,è necessario effettuare una psicoterapia del profondo unita ad ipnositerapia meditativa e regressiva, per comprendere i conflitti inconsci e portarli alla luce, così, progressivamente, la sintomatologia ansiosa e ossessiva si attenuerà fino a dissolversi ,dandole nuovamente il piacere di vivere e conferendo il giusto valore alla sua autostima.

Disturbo di personalita'?



Gentilissimo Dottor Miscia, mi scusi per il disturbo ma volevo chiederle se il Disturbo di Personalita' possa iniziare al improviso. Mi spiego meglio- ho 23 anni e 9 mesi, ho sempre avuto molti amici, in famiglia mi sono trovato sempre bene e non ho mai avuto problemi di relazione con gli alri, sono sempre disponibile verso gli altri e sono anche molto tolerante. Quando c'e'qualcosa che non va con qualcuno discutiamo sempre con lui e insieme risolviamo il problemma nel miglior modo possibile.Studio Giurisprudenza e ultimamente ho dovuto affrontare il problemma dei serial killer durante le lezioni di Criminologia. Nei libri ho letto che sofrono di gravi disturbi di personalita'. Mi sono spaventato di poter diventare un serial killer e per essere sicuro di non poterlo diventare ho cercato su google i sintomi di disturbi di personalita'.Nel fratempo e per colpa della paura di poter diventare un serial killer sono cauduto nella depressione con forti ossessioni agressivi dove io ucido qualcuno a me caro,oppure oossessioni che mi fanno pensare che comincio a odiare le persone a me vicine (le ossessioni sono anche sotto forme di bestemie e offese nei coonfronti di chi amo e nei coonfronti di chi incontro).Quste ossessioni mi mettono tanta ansia . Adesso ho voglia di isolarmi dagli amici e dalla famiglia, non voglio vedere nessuno, mi arrabio facilmente per delle stupidagini e non mi piace fare cio'che di solito mi da piacere. Ho paura che non tornero quello di prima,che odiero la mia famiglia e cosi via per tutta la vita'. Ho cominciato a pensare che questo non sia depressione ma sia l'inizio di un disturbo di personalta'borderline con esordio nella prima eta'adulta.Ma si puo'diventare borderline al improviso visto che fino ad adesso sono sempre funzionato bene e non ho avuto problemi con le persone e non ho mai avuto nessun sintomo di questo disturbo? La ringrazio per la risposta e mi scuso per averla disturbata con una domanda cosi sciocca.
Ps Scusi per il mio italiano ma non sono di origine italiana.
Cordiali saluti da Kosta

Salve, a volte capita che un disagio psichico o una franca sintomatologia possano evidenziarsi nella giovane età adulta, ma, se valutiamo con attenzione, già negli anni precedenti troviamo tracce di ciò che successivamente si manifesta in modo conclamato. Il suo, da quanto mi scrive, non sembra un quadro borderline ma fobico-ossessivo con valenze depressive. Inizi , se possibile, una psicoterapia psicoanalitica unita, auspicabilmente, ad ipnositerapia e , se trova lo specialista adatto, la vita potrà nuovamente cominciare a sorriderle. Un caro saluto. Antonio

LE RISCRIVO: OSSESSIONE DI DEGLUTIRE

Salve,
Scusi se la disturbo ancora...
Le ho scritto poco tempo fa per ossessione di deglutire dalla quale non riesco a venire fuori.. Lei mi ha gentilmente detto, se ho capito bene, di continuare con lo stesso terapeuta finchè non starò bene.
Ma esiste davvero la possibilità di guarire SEMPRE?Anche nel mio caso in cui la mia mente sembra essere molto resistente alle terapie?
Grazie ancora

Cara Signora  le ho detto che continuare la terapia è indispensabile ma che è necessario  farlo con un terapeuta che con cui costruire una alleanza di fiducia e con cui avere un solido spirito collaborativo. I miglioramenti evolutivi ottenuti sono permanenti. Un caro saluto Antonio

DISTURBO DELLA DEGLUTIZIONE FOBICO OSSESSIVO


Gentilissimo dottore,
sono stremata! Ho 37 anni e da tre anni sono "perseguitata" dal seguente problema: non riesco a deglutire nulla (solido o liquido che sia). Ho passato il primo anno a cercare di farcela da sola, ma nulla. Ho seguito per un anno terapia cognitivo comportamentale per anginofobia... sono stata decisamente molto meglio ma alla fine della terapia, dopo qualche mese tutto è ricominciato! Ora seguo da circa 8 mesi terapia breve strategia, ma è un continuo di alti e bassi... anche se la nuova terapeuta dice che è un disturbo fobico ossessivo in cui la componente ossessiva è maggiore rispetto alla paura (e io mi ci ritrovo) in quanto non è tanto la paura di farlo ma il dover controllare l'atto della deglutizione. Il fatto è che essendo ovviamente il disturbo inquadrato in un disturbo d'ansia generalizzata (paura dell'autostrada, di viaggiare,dei centri commerciali) mi sta letteralmente distruggendo. La terapeuta mi dice che ci vuole solo tempo e un giorno passerà tutto... Ma sarà vero o resterò con questo problema per sempre?(perchè io temo di si e questo mi ossessiona)
Ogni sua parola sarà gradita e preziosa.
Nel ringraziarLa anticipatamente per la sua attenzione la saluto cordialmente

Salve ciò che è fondamentale nel risolvere qualssiasi problema psivcopatologico è trovare un terapeuta di fiducia con cui costruire una solida alleanza di lavoro e continuare il percorso fino alla remissione sintomatologica e, oltre, fino alla possibilità di provare un piacere esistenziale soddisfacente. In questi casi anche l'ipnositerapia, unita alla psicoterapia, può dare contribuire a produrre risultati molto efficaci.

il mio ex é ossessionato

Sono una ragazza che ha 14 anni,il mio ex ne ha 16.
Lui mi ha lascita perché ha detto che non provava piu niente per me.
Dopo qualche giorno ha iniziato a mandarmi messaggi dicendomi che sono troia quando invece lui mentre stavamo insieme mi ha tradita piu di una volta,adesso mi sta minacciando dicendomi che non merito di vivere perche sono una puttana,non riesco a levarmelo di torno.
Non riesco a capire perche continua ad ossesionarmi dicendo che sono una troia quando lui ha tradito me e mi ha lasciata. Per cortesia mi aiuti,so che ci sono persone che hanno cose piu importanti da chiederle ma sta diventando un'ossessione.

Cara ragazza il meccanismo psichico che interessa le dinamiche mentali del suo ragazzo ha un nome preciso e si chiama Proiezione, si attribuisce cioè all'altro qualcosa di proprio che non si riesce ad accettare dentro di sè . E'un meccanismo molto frequente che troviamo nell'essere umano fin dai primi momenti della sua esistenza. Un cordiale saluto. Antonio

DOC da relazione

Buongiorno,sono una ragazza di 24 anni e da circa 4 soffro di doc.
Sono ossessionata dal fatto che non amo più il mio moroso,non faccio altro che domandarmi se voglio stare con lui e quando siamo insieme o al telefono sono fortemente tentata di dirgli che è finita,è una sensazione bruttissima che mi riempie d'ansia e mi fa credere realmente a ciò che penso.
Una convizione tale che mi fa sembrare tutto ciò che penso realtà!
Sono in cura da una psicoterapeuta da circa 6 mesi e lei dice che i miei sono solo pensieri infondati perché la mia è una relazione sana.
Infatti non me ne capacito,fino a qualche settimana fa ero lì che piangevo come una disperata perché il mio moroso mi voleva lasciare dopo una brutta lite e adesso sono qui che penso che lo voglio lasciare.
La ringrazio.
Cara signorina, se lei ha un buon rapporto con la sua terapeuta il lavoro va continuato fino al momento in cui lei potrà contare su una solidità psichica e su una identità ferma e consolidata.Può integrare il lavoro psicoanalitico con l'ipnositerapia, se la sua psicoterapeuta è d'accordo. La saluto cordialmente. Antonio

Ossessione per paesi lontani

Salve dottore. Sono un ragazzo di quasi 20 anni, e da tempo sono preda di un'ossessione logorante, che mi mette ansia e mi fa passare brutti momenti.
Diversi anni fa ho conosciuto delle ragazze orientali, e ne sono rimasto molto colpito, soprattutto per la loro cultura, il loro modo di essere, e le ho sempre considerate come le compagne ideali per la vita. Ho cercato in tutti i modi di conoscerne una, ma non ci sono mai riuscito. Ho sempre sognato di andare all'estero, in qualche posto più multietnico dove poter trovare con più facilità quello che cerco. Fino a qualche mese fa questo era un forte desiderio che riuscivo a tenere nel cassetto in attesa, ma da un pò di tempo è diventato qualcosa di estremamente più intenso e persistente, tanto da farmi venire un'ansia costante ogni volta che penso di non avere ancora il denaro necessario a intraprendere un simile viaggio. E l'idea di dover restare in Italia ancora per qualche mese, in questa situazione mi terrorizza. Se poi uniamo a questo il desiderio di iniziare da zero una nuova vita idealizzata, in un paese straniero frizzante e pieno di vita, di diventare indipendente e vivere una vita da giovane eclettico, la mia tristezza aumenta.
Sono convinto che se trovassi un'anima gemella ideale qui, sarei a posto, ma questa mia fissazione sul tipo di compagna limita di molto le mie possibilità, e mi fa stare male. Cosa dovrei fare dunque? Dovrei partire? Riesce a capire cosa c'è in me che non va? Grazie infinite. Apprezzo molto il suo aiuto.

Salve non conoscendola personalmente posso fare solo qualche considerazione, mentre una analisi profonda e un transfert fiducioso verso un analista di riferimento potrebbe essere molto importante per il suo percorso esistenziale. E' possibile che le sue problematiche affondino le loro radici nel vissuto ambivalente nei confronti di sua madre per cui, in lei ci sia la ricerca di una figura femminile che sia distante il più possibile dalla immagine materna somaticamente e, analogamente distante geograficamente dalla Madre italia. Questa tendenza le crea irrequietezza e ansia , ma io, prima di intraprendere una scelta decisa le consiglierei appunto un percorso all'interno del proprio sè, in modo che il suo indirizzo esistenziale possa avere il contrassegno della consapevolezza e maturità e sia scevro da impulsività e valenze ossessive. La saluto cordialmente. Antonio

Fissazioni

Buonasera dottore

Vorrei esporle un problema che ho sempre avuto e che per me sta diventando un vero problema
Quando finisce una storia d'amore o anche di non amore ho la tendenza a fissarmi sulla persona in questione e continuare a pensarla giorno e notte
L'ultima storia è finita perchè mi sono resa conto che lui non mi amava e stava con me solo per non sentirsi solo
Per questo ho chiuso questa storia che mi rendeva infelice
E nonostante sia consapevole che non cambierà mai nulla
cioè: Non torneremo mai più insieme, non faccio altro che pensarci giorno e notte
Sono davvero stanca e avvilita da questo mio lato del carattere che inizio davvero a detestare e odiare. Mi do persino fastidio da sola
Come posso fare a guarire da questa che io considero una malattia?
Forse devo trovarmi degli hobby?
Non mi amo abbastanza?
Oppure semplicemente perché non riesco a vivere questi amori che immancabilmente rimangono a metà?
Grazie mille per la sua risposta
Angela

Cara Angela, il problema di cui mi parla consiste nel fatto che la sua psiche è soggetta a ruminamenti e rimuginazioni per un meccanismo di tipo regressivo che comporta un deficit di autostima e di carenza narcisistica tutti fattori che contribuiscono ad una insicurezza globale.Nel suo caso sarebbe importante approfondire le dinamiche psichiche sepolte nell'inconscio fin dai suoi primi anni. Credo che questo potrebbe portarle benefici anche in breve tempo visto che non ci troviamo di fronte ad una psicopatologia impegnativa. La saluto cordialmente e mi scriva pure ancora parlandomi più dettagliatamente del suo vissuto.

40 anni

Salve una ragazza di 40 ANNI. Un giorno non sono come ho iniziato da un mese ad avere paura che mi piacessero le donne, mai avuto queste idee, ma la cosa poco piacevole e' che non esco quasi più, non guarda più la tv, ogni volta che incontro una ragazza sono nel panico, perche' mi dico che la guardo allora è vero, ma io sono sicura che non e' così, finora sono stata attratta da uomini ma in questo tempo mi sono fatta un sacco di film, mi sono spinta prove assurde, se capita che guardo il seno o il sedere di una donna vado in paranoia, ma facevo anche prima senza farmi problemi . Ho letto che il vero omosss si riconosce se si pone la domanda come faccio a dirlo, io me la sono posta macedone sia normale no? Che dice sono diventata omosessuale, eppure quando penso di uscire mi dico vai che vediamo tizio, e poi mi dico blocco pensando che mi potrei invaghirec di una ragazza, che confusione. tra l altro vivo da sola, il mio ragazzo mi ha lasciato 4mesi fa, dopo una storia di una5 annie non l ho più visto, ho pperso mia madre quando avevo 15anni, il rapporto con lei non è stato dei migliori, anzi ho sscoperto che non mi voleva, a 28 anni ho perso anche mio padre e li mi è casato il mondo addosso . Durante la mia vita ho avuto altre paure , tipo di fare cattivo odore, allora mi facevo doccia ogni volta che dovevo uscire, paura di non essere interessante e allora mi isolato senza parlare, non sono uscita non mi ricordo per quanto tempo, paura di uscire da sola, ecc.. alcune volte trovavo conforto nel fare tipo dei riti, accendere e spegnere luce più volte, ascoltate la stessa stazione radio, ecc ... ho iniziato fare dei trattamento da un terapeuta, tipo riflessologia , craniosacrale, e sto meglio, che mi dice continuo, ho bisogno di che tipo di aiuto
Salve signora i suoi disagi si manifestano con disturbi ossessivo compusivi e agorafobia in crisi identitaria riguardante l'identità di genere. Sono tutt'altro che infrequenti, ma per ottenere un miglioramento del quadro clinico la terapia è complessa e, d'altra parte , se lei ha ottenuto un sollievo dall'attuale trattamento , è consigliabile proseguire, visto che penso che con il terapeuta si sia stabilita una corrente di fiducia. Le problematiche di cui mi parla sono esplorabili sondando il suo inconscio e portando alla luce i conflitti profondi, spesso riferibili ad un vissuto relazionale materno ambivalente. La saluto cordialmente. Antonio

Impoverimento affettivo e ripiegamento su se stesso


salve dottor Miscia, ormai dopo 4 anni di psicoterapia
psicoanalitica capisco meglio le mie inadeguatezze ed i
miei deficit, tuttavia lo psicoterapeuta evita in tutti
i modi di rilasciarmi un'etichetta con un nome abbastanza stigmatizzante, ho speso oltre 30.000 euro
x le mie cure ritrovandomi in mano una diagnosi che parla di disturbo della personalità con caratteristiche
depressive e ossessive con impoverimento affettivo e ripiegamento su se stesso( immagino x non usare il termine autismo) la cosa che mi stupisce del terapeuta è che lui mi ha detto che x me l'esistenza stessa dell'oggetto è un problema! tanti discorsi che rimandano la mia patologia all'area schizofrenica ma
nessuno ha il coraggio di dirmelo! ho speso un patrimonio e capisco che l'obiettivo sarebbe quello
di un'evoluzione e non un'etichetta ma forse a volte
quando ci sono dei limiti invalicabili sarebbe meglio
avvertire il paziente dell'entità del problema e con esso i miglioramenti che sono possibili anche perchè da paziente non mi sento che mi venga riconosciuta la mia sofferenza in questo modo! volevo sapere cosa ne pensa se è possibile, la saluto!

Salve, l'uso della etichetta , in psichiatria ha un valore limitato, e si verifica che, molto spesso, le diagnosi sono diverse e relative allo psichiatra che le effettua Particolarmente scarso è il loro contributo all'inizio di una psicoterapia perchè quadri apparentemente assimilabili hanno una evoluzione moto diversa che non è facilmente prevedibile, perciò lo specialista stesso, non potendo effettuare una previsione del decorso giustamente e saggiamente se ne astiene.Il divenire del quadro stesso è fortemente e decisamente influenzato, poi, dai due attori della scena analitica, paziente e analista, cioè dal loro transfert e controtransfert che caratterizza l'unicità di un rapporto terapeutico e anche il suo destino. Ricambio i saluti. Antonio

Depressione a 24 anni con disturbi ossessivo- compulsivi


Buonasera
Sento il bisogno di parlare con qualcuno e avendo visitato il suo sito più volte ho
Deciso di scriverle.
I miei problemi sono nati all età di 17 anni causa acne sul viso.ora ne ho 24 e non ho ancora risolto questo per me enorme problema.da li ho iniziato a non accettarmi anche se dicono io sia molto carina mi faccio letterarmente schifo.sono svogliata sto sempre a casa perché non ho un lavoro e visti i miei problemi non so nemmeno se potrò mai averlo.
Ho dei disturbi compulsivo ossessivo (viso).
Vedo i miei nonni e genitori sempre infelici causa mia e da qui nasce il senso di colpa.
Dico sempre di voler uscire da questa casa ma non lo faccio mai.le vite dei miei amici vanno avanti e io rimango indietro su tutto.respingo i ragazzi che mi vengono vicino e piango sempre.mia madre mi manda da psicologi che non sono riusviti ad aiutarmi e le cure con farmaci non hanno fatto effetto . perché dicono io sia un soggetto difgicile pet quanto riguarda i farmaci appunto.io ero una persona allegra felice che aveva voglia di fare.ora invece mi pongo degli obiettivi quali smettere di fumare sigarette cercare di ingrassare andare in palestra ma non lo faccio mai.io sto male e molte volte penso al suicidio che però non faccio.lei per caso mi può aiutare? Grazie . dimenticavo io sono di Udine

Cara signorina , non si disperi, si tratta solo di trovare la persona "giusta" per lei, con la quale costruire un valido rapporto psicoterapeutico psicoanalitico unito ad ipnositerapia, I farmaci non sembrano attualmente essere necessari. La depressione progressivamente, con l'emergere dell'aggressività, successivamente elaborata, si attenuerà e cosi pure i disturbi ossessivo-compulsivi . Mi telefoni pure , se vuole, mi farà piacere ascoltarla. La saluto cordialmente. Antonio

Ossessioni per nomi

Egr. Dott. Miscia,da un paio di anni sto attraversando un periodo difficile a causa della
disoccupazione (ho 31 anni una laurea) e gravi problemi di salute in famiglia.
So bene che la disoccupazione è una piaga che affligge molti e che i problemi
della vita accadono. Cerco di accettare le situazioni negativa in maniera anche
propositiva cercando sempre nuove soluzioni.
Nel gennaio scorso ho avuto un calo di umore organico che ho curato con Samyr
e, come è accaduto in passato, dopo qualche mese sono stata meglio. Da quattro
mesi a questa parte ho cominciato ad avere un calo ponderale e avverto un
innalzamento del livello dell'ansia che si scatena prevelentemente prima di
addormentarmi. Comincio a passare in rassegna elenchi di nomi: nomi di film,
attori, amici, conoscenti, musicisti e il sistema si inceppa quando non ne
ricordo uno, a quel punto l'ansia aumenta molto, tanto che mi devo alzare dal
letto e andare a cercare i nomi che non mi ricordo su internet o sui giornali.
In effetti è anche vero che la mia memoria già da un pò comincia ad avere
qualche problema, nel senso che è un pò che scordo nomi e cognomi, ma fino a
poco tempo fa non rappresentava una fonte di ansia. Ho fatto studi linguistici
e comunque prolungati studi universitari che hanno sempre messo a dura prova le
mie capacità mnemoniche, forse le ho stirate troppo. Per il momento assumo
tranquillanti naturali come la valeriana e la rhodiola, sporadicamente pasaden
e cerco di fare attività fisica durante il giorno per ricaricare le endorfine.
Chiedo un suo parere a riguardo e la ringrazio in anticipo. Cordiali saluti

Salve,il livello di ansia aumentato può essere alla base delle ossessioni
interrogative, nelle quali s’impone la ricerca ostinata di un nome, di una
data che non si riesce a ricordare. E' possibile che ,sottostante a tutto ciò,
vi sia un problema depressivo con parziale rifiuto ad alimentarsi in modo
congruo, responsabile del calo ponderale che lei ha notato. Sembra di capire
che che i problemi familiari di salute e la disoccupazione vissuta come
rifiuto ed abbassamento dell'autostima, in senso simbolico, abbiano innescato
una spirale regressiva che spiega la sintomatologia attuale. Più che
medicalizzarla, sarebbe importante prendere contatto con una persona capace di
accogliere le sue ansie ed ossessioni e chiarirne il significato ad un livello
profondo. La saluto cordialmente. Antonio

Un aiuto

Buongiorno Dottore, sono una donna di 37 anni e ho sempre avuto tanti problemi, da ragazzina l'anoressia, poi la bulimia, prima dell'anoressia problemi in famiglia (i miei genitori sono sempre stati severi e punitivi verso me) e poi problemi nella vita sociale, perché non ho imparato mai a farmi rispettare e così me ne sono capitate tante, la più grave è stata alle medie dove una mia compagna mi faceva spesso dispetti e io non mi sapevo difendere e per autopunirmi non ho studiato più. Ho anche sofferto di ossessioni e compulsioni, ma per darmi un blocco ricordo che avrò avuto sui 22 anni mi sono data un comando che era questo: "Non dovrai mai bere acqua frizzante, se lo farai dovrai punirti digiunando o per cancellare questo pensiero tornare indietro, nel senso se avrai conosciuto persone nuove non frequentarle più, perché allora non c'erano e dire con la finestra chiusa e poi aperta che non sono veri questi miei pensieri, di dimenticarli". Ora il punto è questo, io mai ho bevuto quest'acqua, ma al bar dove vado con le mie amiche c'è a volte una barista che non è molto gentile e ogni volta che prendo un caffè senza zucchero mi chiede se ho paura di ingrassare e quel giorno io le avevo chiesto acqua naturale ma lei me l'ha portata frizzante, dentro a un bicchiere alto, stretto, verde e con un cubetto di ghiaccio in cima, così io mi sono accorta solo dopo aver bevuto un sorso d'acqua che non era naturale e ormai mi si era rovinata la vita. Il fatto è che da gennaio avevo conosciuto un ragazzo a cui tengo e ora come faccio? Per seguire il mio pensiero dovrei cancellarlo dalla mia vita. Sto anche cercando di andare da una psicologa, mi sto trovando bene ma per ora sono andata solo 2 volte, continuo ad andare. Cosa vuol dire questo che ho? Sono pazza? Io sono triste, perché andavano bene le cose e la vita me le rovina sempre. Però non mi ammazzo, ho troppa paura, vivo così, cercando di capire cosa devo fare e se sono normale o no. Grazie di cuore se mi risponderà. Distinti Saluti

Gentile signora , se con la psicologa lei sta instaurando un buon rapporto , si sente compresa ed accolta,prosegua con determinazione questa strada che le chiarirà le motivazioni profonde che sono alla base delle idee ossessive che sono episodicamente riferibili alla figura del barista vissuto come madre persecutoria e verso il quale nutre una ostilità inconscia. La sua analisi progressivamente le darà una visione completa del suo mondo interno e spiegarà i disturbi alimentari avuti da ragazzina correlando in modo molto suggestivo tutto ciò che fa parte del suo essere. Man mano che la sua analisi procederà anche la sua vita attuale e la relazione con il ragazzo ne trarranno beneficio. La saluto cordialmente. Antonio

Gelosia ossessiva

Buongiorno gentile dott. Miscia
Ho 21 le scrivo xkè ho questo problema e non so se devo iniziare a preoccuparti seriamente!!! Ho una relazione stabile da tre anni, conviviamo da più di due anni e mezzo, sono gelosissima del mio ragazzo, una gelosia incontrollata che ci fa vivere male xkè ce l'ho sempre con lui è sto sempre nervosa.... Tutto è iniziato il secondo anno di fidanzamento, all'inizio era lui quello geloso morboso nei miei confronti, ma poi ho iniziato a notare in lui cose ke mi hanno insospettita e mi hanno fatta diventare come sono ora
Quando usciamo controllo che non stia guardando altre ragazze, controllo telefono e computer da cima a fondo per vedere se è entrato in qualche sito per adulti, mi arrabbio quando rimane per molto tempo solo a parlare in cucina con amici xkè penso ke parli di altre ragazze o di ex, sono ossessionata dalle belle ragazze in tv, quando lui guarda un film o un programma dove ci sono belle ragazze o ragazze in bikini mi innervosisco con lui è litighiamo xkè nella mia testa lui le preferisce a me e ci fa pensieri strani... Non riusciamo più a stare in mezzo alla gente xkè sono ossessionata che lui guardi altre, dobbiamo per forza andare a mare in posti isolati dove non ci sono alte donne, cerco di non dormire prima di lui xkè poi mi svegliò nervosa che non so che ha potuto guardare mentre dormivo!! È veramente una situazione incontrollabile e assurda non so come contenermi... Parte di queste cose lui le ha fatte per un po' di tempo e mi ha fatto venire dei complessi che prima non avevo, ho sempre la paura costante che lui mi possa tradire!!!
Mi rendo conto che è tutto esagerato e non ho detto neanche tutto, il problema e che non riesco a controllarmi... La prego di rispondermi....cordiali saluti

Salve, il problema della gelosia è una tematica molto interessante e sembra potersi riferire a dinamiche complesse e particolari. E' possibile che possa derivare da un proprio desiderio di infedeltà rimosso e proiettato sull'altra persona, che possa essere legato ad angosce di abbandono vissute nei confronti di un oggetto, cioè l'altro, non riconosciuto come autonomo ma simbiotizzato e confuso con il nostro sè,che possa essere presente una componente omosessuale rimossa per cui siamo noi ad essere attratti inconsciamente dal temuto rivale, ed altre possibilità che solo un lavoro psicoanalitico profondo può comprendere e portare alla luce. Perciò le consiglio di affrontare quanto prima il discorso per ritrovare quella serenità che adesso sembra compromessa. La saluto cordialmente. Antonio

Depersonalizzazione? Si ritorna in "se stessi?


Salve,sono una ragazza di 20 anni,da poco più di un mese soffro di depersonalizzazione,anche se il mio psicologo non mi ha mai voluto dare "conferma" di questo,è come se non volesse farmi preoccupare molto o non farmi spaventare dal nome,
In pratica,tutto è iniziato un giorno in cui mi guardai allo specchio e pensai "questa sono io","sono così fuori","così mi vedono"..questo mi provocò una sensazione strana,mi sentii come "uscire dal corpo",una sensazione stranissima mai provata prima.
Dopo questo tutto tornò come prima,però dopo qualche giorno iniziai a sentirmi strana,mi guardavo allo specchio e mi vedevo "diversa",come se non mi riconoscessi pienamente e questo ovviamente mi procurava una grandissima ansia e paura,poi iniziai a farmi domande del tipo "ma sono io?","sto vivendo veramente?","non sono più io!chi sono?","tornerò più come prima?",inutile dire che queste domande mi provocavano una forte paura,angoscia nello stomaco,mancanza di appetito e morale per terra. Aggiungo che per un po' ho avuto la derealizzazione e paura di impazzire.
Le scrivo adesso perché vorrei chiederle se si torna come prima,visto che quello che più mi spaventa adesso è il non poter più ricondurre la vita di prima,mi sento diversa,non mi sento più quella di prima e questo mi spaventa molto,mi sento come se fossi una persona nuova,diversa da quella precedente alla depersonalizzazione.
Inoltre ho paura di non riuscire più a studiare,di non riuscire a portare avanti la carriera universitaria,di non riuscire a concentrarmi sullo studio,anche perché ho questi pensieri "ossessivi" sempre,come se dovessi avere la conferma della presenza della depersonalizzazione...non so,anche quando sto un po' meglio e mi distraggo,subito dopo mi dico "ah,non ci ho pensato per un Attimo!" e ricomincio a pensarci!
So che non può fare diagnosi attraverso internet però vorrei sapere se c'è qualche modo per non pensarci molto,per liberarmi da questi pensieri e soprattutto per tornare quella di prima.
Aggiungo che il mio psicologo non mi ha mai detto che questa depersonalizzazione è scaturita dall'ansia,mi ha solo detto che più in la cercheremo di capire da dove proviene,io vorrei sapere,possibile che non sia ansia ma qualcosa di più grave? E se fosse ansia,una volta curata l'ansia,la depersonalizzazione sparisce?...mi dispiace averla disturbata molto con le mie domande-ossessioni ma ho veramente il bisogno di parlare con qualcuno di competente,
Grazie mille in anticipo,aspetto una sua risposta! :)

Gentile signorina, sta effettuando un percorso terapeutico che approfondirà progressivamente le problematiche e i disagi che la fanno soffrire, sondando i recessi del suo inconscio ed esaminando i rapporti con le figure di riferimento per scoprire le motivazioni che stanno alla base dei sintomi stessi.La scelta terapeutica e' stata una scelta importante, e la potrà portare ad essere non solo come prima, ma con una consapevolezza profonda di sè, che lenirà i suoi disturbi ansioso. ossessivi che le innescano la sintomatologia della depersonalizzazione.Perciò può affrontare con calma e serenità il suo cammino guardando con fiducia al suo futuro. La saluto cordialmente. Antonio

Mi aiuti..

Salve dottor Miscia...sto passando un periodo orribile e ho veramente bisogno di un conforto nell'immediato...ho 24 anni,sono uno studente e da quasi 3 anni sono impelagato in una orribile palude di ansia fatta di depersonalizzazione,derealizzazione e pensieri strani,irrazionali,aggressivi...tutto è scaturito da un violento attacco di panico,credo sia quella la causa,perchè proprio da li è cambiato tutto nella mia vita..in questi 3 anni,ne ho passate di tutti i colori...sensazioni orrende di estraniamento rispetto a me stesso e alla mia vita,come se vivessi la vita di un altro,come se non conoscessi me stesso e le persone a me care...ma soprattutto ho sviluppato milioni di dubbi,di incertezze,di paure che prima mi avrebbero fatto ridere...paura di essere omosessuale,paura della depressione,paura di non amare la mia ragazza,paura di odiare i miei genitori,paura di fare del male a me stesso e agli altri..Ora però,in questi 3 anni riuscivo sempre a ritrovare un pò di pace,nel senso che arrivava un giorno in cui l'ansia decideva di abbandonarmi e io vivevo giorni di relativa calma e tranquillità...Ma ecco che questa volta sembra diversa...quest'anno è stato molto duro,ho sostenuto numerosi esami universitari,ma l'ultimo mi ha davvero demolito(non per difficoltà,ma perchè sono arrivato a questo esame davvero stressato)...non so neanche io come ho fatto a superarlo,sta di fatto che lo stress d'esame mi ha soverchiato...i sintomi erano assurdi,insostenibili,piangevo spesso come un bambino,mi sembrava di vivere un incubo dove avevo paura di impazzire,di aver perso il lume della ragione,vivo forti sensazioni di distacco,di sdoppiamento addirittura(come se ci fossero due Io,uno della realtà esterna apparentemente tranquillo e l'altro interno in piena tempesta)...ero dominato da pensieri negativi,esistenziali assurdi che mi tormentavano anche quando ero in mezzo alla gente(di solito con gli amici riesco a tranquillizzarmi)e speravo con tutto me stesso che la situazione si sarebbe pacificata dopo l'esame...ma non è stato proprio cosi...non posso dire che a dieci giorni dopo l'esame mi sento allo stesso modo....magari manca quel carico di agitazione e stress che avevo in quei giorni...ma c'è di fatto che mi sento più strano del solito,più ingestibile del solito,come se più passasse il tempo più i sintomi divenissero virulenti...ho ancora sensazioni di intenso distacco,di sdoppiamento,come se non stessi vivendo realmente la mia vita...soprattutto quand sono da solo,mi chiedo se le faccio realmente io le cose,se sto agendo sul serio..mi sento come se non avessi il controllo su me stesso,come se la vita la stesse vivendo qualcun'altro,come se la mia mente fosse un oggetto a se stante e io non potessi gestirla,come se decidesse lei cosa fare e quando smettere di tormentarmi,e questo mi spaventa enormemente e spero sia solo una mia paura,una fissazione...ma ciò che mi condiziona maggiormente è la paura dei miei pensieri..vivo costantemente con la paura di ciò che mi passa per la testa,partendo dalla paura di far male alla mia ragazza a paure assurde come quella di non voler bene ai miei genitori che mi ha tormentato per mesi,oppure quei maledetti pensieri esistenziali che non riesco a tamponare(e se ora decidessi di dare di matto,e se fossi diverso da quello che credo di essere,e se fosse tutto falso quello a cui credi,e se gli esami non li avessi fatti tu,non puo essere che tu prendi quei voti,e se decidessi di non controllarmi piu e ammazzassi qualcuno)...chiedo continuamente rassicurazioni,anche su internet nei vari gruppi sull'ansia,per cercare di tranquillizzarmi un po..ma mi sento quasi un drogato in questi periodi,nel senso che le rassicurazioni non sono mai sufficienti...mi scusi per la grammatica dottore,ma ho scritto di impulso questa lettera...a breve dovrei iniziare una psicoterapia,ma volevo qualche consiglio e qualche parola di conforto per tranquillizzarmi nel breve periodo...la ringrazio anticipatamente...
Salve, innanzitutto vorrei spendere una parola rassicurante per il fatto che lei è molto giovane e la sua psiche è tuttora in fase evolutiva per cui le ansie, la derealizzazione depersonalizzazione e le fobie ossessive possono trovare una loro collocazione e motivazione attraverso il percorso terapeutico che lei sta per iniziare e che mi auguro proficuo ed evolutivo. Tenga presente che sui disturbi ansiosi , in particolare, anche la ipnositerapia può essere molto efficace. Se vuole può scrivermi tra qualche tempo per ragguagliarmi sui suoi progressi terapeutici. La saluto cordialmente. Antonio

Doc

Salve, il mio problema è che mi trattengo dall'andare in bagno, sia che si tratta di fare la pipì ma soprattutto quando devo fare la cacca, perché ho paura che le mie mani potrebbero venire a contatto con tali sostanze, e questo mi crea un grande stato d'ansia che mi getta nel panico più totale, di conseguenza do il via a una interminabile sequenza di lavaggi non riuscendo facilmente a smettere, e l'ansia è così forte che arrivo a non reggermi più in piedi, sono anni ormai che soffro di questo problema, la prego mi dia delle delucidazioni in merito e soprattutto mi potrebbe dire cosa fare per uscirne? la ringrazio anticipatamente e attento con ansia una sua risposta

Salve,nella sua lettera non viene fatto cenno ad eventuali interventi farmacoterapeutici, psicoterapeutici o ipnositerapeutici.Dopo aver valutato la sua soggettività, in una situazione come quella che lei descrive, può essere importante affrontare le problematiche riguardanti i sintomi e la sua sofferenza con una terapia serotoninergica a dosaggio adeguato e, contemporaneamente, iniziare un lavoro psicoterapeutico di tipo psicoanalitico che porti alla luce le motivazioni profonde seppellite nella sua psiche,e i primi rapporti oggettuali con le figure di riferimento. Ciò potrà chiarire il quadro clinico caratterizzato da una importante regressione anale.Quindi sarà necessario, per lei, cercare subito uno specialista con cui costituire una solida alleanza di lavoro e compiere con profitto e soddisfazione questo percorso di esplorazione dell'inconscio. Anche l'ipnosi può essere utile nel disturbo ossessivo- compulsivo, spezzando il loop attraverso l'addestramento ad una trance che le crei uno spazio psichico libero da conflitti permettendole poi, tramite autoipnosi, di accedervi nei momenti di ansia ossessiva e in tutte le situazioni di disagio psichico.La saluto cordialmente. Antonio

Depersonalizzazione e derealizzazione

Salve dottor Miscia..sono un ragazzo di 25 anni e da due anni e mezzo verso in una condizione ansiosa costernata da sintomi di depersonalizzazione,derealizzazione e pensieri ossessivi...soprattutto quando studio,mi capita di avere forti sensazioni di depersonalizzazione(le spiego,ripeto a voce ciò che studio e mi sembra quasi di non essere io a farlo,è come se vi fosse un Io parlante e un Io che si chiede cosa sto dicendo e come faccio a formulare ciò che dico)e soprattutto pensieri e paure ossessive assurde(ho paura di non essere io a studiare,non sento mio ciò che faccio,i traguardi che raggiungo e gli esami che supero brillantemente)..quando penso agli esami appena superati ho una sorta di angoscia,di fitta allo stomaco come se in realtà non avessi fatto io il "lavoro sporco",come se in realtà non fossi io l´artefice di quell´obiettivo...perchè mi succede soprattutto in questo ambito della mia vita?può essere un riflesso di una scarsa autostima?grazie in anticipo per l´eventuale risposta.
Salve , i fenomeni di depersonalizzazione e derealizzazione accompagnano costantemente, in modo più o meno marcato, i disturbi ansiosi e di altro tipo, fra cui quelli ossessivo- compulsivi. Compare infatti spesso una scissione , chiamiamola benigna, tra io osservante ed io sperimentante e altre sensazioni di estraneità.Certamente il tutto è accompagnato da carenze di autostima e deficit narcisistico. Non medicalizzi il problema,, ma faccia un percorso analitico che chiarisca il suo inconscio e spiegare perchè tali problemi si verifichino più intensamente durante lo studio . Tali fenomeni possono essere antagonizzati da una ipnositerapia che può unire al lavoro analitico. La saluto cordialmente. Antonio

Disturbi ossessivo-compulsivi accompagnati da depressione.

Egregio Dottore, ci tengo a scriverle ciò che sta accompagnando la vita di mio padre negli ultimi due anni sperando di essere sintetico e chiaro. Da sempre lui è stato un uomo particolarmente geloso e autoritario specie su mia madre. Circa due anni fa ha avuto un'esplosione di tale disturbo; preferisce non uscire di casa in quanto, a suo dire, sente tutti i suoi amici parlare male di sua moglie in quanto lo ha tradito con tizio, caio e sempronio. Dice di aver visto mia madre coinvolta in atti sessuali con il vicino di casa ma di non aver voluto intervenire, oppure di aver visto il vicino di casa nascondersi sull'albero in giardino per non farsi vedere da mio padre. In passato, all'età di circa 25 anni ha portato mia mamma al cinema e anche lì ha notato che un uomo seduto vicino a mia madre le ha allungato le mani... E così via .... é da circa due anni che lui è in cura con un neuropsichiatra dove inizialmente gli ha somministrato le gocce di serenase più lo xantana per dormire la notte, dove lui con tale terapia è caduto letterarmente in depressione. Ritornato dal medico gli ha sospeso tale cura dandogli il daparox x la depressione e mantenendo lo xantana. é andata benino per poche settimane e poi è tornato a star male allora tornando dal medico gli ha integrato le gocce mantenendo anche il daparox e le compresse x dormire. ora tornando a controllo gli ha diminuito sia il daparox e la xantana e lui è tornato a crollare del tutto attaccando mia madre su tutti i fronti. Credo che questo nasca dal fatto, per ammissione di mio padre, di avere l'eiaculazione veloce e di soffrire anche di impotenza. Mia madre più volte ultimamente minaccia di volersi suicidare perchè non regge il tutto, anche perchè è gia sofferente di suo in quanto cardiopatica e non solo. La prego Dottore mi dica cosa devo fare e come posso aiutare i miei genitori. La prego, La prego, La prego. Non La conosco ma ho piena fiducia in Lei.

Salve cara,i problemi psicopatologici di suo padre sembrano complessi e legati a dinamiche profonde e arcaiche Lei non dice , nella lettera, se a suo padre è stato proposto un trattamento psicoterapeutico e se lui sia o meno disponibile ad effettuarlo. Alla farmacoterapia, infatti è sempre utile associare un lavoro psicoanalitico radicale per capire le motivazioni del suo disturbo relazionale. Se questo non è possibile, allora mi auguro che suo padre abbia istaurato un rapporto di fiducia con lo psichiatra che, avendo un contatto diretto con lui e rendendosi conto della situazione, è l'unico, in questo momento a poter disporre un trattamento idoneo. I problemi sessuali di lui a cui lei allude sembrano legati a sentimenti di ostilità -ambivalenza verso una o più figure di riferimento del suo passato ma il tutto , ripeto, va gestito in un rapporto di fiducia e di comprensione. Il suo intervento e contributo può consistere nell'ascolto compartecipato quando uno dei due o ambedue tenderanno a coinvolgerla, svolgendo una azione diplomatica e mediatrice per quanto la sua energia potrà consentirle. La saluto cordialmente. Antonio

Disturbi ossessivi

Gentile Dottor Miscia sono un uomo di 43 anni,soffro per delle idee intrusive ed incontrollabili, e riguardano il fatto che immagino di far del male in modo cruento a mio figlio piccolo.Come potra´ ben capire e´ un qualcosa che mi provoca assoluta sofferenza e frustrazione,in quanto sono idee che si presentano all´improvviso e contro la mia volonta´.In passato ho sofferto per un periodo di ansia associata a depressione curata dal mio specialista tramite farmaci triciclici, ma la cura ha avuto solo un effetto tampone.Puo´ tranquillizzarmi rispetto a queste idee cosi´ intollerabili?La ringrazio

Posso tranquillizzarla certamente sollecitandola però a non fermarsi ad una farmacoterapia ma ad affrontare un lavoro psicoanalitico profondo unito ad ipnositerapia che può risolvere radicalmente le sue problematiche avendo un impatto strutturale sulla psiche. La saluto cordialmente. Antonio

Tradimento

Salve, vengo a porle la mia domanda raccontandole brevemente la mia situazione: da circa un´anno ho scoperto una relazione durata qualche mese tra mia moglie e un suo ex. Anche se lo ha fatto spinta da un´amica molto convincente e soprattutto perchè io la trattavo sempre male e le cose tra noi non funzionavano per via del mio e del suo carattere, non riesco a dimenticare ne tantomeno perdonare, abbiamo due figli per cui la nostra relazione dovrebbe continuare, ci vogliamo forse più bene di prima ed entrambi abbiamo capito i nostri errori, ma mentre per lei andare avanti, ora che abbiamo parlato e trovato i nostri problemi, sembra semplice, per me invece è un continuo rodermi dentro, non riesco a passarci sopra rivivo tutte le notti e tutti i giorni quei momenti non riesco a sopportare il fatto che sia riuscita a tradirmi, e qui arriva il mio quesito: con l´ipnosi è possibile non dico proprio dimenticare ma far si che questo tradimento non riaffiori e comunque riuscire a non darmi "fastidio" anche solo nel guardarla, conosco persone che riescono a perdonare e riavere una vita serena, vorrei trovare il metodo per far si che questo tradimento non interferisca più con la mia vita attuale e che se dovesse riaffiorare non aver quel senso di frustrazione delusione e rabbia che ho adesso. non so se sono riuscito minimamente a spiegarmi, spero di aver quantomeno fatto capire se con l´ipnosi si può ottenere qualcosa di concreto. premetto che sono stato, appena successo il fatto, da un ipnotista, ma non è riuscito nel suo intento. spero di avere una sua risposta per sapere se si può fare qualcosa. grazie

Salve, credo che nel suo caso l´ipnosi possa essere adoperata non tanto come strumento rimuovente , quanto rafforzativo dell´io e dell´autostima. Credo inoltre che lei non possa prescindere dalla possibilità di effettuare un lavoro analitico che possa mettere in luce le dinamiche profonde che si muovono nel suo inconscio, e che influenzano i suoi pensieri e i suoi stati mentali.Questo potrebbe dare un grande contributo alla risoluzione della problematica che la turba e a fare chiarezza al suo interno in modo da comprendere che ciò che lei descrive come" più bene di prima" nasce forse da sensi di colpa e angoscia di abbandono, e, inoltre, che la psiche non commette mai errori, ancorata come è ad una logica deterministica che caratterizza la nostra identità e che ci accompagna dai primi momenti di esistenza fino a quando un lavoro profondo sull´inconscio non sia in grado di produrre un vero cambiamento. La saluto cordialmente. Antonio

Cosa significa fare gli stessi gesti??

Buongiorno dottor Miscia, sono una mamma che le scrive. Ho un figlio di 22 anni, non ricordo da quando ha iniziato ma da un pò di tempo, ripete alcuni gesti, per due tre volte consecuteive: tipo accende e spegne le luci, si togli e si rimette gli occhiali vicino allo specchio, apre e chiude lo sportello dell'auto, la porta di casa, vuole usare solo alcune posate, le sedie non li sposta mai con la mano, prima di uscire dalla camera da letto odora il suo cuscino. Ho letto su questo sito, è possibile che abbia questa patologia? se si come curarla, a quali specialisti rivolgersi? Sono preoccupata perchè se non si cura, sfocierà in una problematica più grave? Mi risponda, abitiamo in provincia di salerno, dove poter trovare degli specialisti bravi? Grazie mille Tiziana

Cara signora,sarebbe importante esaminare, per quanto riguarda suo figlio, se i rituali che lei descrive si siano accentuati progressivamente nel tempo, o meno, e valutare la personalità di lui globalmente,per esempio presenza di interessi ,hobbies, rendimento scolastico o lavorativo, relazioni sociali e affettive, coesistenza di altri tipi di sintomi od eventuali riscontri che le sembrano indicativi, tutte valutazioni che possono essere effettuate nel contatto diretto con uno specialista. Data l'età, un intervento psicoterapeutico di tipo psicoanalitico, unito ad ipnositerapia, può dare risultati sorprendenti in un lasso di tempo relativamente breve e, d'altra parte, per evitare una accentuazione del quadro psicopatologico, è opportuno intervenire quanto prima. La saluto cordialmente. Antonio

Strane ossessioni e fobie

Salve dottore sono una ragazza di 19 anni e ho tanta paura.. ho molta paura non mi sono mai rivolta a nessuno , ho una strana ossessione delle ombre e spesso penso che forse ho qualche cosa che non va.. da piccola sono spesso stata esclusa per le mie stranezze e crescendo ripensare tutto questo mi ha fa star male.. adesso e come se mi stesse succedendo la stessa cosa una volta ho le fobie delle malattie, poi diverse ossessioni che io so essere stupide ma pur avendo la consapevolezza di quanto siano stupidate mi fanno paura io non riesco a capirmi mi sento una stupida.. la prego di rispondermi al piu presto...grazie in anticipo

Cara signorina, il suo tipo di problematica può essere rubricata come disturbo fobico ossessivo solo nel caso che le ossessioni abbiano un carattere invasivo e parassitario e le fobie siano sufficientemente estese. In tale caso è opportuno effettuare un lavoro psicoterapeutico psicoanalitico che saggi la profondità del suo inconscio e disveli le conflittualità rimosse in rapporto alle figure di riferimento, preferibilmente unito ad un lavoro ipnositerapeutico di tipo meditativo e regressivo che, attraverso la trance, le permetta di creare attorno all'Io una barriera capace di effettuare una arginatura nei confronti di fantasie ed idee persecutorie. Il tutto ovviamente da effetuarsi con uno specialista di fiducia. La saluto cordialmente. Antonio

Paura di non voler bene ai propri genitori..

Dottore,riguardo alla paura ma devo preoccuparmi?c'è la possibilità che sia reale,è importante il contenuto di questi pensieri?o è solo un ennesimo pensiero ossessivo che si unisce agli altri?io amo i miei genitori dottore,senza di loro mi sentirei perso!cioè la paura di pensare quelle cose,non potrebbe condizionarmi e farmele pensare??infatti,prima di questi mesi non mi era capitato quasi mai di pensare a cose del genere e ho sempre avuto un bel rapporto con i miei,in primis con mia madre.Un giorno lessi un articolo su internet dove un uomo con sintomi che sembravano molto vicini ai miei era affetto da una malattia al cervello che i neurologi legano alla impulsività omicida(roba del genere,dominanza emisferica)...mi spaventai tantissimo e da lì questi strani pensieri hanno iniziato a comparire frequentemente...pensieri brutti verso i miei cari,verso mia sorella,verso la mia ragazza...e da li diciamo ho iniziato ad essere insicuro sui sentimenti che posso provare verso di loro,in primis i miei genitori...(del tipo,se penso in maniera malvagia in realtà non gli voglio bene)...e poi cosa intende per sviluppo positivo della personalità?ho una personalità negativa?

Per sviluppo positivo della personalità intendo un processo evolutivo che ci augureremmo di reperire in ogni percorso di cambiamento, posso tranquillizzarla su tutto ciò che scrive in questa lettera e nella precedente. Per comprendere il significato delle fobie è necessario compiere quel processo introspettivo di cui le parlavo, che, se verrà affidato a mani sapienti e in piena collaborazione da parte sua, potrà non solo portare ad un dissolvimento delle fobie traducendole in termini di significato ma, risolvendo la conflittualità interna permetterle un completo dispiegamento della sua psiche verso una evoluzione molto soddisfacente. La saluto cordialmente. Antonio

Pensiero di non voler bene ai propri genitori..mi aiuti!

Salve dottor Miscia..sono un ragazzo di 25 anni e da circa due anni sono tormentato da brutti sintomi..tutto è partito da un violento attacco di panico in cui ebbi il timore di perdere il controllo dei miei pensieri..da lì ho iniziato ad avere sintomi dissociativi quali depersonalizzazione e derealizzazione..e pensieri insistenti..come il pensiero di poter essere omosessuale,il pensiero di essere depresso,pazzo,di avere un problema mentale,e così via...in questi ultimi mesi l'ansia si è acuita maggiormente in quanto sono tormentato dalla paura di non voler bene ai miei genitori(complice il senso di distacco emotivo che provo da quando ho sperimentato i sintomi dissociativi)..non so come fare,dottore..ho paura che quei pensieri siano reali,non riesco a razionalizzare questa paura,non la capisco,ne sono terrorizzato..molto spesso spontaneamente mi sorgono pensieri crudeli,aggressivi verso di loro e questo mi manda ancora di più nel panico...sono sempre spaventato,angosciato quando sono con loro,e questo mi fa sentire terribilmente in colpa perchè mi chiedo come sia possibile che uno come me possa non voler bene ai propri genitori...ripenso a loro e al bene che sentivo e mi scendono lacrime come un bambino...volevo però aggiungere che in due anni non ho mai mollato la mia vita,nel senso che continuo a studiare e a dare esami all'università,ad aver hobbies e a frequentare amici.la prego mi aiuti
Salve, la volevo innanzitutto rassicurare sul fatto che le sensazioni di derealizzaione e depersonalizzazione non sono sintomi dissociativi ma rientrano nel quadro di ansia generalizzata e di panico.Il timore di non voler bene ai propri genitori sembrano da inscriversi in un quadro fobico-ossessivo che sottende un ambivalenza rimossa nei confronti delle figure di riferimento di cui sarebbe importante approfondire l'origine, che è sepolta nel suo inconscio e che sarebbe opportuno che lei disvelasse tramite un profondo lavoro psicoanalitico condotto da uno specialista con il quale stabilire una solida alleanza di lavoro. Anche un lavoro ipnositerapeutico, associato e integrato, può dare ottimi risultati in un quadro clinico come quello che lei descrive. La sua giovane età è un fattore positivo per quanta riguarda una evoluzione favorevole della sua personalità. Se desidera ulteriori chiarimenti mi può chiamare al 3398560940, la saluto cordialmente.Antonio

Rabbia ingestibile


buongiorno dottore,ho sofferto di recente di una sindrome depressiva e ossessiva ora il mio problema riguarda il fatto che a volte determinate persone mi suscitano sentimenti di rabbia e di odio, direi esplosivo.Magari anche frasi che io considero irrispettose verso di me, mi causano uno sconvolgimento estremo al punto che rispondo molto ma molto male.Cio´ pero´ mi si ritorce contro perche´ mi assale un´ansia incontrollabile che mi fa quasi venire meno , tanto che i valori pressori si alterano, e per tutta la giornata come anche la notte mi viene una forte tachicardia/ansia che non mi fa´ dormire.E´come se non sapessi gestire sentimenti di rancore e di rabbia.Nell´ansia subentra poi un circolo vizioso riguardo la paura che mi venga un infarto a causa della pressione sballata e della tachicardia.
MI puo´ dare qualche spiegazione di questa situazione?la ringrazio molto

Salve, i sintomi sono dovuti al generarsi di una rabbia all'interno del suo sè per motivi che possono essere realisticamente lievi ma importanti per il loro valore simbolico, cioè di significato e che la sua psiche, per evitare che implodano all'interno del sè, cerca di deflettere all'esterno, scaricandola sull'ambiente. Tale operazione le riesce solo parzialmente perchè una quota di ira e di odio rimangono intrappolate all'interno creandole somatizzazioni vascolari e angosce ipocondriache.Dietro le quinte si intravede, a livello personologico, un Super- io severo e censorio, possibile preda di angosce persecutorie. intollerante in modo onnipotente a un livello frustazionistico abbastanza basso e responsabile dei disturbi depressivi ed ossessivi di cui ha sofferto in passato. La saluto cordialmente. Antonio

Ossessivo compulsivo?

Salve,
Sono un ragazzo di 26 anni, premetto che sono spesso una persona introversa e che si isola spesso, coltivando interessi diciamo pure intellettuali. Spesso poi, quando sono con gli altri fantastico continuamente (ho un immaginazione molto ricca), e non sto mai attento alle conversazioni degli altri a patto che non concernino un argomento di mio interesse. Ma ciò che mi disturba, è che tutti i giorni, nel pomeriggio, dalle 16 fino alle 18 circa, mi viene, con variabile intensità, una forte angoscia accompagnata nei casi più gravi da derealizzazione e depersonalizzazione. In questi casi, per paura di rimanere per sempre in quello stato o di diventare pazzo, inizio a recitare preghiere ininterrottamente, a immaginarmi cose religiose e metafisiche per sentirmi meglio. Faccio inoltre dei lavaggi con l'acqua calda per ABLUZIONE come fanno i musulmani (ho viaggiato molto). E dopo un po', magari anche un ora o due, mi sento bene e torno alla normalità. Volevo sapere se possa trattarsi di un disturbo ossessivo compulsivo, anche se però non ho impulsi o pensieri che mi disturbano, e quando ce li ho riesco a togliermeli subito senza compulsioni e senza imputarli tanto valore. Nel mio caso quindi si verifica per un improvviso calo di umore con un angoscia parossistica in cui mi sento fragile e a volte pure in colpa. Inoltre io non sono una persona piuttosto disordinata. Si può trattare lo stesso di disturbo ossessivo compulsivo?
Grazie per l'attenzione..

Salve, se lei ha letto le pagine del mio sito, sa bene che le diagnosi vengono fatte utilizzando, da parte dello psicoanalista, lo strumento del controtranfert cioè il mondo di pensieri, fantasie e tutto ciò che si attiva nello specialista in un contatto diretto con la persona. In ogni modo, le posso dire che non si tratta di disturbo ossessivo compulsivo il quale ha caratteristiche estensivamente parassitanti la psiche e non , come nel suo caso. limitate ad un momento depressivo della giornata sul quale vengono costruiti gli atti compulsivi mescolati ad angoscia ed intrisi , talvolta, nei momenti più acuti, da fenomeni di di depersonalizzazione e derealizzazione. Le consiglio , data la giovane età, di intraprendere al più presto un percorso psicoanalitico e ipnositerapeutico per far luce nel suo inconscio, al fine di evitare che la situazione, lasciata a se stessa, possa spiacevolmente accentuarsi. La saluto cordialmente.Antonio

Doc da contaminazione

Gentile dottore, le scrivo per avere delucidazioni su alcuni dubbi. Da circa due anni la mia ragazza 28 enne, "crediamo" e dico crediamo che soffra di disturbo ossessivo compulsivo da contaminazione, non essendosi rivolta mai ad uno specialista lo abbiamo dedotto dai suoi sintomi e dalle sue fobie; non ultimo le compulsioni con cui mette in atto i rituali di lavaggio. Non si è mai rivolta ad uno specialista per vergogna, sia nel raccontare i suoi fatti ad un estraneo, sia nei confronti del padre a cui tiene visibilmente ma con cui non ha buoni rapporti. E' stata cresciuta con l'idea di essere perfetta, di non sbagliare mai, che bisogna sempre e solo lavorare, e questo a causa del padre per il quale ora prova questo sentimento di odio profondo\amore. Ho notato che se il padre tocca le sue cose i suoi indumenti, dopo una serata di gelo tra i due, o solo le maniglie della sua casa, lei quando se ne va li pulisce, perchè dice che il padre quando va in bagno non si lava le mani. Vorrei capire se il suo disturbo può derivare dal rapporto che ha con il padre o se semplicemente si tratta solo di doc da contaminazione, visto che ha altre fisse di tipo contaminazione da liquidi sessuali, ho immagini di atti sessuali a lei inaccettabili. E' possibile guarire, visto che il suo livello è di media gravità ?
La ringrazio se vorrà tenere in considerazione la mia domanda e le porgo i miei più distinti saluti

Salve Fabio, l'inquadramento diagnostico sembra adeguato in base a quello che lei scrive, volevo però rilevare che i disagi psicopatologici sono da mettersi sempre in relazione ai rapporti con le figure di riferimento che si svolgono nei primi anni di vita e i sintomi sono espressione di conflittualità rimosse sepolte nell'inconscio.Perciò sarebbe importante che la ragazza acquisisca progressivamente una disponibilità a svolgere un percorso psicoterapeutico di tipo psicoanalitico che le permetta di creare, attraverso la elaborazione del transfert con un analista di fiducia, nuovi introietti benevoli che vadano a mitigare la severità del super- io lasciando spazio alle pulsioni e favorendo una evoluzione libidica del quadro di regressione di tipo anale responsabile della sintomatologia. La saluto cordialmente. Antonio

Portatore handicap età 33 anni ossessioni maniacali svuota bottiglie e butta tutto

Caro dott. miscia sono una mamma di un figlio portattore handicap mio figlio ha 33 anni da 3 anni svuota tutte botiglie di bibitte detergenti strappa gli giornali non posso tenere niente sull tavolo da bere perche tutto butta via.Sta facendo terapia e seguito dalla psicchiatra prende seraguel 300 rilascio prelungato piu 15 goccedirivotril2,5mg prima di andare a letto.La mattina 8oopiu 14oo piu alle 20.00 prendetegretol 200mg. lui frequenta un centro per disabili va alle 8.00 e torna alle 16.00 .non vuole andare a questo centro non sta facendo niente quando vado visitare mio figlio dorme, non so che cosa posso fare per aiutarlo.Sto rinunciando la mia vita pel davide e nome dell mio unici e amattissimo figlio. Davide ama la musica video casette esuoi ricordi quando andiamo in ferie. Non e mai statto cosi spesse volte e anche molto agresivo non sa esprimersi ma io lo capischo.DOTT. chiedo aiutto e prego gentilmente a rispondere,Una mamma disperata,Grazie e scuso per la mia scrittura Arivederci

La signora mi ha telefonato e ho parlato personalmente delle varie problematiche

Differenza tra doc e ansia


Buongiorno Dott.Miscia , ho una domanda da porle riguardo alla differenza sostanziale tra doc e ansia.
Purtroppo da qualche anno ormai ho dovuto prendere dei farmaci per curare l'ansia che mi affligeva da diverso tempo. 7 anni circa.
Ho dovuto cambiare 3 specialisti per vari motivi.
Ed ho notato che tutti e 3 anno fatto 3 diagnosi diverse.
uno era super convito che io avessi dei pensieri ossessivi e quindi un doc.
Le chiedo essendo anche lei un specialista, come mai ce questa differenza di diagnosi e soprattutto mi chiedo :" perche pensare ad un lavoro che uno non ha è visto come pensiero ossessivo "? in base a quale criteri lo capite? io ci pensavo a volte nella giornata e non oltre.
è vero che non esiste il miglior farmaco per l'ansia , ma esiste il farmaco piu affine ai nostri problemi o alla nostra personalita ?
Risulta anche a lei che il + indicato per l'ansia e la paroxetina e il doc la fluvoxamina oppure ce sempre da valutare di persona ?
grazie molte della sua attenzione
Alessio

Salve signor Alessio, voglio dirle che la diagnosi, in psichiatria, ha molte più caratteristiche di opinabiltà che in altri campi medici nei quali , per il riscontro diagnostico, possiamo servirci di strumenti con criteri di oggettività molto marcate. Nel campo della psicopatologia è la stessa personalità dello specialista a fare la diagnosi con conseguenti dissonanze diagnostiche a volte molto marcate. Come lei stesso dice, esiste una interazione tra farmaco e persona caratterizzato da una certa soggettività per cui l'effetto del prodotto va valutato dal paziente stesso. Infine le volevo suggerire di non preoccuparsi tanto della diagnosi, quanto, se non lo sta già facendo, di affiancare alla farmacoterapia una psicoterapia di tipo psicoanalitico, eventualmente associata ad ipnositerapia, uniche soluzioni in grado di dare risultati definitivi agendo strutturalmente sulla personalità.Progressivamente sarà così in grado di ridurre i farmaci fino ad eliminarli. La saluto cordialmente. Antonio

Attaccamento al denaro e ossessione per la pulizia

buonasera dottore.Volevo chiederle un parere su mio fratello che ha 37 anni,viviamo insieme condividendo un appartamento.Qualche anno fa e´ stato in cura per una sindrome ansioso-depressiva.Da circa due anni e´ diventato un lamento continuo, nel senso che è morbosamente attaccato ai soldi (pur essendo economicamente indipendente)e ha paura di restarne senza,quando arriva qualche bolletta di casa gli prende l´ansia.Se deve fare una spesa ci pensa mille volte, e quindi tende a trattenersi nello spendere anche piccole cifre,insomma e´ schiavo del danaro in questo senso e la sua tendenza e´ quella dell´accumulare denaro.Inoltre è abbastanza fissato per la pulizia di casa , la sera se non spazza a fondo le camere, non va a dormire tranquillo a detta di lui.
Cosa mi puo´ dire su queste situazioni che le ho descritto?che cosa vuol dire il suo attaccamento al danaro e la sua attenzione alla pulizia giornaliera di casa .

Salve, i sintomi di cui lei parla, relativi alla ossessione per la pulizia e alla presenza di angoscia anche in presenza di piccole spese, orienta verso un quadro regressivo di tipo anale, a carattere ossessivo, che rientra nella struttura caratteriale di suo fratello. Quello che sarebbe importante capire è se la cura per sindrome ansioso depressiva sia stato uno scompenso , successivamente rientrato con la terapia e riassestatosi su una base caratteriale,oppure se il quadro permane ad un livello di tonalità inferiore.In ogni modo sarebbe importante che suo fratello affrontasse una psicoterapia psicoanalitica unita possibilmente ad ipnositerapia meditativa e regressiva per affrontare definitivamente il problema.Questo permetterebbe di comprendere profondamente la natura e l´origine delle caratteristiche psicologiche di lui e dare una risposta alla comparsa della sindrome ansioso depressiva agendo in modo decisivo e permanente sulla sua personalità nel senso di dipanare i conflitti irrisolti che sono depositati profondamente nell´inconscio e conferire così conoscenza e solidità al suo sè.La farmacoterapia usata isolatamente dà purteroppo risultati momentanei e parziali e, una volta sospesa, è molto probabile che il quadro psichico sottostante si ripresenti ben presto

Lo amo ma mi vengono in mente idee strane

Salve , sono una ragazza di 21 anni .. soffro di disturbo ossessivo compulsivo da parecchio tempo e ho sperimentato molti dei suoi aspetti ( da contaminazione , omosessuale , relazionale ) beh il problema in sostanza è questo sto con questo ragazzo meraviglioso che amo alla follia ma in questi giorni sono schiacciata da questi pensieri : forse vuoi che sia solo un amico , che si trovi un altra .. a mio parere ritengo questi pensieri insensati poichè lo amo e l idea che vada con un altra mi disturba e mi fa star male .. però ecco che ritorna il pensiero a dirmi vuoi che si innamori di un altra ( cosa che mi crea dolore al solo pensiero , non vorrei mai perderlo ) il mio psichiatra sostiene che sono solo pensieri di carattere ossessivi senza nessun fondamento .. quindi lei che dice li lascio andare senza dargli importanza ? perchè è quello che vorrei fare .. non voglio che sia un amico .. o meglio sarebbe innaturale poichè lo amo .. lei che ne pensa ? solo l idea mi mette ansia .. Grazie mille

Cara signorina. le idee che le vengono alla mente hanno carattere intrusivo e parassitario e originano da dinamiche profonde di tipo ambivalente che solo un lungo e paziente lavoro analitico può mettere in luce E' importante che lei acquisisca la capacità di porsi nei loro confronti come osservatrice, e questo può essere perseguito, in tempi ragionevolmente brevi, da una ipnositerapia di tipo meditativo che può integrare il lavoro analitico che ha tempi di elaborazioni delle problematiche più lungo. Non è di nessuna utilità che lei prenda decisioni o attui comportamenti o cambiamenti di alcun genere in conseguenza delle idee stesse, mentre può essere profondamente consigliabile proporre, data anche la sua giovane età , ne ho fatto allusione prima, un lavoro psicoterapeutico di tipo psicoanalitico integrato da ipnositerapia. La saluto cordialmente. Antonio

Idee ossessive

Salve dottore, la mia domanda e´ questa: e´ possibile definire l´origine delle idee di tipo ossessivo? Da cosa possono essere generate? Molte grazie

Salve, per comprendere la specificità delle idee ossessive è assolutamente necessario conoscere profondamente il soggetto tramite un lavoro psicoanalitico che possa disvelare il suo inconscio. In linea generale, si può dire che esse originano da una conflittualità tra esigenze pulsionali di tipo aggressivo che cercano uno scarico e un Super-io reso crudele dalla regressione psichica che si oppone strenuamente ad esse generando l'idea e, a volte , creando il meccanismo compulsivo. La saluto cordialmente. Antonio

STRANI DISTURBI

GENTILE DOTT. MISCIA SONO LA SIGNORA DI 44 ANNI CHE LE HA SCRITTO UN PO' DI TEMPO FA. VOLEVO CHIEDERLE QUESTO, NEL PERIODO IN CUI SONO STATA MOLTO MALE HO AVUTO DEGLI EPISODI CHE DEFINIREI " STRANI " LA MIA MENTE RICORDAVA EPISODI SUCCESSI ANNI FA, QUESTO ACCADEVA IN MANIERA INTRUSIVA A VOLTE GUARDANDO LA TV O ANCHE MENTRE LAVORAVO, LA COSA MI SPAVENTAVA TANTISSIMO.
INOLTRE LA MIA MENTE SEMBRAVA QUASI INGANNARMI CON FRASI O PAROLE CHE IO RITENEVO SENZA ALCUN SENSO TUTTO CI0' ALIMENTAVA ANCORA DI PIU' IL MIO STATO ANSIOSO POICHE' ERO DUBBIOSA SU QUELLO CHE MI STAVA SUCCEDENDO.
MI RENDO CONTO CHE NON E' FACILE DA SPIEGARE MA LA PREGHEREI DI DARMI DELLE SPIEGAZIONI.
GRAZIE DI CUORE.
Cara signora, quando lei ha citato la parola "intrusivo" ha descritto con esattezza le caratteristiche fastidiose e paraassitarie di queste idee che possono essere fantasie , ricordi o prendere la forma di parole o frasi. Sono collegate ad angosce persecutorie a carattere ossessivo, refrattarie ai nostri tentativi di sbarazzarsene. Per affrontare il problema e comprendere il significato del tutto, può essere molto efficace una ipnositerapia regressiva e meditativa con la quale , tramite la trance, comprendiamo la loro origine, sostituendo tali fantasie, ricordi, frasi con stati mentali anche collegati ma con colorito e valenza benevola e rilassante. La saluto cordialmente. Antonio

Gioco d'azzardo patologico


Salve dottore, sono un giovane sui 30 anni, figlio unico con una infanzia drammatica, i miei genitori si sono separati quando avevo 5 anni ed io sono stato allevato praticamente dai miei zii perché i miei si erano rifatti una famiglia con altre persone e li vedevo pochissimo, quei pochi contatti con loro erano freddi si vedeva che avevano per me una sostanziale indifferenza, per non dire peggio. Sono dovuto diventare adulto ben presto, in pratica la mia infanzia non l’ho mai vissuta. Il mio problema è che da qualche tempo sono entrato nella spirale del gioco d’azzardo, sempre peggio scommetto su tutto ciò che è possibile e progressivamente mi sono fatto trascinare, ho perso il lavoro e le amicizie sono scomparse, anche la mia vita affettiva è uno strazio non riesco ad avere una storia che non duri poco più di qualche giorno, la mia autostima è sotto i piedi e l’ansia mi divora, la notte ho cominciato a dormire poco, da qualche mese ho cominciato anche a bere, mi aiuti, la prego sto scivolando sempre più nel baratro
.
Il Disturbo del Gioco d’Azzardo Patologico (Pathological Gambling, PG) ed i problemi a esso correlati sono di notevole importanza, sia per gli aspetti psicopatologici sia per le ricadute economiche sul soggetto e sui familiari . Interessa soggetti fin dalla adolescenza E’ inquadrabile nosograficamente nella sua appartenenza ai disturbi ossessivo compulsivi o ai disturbi della impulsività e associato a disturbi di personalità del cluster B (antisociale, narcisisistico e borderline) spesso, come nel suo caso, si ha abuso o dipendenza da sostanze (in particolare alcool e cocaina).
Non è semplice stabilire una linea di confine tra normalità e patologia nell’ambito del gioco, trattandosi di un comportamento abituale e riscontrabile in tutte le culture. Il confine tra la "normalità" comportamentale di chi scommette del denaro e di chi, attraverso il medesimo atto, manifesta il suo peoblema è segnalato da sintomi identificabili. Ecco un elenco dei principali:
Il pensiero del gioco tende a sopraffare tutti gli altri pensieri , vi è necessità nel tempo di aumentare le cifre scommesse per continuare a mantenere una tensione significativa e i tentativi effettuati per ridurre o per smettere di giocare sono destinati al fallimento; il gioco diventa perciò l'unico sollievo efficace al disagio del vivere, è una attività inizialmente mantenuta scissa rispetto alla propria dimensione lavorativa, sociale, familiare e relazionale che,tuttavia,ben presto ne risentono potentemente.fino a scivolare progressivamente nella illegalità al fine di procurarsi denaro.
E’ importante effettuare, contando sulla disponibilità del soggetto, al più presto, un profondo lavoro psicoanalitico unito ad ipnoterapia dissuasiva che abbia lo scopo di ridurre il craving del gioco creando spazi psichici privi di ansia e incrementando progressivamente l’autostima.

Centile dottore, da qualche anno noto un disturbo ossessivo "Atipico" (scusi se lo catalogo in questo modo). Si tratta, infatti di questo: l' inconscio o il mio subconscio registrano e conservano cifre e trasformano le immagini in mumeri. Esempio: se incrocio un numero ridottissimo di auto, di ciclisti, persone, ecc... la memoria registra trasformando tutto in quantità, cioè in numeri. Età, altezza, numeri telefonici, numeri civici in tv o nella vita quotidiana, somme vinte, spesa alla cassa (degli altri non le mie) rimangono involontariamente in memoria. Alcuni numeri sono in memoria addirittura da qualche
anno: potrei conoscerne la causa e adottare la relativa
cura?
Grazie per ciò che potrà dirmi e per i suggerimenti che vorrà darmi
.
Per comprendere profondamente la sua tendenza a tradurre in numeri gli oggetti in cui entra in contatto e a conservarli nella sua memoria, è necessario un approfondimento psicodinamico del suo inconscio per dipanare le conflittualità profonde e portarle alla luce.Le dirò che si tratta di meccanismi di difesa diretti contro una angoscia che si teme possa sommergere il sè e che viene ad essere ancorata al numero simbolo di sicurezza nella sua precisione e definizione. Per ulteriori ragguagli può vedere il link relativo alle ossessioni.Per problematiche di questo tipo può essere utile, in presenza di una sua disponibilità. una psicoterapia psicoanalitica associata ad ipnoterapia . La saluto cordialmente. Antonio

Depressione con DOC

Salve dottore,ho 41 anni :Dopo circa 15 anni di sofferenze dovute a una sindrome ansioso depressiva con doc ,da un paio d´anni sono in terapia psicoanalitica. Devo dire che dal punto di vista fisico e sintomatico la situazione e´ nettamente migliorata in questi due anni:soffro molto meno d´insonnia,ansia e disturbi vari correlati.
Dal punto di vista psichico soffro ancora oggi periodicamente di ricadute caratterizzate da una estrema irritabilita´ verso le persone a me vicine,e che quando mi capitano queste fasi non sopporto, e da una sorta di annullamento emotivo o piattezza emotiva ,come la definisco io.
Il mio analista e´ stato sempre vago nel darmi una diagnosi o nel prevedere l´esito della cura , e questo un po´ mi preoccupa.
In sostanza ,andando al nocciolo dei problemi, mi ha spiegato che ho un super- io molto rigido e severo, e da quanto ho potuto capire cio´ è dovuto da una infanzia caratterizzata da rapporti tra i miei genitori non idilliaci , da una madre eccessivamente ansiosa e da un padre assente .
Si puo´ guarire da quello che io definisco disturbi del pensiero e disturbi caratteriali?
Mi potrebbe dare un suo parere su tutto questo?La ringrazio infinitamente

Salve, per guarigione, nel campo psichico si intende che dopo un profondo lavoro su se stessi , la conflittualità si è ridotta , le pulsioni hanno un maggiore spazio e la severità del super-io si è attenuata, dando appunto maggiore spazio all’es e al superio. Pertanto per lei sarà importante continuare il processo elaborativo con il suo analista fino all’ottenimento di questi risultati. La saluto cordialmente. Antonio

Ipocondria mentale?

Salve dottore, sono un ragazzo di 33 anni. Sono stato in terapia per anni, poi a 26 anni successe un episodio che mi cambiò la vita. Durante una seduta di terapia spiegai al mio ex analista un sintomo che ebbi per due minuti, ovvero che mi chiesi se respiravo troppo o troppo poco. Lui, per tutta risposta e complice probabilmente un suo stato di salute pessimo, mi rispose che era una nevrosi fobico ossessiva e che ero messo male. Di li in poi andai in allarme, sono anni che sono spaventatissimo all'idea che mi si sviluppi un disturbo ossessivo compulsivo. In precedenza in vita mia non penso di aver sofferto di niente di rilevante, anche se presentavo una componente ritualistica a periodi abbastanza spiccata(priva di qualsiasi forma di ossessioni), ma questa difficilmente mi ha creato problemi, poichè ero capace di metterle un freno quando vedevo che iniziava a darmi noie. Da quando ho sviluppato questa paura ho paura di fissarmi sui miei pensieri, di sviluppare un disturbo ossessivo compulsivo. La mia analista mi tranquillizza da tempo, dicendomi che i miei pensieri vanno e vengono con una scorrevolezza che un ossessivo si sogna (si va dalle poche ore alle poche settimane), che in questi anni se avessi dovuto sviluppare un disturbo vero e proprio sarei peggiorato tantissimo e che non presento nessuna delle caratteristiche proprie degli ossessivi (rigidità morale, perfezionismo, senso dell'ordine,mancanza di metodo in ogni aspetto della mia vita, scarsissima componente di dubbi, etc etc). Avrei sempre voluto andare da uno psichiatra per una diagnosi più mirata ma ne ho sempre avuto paura, navigando mi sono imbattuto sul suo sito e mi è sembrata una persona molto competente, per cui, a titolo puramente formale, le chiedo: La mia analista può avere ragione,secondo lei, nell'escludere sulle basi che le ho sopra riportato la possibilità di uno sviluppo di un disturbo ossessivo compulsivo? La ringrazio per la cortese attenzione, buona giornata

In base a quello che lei scrive su alcune caratteristiche della sua personalità sono d’accordo su quanto sostenuto dalla sua analista, comunque voglio farle rilevare come la valutazione nosografica e diagnostica nel disturbo psicopatologico abbia una rilevanza molto ridotta in una situazione come la sua in cui il percorso analitico può, attraverso un processo evolutivo, cambiare il gioco dinamico profondo man mano che il velo del rimosso viene sollevato e la conflittualità emerge in una chiarezza sempre più marcata.

La nevrosi può risolversi spontaneamente?

Disturbo ossessivo

Mia figlia soffre di disturbo ossessivo da 6 anni. Ora ne ha 26. E' stata curata con Anafranil, Fevarin Trittico e Citolopram. Passa dei periodi migliori ma le ricadute soni violente. Sta facendo anche terapia cognitivo comportamentale da 4 anni. Non riesce a studiare ed è attaccata da panico e da paure dello sporco e della contaminazione.
Sono disperata perchè mi assale la paura che non possa guarire mai. Mi dia un consiglio. Grazie

Il mio consiglio, data anche la giovane età di sua figlia,in presenza di una buona disponibilità è quello di effettuare un profondo lavoro psicoanalitico . Ciò permetterà di disvelare profondamente l’inconscio e le dinamiche presenti portandole alla luce nell’ambito di un solido rapporto transferenziale Tale percorso può essere utilmente integrato da una ipnoterapia che consenta alla persona, prima tramite ipnosi e ,successivamente, autoipnosi, l’accesso ad uno stato di trance che possa costituire una barriera nei confronti delle fantasie persecutorie e parassitarie. Con il progredire della trerapia sarà possibile una riduzione dei farmaci fino alla loro eliminazione. La saluto cordialmente

Fenomeni di depersonalizzazione e ossessioni ideative

Salve Dott.Miscia, scusi se Le riscrivo, sono il ragazzo 23enne, che le scrisse qualche settimana fa perchè avvertiva un senso di depersonalizzazione e strani pensieri, dopo aver effettuato delle letture. In breve, non riesco più a togliermi dalla mente questi pensieri: come il fatto che noi esseri umani non riusciamo a vedere noi stessi (se non allo specchio) ma sono gli altri a vederci, poi mi chiedo perchè pensiamo, perchè siamo fatti in questo modo, perchè abbiamo le sopracciglia, perchè abbiamo i denti, perchè gli occhi hanno questa forma, mi tocco la testa e avvertendo le ossa del cranio e penso alla morte, mi chiedo continuamente chi è l'uomo? Che senso ha la vita? Perchè siamo stati formati in questo modo? E' come se mi sentissi frammentato, non riesco a vivere, passo la giornata a letto. Certi momenti vorrei farla finita...ma poi resisto sperando in un aiuto. Mi sono rivolto ad uno psichiatra esperto in analisi transazionale e dopo due sedute mi ha detto che per lui non ho niente di grave, e mi ha prescritto farmaci anti-angoscia. Ma continuo a star male.

Nei fenomeni di depersonalizzazione si verifica una percezione distorta di sé come se il soggetto fosse un automa avendo la sensazione di sentirsi distaccato dal mondo o di trovarsi come in un sogno. Spesso tali sintomi sono associati a disturbo di panico o disturbo di ansia generalizzato, a senso di irrealtà o alla sensazione di impazzire. Anche il mondo può essere percepito come irreale. Il senso di realtà viene però mantenuto in modo adeguato. I suoi interrogativi sembrano avere il significato di ossessioni ideative, o ruminazioni ossessive.L’oggetto dell’ossessione può essere una idea concreta (parole, oggetti, cifre) , una idea più astratta relativa a contenuti metafisici ( la vita, la morte,i fini ultimi, l’esistenza di Dio), al comportamento stesso del soggetto o , come nel suo caso, relative alla corporeità. Tuttavia, per capire la loro incidenza nel suo ambito personologico, è assolutamente necessario un contatto diretto con uno specialista con cui instaurare un rapporto di fiducia .E’ questo cioè il tipo di rapporto che si instaura , il che dipende dall’incontro delle due personalità, ad essere decisivo, piuttosto che la scuola a cui appartiene il terapeuta .Mi scriva pure ancora o mi telefoni per darmi la possibilità di un riscontro più incisivo .La saluto cordialmente. Antonio

Nevrosi ossessiva compulsiva

Buonasera,vorrei sottoporgli il problema che riguarda mia zia.La persona in questione ha sessantasette anni e soffre di questa sindrome da circa venticinque.
Ha ripetute ricadute,poi stati di apparente miglioramento,ma ogni volta che il problema si ripresenta,passa le giornate a guardare in continuazione determinati oggetti o a ripetere gli stessi gesti,o a dover ricordare tutto,anche le cose più banali del tipo,se stende la biancheria deve ricordarsi quale indumento è stato appeso per primo,quale per secondo e via dicendo.
Dopo anni passati tra psicologi,psichiatri e farmaci vari,chiedo se esiste realmente una possibilità di guarigione o di una qualità di vita migliore.
La ringrazio.

Salve, aprioristicamente non si può certo escludere una possibile evoluzione della situazione anche se , in questo caso, la mia percepita evasività avrebbe potuto essere parzialmente ovviata dalla conoscenza specifica di quali terapie sono state seguite e per quanto tempo. Personalmente, anche se manca il decisivo riscontro oggettivo dato dal contatto con il soggetto,in presenza di indici di ipnotizzabilità positivi, ho ottenuto risultati soddisfacenti con la ipnositerapia, anche nel suo versante regressivo,. La saluto cordialmente

Significato degli incubi

Gentile dottore ho 40 anni, le scrivo perche´ riscontro che la notte per me e´ un incubo nel vero senso della parola. In pratica ho un´attivita´ onirica esagerata, molti sogni si susseguono tra loro e mi provocano continui e fastidiosi risvegli. Il loro contenuto riguarda spesso le figure genitoriali e relative conflittualita´, forse perche´ ho avuto un´infanzia problematica. Al di la´ delle interpretazioni di questi sogni, cio´ che riscontro nel sonno sono dei sensi di soffocamento e tensione, come se entrassi in un´altra dimensione e perdessi la mia percezione fisica, e´ un fenomeno complicato da spiegare a parole, ma che mi preoccupa abbastanza.Per completare il quadro , mi e´ stata diagnosticata una depressione associata a doc,la ringrazio e aspetto un suo parere.

In genere la funzione di un sogno è quella di appagare un desiderio , e, dal momento che si tratta di pulsioni in genere rimosse ,per poter svolgere questa funzione , il desiderio stesso deve essere mascherato e questo è compito del lavoro onirico .Infatti Il sogno è come dice Freud il “custode del sonno” e permette contemporaneamente al soggetto di conservare il riposo e di consentire l’appagamento del desiderio. Lo psicoanalista durante il percorso analitico avrà il compito contrario cioè effettuare un disvelamento progressivo del materiale rimosso e dei desideri in esso contenuti. Gli incubi sono sogni non riusciti, cioè sogni in cui il travestimento del desiderio inconscio è parziale o totale con la conseguenza che il soggetto tende a svegliarsi, e , in ogni modo, ad avere un riposo disturbato. Quando esiste un disagio psicologico si verifica un indebolimento dell’Io, che è la struttura psichica che presiede al lavoro onirico, per cui il desiderio inaccettabile, facendo la sua comparsa in modo non dissimulato, tenderà appunto a creare l’incubo che ,spesso, si accompagna agli angosciosi sintomi somatici a cui lei allude o a sensazioni di estraneità e derealizzazione. La saluto cordialmente

Aiuto

Gentile Dottore,
La ringrazio per la sollecita e chiara risposta. Leggendola, e rileggendo poi il "disturbo ossessivo-compulsivo di personalità" trovo completo riscontro dei comportamenti del mio compagno.
Comprendo e rispetto il fatto che non sia possibile intervenire in aiuto fino a che il soggetto interessato non prenda coscienza del problema e intenda risolverlo, ma nello stesso tempo rimango perplessa per il fatto che per poter curare si debba aspettare che la situazione si aggravi. Mi spiego meglio, è come se un medico mi trovasse un focolaio di infezione e aspettasse la polmonite prima di prescrivermi un farmaco..il paragone è sicuramente grossolano ma nella mia semplicità e ignoranza mi chiedo perchè non sia possibile una prevenzione, non vi è modo per i familiari che si accorgono di queste "anomalie" di fare qualcosa di positivo? Per esempio, è meglio contrastare questi comportamenti ossessivi, far finta di ignorarli, minimizzarli, comprenderli..., con la persona che ne soffre? Oppure bisogna capire che nulla possiamo fare ed accettare la propria impotenza?La ringrazio ancora per la sua disponibilità.

Cara signora, comprendo umanamente e apprezzo il suo desiderio di fare qualcosa di utile per lui . Credo che i comportamenti dell’uomo non vadano assolutamente contrastati , ma compresi ed accettati e, se lui, in qualche momento, chiederà anche un pur minimo aiuto ,dovremo essere pronti ad accoglierlo in modo da dargli la sensazione di affetto vicinanza e comprensione. La saluto con affetto. Antonio.

Aiuto


Buongiorno Dottore, Le scrivo riguardo il mio compagno che ha 49 anni e che conosco da circa 3 anni.Uomo intelligente e lavoratore, inizialmente lo consideravo troppo parsimonioso ma col tempo ho iniziato a riscontrare comportamenti che vanno al di là di una pur spiccata taccagneria...mi sono accorta che lo spendere anche un solo euro gli provoca sofferenza,e non esagero il termine.
Nel tempo ho iniziato a notare che conserva la carta in modo ossessivo, se gli capita di andare in un bagno per esempio, ne prende un po' e poi la porta in casa o in garage.Conserva anche la carta sporca utilizzata da lui per asciugarsi le mani o i tovaglioli di carta del pranzo. Una volta l'ho accompagnato a prendere una cosa nel suo garage e ho trovato una stanza completamente piena di carta usata e altri oggetti vecchi accumulati nel tempo.
Non viviamo insieme, viene a volte a dormire a casa mia e in casa non mi lascia buttare le bottiglie vuote di plastica, dice che gli servono e che poi le porta in garage, inoltre accumula i pezzi di carta igienica che usa per asciugarsi quando urina e poi li utilizza per rivestire l'interno del water quando fa la cacca.Questo me lo ha detto perchè io li butto sempre via se li trovo e lui si arrabbia. Ultimamente mi sono accorta che dopo aver defecato si lava nel bide' ma per un tempo esagerato, cioè insiste a lungo nel lavaggio.Si lava a lungo anche le mani ed i denti.Non so dirle se questi "sintomi" stiano peggiorando nel tempo o se li vedo man mano che lo frequento, perchè è in casa che si mostrano chiaramente, mentre alle persone estranee non appaiono, voglio dire che per il resto ha comportamenti normali.Io ho provato più volte a parlargli di questi comportamenti ma lui non li vede, minimizza o nella migliore delle ipotesi li riconosce ma li giustifica dicendo che ha avuto un infanzia difficile priva di tutto e non riesce a essere diverso.
Non accetterebbe mai il consiglio di andare da uno psicoanalista, Le chiedo in quale modo potrei aiutarlo, perchè con questa mia ho cercato di sintetizzare ma soffre molto, anche se lui non lo sà ha bisogno di aiuto.La ringrazio

Cara signora i sintomi che lei riferisce sono di tipo ossessivo- compulsivo anche se non è possibile, senza un contatto diretto con il soggetto inquadrarli in una diagnosi di personalità più completa . Può darsi che si tratti di disturbi del carattere o che vi sia sottostante una nevrosi marcata che è in procinto di esplodere. In ogni modo , fino a quando il livello di sofferenza o la percezione delle proprie anomalie non lo spingerà ad un livello di consapevolezza tale da far sorgere in lui la necessità di chiedere un aiuto, si può fare ben poco anche se mi rendo conto del suo desiderio genuino di aiutarlo. Può darsi che la richiesta si verifichi anche fra breve ma , ripeto, se non è il soggetto stesso a volerlo si può solo aspettare. La saluto cordialmente. Antonio.

Informazioni

Gentile Dottor Miscia, le chiedo quale sia la terapia migliore per un disturbo di personalità di tipo ansioso e soprattutto se si può vivere felicemente nonostante a 31 anni non ho mai avuto una donna e mi sono solo masturbato e fatto giochi erotici in cam e questo mi crea un senso di vuoto e d´angoscia grandissimi. Ho cominciato da circa 3 mesi una psicoterapia però non so dirle quale orientamento abbia, il mio psicoterapeuta mi sta facendo scrivere i sogni e abbiamo fatto libere associazioni. Credo sia psicoterapia analitica e non cognitivo comportamentale. MI è stato diagnosticato tratti di personalità evitante e DOC. Le chiedo gentile dottore se la psicoterapia analitica è la più indicata per i disturbi di personalità ansiosi o è meglio la TCC. Inoltre la morale e il senso di vuoto non fanno parte del disturbo di personalità ossessiva e non evitante?

Per quanto riguarda il rapporto tra psicoanalisi e psicoterapie cognitivo- comportamentali può leggere il link del mio sito che ho dedicato specificatamente a questa problematica terapeutica..La psicoterapia psicoanalitica permette di sondare a fondo l’inconscio attraverso l’ interpretazione del materiale onirico e le libere associazioni, in un rapporto di transfert che viene analizzato e risolto , il tutto in una alleanza di lavoro improntata alla fiducia nell’analista ed è , quindi, secondo me , come strumento terapeutico e soprattutto conoscitivo, il modo preferibile per affrontare ogni forma di psicopatologia. Determinante, però, è la personalità del terapeuta e qui , nella scelta ,è importante affidarsi al proprio istinto che, nel primo contatto, ci suggerisce se quella è la persona giusta, o meno, per compiere questo viaggio importante. Tale fiducia il terapeuta dovrà poi conquistarsela pazientemente seduta dopo seduta. Non sottovaluti poi l’uso dello strumento ipnotico, anche nel suo versante regressivo, che può essere molto efficace specie se integrato con quello analitico. La consiglierei di non focalizzarsi troppo sulle etichette diagnostiche perché ogni soggetto ha una sua unicità che rientra faticosamente nella nosografia e quindi anche l’evoluzione della personalità non è ipotizzabile in base al quadro diagnostico ma relativa al soggetto , alle sue caratteristiche, alle sue risorse, in breve alla sua specificità. La saluto cordialmente. Antonio

disturbi strani

Gentile dottore, soffro da diverso tempo di depressione associata a disturbo ossessivo, il fatto che mi stravolge le giornate e´ che molto spesso il sonno non mi soddisfa nel senso che verso le 3-30 4-00 mi sveglio senza motivo e sembra che io stia soffocando nel sonno, potrei paragonare la sensazione a uno stato di trance, ipnosi . e´ mai possibile? , cosa fare?grazie

Tre sono i tipi di insonnia: il primo è detto "insonnia iniziale", cioè è presente una difficoltà ad addormentarsi a cui può seguire un sonno anche prolungato ma riferito oggettivamente insoddisfacente; il secondo tipo è "l’insonnia centrale", caratterizzata da numerosi e a volte prolungati risvegli; infine il terzo tipo "insonnia terminale", caratterizzato da un risveglio precoce notturno. Tutti e tre i tipi di insonnia possono essere episodici sporadici oppure cronici.Per altri ragguagli può leggere il link relativo ” Ipnosi contro l’insonnia”. La depressione e il disturbo ossessivo comportano spesso una alterazione del ritmo sonno-veglia.Non credo sia possibile accostare gli episodi di” pavor nocturnus” agli stati di trance. Penso invece che la trance ipnotica possa essere un ottimo strumento terapeutico per la terapia dei disturbi del sonno. Ovviamente è necessario valutare, in un contatto diretto la sua soggettività e la sua specificità psichica. La saluto cordialmente

Terapia del disturbo ossessivo-compulsivo

caro dott Miscia, la maggior parte delle pagine internet relative al tema DOC a mio avviso palesano una grave disinformazione per vari motivi che concernono in particolare l'"inevitabile"andamento invalidante e l'esito sfavorevole del disturbo (nessuna speranza, peggio del tumore al pancreas!) e l'altrettanto "inevitabile" utilizzo della psicoterapia cognitivo comportamentale nel trattamento di esso. tutto ciò mi ha creato un forte turbamento, dal mommento che mi ha spinto con grande angoscia a chiedere chiarimenti al mio psicoterapeuta con il quale avevo affrontato anni fa un percorso di psicoterapia analitica di quasi 5 anni; egli mi ha ribadito le ragioni della bontà dell'analisi(sogni, libere associazioni) come strumento per far emergere le motivazioni più plausibili di un dato fenomeno ossessivo.ciò che colpisce è sono i toni quasi "messianici" con cui i seguaci della TCC affermano l'assoluta infallibilità dei loro protocolli operativi ritenendoli l'unica via per riuscire a risolvere il problema DOC,relegando l'analisi ad una pratica del passato che fornisce scarsi risultati. lei che ne pensa? altra questione è quella relativa ai rituali compulsivi: per la TCC, essi vanno rimossi e talora sostituiti con dei controrituali di cui non conosco la natura; secondo il mio terapeuta, l'analisi non prevede tout court la rimozione di essi a condizione che non diventino invalidanti e persecutori e che non influiscano nello svolgimento della vita lavorativa e relazionale, mantenendosi ad un livello di tollerabilità. concorda al riguardo? Grazie

La ringrazio della bella lettera. Le dirò che io, in base anche alla mia esperienza trentennale. sostengo la profonda validità dello strumento psicoanalitico in ogni forma di problematica psichica e anche nel disturbo ossessivo- compulsivo. Sono d’accordo con il suo analista sul fatto che i rituali vadano interpretati, compresi profondamente e non sostituiti dato che il lavoro profondo sull’inconscio li renderà sempre meno incisivi ed invalidanti, facendo loro perdere consistenza in un contesto personologico caratterizzato da una progressiva evoluzione libidica con sblocco delle valenze regressive e fluidificazione della psiche nella sua globalità.
Anche l’ipnositerapia, come strumento integrativo del lavoro analitico può fornire risultati molto soddisfacenti ampliando, attraverso la trance, lo spazio psichico e togliendo incisività alle fantasie persecutorie originarie o frutto del meccanismo di spostamento proprio del meccanismo ossessivo-compulsivo.
La saluto cordialmente

Ipnosi regressiva in disturbo ossessivo depressivo

Il figlio trentottenne di una mia carissima amica ormai già da 20 anni soffre di crisi ossessive depressive.
Curato, in questi anni, sia farmacologicamente che con sedute di psicologiche mirate, questo giovane non riesce a risolvere la sua situazione anche perchè non si apre completamente al suo psichiatra di fiducia.
Ciò detto, poichè non emerge, dalle sedute ventennali divenute ormai inutili, il trauma che ha provocato tale depressione (tra l'altro si evidenziano anche manie suicide),il giovane trascorre le sue giornate in uno stato di assoluto torpore, agevolato anche dai farmaci.
Pensavamo a sedute di ipnosi retroattiva. Lei carissimo dottore potrebbe illuminarci in merito?o dare delle indicazioni su cliniche specialistiche o altro cui rivolgersi?

Carissimi , il problema è molto complesso e, senza un contatto diretto, è difficile dare consigli.Secondo me l'ipnosi regressiva da sola in una situazione come questa non è sufficiente, perchè va portato avanti un programma articolato su psicoanalisi del profondo, ipnosi regressiva e profonda non regressiva e farmacoterapia. Non vi è mai un singolo trauma alla base del disturbo ma un vissuto prolungato e conflittuale nei rapporti con le figure di riferimento dalla nascita fino a circa sei anni di età.E' necessaria la assoluta disponibilità del soggetto sul processo operativo e il lavoro si prospetta di lunga durata. Se si instaura una fiducia profonda verso gli specialisti che lo prendano in carico agendo con spirito assolutamente collaborativo si possono ottenere risultati soddisfacenti. Vi saluto cordialmente.
P.S.La E- mail per la risposta privata non era utilizzabile

DEPRESSIONE CON DOC

gentile dottore, ho 38 anni e sono un commerciante, da una quindicina d´anni a fasi alterne soffro di una forte depressione associata a doc (con assenza di compulsioni), sono stato in cura un periodo con farmaci triciclici e sono stato meglio terminando la terapia sotto controllo dello specialista, ma la situazione è di nuovo peggiorata due anni fa , a seguito di un evento traumatico dovuto ad un incidente automobilistico che ha coinvolto un mio familiare.I momenti peggiori della giornata sono la mattina al risveglio quando mi sento con le ossa rotte e fatico anche a camminare e ho un sonno estremamente disturbato(risvegli frequenti) e non riposante .Diciamo che non riesco a gioire per alcuna cosa e direi che vivo la vita passivamente se così si puo´ dire e alle difficolta´ quotidiane vado in panico e mi sembra che mi opprimano.Nei momenti più bui la mia paura e´ quella di impazzire , visto anche il nervosismo con cui affronto le situazioni lavorative ecc.Oltre a tutto ciò soffro di un notevole complesso d´inferiorita´ rispetto agli altri,e spesso ho paura di cadere in povertà, e quindi tendo a stare molto attento al denaro o a fare spese.Posso dire di avere avuto un passato non proprio spensierato per vari motivi , a causa di malattie organiche di mia madre che ricordo nella mia infanzia ,e a causa della figura paterna assente e poco affettiva.

Questa lettera mi da la possibilità di tornare su un tema per me particolarmente importante. In questo caso, come in altri, la farmacoterapia , da sola, non è assolutamente sufficiente perché lascia immutata la situazione psichica a livello strutturale. E’ necessario cioè che lei intraprenda una psicoterapia di tipo psicoanalitico, unita eventualmente a terapia ipnotica, con uno specialista di fiducia con cui innescare un valido rapporto collaborativo che venga portato avanti almeno fino a quando i farmaci non saranno più necessari E’ necessario approfondire i vissuti primitivi del suo percorso esistenziale e i rapporti con le figure di riferimento ed elaborarli in una solida relazione transferenziale con il terapeuta. Anche le fantasie di povertà o la angoscia di impazzire hanno come substrato il quadro depressivo di base E’ importante bonificare la situazione depressiva , e fobico compulsiva, rinforzando i parametri egoici, le motivazioni vitali, l’autostima , la solidità e sicurezza psichiche globali. La saluto cordialmente e mi scriva ancora o mi telefoni per ulteriori ragguagli o chiarimenti. Antonio

DOC e relazioni

Buongiorno dott.Miscia, la ringrazio anticipatamente per la cortesia e la disponibilità...sono un ragazzo di 27 anni che soffre di DOC ormai da 8-9 anni, prima non era così invalidante e ci convivevo mentre solo ora ho deciso di fare qualcosa. Da circa due mesi e mezzo son in cura psicoterapica cognitivo comportamentale e sto avendo su molte ossessioni un riscontro più che positivo; non faccio più compulsioni e sono calate notevolmente le ossessioni di malattie, morte e omosessualità. L'unica cosa che ancora mi crea grande sofferenza è la fine di una storia con una mia ragazza (per me era la prima vera storia seria anche se ha durato solo 3 mesi...) perchè avevo cominciato dopo un mese e mezzo circa ad avere ricorrenti ossessioni e angosce sul rapporto, non mi davo pace se non riuscivo a capire se era giusta per me, se stavo facendo la scelta giusta, anche perchè lei mi aveva subito detto di amarmi mentre io che affrontavo una esperienza del tutto nuovo e per certi versi "traumatizzante" (il mio psicologo dice che non sono un tipo indipendente, poco autonomo, faccio pure fatica ad allontanarmi da casa e a dormire fuori di casa, e il peso delle responsabilità avvertite potrebbe aver scatenato un circolo ossessivo)ho cominciato ad avvertire una certa responsabilità verso di lei...ho cominciato a chiedere conforto a tutti, a chiunque (sebbene nessuno sapesse che soffrissi già di DOC su vari livelli, nemmeno la mia partner) a chiedere come faceva essere innamorati, come dovevo sentirmi se era normale essere ancora bloccati. Misuravo l'intensità delle mie sensazioni quando stavo con lei, quando non la vedevo, quando mi mandava i messaggi, finchè la situazione è arrivata a un punto troppo pesante e angosciante che mi cancellava quasi anche la voglia di vederla e mi ha fatto scappare da lei. Mi alzavo la mattina col magone di quel pensiero e mi accompagnava fino la sera. Avevo a volte dei giorni di pausa, dove mi sentivo veramente felice di stare con lei, vedevo come mi guardava e sapevo quanto era importante per me, nel frattempo anche se quei giorni ero sereno ero terrorizzato all'idea che il pensiero brutto tornasse; e puntualmente tornava e mi spaventava di nuovo. Adesso a distanza di tre mesi e passa che ci siamo lasciati sento che molte cose di lei mi mancano e la consapevolezza di questo mio problema che prima non avevo e che potrebbe avere inciso tremendamente sul rapporto mi sta logorando di nuovo, come quei giorni. Non riesco ancora a darmi una risposta, ma d'altronde non sarei un Docker...vorrei tanto tornare da lei ma ormai mi si è creato un blocco di ansia e paura terribile, che ho paura mi si scatenerà nuovamente non solo se tornassi da lei ma anche con altre ragazze. Ho ancora quei momenti buoni in cui le scrivo una lettera ma poi al pensiero di inviarla torna l'ansia. Vorrei chiederle un consiglio da esperto, se secondo lei si può uscire da questa sorta di blocco relazionale che ho, questa poca autonomia decisionale che sento ancora. Io mi ripetevo sempre che avrei voluto lei nella mia vita anche se il peso che sentivo non me lo permetteva. I miei amici, ma non sapevano nemmeno dei miei problemi su varie sfere, potevano solo consigliarmi di trovarne un'altra, la famosa donna giusta che ti permette di superare le angosce. Io non so come affrontare questo problema specifico, perché, se sulle altre ossessioni son consapevole dell'assurdità o esagerazione e oggi ci rido pure sopra, sulla mia ex non mi do ancora pace e soffro parecchio. Sento che sto perdendo o ho perso qualcosa di importante forse non del tutto per colpa mia. Nella sua esperienza, sarebbe meglio affrontare il problema insieme al partner oppure restando da soli in terapia?in fondo nel Doc mi hannno insegnato che le paure vannno affrontate,e piano piano sconfitte, anche se qui sono in gioco sentimenti e persone. La ringrazio ancora per la cortese attenzione. Cordiali saluti

Grazie della bella lettera, le dico che , nella mia esperienza, il lavoro psicoterapeutico è importante che si svolga in ambito relazionale diadico , cioè cliente e il terapeuta. Inoltre, dato che il lavoro psicoterapeutico ha ottenuto buoni risultati le consiglio di proseguire. La parzialità dei risultati stessi sembra da porsi, infatti, in relazione con il tempo della terapia effettuata da lei che, nel caso di DOC deve essere prolungata, tenendo presente come parametro non solo la attenuazione o remissione sintomatologica ma lo sviluppo di autonomia, la creazione di una valida autostima e una buona conoscenza della profondità del suo essere. La saluto cordialmente.

E' DOC ?

Gentile Dottore,

Ho 27 anni e ho cominciato a soffrire di DOC all'incirca verso i 9. Non sapendo di cosa si trattasse fino ai 13 - quando convinsi i miei a visitare un medico - ho vissuto in una specie di prigione per lungo tempo. devo dire che sfortunatamente non sono state le terapie ad alleviare il disturbo. Le scrivo questo perchè oggi sento un ritorno di quella situazione, ma su una scala diversa. negli ultimi anni ho vissuto delle situazioni piuttosto traumatiche e dopo aver abitato lontana da casa per diversi anni, ho preso la decisione di ritornarci, convinta di ripartire di lì a poco (purtroppo ci sono rimasta due anni). Durante questo periodo ho cominciato a percepire un senso di "contaminazione metafisica" (prendo la definizione in prestito da wikipedia, perchè solo ora, leggendo ciò riesco a dare un nome a ciò che sento) che attribuivo inizialmente alla eccessiva sensibilità che mi ha sempre, nel bene e nel male, caratterizzata.
specialmente mi capitava entrando in contatto con mia madre (che vive nella stessa casa), ma presto, con quasi tutte le persone del posto.
finalmente ho trovato l occasione giusta per espatriare di nuovo e sto facendo delle cose che mi piacciono particolarmente. Il cambiamento però è stato più duro del previsto e ho affrontato diverse situazioni di forte stress, che mi hanno stesa anche fisicamente. In più quel sentimento di "contaminazione" invece di affievolirsi si è aggravato, e a volte perdo anche dei giorni nel cercare di liberarmene (non parliamo dell'impatto sull'aspetto sociale/lavorativo che ciò comporta). Mi sa dire dottore quanto questo è grave e soprattutto che cosa significa? Ciò che non mi è chiaro è che mentre con il doc classico al di là dell'ansia legata alla ritualità e al senso di oppressione della cosa non lasciava "strascichi", qui, il senso di contaminazione è, per quanto possa essere difficile da spiegare, davvero tangibile.
La ringrazio per l’ attenzione, e per il generoso servizio che offre tramite questo sito

Gentile signorina, nel caso di contaminazione metafisica. l’angoscia persecutoria, invece di essere canalizzata su oggetti reali, cerca di essere allontanata e proiettata su oggetti aventi forte valenza simbolica. Purtroppo, in questi casi, il meccanismo di difesa non attenua l’angoscia perché mentre, spesso, una situazione reale può più facilmente essere tenuta relativamente sotto controllo,anche se in modo compulsivo, la metafora parassitante può essere combattuta meno facilmente in quanto meno localizzata, più diffusa svolg4endo la valenza di un un nemico onnipotente che ci colpisce senza che noi possiamo verificarne la localizzazione e circoscriverlo.
Credo che, data la sua giovane età, potrebbe esserle di grande utilità un lavoro psicoterapeutico psicoanalitico che possa dipanare l’eziologia della problematica ad livello profondo, in termini di significato, in relazione alla sua biografia e soggettività . Il tutto nell’ambito di un valido transfert con l’analista e una solida alleanza di lavoro. Unirei ad esso un percorso ipnoterapeutico con lo scopo di addestrarla ad una trance che potrà esserle di grande sollievo nell’antagonizzare il loop ossessivo. La saluto cordialmente.

ossessioni di immagini mortifere

gentile dott., ho 38 anni, ho svolto 4 anni e mezzo di psicoterapia a sfondo analitico per un disturbo ossessivo consistente nell'immaginazione mentale della mia immagine da morto dentro una bara, con corollario di disperazione dei miei cari. una immgine forte,fastidiosa che ha preso piede ai 14 anni per poi riproporsi ai 22 ed infine ai 27, quando iniziai la cura(senza farmaci).l'analisi è stata valida nel ricostuirne l'origine di tale immagine ossessiva, mediante sogni e libere associazioni(insicurezza,iperprotezione familiare,essendo figlio unico,paura di non essere in grado di affrontare le difficolta della vita, voglia di voler tenere tutto sotto controllo, le spiegazioni addotte.Si può dire che paradossalmente indichi più una paura della vita che della morte). da sempre ho attuato come difesa la sostituzione della mia immagine da morto con quella di altre persone per tamponare l'effetto devastante della ossessione. il mio psicoterapeuta ritiene che io possa mantenere in atto questa difesa compulsiva, a condizione che essa stessa non diventi persecutoria e non la consideri staccata dal mio vissuto interiore. debbo dire che ancora oggi, tale difesa sortisce effetti di relativo beneficio come risposta all'ossessione. per me privarmene è come togliermi l'ossigeno, anche se forse non obbedisce ai criteri della psicoterapia, soprtattutto quella cognitivo comportamentale( che il mio psicoterapeuta ha ritenuto meno indicata di quella analitica).lei che ne pensa?
P.S il mio psicoterapeuta non mi ha mai fatto una diagnosi finale,tanto meno di DOC ritenendo che non è un problema per il paziente

Sono del tutto d'accordo con il suo terapeuta sia per quanto riguarda la tematica circa la opportunità di inquadramento diagnostico, sia sulla valutazione della psicodinamica specifica. La saluto cordialmente

Contaminazione metafisica nel disturbo ossessivo.compulsivo

Se possibile e se non le è di disturbo, potrebbe per piacere darmi questa risposta? Cosa significa riguardo il disturbo ossessivo compulsivo , metafisica (contaminazione da pensiero? Ho cercato di capire cosa fosse questa contaminazione da pensiero (metafisica) ma invano. Grazie

Nel caso del disturbo ossessivo.compulsivo spesso le persone che ne soffrono sono tormentate dall'idea tormentosa che loro stessi, o qualcuno dei familiari, possa ammalarsi entrando in contatto con qualche invisibile germe o sostanza tossica. Sostanze "contaminanti" diventano urine, feci, sangue e siringhe, carne cruda, persone malate, genitali, sudore, e persino saponi, solventi e detersivi, contenenti sostanze chimiche potenzialmente "dannose". Nel caso di contaminazione metafisica si ha il timore persecutorio nei confronti di fantasie come il male, il diavolo o altre entità sovrannaturali più o meno astratte o personificate che possano penetrare la psiche parassitandola e condizionandola senza alcuna possibilità di difesa.

Centri universitari dove si pratica l´ipnosi

Gent.mo Dott. Miscia mi saprebbe indicare dei centri universitari in Italia dove si usa l´ipnosi per cura dei d.o.c. e fame nervosa? grazie

Sarebbe necessario sapere qualcosa di più, cioè sulle modalità con cui le è stata prospettata la terapia ipnotica per questi disturbi, nel senso che è importante sapere se c´è stato un contatto con uno specialista che ha suggerito la percorribilità specifica di questo approccio curativo nel caso delle entità nosologiche a cui fa riferimento.Se vorrà scrivermi più dettagliatamente. cercherò di essere più preciso. La saluto cordialmente.

Sono una ragazza dipendente dal sesso?

A 27 anni mi sento una ragazza depressa,provo un vuoto terribile dentro di me.Riesco a star bene solo quando faccio sesso e lo faccio spesso, troppo spesso,come compulsivamente ma per me è come una medicina.Sono bella, almeno a giudizio degli uomini che vedo mi vogliono e mi desiderano. Credo che il sesso sia un modo per me per tenerli legati e invece,ogni volta che si sono soddisfatti con il mio corpo, mi piantano regolarmente, perlomeno finora è avvenuto così. Credo, nonostante la bellezza,di sentire di non valere abbastanza,mi sembra che gli altri e le altre abbiano qualcosa in più anche se non saprei definire cosa.Mi sento invecchiare e vorrei fare qualcosa per me stessa, l´ipnosi, la psicoanalisi,spero che lei possa dirmi delle parole che mi aiutano. La ringrazio se vorrà rispondermi.

Nel manuale di diagnostica psichiatrica si fa solo un cenno all´ipersessualità che poi,nel suo caso specifico, ha un chiaro significato reattivo e compensatorio dell´abbassamento del livello di autostima connesso alle valenze depressive della sua personalità. Anche in questa lettera mancano riferimenti biografici che possano gettare una luce o fornire correlazioni che possano essere di qualche aiuto nel fornire riferimenti sulla sua situazione attuale. Questa sue righe possono essere molto utili per tutte quelle ragazze che mi scrivono di sentirsi depresse perchè non abbastanza belle o desiderate. Qui si ha una chiara testimonianza di come quelle doti, pur essendo presenti,non conferiscono alla persona serenità o gioia di vivere le quali, invece, necessitano non solo di dati di realtà quanto la presenza, nella propria interiorità, di immagini del sè buone ed amorevoli.Esse possono abitare i nostri territori psichici solo se nella nostra prima infanzia, abbiamo avuto, da parte delle figure di riferimento benevolenza, dedizione ed una cura affettuosa. Nella sessualità lei assiste all´eccitamento dell´uomo verso il suo corpo e al desiderio per la sua affascinante fisicità ma non è questo ciò di cui lei ha bisogno, che richiede, nelle sue esigenze,un livello superiore, cioè l´amore. L´amore infatti, anche se può avere nell´erotismo una sua importante componente, è sentimento ben più complesso che coinvolge il mondo degli affetti e la sfera psichica nelle sue componenti più elevate e sublimate. Quindi lei, nei suoi rapporti sessuali, lavora ad una lunghezza d´onda che non è quella che sarebbe necessaria ai suoi bisogni affettivi. Non credo, d´altra parte, che nemmeno un vero amore sarebbe risolutivo perchè si creerebbero forse in lei, data la situazione, rapporti di dipendenza e di attaccamento eccessivi. Credo, invece, che un lavoro profondo e accurato sulla psiche attraverso la psicoanalisi potrebbe fornirle valenze di indipendenza e autonomia psichica facendo evaporare stati mentali depressivi e carenze di autostima e dandole la possibilità di accedere a rapporti liberi e perfusi da autenticità e profondità relazionale.

Tante ossessioni e disordine nella mia vita

Caro dottore le scrivo perchè sto cominciando a soffrire di certe parti del mio carattere che mi stanno creando non pochi problemi.Io, ho 30 anni, laureato da poco, vivo un tormento quotidiano sono ossessionato da tanti cavilli, ho mille paure di fare le cose e di prendere iniziative per dover soffrire di chissà quali conseguenze .Ho timore di nuocere alle persone, ma una ansia eccessiva, che mi blocca. Sto una buona parte della giornata ad arrovellarmi con i soliti pensieri che mi sottraggono una buona fetta di energia.D´altra parte ci sono aspetti della mia vita che sono all´opposto.Dormo di giorno e sto sveglio di notte e la mia casa è di un disordine unico, perdo continuamente le cose e anche il rapporto con le persone mi sembra caotico disordinato, non riesco a coltivare amicizie stabili e anche con il sesso femminile non ho mai avuto relazioni soddisfacenti, o sento la mancanza quando sono troppo distanti oppure il soffocamento se si avvicinano troppo, Non so se le ho fatto un quadro attendibile mi sento nel caos,lei si è fatta un´idea?

Dalla sua lettera sembra di poter comprendere una situazione dinamica di fondo abbastanza particolare con una situazione caratteriale a base ossessivo compulsiva con importanti elementi di personalità anancastica che si esplicitano in inibizioni, dubbiosità, scrupoli e che sono un "buco nero"pulsionale in quanto capaci di intrappolare una quota libidico- energetica importante.D´altra parte notiamo come lei abbia anche sviluppato una "formazione reattiva" nei confronti della coazione la quale viene declinata in quella parte che rappresenta il suo caos esistenziale,in cui il disordine nei confronti delle cose e degli affetti sembra diretta a negare le sue paure concernenti l´ordine.Può notare come, per lei, sia complesso arrivare a coltivare dentro di sè la distanza adeguata nei confronti degli oggetti, che sono o troppo vicini acquisendo valenze intrusive e di impossessamento o troppo lontani dandole la sensazione di vuoto e di abbandono, con espressività dinamica pienamente narcisistica. Questa è l´idea che mi sono fatto e credo che in lei ci sia anche la giusta pretesa di uscire dalle sacche di ambivalenza di cui è impregnata la sua psiche. Nel caso che si proponesse in lei tale bisogno, la invito a scrivermi di nuovo per mettere a punto una strategia terapeutica di tipo psicoanalitico, ipnotico o ipnoanalitico.

Non provo sentimenti, si può fare qualcosa?

Caro dottore, mi rivolgo a lei anche se non so se ho bisogno di analisi o meno. Sono ormai sui 35. un ragazzo che occupa buona parte del suo tempo facendo sport di ogni tipo, quotidianamente, vado a correre ma anche palestra e solo dopo sento di riuscire a raggiungere un pò di pace. Vivo da solo ma sono legato ancora a mia madre per i pasti e per lavaggi vari, la classica madre che provvede a tutto e che sento un pò anche come la mia condanna.Mio padre se ne è andato quando ero abbastanza piccolo ed è stata lei a provvedere alla mia crescita.Nel lavoro faccio l´indispensabile non mi interessa la carriera,odio la competizione e l´arrampicata sociale e non vedo l´ora di uscire dal luogo di lavoro per dedicarmi alla mia salute fisica.Il problema di cui le volevo parlare è il sesso, non tanto da un punto di vista della funzionalità, quella è soddisfacente, ma dei sentimenti. Io non reggo i rapporti con le ragazze, non riesco a voler bene, tutto si svolge ad un livello erotico, di attrazione sessuale e, una volta consumato il rapporto, mi sembra di aver accanto un´estranea. E´ come un copione che si ripete ogni volta anche se, all´inizio, mi dico che stavolta andrà diversamente.Ora le chiedo se, secondo lei,ho bisogno della psicoanalisi e se un lavoro di questo tipo può cambiare le caratteristiche del mio vivere oppure se si tratta di una situazione a cui mi devo rassegnare .Non sento di avere sintomi evidenti, anche se mi danno noia i luoghi chiusi e non riesco a fare le vacanze, cioè a staccarmi dalle mie abitudini ma il fatto di non provare affetti mi sembra un problema, no? La ringrazio se vorrà rispondermi

Lo psichiatra Peter Sifneos dà il nome di "alessitimia" alla incapacità di provare sentimenti. E´ possibile ipotizzare, in base ai ragguagli che lei fornisce, che la sua libido e la sua aggressività,per effetto della regressione istintiva determinato dal contatto con una madre dalle probabili caratteristiche di invasività e di valenze relazionali persecutorie non sia stata bilanciata nel suo contatto con lei dalla figura paterna latente. Ciò ha comportato in lei una rimozione ed una regressione istintiva che ha fatto virare le sue pulsioni in senso e secondo modalità narcisistiche, per cui lei se ne trova deprivato sia nel contatto con le sue coetaneee sia probabilmente nella sua attività lavorativa.Anche l´esercizio fisica sembra avere una modalità di funzionamento coattivo.Senza voler entrare nel discorso specifico,nel suo caso si può parlare anche di pseudosessualità, cioè di impotenza orgasmica perchè se è vero che, a differenza di quello che si verifica in altre situazioni simili, la potenza o l´eccitabilità sono normali,d´altra parte lei non sperimenta mai una vera soddisfazione e un completo appagamento psichico.Gli atti sessuali ,in questi contesti, hanno spesso un valore difensivo teso ad arginare impulsi perversi,aggressivi oppure a tener a bada angosce o sensi di colpa. Se esiste un sottofondo ossessivo, come spesso in questi casi, il comportamento sessuale è rigido e ripetitivo. Le consiglio vivamente un lavoro psicoanalitico per ridurre il narcisismo difensivo, sollevare il velo delle rimozioni e sbloccare così la regressione libidica ripristinando una relazione oggettuale congrua.Sarà così possibile progressivamente riscoprire i sentimenti favorendo il loro aggancio alle emozioni erotiche che risulteranno esse stesse, così, capaci di conferirle maggiore appagamento e piacere.

Il mio fidanzato è geloso marcio

Le scrivo perché sono davvero preoccupata. Il problema non riguarda me direttamente, io sono piuttosto vittima della situazione che sto vivendo. Si tratta del mio fidanzato, ormai lo siamo da più di due anni. E’ sempre stato possessivo fin dall’inizio anche se nei primi tempi mi appariva tutto normale. Poi , piano piano, è diventato sempre più assillante, quando uscivo mi chiedeva tutti i particolari , chi vedevo, come e quando e ,dopo, mi faceva dei veri e propri interrogatori. Ultimamente la situazione è peggiorata, quando usciamo insieme mi fissa in continuazione per vedere se guardo qualcuno, al punto tale che devo tenere gli occhi sempre bassi, lo sa, mi sembrerebbe ridicolo se non fosse tragico. Ho provato anche a lasciarlo, ma dopo poco lui mi ha sempre telefonato dicendomi le solite cose, che era pentito, che non lo avrebbe fatto più, che si fidava di me. Mi ripete continuamente che sono la donna della sua vita e che, se mi ossessiona così è perché mi ama tanto e cose del genere. Io gli ho consigliato di parlare con qualcuno dei suoi problemi ma lui mi dice che non ha bisogno di nessuno ma soltanto del mio amore. Negli ultimi tempi credo che sia arrivato anche a pedinarmi perché notavo la sua moto vicino ai luoghi dove me ne andavo con amiche o amici. Mi ha detto qualche giorno fa che vuole sposarsi, ma io ho paura che, con la convivenza, la mia vita diventi un inferno , mi dica per favore cosa ne pensa lei, perché vivo nell’ansia. E.M.

I soggetti con le caratteristiche della persona di cui mi parla sono individui caratterizzati da profonda ambivalenza e incapacità di amare, nel senso che ogni loro relazione è mescolata ad un bisogno narcisistico. L’intensità della gelosia non è in rapporto all’intensità dell’amore e della soddisfazione, perché gli individui predisposti alla gelosia sono spesso quelli che cambiano continuamente e facilmente i loro oggetti e che sono gelosi anche di persone verso cui hanno un interesse senza che esista con loro il minimo rapporto. E’ un sentimento che svela le caratteristiche ossessive del soggetto. Quando un individuo geloso viene abbandonato reagisce con depressione,e rabbia in quanto la perdita è collegata ad un crollo dell’autostima. Questo si verifica perché la sua identità è precaria,dato che si tratta di persone non autonome per cui l’altro non è percepito come un oggetto separato ma come indistinto da sé e quindi perderlo significa abbandonare una parte della propria identità. Tutto questo è favorito e legittimato da una ideologia sociale in cui uno dei componenti della coppia è vissuto come proprietà dell’altro e in cui tale possesso è interpretato erroneamente come segno inequivocabile di amore. Ovviamente, pur non conoscendo la situazione specifica, in base a quanto scritto nella sua lettera, esprimo le più ampie perplessità sul fatto che la vostra situazione possa migliorare rendendo il legame più intenso, anzi credo che le ambivalenze del ragazzo sarebbero destinate ad incrementarsi. In assenza di una disponibilità del soggetto ad elaborare le proprie problematiche lascio a lei immaginare quale unica evoluzione veda auspicabile.

La masturbazione è patologica?

Sono un uomo ormai trentenne, fidanzato per 6 anni (abbiamo anche convissuto)ora sono single .Ho un carattere un pò introverso e lego con difficoltà. Attualmente sono solo da circa un anno e vivo con i miei genitori . Da qualche tempo non mi riesce addormentarmi se non mi masturbo. E’ diventata una dipendenza. Le dirò che, dall’atto non traggo poi tanto piacere, ma mi scarica la tensione e, dopo, sento una gran pace Ho timore che questa abitudine mi impedisca il contatto con le donne di cui come può capire ho molto meno desiderio. Dovrei cercare di resistere all’impulso oppure è tutto normale?

La masturbazione in sé è un atto autoerotico che non ha niente di patologico. Sono atti definibili come pseudo sessuali, rientrano tra le cosiddette “ossessioni piacevoli” e, in alcuni casi, sono caratterizzati da valenze inconsce autopunitive per ingraziarsi un superio severo,come equivalente di una auto castrazione. E’ importante, cioè, valutare le motivazioni a livello del soggetto. Lei infatti afferma che l’atto onanistico non è tanto fonte di piacere quanto di rassicurazione e di protezione in quanto capace di antagonizzare stati di angoscia o di tensione : ovviamente, non provando la soddisfazione che lei si aspetta , viene ripetuto allo scopo di poter reperire anche il piacere. E’ possibile ipotizzare che la difficoltà relazionale con l’oggetto a cui lei fa cenno possa connotare l’atto di valenza compensatoria nel senso che viene ricavata una gratificazione narcisistica derivante dalla propria potenza virile. L’atto, avendo il significato inconscio di atteggiamento autarchico, può soddisfare anche la sua onnipotenza aggressiva verso le donne di cui in tal modo,dimostra inconsciamente di poter fare a meno. Le consiglio un lavoro di approfondimento del sé tramite psicoanalisi al fine di portare alla luce le dinamiche relazionali profonde con gli oggetti di riferimento per risolvere le conflittualità che possano essere alla radice delle sue problematiche.

Tic e balbuzie, c´è rimedio?

Quali possono essere le cause dei tic o delle balbuzie? Il mio fidanzato purtroppo ne soffre, soprattutto quando si trova tra la gente o in situazioni in cui diventa molto emotivo. E’ imbarazzante stargli vicino in quei momenti, a volte mi sembra davvero complessato, che fare?

Tics e balbuzie sono ambedue sintomi che rientrano tra le nevrosi di conversione pregenitale. Il sintomo del balbettare è il risultato del conflitto tra tendenze antagoniste: la persona mostra che vuole dire qualcosa ma le istanze censorie glielo impediscono. Se questo si verifica in relazione a determinati stimoli, si può risalire al significato inconscio conflittuale di quel tipo di contenuto. Il parlare è vissuto inconsciamente come carico di significato aggressivo verso chi ascolta, una tendenza ostile volta a distruggere l’oppositore tramite la parola, e questo si verifica frequentemente nei riguardi di individui illustri o autorevoli o di fronte a gruppi di persone contrassegnati da valenze giudicanti.E’ quindi lo stesso meccanismo che può innescare un lapsus verbale o una dimenticanza. Nei casi gravi di balbuzie è la funzione stessa della parola ad avere un significato riprovevole. Piuttosto che soffermarci sui complessi significati regressivi del parlare del balbuziente, concernenti impulsi orali, anali e fallici è opportuno segnalare come la balbuzie sia collegata alla repressione di impulsi esibizionistici e questo la avvicina ad altre nevrosi costruite sulla base di esibizionismo represso come l’eritrofobia, la paura degli esami, l’angoscia da palcoscenico, le fobie sociali.Un attore, colpito dal timore del pubblico,può non solo dimenticare la sua parte ma anche cominciare a balbettare. Quanto è stato detto circa la componente esibizionistica del balbettare vale anche per il tic. Esistono forme più o meno gravi ,perchè si trovano in quadri clinici che vanno dalla isteria di conversione alla nevrosi coatta fino alla catatonia. Anche essi rappresentano contemporaneamente l’espressione di un affetto (eccitazione sessuale, rabbia, angoscia, rammarico, trionfo, imbarazzo) e la repressione del moto affettivo stesso. La struttura personologica alla base dei tics, come quella della balbuzie,è decisamente narcisistica. Vi sono gravi forme di tic multiplo (maladie des tics) in cui si hanno sintomi come tossire sputare, ammiccare, uso di linguaggio osceno. Un caso molto interessante di tic, riportato da Kulovesi,risultò essere determinato da una esperienza della scena capitale( accoppiamento dei genitori) durante la prima infanzia. Nell’eccitamento provato in questa esperienza, il piccolo, terrorizzato, soppresse certi impulsi motori, particolarmente l’impulso a gridare e piangere, e le emozioni allora frenate si espressero sotto forma di un tic. Nel caso del suo fidanzato mi chiedo perché non sia stato lui a scrivermi personalmente, comunque le dico che il lavoro psicoanalitico, in presenza di una disponibilità di lui, dato l’orientamento caratteriale narcisistico, incontra non poche difficoltà, e la prognosi del disturbo psichico sarà tanto più favorevole quanto maggiore è il coefficiente di isterizzazione e minore quello di coazione della sindrome. Nel caso si sviluppi un buon transfert, una analisi ben condotta può raggiungere risultati terapeutici positivi.

Quando passeranno quelle fissazioni?

Ho circa 50 anni e soffro di nevrosi ossessivo-compulsiva da quasi 20 anni .Prendo farmaci serotoninegici (sertralina dai 100 ai 150 mg a seconda dei periodi) e lorazepam 2,5 mg per dormire). Sto discretamente in certi periodi in altri decisamente peggio..Ho effettuato anche psicoterapia ma non sono mai riuscito a capire che cosa cavolo significano le mie fissazioni e tutti quei gesti fatti e rifatti decine di volte. A volte, la sera mi trovo sfinito e se penso al giorno seguente. mi viene male.Mi può spiegare qualcosa?

Lei riferisce di aver fatto psicoterapia ma di non conoscere il significato dei suoi sintomi. Dal che deduco che non ha effettuato terapia psicoanalitica perchè , altrimenti, sarebbero emerse le cause profonde, inconsce, del suo disagio. Ora descriverò brevemente certe caratteristiche del disturbo- ossessivo compulsivo, in alcune delle quali lei può riconoscersi. La prima cosa che colpisce è la riduzione dell’ affettività, perché nell’ossessivo il pensiero si sostituisce agli atti e il soggetto, utilizzandolo come schermo,tende a si ritirarsi e a prendere le distanze nella relazione con i suoi simili. Egli manifesta un distanziamento dalla affettività, con forte riduzione della partecipazione emotiva e una tendenza all’impoverimento della sessualità. E’ presente invece un forte tropismo per i processi logici, a volte con caratteristiche di prolissità,sostenuti spesso da un linguaggio adeguato e da una memoria molto spiccata. Altre caratteristiche sono la meticolosità,la pulizia eccessiva, la parsimonia fino all’avarizia, la testardaggine, la tendenza ossessiva al collezionismo. La compulsione è un irruzione del dubbio nel pensiero che persiste malgrado tutti gli sforzi per sbarazzarsene e scompare solo con la sua realizzazione. Che si tratti di spengere o riaccendere tre volte la lampada prima di addormentarsi, di ripetere tale parola o il tal numero prima di attraversare la strada, di camminare solo sulle pietre dispari del selciato o ancora di toccare una certa categoria di oggetti al proprio passaggio, ci troviamo di fronte ad una serie di atti che hanno un valore quasi magico tipico del pensiero onnipotente infantile e la cui ripetizione costituisce un vero rito. Ovviamente il significato della sintomatologia deve essere affrontato attraverso le dinamiche psichiche riguardanti la soggettività, comunque, alla base, si trova in genere una regressione e una fissazione dell’io alla fase sadico- anale per problematiche connesse alla relazione con le figure di riferimento. Può essere importante effettuare quanto prima un lavoro psicoanalitico da cui sia preceduto o a cui sia affiancato un trattamento ipnotico: la terapia si preannuncia lunga ma dai risultati a volte sorprendenti.

Che significato hanno quelle stranezze?

Gentile dottore le scrivo perché sono molto preoccupata per mio figlio, che ha da poco compiuto 18 anni. E’ sempre stato un ragazzo piuttosto schivo, con pochi amici e di confidarsi con me non ha mai voluto saperne. A scuola non è mai stato molto brillante, anche se considerato intelligente e fin qui credo siamo ancora nei limiti. Da circa un anno è diventato ancora più musone, a volte anche violento e ha cominciato a fare delle cose strane.Quando si sveglia la mattina,appena sceso dal letto,, vuole che lo accarezzi prima sulla testa ,poi sulle spalle e gli dica “ bravo” per tre volte.Tutto deve essere fatto in sequenza, altrimenti devo ricominciare. Poi, prima di fare colazione, osserva il pavimento e ,con uno straccio, deve pulire ogni macchia e continua a lungo, in modo estenuante . Dopo, sta molto nel bagno, credo che si lavi e si rilavi perchè ha le mani sempre screpolate, anche in piena estate. Una volta, senza che se ne accorgesse entrai nel bagno e lo vidi compiere strani gesti, si inchinava e buttava baci a destra e a sinistra dicendo “mi volete bene, vero?”Quando si accorse che ero entrata mi cacciò via in malo modo spintonandomi. Anche fuori casa deve essere parecchio strano. Una volta che uscii con lui a passeggio notai che ogni volta che sfiorava un auto doveva tornare indietro e depositare un bacio sulla carrozzeria ridendo come a scusarsi,poi stava attento a non camminare negli spazi riservati ai portatori di handicap e, sui passaggi pedonali, doveva mettere i piedi solo sulle strisce bianche altrimenti tornava indietro e rifaceva il percorso.Quando va in centro porta sempre con sè una mascherina antismog,dice che lo fa perchè l´aria è piena di veleni.Gira per la casa parlando tra sè e sè e, se gli chiedo qualcosa, mi dice che non posso capire questi problemi. Mio marito minimizza, dice che sono fissata, che sono sciocchezze che passeranno con il tempo, ma sono davvero preoccupata non credo che i suoi coetanei abbiano queste fisime, o sono io che esagero?Una parola di conforto a una madre agitatissima. La saluto e le sarò grato se vorrà rispondermi. A.M.

Cara signora, purtroppo non posso tranquillizzarla e non mi sento di condividere l´ottimismo di suo marito.La sintomatologia cospicua orienta,con le riserve del caso, verso una forma iniziale di nevrosi ossessivo-compulsiva, nel quadro di una organizzazione di personalità di tipo psicastenico. Il disturbo interessa spesso soggetti dotati a livello intellettivo, ma dalla personalità con caratteristiche di rigidità. Sembra che suo figlio presenti un quadro clinico caratterizzato da ossessioni fobiche(paura delle malattie, dei veleni, dello sporco).E´ possibile che quel parlare tra di sè sia da mettersi in relazione a ruminazioni ossessive (definite anche come follie del dubbio) che hanno alla base idee astratte o metafisiche oppure più concrete.Sembra purtroppo che siano numerosi anche i rituali e le azioni coatte. Data la entità della sintomatologia e la giovane età è opportuno pensare quanto prima a provvedimenti terapeutici contando sulla disponibilità del giovane. E´ consigliabile effettuare una psicoterapia psicanalitica prolungata, che metta in luce, nel transfert, i conflitti preedipici ed edipici, eventualmente accompagnata da un trattamento con serotoninergici a dosaggio medio- alto che funzionino da copertura soprattutto nelle fasi iniziali.La prognosi dipende in larga misura dalle caratteristiche di personalità. Purtroppo dobbiamo, a volte, accontentarci di risultati parziali ma, se il ragazzo è capace di un buon transfert con il terapeuta, i risultati, con il tempo, possono essere anche soddisfacenti.

Cosa posso fare assediato da rituali e tabù?

Gentile dottore la mia storia di sofferenza psichica dura da tempo . Ormai sono vicino ai 50 anni ma è cominciata che ne avevo 30. Allora ero fidanzato con una ragazza con cui ero indeciso se andarci a vivere o meno, il fatto è che, vicino non la sopportavo ma mi atterriva anche l´idea di perderla. Alla fine lei si è stancata e mi ha lasciato e sono andato in terapia per la depressione in cui ero caduto. Non c´era, , però, solo quella perchè le mie giornate, già allora, erano contrassegnate anche da penosi lavaggi quotidiani e da tabù fastidiosi.Lo psichiatra mi disse che soffrivo di disturbo ossessivo-compulsivo, mi ha dato dei farmaci e ho iniziato una psicoterapia che mi ha fatto stare un pò meglio e, qui credo di aver sbagliato, dopo un anno ho smesso. Sono andato avanti barcamenandomi più o meno, con gli psicofarmaci stavo un pò meglio in alcuni periodi. Ho sempre continuato a lavorare, avendo qualche storia sentimentale senza mai impegnarmi. Negli ultimi due anni sono venuti a mancare i miei genitori e sono rimasto solo in casa. I primi tempi mi sembrava di cavarmela ma poi il disturbo ossessivo è precipitato, i lavaggi sono diventati sempre più penosi, i tabù sempre più estesi al punto di diventare insopportabili. Ora anche la notte non riesco più a dormire e sono come paralizzato, mi può aiutare con qualche consiglio? La ipnosi o la psicoanalisi mi possono aiutare?. La saluto cordialmente. A.N Anzitutto farei un breve inquadramento di ciò che si intende per disturbo .E´una entità psicopatologica caratterizzata da pensieri ossessivi o anancastici associati a compulsioni o coazioni(azioni particolari o rituali da eseguire) che tentano di neutralizzare l´ossessione. Molto importante, anche in questo caso, è il fattore quantitativo con il quale tale problematica incide sulla psiche. Mentre infatti piccoli tabù e rituali quotidiani possono essere associati normalmente al nostro corso esistenziale, si può parlare di nevrosi solo quando questo tipo di sintomi invade in modo importante il nostro vissuto, sì da condizionarlo pesantemente. La sindrome viene riconosciuta come tale solo se compromette il normale ritmo delle attività quotidiane e il funzionamento sociale e lavorativo del soggetto. Può essere associato a fobie e attacchi di panico, disturbo dell’umore, disturbo di personalità, depressione. Il disturbo depressivo è quello di cui lei appunto soffre.I sintomi possono scatenarsi la prima volta nell’infanzia o acutizzarsi, anche temporaneamente, a causa di uno shock emotivo o evento traumatico. Affinché venga diagnosticato un disturbo ossessivo-compulsivo devono essere presenti o soltanto ossessioni cioè anancasmi , oppure ossessioni e compulsioni.Vediamo ora cosa si intende con questi due termini. La ossessione è caratterizzata da pensieri, dubbi, immagini o impulsi ricorrenti e persistenti che affliggono l´individuo e che da questo vengono percepiti come invasivi e fastidiosi e che provocano una marcata sofferenza. L´individuo si rende conto che i pensieri, le immagini o gli impulsi sono frutto della propria mente. Se le ossessioni venissero ritenute reali, allora avrebbero carattere delirante e si entrerebbe nel campo della psicosi. L´individuo tenta (inutilmente) di ignorare o sopprimere tali pensieri, immagini o impulsi o di neutralizzarli (altrettanto inutilmente) con comportamenti ("compulsioni"e "coazioni") ripetitivi che l´individuo si sente obbligato a eseguire, come una sorta di rituale stereotipato (che può servire a "riparare" un "danno" inferto a livello fantasmatico). Le compulsioni si riferiscono ad azioni eseguite dalla persona, in modo ripetitivo, al fine di opporsi (inutilmente) al pensiero o ai pensieri ossessivi. Possono riguardare diverse tematiche come la contaminazione, il perfezionismo, l´ordine, il controllo. Il paziente affetto da DOC non si lamenta in particolare dell´ansia, ma piuttosto delle ossessioni e delle coazioni. L´ansia si manifesta solamente se si interferisce nei rituali messi in atto per difendersi dalle ossessioni. Per gli altri questi rituali appaiono strani e non necessari, ma per l´individuo tali azioni sono profondamente importanti e devono essere eseguite in particolari modi per evitare conseguenze negative e per impedire all´ansia di prendere il sopravvento. Esempi di queste azioni coatte sono: Controllare ripetitivamente che la macchina parcheggiata sia ben chiusa a chiave prima di lasciarla e accendere e spegnere le luci un certo numero di volte prima di uscire da una stanza,salire una scala o entrare in una stanza sempre e solo con un piede anziché l´altro,alzare e abbassare continuamente il volume di una radio o del televisore perché si è convinti che nessuna tonalità sia adatta, lavarsi ripetitivamente le mani a intervalli regolari durante il giorno o non riuscire a smettere di lavarsele una volta insaponate,un sistema di conto specifico (contare in gruppi di quattro, sistemare le cose in gruppi di tre, sistemare gli oggetti in insiemi pari o dispari)controlli protratti e ripetuti, volti a riparare o prevenire gravi disgrazie o incidenti, allineare perfettamente gli oggetti nel loro insieme, ,paura di contaminazione fisica (come la paura delle secrezioni del corpo umano quali saliva, sudore, lacrime, muco, urina e feci: o anche metafisica (contaminazione da pensiero) paura ossessiva delle malattie, ricerca di simmetria (calpestare un pezzo di carta con il piede sinistro può indurre il bisogno di calpestarne un altro con il piede destro, o di tornare indietro e pestarlo nuovamente), presenza di superstizione eccessiva o pensiero "magico", riti mentali come la ripetizione di parole e frasi. Tutti i sintomi possono portare ad evitare le situazioni di "pericolo" o disagio e quindi ad influire sulla vita del soggetto che ne è affetto attraverso gli evitamenti in misura pari ai sintomi stessi. È importante ripetere che possedere qualcuno dei sintomi elencati non è un segno assoluto di DOC,ma è solo la loro invadenza a poter affermare che siamo in presenza del disturbo. I soggetti con tratti ossessivo-compulsivi possono essere sessualmente inibiti (a volte anche ai limiti dell´anorgasmia e dell´anedonia,) così come possono essere presenti casi di frigidità nelle pazienti femmine ed eiaculazione precoce nei pazienti maschi. In assenza di terapia appropriata il decorso del DOC può essere A) episodico: con sintomi presenti solo in alcuni periodi della vita di una persona, o anche un solo episodio in tutta una vita,B) cronico fluttuante in cui i sintomi sono incostanti nel tempo, con miglioramenti e peggioramenti senza tuttavia scomparire mai completamente C) cronico stabile in cui i sintomi si manifestano in maniera graduale ma poi rimangono stabili nel tempo,D)cronico ingravescente che è il più grave e comune. Generalmente i sintomi iniziano in modo graduale; ci sono periodi di peggioramento e periodi di stabilità, seguiti, poi, da nuovi peggioramenti. Con la terapia si possono far scomparire i sintomi oppure farli regredire ad uno stadio più lieve, che si manifesta come un DOC con decorso più leggero (e soprattutto stabile). Per quanto riguarda il trattamento farmacologico sono efficaci le fenotiazine e gli antidepressivi triciclici specie la clomipramina e gli SSRI (Selective Serotonin Reuptake Inhibitors, lett. "inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina", detti anche antidepressivi di nuova generazione o atipici)Non è ancora accertato invece se l´efficacia degli SSRI nei disturbi ossessivo-compulsivi sia maggiore delle benzodiazepine (o più in generale di tutto il gruppo degli ansiolitici anche non benzodiazepinici) per cui spesso vengono prescritti in abbinamento. Alcuni autori sconsigliano però l´ uso delle benzodiazepine, in quanto, pur dando un´attenuazione dell´ansia creano altresì dipendenza e tolleranza. Ora lei non cita quali farmaci ha assunto e se il loro uso ha avuto o meno caratteristiche di continuità. Certamente il rapporto psicoterapeutico è stato di durata non adeguata. La ricaduta odierna sembra poter essere dinamicamente riferibile al senso di colpa inconscio connesso alla morte dei suoi genitori, inconsciamente desiderata, ma il discorso riguardante la comprensione delle dinamiche in gioco è tutto da approfondire . Sarebbe perciò opportuno, e lei potrebbe prendere una iniziativa in tal senso, impostare una terapia prolungata che, attraverso un valido transfert, progressivamente sempre più deambivalente, unito ad una solida alleanza di lavoro, possa gettare luce sul materiale rimosso sbloccando la libido "analmente"fissata e facendola progredire verso livelli psicosessuali di tipo "genitale". Anche l´ipnosi può esserle di aiuto nel creare stati di trance che possano progressivamente sostituire il circuito ossessivo anancastico. E´quanto mai opportuno muoversi con tempestività