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Ipocondria e paura delle malattie

IPOCONDRIA E PAURA DI MALATTIA.
L'ipocondria (dal greco hypochondrios, che si trova sotto lo sterno) è detta anche patofobia, dal greco páthos (sofferenza), o nosofobia, dal greco nósos (malattia) e fobia (paura),ed è una alterata percezione delle normali sensazioni che provengono dall'interno del corpo che vengano percepite come segni di patologia. Colpisce persone di ogni età senza distinzione di sesso. Esiste una gradazione importante in tali stati mentali, dal più lieve timore di ammalarsi fino al terrore che i sintomi percepiti siano segni certi di malattie gravi, come nella ipocondria delirante in cui la tematica di malattia occupa le fantasie del paziente in modo continuo e dominante per cui il soggetto si sottopone continue visite ed indagini specialistiche i cui esiti negativi riescono a dargli solo brevi attimi di tregua.. Una diagnosi di ipocondria viene suggerita dal possibile atteggiamento del paziente, quando questi reagisce con rabbia invece che con sollievo nel momento in cui gli viene comunicato che i propri sintomi non sono verosimilmente riconducibili ad una malattia organica.
I criteri diagnostici per l’ipocondria richiedono che le preoccupazioni del paziente persistano per almeno 6 mesi e causino una compromissione clinica o funzionale.
Entriamo più nei dettagli delle caratteristiche cliniche.

CARATTERISTICHE CLINICHE

Come abbiamo detto, vi è un ampia variabilità di manifestazioni ipocondriache che possono svariare da un lieve disturbo della personalità fino ad un severa patologia psichiatrica, che mette a repentaglio l’equilibrio dei rapporti sociali e relazionali dei pazienti che ne soffrono.
La tendenza alla somatizzazione è considerata un fenomeno presente nei pazienti ipocondriaci e consiste nell’attribuire una base patologica organica a sintomi fisici riscontrabili che in realtà non ce l’hanno. I sintomi somatici dei pazienti ipocondriaci, infatti, spesso sono solo l’esagerazione di normali sensazioni fisiologiche come ad esempio una cefalea, una vertigine oppure una dolore addominale, un paziente potrà accusare un dolore acuto al petto o difficoltà respiratorie .Generalmente, nonostante i sintomi accusati non siano caratteristici di reali malattie, i pazienti ipocondriaci li interpretano erroneamente attribuendo loro un significato profondamente ed irrimediabilmente patologico, sviluppando uno stato di ansia e preoccupazione nei confronti delle malattie. Come conseguenza evidente, la sintomatologia fisica lamentata da loro è praticamente refrattaria a qualunque terapia medica organica si sia deciso di intraprendere.
In letteratura è possibile riscontrare che due terzi dei pazienti ipocondriaci sono affetti da un disordine psichiatrico coesistente:
1) Depressione maggiore (40% dei casi), la cui presenza viene suggerita da anoressia, dimagrimento, perdita della libido sessuale, e un’apparente mancanza di interesse nella propria guarigione.
2) Attacchi di panico (15%), la cui presenza viene suggerita dalla comparsa di attacchi acuti e ricorrenti di sintomi cardiorespiratori.
3)disturbo ossessivo-compulsivo (10%).
4) Nevrosi ansiosa.
Altre patologie.
IMPLICAZIONI SOCIALI
Questi pazienti hanno spesso una storia clinica e medica molto complessa. Nella maggioranza dei casi sono stati costretti a frequentare numerosi studi medici (e talvolta anche ospedali), specialisti, laboratori di analisi, senza peraltro che sia possibile ottenere delle diagnosi precise e soddisfacenti. Nonostante le numerose attenzioni dei medici e le cure ricevute, questi pazienti si sentono spesso frustrati e insoddisfatti, in quanto mantengono sempre la sensazione che qualche cosa sia sfuggita alle indagini diagnostiche. Il rapporto medico-paziente, inoltre, risulta essere del tutto compromesso in quanto tali soggetti spesso parlano male dei loro rispettivi sanitari (passati e presenti), e d’altro canto, anche coloro che li hanno in cura trovano questi individui eccezionalmente difficili e spesso non gestibili a livello esclusivamente medico. I dottori trovano difficoltà a gestirli non solo perchè essi non si lasciano rassicurare, ma soprattutto perchè il rapporto con questi pazienti può comportare un’enorme perdita di tempo e di energie.Gli ipocondriaci non si rendono conto della propria condizione, e sono riluttanti nel riconoscere il ruolo dei fattori psichici nella manifestazione dei propri sintomi. D’altro canto, i medici non possono mai permettersi di sottovalutare i sintomi di questi soggetti , soprattutto perchè , prima o poi possono ammalarsi veramente, e quindi sviluppare dei sintomi realmente indice di patologia organica. Quindi, talvolta, è opportuno che vengano condotti degli accertamenti, ma solo entro dei limiti ragionevoli che non implichino la realizzazione di test di laboratorio al solo fine di rassicurarli. Questo atteggiamento non solo non funziona come deterrente, ma è controproducente, infatti, non sarà possibile convincerli neanche di fronte ai risultati più evidenti, in quanto permarrà in loro la convinzione che vi siano stati comunque degli errori durante il processo diagnostico. Inoltre, ad esempio la richiesta di un semplice prelievo di sangue può essere interpretato dall' ipocondriaco come la conferma, da parte del medico, del suo sospetto di avere una malattia realmente preoccupante. Questi pazienti hanno la tendenza a irritarsi molto quando viene detto loro che non soffrono di alcuna malattia organica, in quanto ciò contraddice la loro esperienza corporea e soggettiva. Risulta perciò più funzionale palesare a questi pazienti la loro elevata sensibilità nei confronti delle loro percezioni corporee e che quindi hanno la tendenza ad amplificare e percepire erroneamente i propri sintomi, come se fossero delle malattie a base organica.. Nei casi di entità moderata o severa, è necessario che il medico di base richieda una consulenza specialistica psichiatrica. Tuttavia, mentre alcuni la accettano di buon grado, la maggior parte di essi vede la consulenza psichiatrica con riluttanza, in quanto il paziente crede di essere accusato di inventare i propri disturbi. Queste preoccupazioni devono essere discusse esplicitamente con il paziente. La terapia farmacologica con antidepressivi, specie gli SSRI, può risultare efficace, in quanto in grado di far scomparire i disturbi fisici lamentati in molti pazienti. Essa è indicata in particolar modo, come già accennato in precedenza, quando vi sono problemi psichiatrici complessi che coesistono con l’ipocondria.

EZIOLOGIA PSICODINAMICA

L'ipocondria poggia su un conflitto psicodinamico inconscio, simile a quello ossessivo e a quello melanconico (depressivo), nel quale impulsi rabbiosi diretti verso persone o valori da cui si dipende o che fanno parte della propria identità vengono ritorti contro il soggetto stesso per via di sensi di colpa e angosce persecutorie. Un lavoro psicoanalitico profondo con una solida alleanza di lavoro può creare dei buoni introietti e favorire le espulsioni delle imago cattive introiettate. Anche la ipnoterapia, attraverso l’educazione del paziente a bonificare gli stati ansiosi con la progressiva instaurazione di stati di trance che possano lenire stati di ansia, depressione o minaccia può essere di valido aiuto.