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Frigidità ed impotenza

Disturbo dell'eccitazione sessuale maschile o IMPOTENZA.

L'impotenza, quindi, consiste nell'incapacità di ottenere o di mantenere un'erezione sufficiente per affrontare il rapporto sessuale.La disfunzione dell' erezione è caratterizzata dal fatto che il soggetto, per quanto possa sentirsi eccitato in una situazione erotica e per quanto desideri di fare l'amore, non riesce ad ottenere una erezione del pene L'impotenza viene detta primaria, se chi ne soffre non è stato mai in grado di avere rapporti sessuali, o secondaria, se chi ne è affetto è riuscito a sperimentare il rapporto sessuale alcune volte prima che il disturbo insorga. La forma secondaria è dieci volte più comune di quella primaria .La disfunzione è classificata come selettiva se compare con una determinata partner (o categoria di partner) e non con altre:può, per esempio, intervenire in caso di rapporti extraconiugali o, al contrario, solo con la partner abituale. totale se la mancanza di erezione è completa, parziale se l'erezione è troppo inconsistente per consentire la penetrazione. Quest'ultima condizione,quest'ultima è di gran lunga la più comune.
L'impotenza erettiva è considerata sicuramente psicogena se il paziente dichiara che l'erezione si verifica al risveglio, o associata a sogni durante la notte, o se può essere ottenuta mediante la masturbazione. In casi diversi la classificazione di psicogena ha bisogno di una diagnosi differenziale più sottile, affidata a varie indagini polispecialistiche. Di conseguenza, come per ogni altro disturbo emozionale, il trattamento sarà diretto a ridurre e ad eliminare i fattori dì stress presenti nelle situazioni provocanti l'impotenza.Molti uomini sono impotenti con una donna o con un determinato tipo di donna e non con altre: spesso tali soggetti tendono ad isolare la sessualità dal sentimento e sono paradossalmente impotenti solo con le donne che amano (collegate alla imago materna). Sono questi i casi in cui alcuni uomini, per poter aver un'erezione sono costretti ad introdurre il rituale di pagamento (spesso mascherato come un gioco) della prestazione: “Questa donna è una professionista a pagamento, dunque non vi è possibilità alcuna che sia mia madre!”
Freud afferma all'inizio del 3° saggio sulla sessualità: “Solo l'esatta convergenza delle due correnti dirette verso l'oggetto sessuale e la meta sessuale, ossia la corrente affettuosa e quella sensuale, assicura una vita sessuale normale”.
Freud precisa che negli uomini, allo scoccare della maturazione puberale, la nuova meta sessuale diventa l'emissione dei prodotti sessuali. La meta precedente, ossia il conseguimento del piacere, che ha accompagnato tutte le precedenti fasi di sviluppo dell'organizzazione libidica, non le è certo estranea; anzi, il culmine del piacere è connesso a questo atto finale del processo sessuale. Solo che ora “…l'istinto sessuale si subordina alla funzione riproduttiva, divenendo, per così dire, altruistico”.
Esiste, alla base del disturbo, una valenza pulsionale aggressiva, a volte camuffata da un'ostentata passività di tipo coatto, il cui vero scopo inconscio è quello di profanare, ferire, ledere la donna (collegata alla imago materna).Si può affermare che l' eziopatogenesi dinamica abbia origine nel momento predipico del rapporto bocca- capezzolo in cui, nel neonato, possa aver luogo una proiezione aggressiva sul seno materno come ritorsione di un rifiuto inconscio di allattamento da parte della nutrice. In chiave edipica si ha una prosecuzione fantasmatica a livello simbolico per cui il capezzolo diventa l'equivalente del pene e la bocca della vagina. L'impotenza sarebbe perciò un rifiuto di allattare la donna-madre come risposta al rifiuto percepito dal bambino da parte della madre di dare del buon latte. Nel maschio l'angoscia del complesso di castrazione edipico, percepito come minaccia da parte del padre per i desideri nei confronti della madre lascia anche un certo profondo disprezzo per la donna che nell'inconscio viene percepita come un essere evirato (è probabilmente questa la vera ragione dell'oggettiva discriminazione della donna, poi più o meno variamente razionalizzata e sistematizzata nelle ideologie politiche e religiose).
Una forma particolare di impotenza è quella conosciuta come ejaculatio praecox. Vi sono vari gradi di gravità del disturbo: da una durata relativamente breve dell'atto fino all'eiaculazione sistematica ante portas ben più grave.A tale proposito possiamo avere come determinanti psicodinamiche tipiche:
1 - il predominio di un orientamento di tipo femminile che si evidenzia soprattutto nei casi gravi dei disturbi dell'erezione: il culmine delle sensazioni voluttuose è avvertito nel soggetto alla radice del pene o nel perineo (o, ancor più precisamente, nella zona “femminile” del tratto prostatico dell'uretra - probabili prefigurazioni anatomo-funzionali che renderanno la risoluzione del caso ben ostica) più che nel glande o nella percezione globale del pene. Sarà utile stabilire in casi simili, con un’accurata diagnosi differenziale, se si tratti di una bisessualità costituzionalmente prefigurata (con poche o nulle possibilità di intervento) o di una reazione regressiva di una inibizione psicogena dell'attività sessuale fallica.
2 - Una marcata fissazione uretrale per cui il seme viene vissuto come orina (liquido percepito inconsciamente come pericolosamente ulcerante) e l'atto come sostituto della minzione.
Un'altra forma di impotenza maschile è quella dell'eiaculazione ritardata spesso esibita dai portatori per una forma di spiccata virilità . Dato che lo scopo dell'accoppiamento è l'orgasmo esperito in vagina, è la sua mancanza che determina l'impotenza non certo il grado o la durata dell'erezione.
In questi casi la dinamica in atto è retta da marcati nuclei di fissazione anale: lo sperma viene trattato come il bambino ritenente trattò le sue feci.La fissazione e regressione anale è indice, anche in questo caso, di profonda ambivalenza affettiva per l'oggetto.

Disturbo dell'eccitazione sessuale femminile o FRIGIDITA'.
Nella femmina il meccanismo è più tortuoso e complesso di quello del maschio. Contrariamente a quanto si crede, la frigidità non indica la mancanza di desiderio, ma l’assenza di piacere durante l’atto sessuale. In parole povere: una persona frigida non prova alcuna sensazione di piacere al momento della penetrazione e, in alcuni rari casi, neppure attraverso la masturbazione. La frigidità può essere presente già all’inizio della vita sessuale (frigidità primaria o totale) o comparire in un secondo momento (frigidità secondaria o parziale).Situazioni diverse sono
1)il vaginismo: la penetrazione é resa difficile o addirittura impossibile da una contrazione involontaria dei muscoli pelvici
2)la dispareunia: la penetrazione è dolorosa a causa della presenza di ferite o cicatrici
3)la anorgasmia: la donna prova piacere ma non riesce a raggiungere l’orgasmo. L’anorgasmia è più diffusa della frigidità, ma spesso si tende a confonderle.
4)la anedonia cioè la scomparsa del desiderio. Non dobbiamo dimenticare che spesso la frigidità comporta anche un calo del desiderio: per avere voglia di fare l’amore, infatti, bisogna che l’atto sessuale sia fonte di piacere fisico.
Vediamo ora le determinanti importanti nell’evoluzione psicosessuale nei due sessi. Mentre il maschio ad orientamento eterosessuale non deve distaccarsi dal genere dell'oggetto ma semplicemente sostituire alla madre la donna, la femmina deve riuscire a staccarsi dall'oggetto primario, identificandosi con lei, per indirizzare il suo interesse sessuale verso l'uomo. Lo sviluppo della sessualità femminile è reso ancor più complicato dalla necessità di rinunciare alla zona genitale originariamente investita, la clitoride, per una nuova zona, la vagina, precedentemente investita di fantasie di mutilazione ed evirazione.
La forte dipendenza psicologica ed affettiva della femmina dal padre è soltanto il retaggio di un attaccamento altrettanto forte alla madre. Anche per la femmina la madre è stata il primo oggetto d'amore ma alla fine dello sviluppo psico-sessuale, la femmina deve riuscire a staccarsi dalla madre ed approdare prima al padre, poi al maschio. La bambina, dal canto suo, riconosce come un dato di fatto la sua evirazione-mutilazione (la scoperta che la vagina è un organo è, direi, un'esperienza analitica liberatoria ed esaltante), struttura un vissuto di inferiorità rispetto al maschio e contemporaneamente lotta contro questa realtà fantasmatica così dolorosa. Da questo conflitto definito come angoscia di virilità si aprono tre possibilità di evoluzione:
1 - L'abbandono totale della sessualità che conduce alle forme di frigidità totale.
2 - La autoaffermazione della mascolinità minacciata che conduce ad un'iperinvestimento clitorideo ed alla totale ignoranza dell'esistenza della vagina (questa posizione spinge spesso verso una posizione omosessuale).
3 - Il raggiungimento della normale strutturazione finale della sessualità, ove il padre è assunto come oggetto, si scopre la vagina come organo ricettivo che consente durante l'accoppiamento (ma ancor più durante la gravidanza) una riappropriazione fantasmatica del fallo di cui la bambina è stata ingiustamente privata. Varie motivazioni concorrono al distacco dalla madre: la madre è colpevole di non aver dato alla figlia l'unico vero genitale, non l'ha allattata a sufficienza, l'ha costretta a dividere l'amore materno con altri.
Nella donna l'invidia del pene e l'attaccamento pre-edipico alla madre offrono maggiori occasioni per lo sviluppo di fissazioni libidiche e disturbi. Molte donne, ad esempio, sono anorgasmiche per il terrore di perdere il controllo. In realtà, dato che hanno subito importanti quote di fissazioni a stadi pre-genitali, soprattutto anali, il vero terrore è quello di perdere il controllo degli sfinteri

Psicoterapia

La psicoterapia di elezione è quella psicodinamica con la quale progressivamente è possibile portare alla luce il rimosso, sbloccando la libido fissata e regredita in modo tale che possa avere un libero sbocco verso la genitalità. Questo sarà possibile se si svilupperà un solido transfert e una valida alleanza di lavoro che permettano nuovi introietti di imago bonificate. Anche l’ipnosi può essere utile nel desomatizzare il sintomo e nel creare stati di trance progressivamente sostituenti gli stati di tensione connaturati alla problematica in essere.