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Disturbi psicosomatici

La psicosomatica è una branca della psicologia medica volta a ricercare la connessione tra un disturbo somatico (anche generico) e la sua eziologia spesso di natura psicologica. Il suo presupposto teorico è la considerazione dell'uomo come inscindibile unità psicofisica. L'interconnessione tra un disturbo e la sua causa d'origine psichica si riallaccia alla visione olistica del corpo umano, all'interno della consapevolezza che corpo e mente sono strettamente legati tra loro. I disturbi psicosomatici possono essere considerati come delle malattie con una parziale o totale eziologia di tipo psicologico che comporta lesioni a livello organico. Queste ultime possono mantenere il sistema nervoso autonomo (sistema simpatico) in uno stato di eccitazione e il corpo in una condizione di emergenza continua, a volte per un tempo più lungo di quello che l'organismo è in grado di sopportare. Per le teorie psicodinamiche i disturbi psicosomatici hanno le loro origini nel inconscio.Le fantasie collegate ad affetti originari. vengono rimosse, affinché tutto il carico emotivo doloroso di cui sono portatrici non venga rivissuto. La causa è da imputare a conflitti ideo – affettivi, profondi, a volte di natura molto remota. La malattia è dunque la “somatizzazione” di conflitti non risolti. Essa si sviluppa lentamente e si manifesta sotto la pressione di un evento – stimolo, tipicamente una grossa frustrazione (per esempio delusione o dispiacere per il mancato appagamento di un desiderio coltivato invano). L’espressione del sintomo è dovuta al meccanismo della regressione.Vi è una rimozione del conflitto ad un livello “mentalizzato”, per cui esso non si esprime più con sintomi psicogeni (ansia, angoscia, depressione) ma prende una innervazione somatica. In breve, possiamo dire che il bambino in età preverbale manifesta le sue emozioni attraverso il corpo. Nella fase evolutiva successiva, quella verbale, il bambino impara a “esprimere” le sue emozioni. La “somatizzazione” riproporrebbe l’espressione del primo stadio evolutivo infantile (preverbale), quella in cui l’ansia si rivela a livello somatico, la nevrosi invece riproporrebbe l’espressione più avanzata del secondo stadio (verbale). In questi disagi l’ansia, la sofferenza, le emozioni particolarmente dolorose per poter essere percepite vissute e sentite, trovano una via di scarico immediata a livello corporeo. In genere l’individuo con disagi psicosomatici si presenta con un buon adattamento alla realtà, con un pensiero ricco di fatti e di concretezza e povero di emozioni. Si parla di alessitimia cioè limitata percezione dei sentimenti interiori e difficoltà a comunicare l’esperienza emotiva. Con questo termine si descrive cioè una condizione di vita emotiva e immaginativa limitata. Le origini della alessitimia vanno cercate anche nel tipo di ambiente familiare in cui l’espressione dei sentimenti è ritenuta fuori luogo rispetto alle “realtà” della vita. Si tratta di soggetti che difficilmente riferiscono sentimenti quali rabbia, paura, scontentezza, insoddisfazione, delusione. Essi hanno notevole difficoltà ad esprimere emozioni e rimuovono l’elemento fantasmatico. In questo modo una persona, incapace di accedere al suo vissuto emotivo, trova difficoltoso percepire rabbia, frustrazione e altri sentimenti e non immagina una possibile connessione tra il suo disagio corporeo e le emozioni. La manifestazione somatica si struttura sostanzialmente in quattro fasi: all’inizio c’è 1) il disagio psicologico, poi 2) un blocco funzionale, segue 3) una alterazione cellulare e infine 4) la lesione anatomica . Nel disturbo psicosomatico è presente anche un vantaggio secondario, come lo chiamava Freud. Quando ci ammaliamo possiamo permetterci di essere deboli e di far sì che altre persone ci accudiscano e si occupino di noi, ricevendo, in questo modo un'attenzione e una comprensione da parte delle persone che ci circondano, che spesso da sano non si riceve. La scarsa autostima è un tratto caratteristico del malato psicosomatico; quest'ultimo ha spesso un immagine negativa di se stesso, si percepisce come una persona debole, inferiore agli altri, incapace di cavarsela da solo nella vita. Taluni malati psicosomatici che hanno sviluppato una bassa autostima, scelgono inconsciamente di diventare un “malato cronico”, in modo per essere finalmente visti dagli altri, per avere una propria identità. Nella “somatizzazione” il sintomo ha un suo linguaggio che attesta il tipo di disturbo che esprime.
Bisogna distinguere tra i disturbi psicosomatici funzionali e le vere malattie psicosomatiche con lesione di organo.
Esaminiamo i vari apparati coinvolti.
A) Apparato digerente.
I disturbi funzionali sono anoressia, bulimia, nausea, vomito, “crampi allo stomaco”, stipsi, colica, diarrea, dolori rettali…. Le sindromi organiche sono soprattutto due, l’ulcera gastro-duodenale e la retto-colite emorragica.
B) Apparato respiratorio.
I disturbi funzionali sono l’ansia con oppressione toracica, la tosse ansiosa, la dispnea asmatiforme e, nell’ambito del linguaggio, la balbuzie, l’afonia psicogena, certe voci bitonali.
Le sindromi organiche sono l’asma cronica e la tubercolosi polmonare.
C) Apparato cardio-vascolare.
I disturbi funzionali sono palpitazioni e dolori precordiali, lipotimie con tutti i gradi dello svenimento fino alla sincope. Le sindromi organiche sono l’infarto del miocardio, l’ipertensione arteriosa cronica, la tachicardia parossistica.
D) Apparato locomotore.
I disturbi funzionali sono la tensione agli arti (fenomeno delle gambe senza riposo ), l’ipotonia muscolare, il tremore, i crampi (crampo dello scrittore) le contratture, le lombalgie, il torcicollo.
Le sindromi organiche sono le patologie del collagene e la poliartrite cronica evolutiva.
E) Apparato cutaneo:
I disturbi funzionali sono rappresentati, a livello della pelle, dalle chiazze eritematose, dal prurito, dalle iperestesie e dalle anestesie. Inoltre, al limite con la risposta organica,numerose manifestazioni allergiche come ad es. l’orticaria o il prurito anale e vulvare¦ Le sindromi organiche sono l’eczema, la psoriasi il prurito senza causa, l’acne giovanile, l’alopecia areata.Tra le cause psicodinamiche del problema dermatologico viene focalizzata l’attenzione sul rapporto madre bambino nei termini di una possibile ambivalenza inconscia nei confronti del figlio e che la porta ad avere difficoltà nell’avere contatti con lui .
Il soggetto, deprivato nelle fondamentali esperienze tattili, essendo la cute il contenitore che tiene insieme le parti di una personalità che tende ad essere contrassegnata da angosce di frammentazione e perdita del Sé, , esprime la conflittualità a livello cutaneo.
Altri autori si soffermano sul fatto di come, nei problemi dermatologici, il soggetto abbia difficoltà a creare l’ oggetto transizionale ,che viene sostituito dalla dermatite,rivelandosi un’organizzazione difensiva volta a negare il distacco e la separatezza. Perciò, tutte le volte che si ripresentano situazioni di separazione, anche in età adulta, le angosce di annientamento del Sé vengono somatizzate tramite l’eczema.

F) Ghiandole endocrine.
I disturbi funzionali sono le fluttuazioni della glicemia, la poliuria emotiva, le oscillazioni della pressione arteriosa, l’amenorrea, impotenza sessuale.
Le sindromi organiche sono il diabete, l’ipertiroidismo, l’ipercorticosurrenalismo e l’obesità. Altri sintomi sono, a livello ginecologico, i disturbi del ciclo con mestruazioni dolorose, la sterilità funzionale e gli aborti spontanei, a livello neurologico una componente psicogena importante è nella sclerosi multipla, a livello urologico nella prostatite a urine chiare.
Inoltre sembra essere una componente importante in tutte le malattie autoimmunitarie mentre è ancora discusso il ruolo che svolge la psiche nell’insorgere e nel decorso delle neoplasie.
Terapia.
La terapia del disturbo psicosomatico organico non potrà prescindere dalla cura specifica dell'organo compromesso dalla somatizzazione. D'altra parte,anche in questo caso, come nel caso in cui il disturbo abbia una natura solamente funzionale sarà anche molto utile impostare una psicoterapia psicoanalitica con lo scopo di sondare l'inconscio e di portare il paziente a "mentalizzare" il sintomo opponendosi al cortocircuito corporeo e favorendo l'espressione del disagio conflittuale a livello psichico.Ci ripromettiamo, con il lavoro psicodinamico, di costruire un solido transfert connesso ad una valida alleanza di lavoro che possa portare ad un evoluzione favorevole il quadro psichico con ricaduta benefica anche sulla malattia somatica. Anche l'ipnoterapia può essere di grande aiuto attraverso la conquista di stati di trance sempre più profondi e collaborativi in cui si possano favorire progressivamente spinte motivazionali produttive, stati di fiducia che tendono a consolidarsi e un incremento dell'autostima,delle risorse interne e delle capacità globali.