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Risposte su disturbi impulsivi e compulsivi

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Una donna di 69anni che da 20anni sfama decine di gatti bruciando tutti i risparmi facendomi vivere in una casa nella quale non c è più posto dove sedermi perché devo lasciare il posto ai gatti,una casa piena di peli che tutti i giorni cerco di tenere pulita,ma è impossibile! Oltretutto soffro di allergia respiro male,starnuti,sinusite ma lei se ne infischia. Se la lasciassi fare tutta la casa sarebbe piena di capanne scatoloni e guai a contrariarla...diventa pure violenta, e una Battaglia!!Il peggio è che oltre ai gatti che tiene in casa ne ha decine fuori e tutti i giorni fino all una di notte sta fuori a dar da mangiare ai gatti,anche col freddo e alle 6 del mattino e già in piedi!
Quando prepara il mangiare ai gatti vedo il suo sguardo cambiare gli occhi diventano fissi si estranea da tutto come se tutto il resto non contasse più niente come se dentro di lei ci fosse un altra persona sembra in Trance!
Gentile dottore, a Suo parere cosa può essergli successo 20anni Fa?
E possibile che qualcuno l abbia Ipnotizzata?
e la domanda che mi faccio tutti i giorni perché quando ha un comportamento normale e una donna molto Intelligente!
io che faccio parte della Caritas sono arrivato a pensare che forse farei meglio di chiedere aiuto all esorcista....menomale che non ci credo!
Gradirei solo se Lei vuole un Suo autorevolissimo parere , è se può direttamente al mio indirizzo email,altrimenti va bene lo stesso qui.
Grazie,raoul

Salve, per comprendere pienamente la sua compagna sarebbe necessario scandagliare profondamente la sua mente, comunque sembra di capire che il gatto ha per lei un forte valore simbolico e rituale, espresso dallo stato di trance con il quale effettua tutte le operazioni riguardo a loro e, inoltre, dalla aggressività che si scatena quando lei vuole impedirglielo o dissente.E' da escludere l'ipotesi che qualcuno la abbia ipnotizzata. Non credo si possa fare molto se non accettare il tutto o provvedere a trovare altre soluzioni come un distacco, almeno temporaneo, che possa crearle una forma di riflessione. La saluto cordialmente

Frenesia nel comprare di tutto


Come posso fare io suocera parlare a mio figlio che sua moglie spende tanti soldi in vestiti scarpe borse e altre cose senza che possono nascere liti ?


Se la moglie di suo figlio soffre di una sindrome da acquisto compulsivo, anche denominato shopping compulsivo, lo riconoscerà in quello che ora le scrivo. E' un disturbo del controllo degli impulsi e indica il desiderio ingestibile di fare acquisti,interessa soprattutto donne di giovane età,le quali, se inizialmente comprano per il piacere che si ricava da un nuovo acquisto, in seguito il desiderio stesso diventa un impulso irrefrenabile.Frequentemente le spese sono al di sopra delle proprie possibilità, vengono acquistati oggetti inutili (o di cui non si ha bisogno) che vengono messi da parte o regalati oppure buttati via e si creano a volte, problemi finanziari.A livello inconscio, il soggetto cerca di riempire un vuoto affettivo ereditato dal passato e si riscontrano in lui molto spesso sentimenti di colpa e vergogna.E' importante comunque che lei affronti il problema direttamente con la signora, anche per capire in quali termini stia.La saluto cordialmente

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Mio fratello non sta bene



Buonasera Dottor Antonio Miscia
mi sono imbattuta nel suo blog per caso..stavo cercando delle risposte al problema di mio fratello e spero tanto che lei possa darmele.
Mio fratello, è un ragazzo di 27 anni che frequenta ancora l'università..nella sua vita è sempre stato diciamo un po strano..aveva sempre degli alti e bassi ma con l'avanzare dell'età sono andate a peggiorare.
Durante l'adolescenza era un ragazzino normale,aveva degli amici,si curava,studiava ma poi cambiò tutto quando entrò nell'età dei 20/21 perche' riusci a vincere una grossa somma e ad entrare in un circolo vizioso..circondato da persone senza valori.
Passano gli anni e ogni volta che ci viene a trovare,mi creda è un inferno..oggi lui ha 27 anni e non vive con noi a casa.. ma ogni volta che ha bisogno di cibo o soldi ci viene a trovare mantenendo e trasmettendo onde di nervosismo nell'aria..non fa altro che urlare e dire che ci odia a tutti,che se sta male lui devono stare male tutti,prova odio verso i miei genitori perchè si sono separati(anni fa),dice che sono tutti tranquilli.. perchè non vede come stiamo in realtà, non si cura ne si lava più..e se qualcuno prova a dire qualcosa per poterlo tranquillizzare diventa violento e la maggior parte delle volte ci scontriamo finendo sempre con qualche bicchiere o porta rotta.
La prego..siamo disperati non sappiamo cosa fare o come comportarci perche' lui si rifiuta pure di parlare con qualcuno che possa capire i suoi problemi.
esiste qualche farmaco che possa curarlo senza che lui possa rendersene conto? oppure è possibile avere un incontro con qualcuno a casa?
se avviene un altra crisi..soprattutto in questo periodo delle feste..come dobbiamo comportarci? dobbiamo allontanarlo? o chiamare immediatamente qualcuno?
mi creda non so più cosa pensare e sinceramente non ho nessuno con cui parlarne..
Spero di ricevere una risposta da lei il prima possibile.
Grazie per la lettura

Salve, non è facile effettuare una diagnosi solo in base ai dati che lei mi fornisce , sarebbe necessario un contatto diretto con l'interessato, comunque può trattarsi di un disturbo di personalità, probabilmente borderline o del registro psicopatico impulsivo. Comunque, se lui si rifiuta di parlare dei suoi problemi,è difficile che possa accogliere uno specialista che si rechi a domicilio e, d'altra parte, somministrargli delle gocce di Risperdal a sua insaputa mi sembra problematico e di non facile attuazione.La speranza è quella che possa svilupparsi un contatto con qualcuno di cui ha fiducia e che egli possa accogliere i suoi disagi e le sue aggressività con affetto e disponibilità. Mi rendo conto della difficoltà della situazione, la saluto cordialmente.

Indiscrezioni



Salve. Da tempo convivo con una ragazza piu giovane di me 16 anni. Il ns rapporto è un pò turbolento forse perchè io avendo 50 anni mi sento di non riuscire a strle dietro... ma in fondo siamo abbastanza affiatati fuori e dentro casa. Quello che però mi disturba molto è il fatto che la ragazza ultimamente è molto indiscreta nelle nostre cose intime. Racconta tt al fratello e a sua madre. Anche dei rapporti sessuali, le mie e le sue performance, quando ha il ciclo e quando ovula... l'ultima goccia è stato 10 gg fa perchè io, sempre intimamente le ho detto che farò una piccola operazione al pene. Niente di che. La sera dopo a tavola con cognato suocera e una nipote di 17 anni (sua nipote) si è messa a raccontare tutto!!! Mi sono alzato e le ho chiesto deciso di smettere. Ma lei come se nulla fosse ha continuato. Immaginare l'imbarazzo mio... davanti anke alla ragazzina che mi guardava intanto che lei parlava di queste cose. Ho lasciato la tavola. Sono uscito e sono 2 settimane che non voglio parlare con lei. Lei dice che è mia la colpa... ma la privacy? Nn la legge ma l'intimità? A parte la figura di m...? Cosa spinge la mia ragazza ad essere così? Grazie.

Salve le posso dire che nella ragazza sono presenti elementi personologici sessualmente disinibiti ed esibizionistici forse non disgiunti da una certa impulsività . Una diagnosi più completa presupporrebbe un contatto diretto con la persona. la saluto cordialmente.

Problemi di concentrazione



Gentile dottore,sono una ragazza di 19 anni che ha appena cominciato l'università. Tuttavia nell'ultimo periodo so fa sempre più evidente un problema che ho fin da quando ero più piccola ossia la masturbazione. Mi capita di masturbarmi troppe volte al giorno e questo debilita il mio studio in quanto non riesco a fare altro quando mi trovo da sola. Come pensa che possa risolvere questa problematica?
Distinti saluti.

Salve, è possibile che si tratti di masturbazione compulsiva e che il suo scopo sia quello di allontanare le fantasie ostili attraverso una ricerca di piacere fortemente orientato al narcisismo. Le ragioni profonde di tutto ciò possono essere focalizzate solo attraverso una disamina profonda di quanto è depositato nella profondità del suo essere e che concerne i vissuti relativi , soprattutto, ai suoi primi 5\6 anni di vita. Un cordiale saluto

mio marito è strano!!!

Sinceramente non so se ha dei disturbi legati al bipolarismo perché in realtà sembra normalissimo,ha degli attacchi esagerati di ira così all'improvviso quasi senza una ragione vera.all'inizio del matrimonio fino ad un certo punto mi metteva anche le mani addosso e ci siamo anche dovuti separare ma lui non ha mai ammesso quello che accadeva forse perché ha sempre voluto dare una certa immagine di se . è eccessivo nelle offese litiga per strada se qualcuno gli fa una scorrettezza alla guida alle volte è arrivato alle mani.ha quattro sorelle tutte non sposate che lo assecondano in qualunque cosa macchine motociclette e anche se ha palesemente torto in alcune cose tergiversa riuscendo ad essere lui perfetto.quando avevo la possibilita'economica anch'io l'ho assecondato tanto per quieto vivere,e adesso che non ho più nulla da spremere mi detesta mi guarda come se fossi un suo nemico.immediatamente quando sta in questi stati di esaltazione si prende cura dei figli diventa un agnellino con loro per sottrarli a me emotivamente !!io lo ignoro anche quando mi offende ma alle volte anch'io parto con gli schiaffi. È maligno calcolatore non ha amici e spesso quelle poche persone che ci frequentano lo assecondano vorrei tanto sapere cos'ha se è normale lui o sono io che sono squilibrata

Salve signora effettuare diagnosi complesse a distanza non è semplice ma è possibile che suo marito soffra di disturbi legati all'impulsività con alternanza di stati umorali su una base di fragilità identitaria.Sarebbe anche importante capire come lei si interfaccia con lui e avere note anche della sua personalità . La saluto cordialmente. Antonio

disturbo oppositivo provocatorio



Buongiorno dottore,
le scrivo per un'opinione riguardo mia figlia di 12 anni.
Sin da quando la bambina ha iniziato ad interagire con il mondo esterno, quindi, da quando ha un anno e mezzo ha iniziato a manifestare un comportamento estremamente forte. Subito mi sono accorta che lei tendenzialmente non piangeva mai, anche quando cadeva. I maschietti sembravano femminucce rispetto a lei: questo veniva notato da tutti. All'asilo purtroppo nel rapportarsi con gli altri bambini era molto violenta e spesso graffiava e mordeva gli altri. La maestra mi aveva consigliato di approfondire, ma io ho preferito attendere. Alla scuola elementare, invece, è riuscita a contenere, tranne in rare occasioni, questi comportamenti verso gli altri bambini, mantenendo un comportamento inappropriato limitatamente all'ambito domestico nei confronti di noi genitori. In ogni caso la sua aggressività era solo di tipo verbale. Ha però iniziato d allora ad avere spesso mal di pancia o mal di testa. In prima elementare ho avuto una seconda figlia che è diventata la vittima sacrificale della mia primogenita. La provoca in continuazione non solo verbalmente, ma anche dandole calcetti e pizzicotti quasi ossessivamente. Ora la bambina, come le dicevo, ha 12 anni, frequenta la prima media. A scuola i professori mi dicono che è brava ed educata e osserva le regole; ha molte amiche nei confronti delle quali manifesta affetto e spesso ammirazione; in pagella il giudizio finale è stato distinto ed il giudizio sul suo comportamento molto buono. A casa però è un vero disastro come dottor jekyll e mister hyde. Con noi genitori è volgarissima, sempre arrabbiata, provocatoria, dà fastidio in continuazione e tortura la mia secondogenita, che invece è assolutamente equilibrata e "normale"; non osserva le regole, non aiuta, va a dormire quando vuole. Non c'è nulla da fare... punizioni, rimproveri, non serve a nulla. Se le parlo si tappa le orecchie o canta. Tuttavia in questo caos è percepibile il suo affetto per me e mio marito, meno per la sorella. Noi comunque siamo esausti. Se però c'è con noi un estraneo o organizziamo a casa una festa diventa una bambina modello.
In questi anni ho sempre analizzato la situazione, valutato la manifestazioni comportamentali della mia primogenita notando fortissime analogie con mia suocera- che ho sempre considerato una persona malvagia e oppositiva al punto da essere palesemente contraddittoria e paradossale - ed il fratello di mio marito. Sia mia suocera, che ha 70 anni e non ha mai lavorato, neppure a casa come casalinga, che mio cognato sono immaturi ed anaffettivi. Ciò che dicono è assurdo ed hanno la gerarchia assiologica completamente invertita. Per farle un esempio, mia suocera ha i capelli blu e viola e ogni giorno propone a mia figlia di tingerglieli. Anche mia figlia sembra priva di sentimenti, non empatica ed incapace di cogliere al momento l'erroneità dei suoi comportamenti se non in un secondo tempo. Un anno fa in internet ho individuato un disturbo nel quale sono inquadrabili alla perfezione i comportamenti di mia figlia: il disturbo oppositivo provocatorio. Sono certa che lei abbia questo disturbo e che sia qualcosa di genetico e biologico che non ha per nulla a che fare con l'ambiente esterno. Sono certa altresì che lo abbiano mia suocera - ed adesso capisco finalmente quella cattiveria e quell'assenza di affetto- e mio cognato che pare un adolescente (niente figli, non una compagna, un lavoro precario da ragazzino: bagnino/ allenatore di nuoto. Mentre mio marito è dottore commercialista.
Arrivo finalmente al dunque: ritiene che io debba intervenire e portare mia figlia da un neuropsichiatra infantile ? Visto che la bambina attualmente limita il suo comportamento oppositivo al contesto domestico - mentre prima era così anche all'esterno-, ritiene che possa imparare a contenersi? Quando le chiedo se a scuola si comporta come a casa, lei sembra comprendere che quello che fa con noi è sbagliato.
Preciso che per ridurre l'attrito con noi, soprattutto nello studio, faccio seguire mia figlia da una studentessa due ore al giorno e le faccio frequentare corsi di danza. Con gli altri il suo comportamento sinora è sempre ineccepibile. Rispetta gli orari e le regole imposte.
Devo dire che l'idea di una malattia mentale mi atterrisce, ma ormai ho certezza che le sue reazioni non sono nella norma, considerando ormai l'età della bambina.
Grazie del suo ascolto

Salve, il disturbo oppositivo provocatorio è una etichetta diagnostica che la psicologia cognitivo comportamentale applica a situazioni in cui il bambino mostra rabbia persistente, irritabilità, comportamenti provocatori e oppositività. Ora, al di là di questo, bisogna rilevare che queste modalità si esplicitano solo nell'ambito domestico mentre al di fuori, l'atteggiamento e il comportamento di sua figlia è del tutto adeguato. Quindi non le consiglio di portare sua figlia da un neuropsichiatra infantile e di non prendere mai iniziative senza il suo consenso , è probabile che , con l'evoluzione adolescenziale, la componente buona del sè ,che si esplicita nell'ambito extrafamiliare, possa estendersi all'ambito familiare stesso se la ragazzina troverà ascolto e comprensione e non repressione e critica. La saluto cordialmente

Salve dottore, buona domenica

Perdoni se le disturbo la sua serena domenica, ma vorrei un consiglio da un esperto su cosa ritiene sia meglio fare quando, in una giornata soleggiata come questa, quando sentendo i bambini giocare fuori allegramente all'improvviso sale il crimine e nasce il desiderio incontenibile di commettere un'illegalità come appunto rubare, o ancora peggio uscire ad adescare qualche giovane autostoppista per squartarlo nel retro della camionetta, come Ted Bundy. Non vorrei turbarla, la rassicuro non intendo fare niente di tutto ciò, mi chiedevo semplicemente quale sarebbe il metodo migliore per contenere tali impulsi. Buona domenica.

Salve, il modo migliore è quello di addestrarsi alla capacità di effettuare una trance ipnotica statica (lettino) o dinamica (attività fisica), solo dopo aver compreso adeguatamente quali siano le ragioni profonde che le abbiano messo dentro questa aggressività. Niente può essere fatto nella vita di più produttivo, per se stessi, e per le persone che ci circondano, che conoscere profondamente la nostra psiche,il che ci permette anche di compiere le scelte più adeguate nella nostra vita e di non andare incontro a meccanismi autolesivi che , a vario livello, possono essere di maggior o minor nocumento per il nostro essere nel mondo e per le persone che ci sono care . La saluto cordialmente.

non le dico chi sono...ma presto verrò da lei

mi masturbo da 30 anni,solo 2 volte a 18 anni sono andato a prostitute.mai avuto avventure sessuali,ho avuto 4 compagne durante i miei 47 anni.Anche quando stavo con le compagne,sicccome ho sempre avuto la convinzione di avere un pene minidotato,ho usato la masturbazione quasi giornalmente,prima usavo cartaceo,ora da 5 anni internet.Ora ho trovato compagna che per la prima volta sessualmente mi fa stare bene,ma dentro di me c'è ancora incertezza di essere normale,la convinzione mi è diventata chiodo fisso.Per la prima volta sono quello che sono sempre stato,cioe guardo video porno,ma con lei per la prima volta non e finito rapporto,ma continuo a guardare porno,mai tradita,ma non so come fare a fuggire mia ossessione,e guardo porno,immaginando che sia io,ma non fisicamente,solo per compensare la mia debolezza-incertezza.Questa cosa ora con lei mi fa avere sensi di colpa,anche se io non faccio niente di concreto,e come se nel mio inconscio,nella mia psiche mi manca la prova regina,per superare questa ossessione,ma mi rendo conto che sta prendendo possesso del mio essere,ma nello stesso tempo,nella realta mai ho fatto prova concreta.La mia compagna è al corrente di tutto,quindi voglio porre fine a tutto ciò,lei cosi,su due piedi mi dica quale patologia ho,e come posso superarla e mettere fine a questo.Sappia che verrò ugualmente da lei,prestissimo,ma la sua risposta è l'inizio di come io mi porro e mi esporrò nei suo confronti.Ringrazio anticipatamente.

Salve, si tratta di un disturbo ossessivo compulsivo per cuilei cerca rassicurazioni alla sua idea di essere mini dotato ricorrendo alla masturbazione su immagini porno ottenendo però il risultato di sottoporsi ad un confronto con attori dotati e prestazionali che le accrescono la sensazione di una sua inferiorità da un punto di vista anatomico e funzionale. La terapia di questo tipo di sintomo consiste in un sondaggio profondo dell'inconscio da parte di uno specialista e anche di un ausilio ipnotico , con tecnica modificata a causa della componente ossessiva.E' importante effettuare questo lavoro di approfondimento del sè, che la porterà a comprendere profondamente se stesso a partire dai primi anni della sua vita riducendo così la componente masturbatoria compulsiva che domina, o ha dominato il quadro della sua sessualità, attraverso l'inquadramento delle sue angosce a cui verrà finalmente dato un nome. La saluto cordialmente.

Deviazioni sessuali

Buongiorno dottore volevo qualche chiarimento sulla mia sessualità,a parte il fatto che sono un feticista dei piedi femminili e adoro calze e scarpe da donna anche io da ragazzo adoravo indossare calze e scarpe da donna per procurarmi piacere. questa cosa non mi preoccupa più di tanto perchè poi avendo avuto rapporti continuativi con delle donne non è stato più un problema infatti sono sposato da 15 anni ho due figli e questa cosa non l'ho cercata quasi più tranne a volte che ero a casa da solo per un periodo lungo e nel ricordo degli anni trascorsi ho indossato collant di mia moglie per eccitarmi e masturbarmi.Vi ho raccontato un po di me per farvi un idea della mia sessualità ma la cosa più strana che ho è questa che ora vi vengo a spiegare.Normalmente nella vita sono una persona che vorrebbe tenere tutto disegni foto pacchetti di sigarette vuoti ecc.. conserverei tutto soprattutto mi fa male buttare via giocattoli o vecchie riviste musicassette e spesso ho avuto discussioni con mia moglie che invece come quasi tutte le donne quando gira per casa per mettere in ordine vorrebbe buttare via un po tutto anche se non la ritengo una esagerata rispetto a tante altre donne che conosco.Mi accorgo però che se rientro da lavoro e mia moglie ha riempito delle buste con roba da buttare io sono combattuto perchè il mio essere razionale dice no non buttare quwsto o quello ci può servire lo posso riparare mentre invece la mia parte istintiva dice si buttalo e mi eccito da morire vedere mia moglie che gira per casa per buttare via tutto e soprattutto mi eccita di più se butta cose che io non toglierei mai tipo i miei quattroruote d'epoca o i giocattoli del bimbo.questa mia perversione mi mette un pò d'ansia perchè non riesco a capire come una cosa che mi dovrebbe provocare dispiacere diventa poi quella che mi da il piacere maggiore,spesso diventa un gioco tra me e mia moglie anche se lei poi non lo trova eccitante e avolte si sente delusa perchè pensa che io non sia abbastanza innamorato di lei ed abbia bisogno sempre di qualcosa di strano per eccitarmi.Chiedo scusa per essermi dilungato troppo e la ringrazio anticipatamente per il tempo dedicatomi.

Gli inglesi lo chiamano compulsive hoarding, sarebbe a dire “accumulo compulsivo”, da noi meglio noto come disposofobia o anche “sindrome della soffitta piena”: gli accumulatori seriali soffrono di un disturbo compusivo che costringe chi ne è vittima ad accumulare oggetti su oggetti – utili e non – senza riuscire a darsi un freno fino al punto di invadere letteralmente la casa .Il buttare via è vissuto come una azione aggressiva ed eliminatoria per cui la compulsività la obbliga ad una azione contraria cioè al conservare tutto.Il gioco con sua moglie consiste nel fatto che a gettare gli oggetti è lei e questo consente al marito di godere in modo regressivo dato che può soddisfare il suo impulso tramite interposta persona non essendone cioè responsabile.Un cordiale saluto . Antonio

Relazione con un ragazzo dipendente

Gentile dottore, le scrivo per capire i motivi che mi spingono a continuare una relazione difficile. Frequento da tre anni un ragazzo molto piu' giovane di me, con il quale sono andata a convivere pochi mesi fa e dopo aver riscontrato diversi problemi. Questo ragazzo fragilissimo e con una famiglia separata alle spalle che si fa guerra continuamente, mi aveva sedotto per il suo carattere forte e sicuro. Nel tempo, ho capito che era l'opposto e tendente a dipendere da tutto: chat porno, videopoker, cibo. Ho scoperto che la sua infanzia e' stata segnata da figure di riferimento con problemi di alcolismo e ludopatia. Per cercare di salvarlo, sono finita in un vortice di violenza; prima le sue mani addosso nel tentativo di non permettermi di lasciarlo, poi la mia rabbia che emerge ogni qualvolta lui provi ad alzare la voce con me e che sfocia in attacchi fisici nei suoi confronti e che mi scatenano mille sensi di colpa e vergogna. Le sue dipendenze sembrano ora sedate, ma sempre quiescenti e tendono a riemergere ciclicamente, mentre dipende da me costantemente, gelosissimo e pedante. Ogni volta che parlo di separazione rimuove completamente la questione, e nella sua mente non la prende nemmeno in considerazione sostenendo che sono la donna della sua vita. Non so davvero perche' mi sono infilata in una situazione del genere e non so come uscirne.
Grazie per l'attenzione

Salve, sarebbe importante comprendere quali siano le motivazioni profonde che la spingono ad intraprendere un percorso relazionale così problematico e denso di difficoltà. Credo che la ricerca dentro di sè di ciò che la sostiene potrebbe renderle più agevole il cammino nel senso di muoversi nel modo più idoneo.Per quanto riguarda lui, c'è solo da augurarsi che scocchi nella sua mente la scintilla che lo porti a ricononoscere quanto sia forte e radicata la sua dipendenza, il che può essere un buon inizio per incamminarsi sulla via della evoluzione e della fuoriuscita dal tunnel. La saluto cordialmente. Antonio.

Compulsioni


Caro dottore, sono una una 50enne sposata con figli, fin dall'età adolescente ho avuto degli episodi depressivi e di depersonalizzazione, alternati a compulsioni che sono ormai diventate il mio tormento: ho dei rituali che mi bloccano e mi impediscono di ritornare a letto se non dopo anche ore ( scarico del water , dito sotto al rubinetto e così all'infinito) ed altro ancora. Ho sempre sottovalutato questo mio comportamento a volte addossandone la colpa a mio marito perché non mi richiama o perché si addormenta e non mi obbliga di ritornare a letto. Come pensa che possa risolvere questa mia angoscia ,potrebbe essere utile l'ipnosi da sola, perché sono un po' restia ad affrontare di nuovo psicoterapia. La ringrazio anticipatamente

Salve, il trattamento più idoneo è quello di effettuare un lavoro terapeutico nei primi 40 minuti della seduta e poi indurre una trance ipnotica meditativa che, in presenza di disturbo compulsivo esige una tecnica particolare ( messaggi rarefatti e pause prolungate). Un cordiale saluto. Antonio

Giovane relazione

Caro dottore,
Sono una studentessa fuori sede di 21 anni fidanzata da quasi due anni con un ragazzo di 22. All'inizio della nostra relazione ognuno di noi manteneva i suoi spazi,le proprie abitudini,le proprie amicizie. Intensificandosi il rapporto,ci siamo avvicinati molto,ed è nato un feeling perfetto ed un sentimento davvero meraviglioso.Solo che da qualche mese a questa parte le cose non vanno più tanto bene. E credo sia colpa mia. Col mio ragazzo litighiamo spesso per lo stesso motivo: se lui esce dall'università e anzichè stare al telefono con me va prima a trovare i suoi amici io mi arrabio; se quando torno io dall'università e lui non mi dedica tutte le sue attenzioni io mi arrabio. La cosa peggiore è che sento come un'attacco compulsivo che mi spinge a tempestarlo di chiamate e messaggi minatori,dicendogli che io devo venire prima di tutto e che lui deve farsi sentire quando lo dico io. Io,dopo che ho sbollito la rabbia,mi rendo conto che in effetti è un comportamento esagerato,e mi sento anche in colpa. Ma puntualmente torno a farlo,è più forte di me,perchè sento che tutto,per forza,deve andare come dico io. E temo che questo possa farmi perdere la persona che amo

Gentile signorinam lei ha la caratteristica pregevole di vedere il problema all'interno del suo sè e non, come succede a tanti, di proiettare i propri disagi e le proprie difficoltà dando la colpa all'altro, partner od altri che sia. Questa qualità della sua psiche può essere utilizzata per compiere un cammino profondo all'interno della sua mente approfondendo l' inconscio che si esprime attraverso i conflitti che lei espone.Si tratta del fatto che i sentimenti nei confronti del partner sono ambivalenti e di questo andrebbe chiarita la matrice che affonda le sue radici nei primi anni del suo percorso esistenziale, perchè lei possa elaborare le problematiche profonde e derivarne serenità esistenziale e relazionale. Un caro saluto. Antonio

il mio ex é ossessionato

Sono una ragazza che ha 14 anni,il mio ex ne ha 16.
Lui mi ha lascita perché ha detto che non provava piu niente per me.
Dopo qualche giorno ha iniziato a mandarmi messaggi dicendomi che sono troia quando invece lui mentre stavamo insieme mi ha tradita piu di una volta,adesso mi sta minacciando dicendomi che non merito di vivere perche sono una puttana,non riesco a levarmelo di torno.
Non riesco a capire perche continua ad ossesionarmi dicendo che sono una troia quando lui ha tradito me e mi ha lasciata. Per cortesia mi aiuti,so che ci sono persone che hanno cose piu importanti da chiederle ma sta diventando un'ossessione.

Cara ragazza il meccanismo psichico che interessa le dinamiche mentali del suo ragazzo ha un nome preciso e si chiama Proiezione, si attribuisce cioè all'altro qualcosa di proprio che non si riesce ad accettare dentro di sè . E'un meccanismo molto frequente che troviamo nell'essere umano fin dai primi momenti della sua esistenza. Un cordiale saluto. Antonio

Aiuto, non capisco mia moglie!!

Caro Dottore Le scrivo perché proprio non ci capisco più niente. Ho 42 anni e sono sposato da 13 anni. A livello affettivo tutto perfetto, ma a livello sessuale c'è qualcosa di mia moglie che non capisco e che mi fa stare male. Per farLe capire che tipo sia mia miglie Le dico che è una persona timida e piuttosto introversa e anche a livello sessuale non ha mai manifestato particolari desideri. Quando ci siamo messi insieme aveva 24 anni e pur avendo avuto diversi ragazzi aveva pochissima confidenza con la sessualità. Infatti è solo con me che è riuscita a fare l'amore, sempre con un atteggiamento "passivo": devo essere sempre io a prendere l'iniziativa mentre lei durante i rapporti è sempre molto timida, quasi passiva. Tuttavia io ho sempre attribuito questi suoi atteggiamenti alla sua timidezza. Ultimamente, però, approfondendo sospetti in me già presenti, ho la netta sensazione (ma non la certezza) che di notte si masturbi continuamente (a me paiono decine gli orgasmi): sento rumori, ansimi e avverto dondolii del letto che mi paiono inequivocabili. Ho provato più volte a parlarle, ma lei nega tutto. Dice che dorme!! Eppure la vedo muoversi e poi come fa ad addormentarsi pochi secondi dopo esserci dati la buonanotte. Allora mi ha detto che ha il sonno agitato, ma per la verità la cosa non mi convince affatto. Prima di addormentarsi vuole che io le dia la mano, ma solo quella: non posso avvicinarmi più di tanto perché si ritira e mi impedisce di verificare con il contatto o visivamente i miei sospetti. Le ho anche detto che il massimo dell'intimità tra di noi è darsi la mano... Lei mi dice che ama solo me e che desidera solo me, che sono il suo unico pensiero felice e che non sa spiegare perché non abbia desideri o fantasie sessuali di alcun tipo (io le ho fatto notare che questo non è possibile, ma niente!!). La vita sessuale, sempre su mia iniziativa è anche appagante e coinvolgente, però ho perso sicurezza e fiducia e non ci capisco più niente!! Spero mi possa aiutare dando una spiegazione logica a tutto questo.

E' possibile che sua moglie viva in lei una fonte di sicurezza ma che le sue fantasie sessuali vadano in altra direzione e si scarichino in una masturbazione compulsiva. Di più è difficile dire non conoscendola, e non sapendo niente della sua intimità psichica e del suo immaginario erotico . Importante sembra soprattutto che lei mantenga, nei confronti della consorte, un atteggiamento accogliente e comprensivo, mai intimidatorio o giudicante,meno che mai ansioso angosciato o aggressivo in modo che sua moglie possa progressivamente dischiuderle le porte della sua intimità. La saluto cordialmente. Antonio

Doc

Salve, il mio problema è che mi trattengo dall'andare in bagno, sia che si tratta di fare la pipì ma soprattutto quando devo fare la cacca, perché ho paura che le mie mani potrebbero venire a contatto con tali sostanze, e questo mi crea un grande stato d'ansia che mi getta nel panico più totale, di conseguenza do il via a una interminabile sequenza di lavaggi non riuscendo facilmente a smettere, e l'ansia è così forte che arrivo a non reggermi più in piedi, sono anni ormai che soffro di questo problema, la prego mi dia delle delucidazioni in merito e soprattutto mi potrebbe dire cosa fare per uscirne? la ringrazio anticipatamente e attento con ansia una sua risposta

Salve,nella sua lettera non viene fatto cenno ad eventuali interventi farmacoterapeutici, psicoterapeutici o ipnositerapeutici.Dopo aver valutato la sua soggettività, in una situazione come quella che lei descrive, può essere importante affrontare le problematiche riguardanti i sintomi e la sua sofferenza con una terapia serotoninergica a dosaggio adeguato e, contemporaneamente, iniziare un lavoro psicoterapeutico di tipo psicoanalitico che porti alla luce le motivazioni profonde seppellite nella sua psiche,e i primi rapporti oggettuali con le figure di riferimento. Ciò potrà chiarire il quadro clinico caratterizzato da una importante regressione anale.Quindi sarà necessario, per lei, cercare subito uno specialista con cui costituire una solida alleanza di lavoro e compiere con profitto e soddisfazione questo percorso di esplorazione dell'inconscio. Anche l'ipnosi può essere utile nel disturbo ossessivo- compulsivo, spezzando il loop attraverso l'addestramento ad una trance che le crei uno spazio psichico libero da conflitti permettendole poi, tramite autoipnosi, di accedervi nei momenti di ansia ossessiva e in tutte le situazioni di disagio psichico.La saluto cordialmente. Antonio

Abbandono dolore e angoscia irrefrenabile

Buonasera,
sto attraversando un momento di profondo disagio e dolore incontenibile, ho 39 anni e dopo 3 anni di relazione e una casa appena comprata insieme, la mia compagna ha deciso di andarsene dopo un acceso litigio durante il quale ho avuto un comportamento aggressivo: ho spinto la mia compagna con forza e ho cercato di trattenerla in casa strattonandola e insultandola in preda a una forte rabbia, frustrazione e panico temendo che lei se ne andasse come poi è accaduto. soffro di sindrome da abbandono e altre volte in passato ho avuto atteggiamenti aggressivi o autoritari (non ho mai letteralmente picchiato con forza ma ho utilizzato gesti violenti ed aggressioni verbali), il tutto seguito da forte ansia, senso di angoscia e disperazione e pentimento. ogni volta mi sono ripromesso di non ripetere questi comportamenti, ma invano. in quei momenti avverto un senso premonitore di panico con conseguente esplosione di rabbia. mi sento veramente una persona misera da questo punto di vista e finisco sempre per pagarne le conseguenze in prima persona. sono spesso ipercritico e iperesigente senza motivo apparente.seguo un percorso di psicoterapia da alcuni anni ma a quanto pare queste "inclinazioni" non sembrano regredire. sono spaventato da questa parte di me che vorrei veramente sradicare perchè mi causa profonde sofferenze.

Salve, comprendo il profondo disagio che sta vivendo attualmente. La situazione impulsiva si è concretizzata ultimamente nei confronti della sua compagna,in una rabbia che si è scagliata contro colei che, con il suo andarsene, le ha fatto sperimentare un senso di abbandono di cui lei ha reso responsabile se stesso imputandolo alla propria aggressività e che ha scatenato in lei sensi di colpa e indegnità facendole rivivere situazioni passate in rapporto alla figura materna. Lei mi dice che effettua psicoterapia e quindi avrà avuto modo di indagare e comprendere, anche nel transfert, il significato dei suoi sentimenti.Sarebbe interesante approfondire, insieme al terapeuta, quanto è avvenuto nel suo passato e sta avvenendo e soprattutto il circuito aggressività- abbandono-aggressività reattiva- senso di colpa da cui è molto importante che lei esca attraverso una elaborazione definitiva La saluto cordialmente. Antonio

Anomalia cromosomica xyy

Salve, sono una mamma di Firenze che ha un figlio di 30 anni al quale "soltanto" 8 mesi fa e stato diagnosticato attraverso l'esame del cariotipo l'anomalia genetica xyy (super maschi) 47 cromosomi. Abbiamo già fatto altri accertamenti e visite, ma ad oggi non sono completamente soddisfatta di ciò che è stato suggerito di fare perchè questa anomalia rara essendo poco conosciuta,i medici che fino ad oggi l'hanno visto non mi hanno convinto troppo nelle loro diagnosi o suggerimenti. Le dico questo perchè purtroppo sono arrivata da sola a capire che mio figlio aveva questa anomalia. In questi 30 anni nessuno dei medici che l'aveva visitato aveva mai sospettato di niente. Mio figlio ha un disturbo del comportamento e siccome gli sono già stati fqatti i test neurocognitivi, si puo' dire che non c'è ritardo mentale, ma una forte impulsività e suscettibilità.
La ringrazio per l'attenzione

Ho parlato con la signora telefonicamente e mi ha chiarito la complessità della situazione promettendo di fornire , a breve , ulteriori ragguagli

Ossessivo compulsivo?

Salve,
Sono un ragazzo di 26 anni, premetto che sono spesso una persona introversa e che si isola spesso, coltivando interessi diciamo pure intellettuali. Spesso poi, quando sono con gli altri fantastico continuamente (ho un immaginazione molto ricca), e non sto mai attento alle conversazioni degli altri a patto che non concernino un argomento di mio interesse. Ma ciò che mi disturba, è che tutti i giorni, nel pomeriggio, dalle 16 fino alle 18 circa, mi viene, con variabile intensità, una forte angoscia accompagnata nei casi più gravi da derealizzazione e depersonalizzazione. In questi casi, per paura di rimanere per sempre in quello stato o di diventare pazzo, inizio a recitare preghiere ininterrottamente, a immaginarmi cose religiose e metafisiche per sentirmi meglio. Faccio inoltre dei lavaggi con l'acqua calda per ABLUZIONE come fanno i musulmani (ho viaggiato molto). E dopo un po', magari anche un ora o due, mi sento bene e torno alla normalità. Volevo sapere se possa trattarsi di un disturbo ossessivo compulsivo, anche se però non ho impulsi o pensieri che mi disturbano, e quando ce li ho riesco a togliermeli subito senza compulsioni e senza imputarli tanto valore. Nel mio caso quindi si verifica per un improvviso calo di umore con un angoscia parossistica in cui mi sento fragile e a volte pure in colpa. Inoltre io non sono una persona piuttosto disordinata. Si può trattare lo stesso di disturbo ossessivo compulsivo?
Grazie per l'attenzione..

Salve, se lei ha letto le pagine del mio sito, sa bene che le diagnosi vengono fatte utilizzando, da parte dello psicoanalista, lo strumento del controtranfert cioè il mondo di pensieri, fantasie e tutto ciò che si attiva nello specialista in un contatto diretto con la persona. In ogni modo, le posso dire che non si tratta di disturbo ossessivo compulsivo il quale ha caratteristiche estensivamente parassitanti la psiche e non , come nel suo caso. limitate ad un momento depressivo della giornata sul quale vengono costruiti gli atti compulsivi mescolati ad angoscia ed intrisi , talvolta, nei momenti più acuti, da fenomeni di di depersonalizzazione e derealizzazione. Le consiglio , data la giovane età, di intraprendere al più presto un percorso psicoanalitico e ipnositerapeutico per far luce nel suo inconscio, al fine di evitare che la situazione, lasciata a se stessa, possa spiacevolmente accentuarsi. La saluto cordialmente.Antonio

Amore e chat


Caro Dott. Miscia, ho 33 anni e da poco più di un anno esco con un ragazzo di cui mi sono piacevolmente innamorata. Le cose sono andate sempre bene e in crescendo fino a quando un giorno ho avuto la sensazione che mi nascondesse qualcosa poiché avevo notato un lieve distacco da parte sua. Ho indagato, anche a causa di un mio stile di attaccamento ansioso che mi porta alla necessitá, laddove sento che le cose non vanno, alla ricerca della veritá. Ho scoperto che chatta via facebook con più donne con alcune in modo molto spinto e volgare, con altre in modo meno esplicito, ma sempre erotico. Sono tutte donne che almeno una volta nella vita ha incontrato e con alcune delle quali ha fatto sesso per davvero, ma poi quando durante queste chat loro chiedono un incontro lui si tira indietro. In sostanza credo che non mi abbia mai tradito concretamente, ma mi sono resa conto che in corrispondenza di questi episodi lui mi cerca meno sessualmente. La prima volta che ho scoperto questa cosa non ho potuto fare a meno di comunicarglielo e lui si é giustificato dicendomi che sono queste donne che lo cercano insistentemente e che lui, per un bisogno di tipo narcisistico, asseconda, ma senza mai arrivare davvero al dunque. Sta di fatto che la cosa va avanti e io non so come fare a fargli capire che tutto questo inciderá irrimediabilmente nella nostra relazione.

Spero in una sua risposta

Gentile signorina,non conoscendo il suo ragazzo, le posso dire come spesso si verifichi che, dopo un periodo iniziale, la propria compagna possa essere maternizzata, cioè vissuta come una metafora della madre e di come sia possibile mettere in atto una scissione tra sesso e sentimento nei suoi confronti a scopo difensivo ed è probabilmente questa la situazione che sembra verificarsi ora tra voi due. Il suo ragazzo mette così in atto un tentativo di allontanamento da lei attivando fantasie virtuali legate al mondo della chat.Perciò sarebbe importante per lui svolgere un lavoro psicoanalitico sul suo inconscio per permettergli di ridurre le fantasie persecutorie relative alla madre e le ambivalenze connesse il che gli darà la possibilità di riunire sentimento e sessualità nei suoi confronti. La saluto cordialmente. Antonio

Seconda lettera sulla masturbazione

Gentile dottore,
la ringrazio per avermi risposto così rapidamente e mi dispiace non poter avere un colloquio diretto con lei non avendo nè la possibilità economica nè la distanza geografica giusta. Non so cosa altro aggiungere, sicuramente credo che la figura di mio padre abbia condizionato molto le mie preferenze sessuali. Da piccola lui è sempre stato in casa nudo e ha ripetutamente tradito mia madre, ed io già in tenera età ero a conoscenza di queste sue cose. Infatti in merito ai suoi comportamenti mia madre lo ha lasciato, catapultandosi in una storia durata 10 anni con un compagno violento che ha reso la nostra vita difficile psicologicamente ed economicamente (al momento della separazione avevo appena compiuto 10 anni). In questi anni di convivenza con il nuovo compagno, ho visto e sentito numerose volte mia madre fare sesso con lui e in più anche con altre persone a scopo prettamente economico vista la condizione precaria. Quando tornavo da mio padre spesso nel videoregistratore trovavo le cassette "incriminate" che spesso guardavo cominciando le prime volte a masturbarmi. Da allora non ho mai smesso e sono andata spesso alla ricerca di materiale porno(con molta vergogna le dico questo)per avere "spunti". Ho perso la verginità a 13 anni e mezzo con una persona di 6 anni piu grande di me, non è stato piacevole ma sono stata io ad insistere. Da quel momento è iniziata un attività sessuale molto intensa con diversi partner (credo di poterne contare quasi 100) fino ai 18 anni quando ho conosciuto il mio attuale compagno, il quale è stato il primo ragazzo che mi ha veramente corteggiata senza pretendere sesso. Con lui ho capito cosa significava fare l'amore, con rispetto e dolcezza. Lui non sa tutto su di me e delle mie numerose esperienze sessuali crede solo che io prima di lui ero una ragazza molto "aperta". Ecco la mia preoccupazione come le dicevo nella precedente è quella di rimanere insoddisfatta cercando in altri uomini quello che poi in realtà non voglio, dato soltanto dal fatto che ho voglia fisica (credo) di stare con uomini diversi da lui e non potendo o volendo non so, continuo a masturbarmi troppo spesso. Questa cosa nell'immediatezza mi fa stare bene ma poi mi sento così in colpa... non lo so... ah un altra cosa che faccio spesso e che mi preoccupa...mi piace guardarmi nuda allo specchio fingendo di essere ammirata da qualcuno...Ecco credo di averle regalato la mia anima...la ringrazio ancora e spero di non essermi dilungata troppo. Grazie
Cara signorina, credo che , a questo punto, un lavoro psicoanalitico che le permetta di rivivere le sue problematiche attraverso un rapporto con uno specialista di fiducia, appena la sua situazione glielo permetterà, sia irrinunciabile. Questo consentirà un processo evolutivo della sua libido con una presa di contatto adeguata e soddisfacente della sua sessualità. La saluto cordialmente. Antonio

Mi masturbo quasi tutti i giorni

Gentile dottore,
sono una ragazza di 24anni e da 12 anni mi masturbo quasi tutti i giorni. Sono fidanzata da 6 anni, ho rapporti appaganti con il mio partner anche se negli ultimi anni il numero di rapporti a settimana è calato a solo uno. Lui è molto attivo e io spesso mi scoccio di fare sesso, anche se poi quando lui insiste (sempre in modo molto delicato) io cedo e devo dire che riesco anche se non sempre a provare piacere. Il fatto è però che io 5gg su 7 devo masturbarmi facendo fantasie spesso con uomini più grandi o anche vecchi...questo mi fa sentire in colpa con il mio compagno perchè vorrei fare più sesso con lui e masturbarmi di meno ma non ci riesco. Devo aggiungere che ho conosciuto il sesso molto presto circa a 9 anni, perchè mio padre (ora da adulta lo so) è malato do sesso, ha sempre avuto riviste e cassete porno anche mal nascosti in casa, e tutt'ora a 70 anni non ha smesso di ricercare continuamente piacere da incontri programmati o cmq da qualsiasi fonte di tipo sessuale. Ho paura che questa cosa mi abbia condizionata sin da piccola, non ho il coraggio di parlarne con il mio compagno, è una cosa troppo intima, ma lui spesso crede che lui non mi eccita più...beh certo non c'è la passione dei primi anni ma io la amo e ho l'incubo di passare il resto della mia vita con lui senza riuscire a fare un sano e piacevole sesso e continuando così a masturbarmi pensando ad altri uomini, o peggio ancora di ricercare piacere in persone diverse da lui..io la amo da morire e anche se spesso desidero di stare con altri uomini nella realtà non avrei mai il coraggio di farlo. La mia paura è che poi troverò il coraggio e me ne pentirò...cmq il problema principale è che non posso fare a meno di masturbarmi così spesso..secondo lei è un trauma? o è qualcosa che geneticamente mi ha trasmesso mio padre? La ringrazio in anticipo e spero che lei mi risponda pubblicamente non volendo lasciare traccie di questa mia confidenza sulla mia e-mail. Grazie in anticipo.

Sembra di comprendere come la masturbazione quotidiana sia legata a fantasie ancestrali di cui sarebbe molto importante conoscere l'origine. Si tratta di atti che hanno probabilmente un significato compulsivo e che tendono ad un fine di piacere ma che hanno anche uno scopo rassicurativo.Ovviamente, non conoscendola, non posso entrare nello specifico, ma sarebbe interessante comprendere la sua soggettività per valutare se, nella problematica, sono coinvolti altri settori psichici La saluto cordialmente e mi scriva pure ancora, fornendomi, se vuole, dati più globali della sua personalità. Antonio

Gelosia

Le scrivo per un problema che mi sta ossessionando da tempo. Ho 42 anni sono separata da mio marito con cui ho avuto una storia importante e un figlio che ora ha sedici anni e, dopo qualche storia sfortunata, da un anno ho una relazione importante con un uomo che ha due figli ed una ex moglie, dico ex ma il problema è proprio questo. Loro si telefonano spesso, anche lei ha un’altra storia ma, secondo me il loro legame non si è mai interrotto e io soffro da cani quando loro si telefonano in mia presenza , mentre lui è al telefono gli faccio smorfie di dissenso e lo disturbo al punto tale che lui , quando riattacca va su tutte le furie. Lo controllo continuamente gli guardo il telefonino gli faccio domande davvero credo di essere esasperante al punto tale che due giorni fa mi ha dato l’out-out, o la faccio finita o mi lascia. Sto malissimo mi creda mi sto trattenendo ma è una pena pazzesca, mi viene in mente dove sarà cosa farà, cosa mi sta succedendo , non sono mai stata così ossessiva, mi sembra di non avere niente per me, mio figlio non lo vedo praticamente più sta sempre con gli amici e in casa non ci sta mai ed io mi sento un senso di solitudine , di vuoto che mi annienta , la prego mi dia un consiglio per uscire da questo inferno…

Come mai sono gelosa quando lui è in mezzo agli amici?

ogni volta che lui si diverte e io non riesco ad integrarmi come fa lui, io mi sento trascurata, perchè passano diversi minuti in cui lui non mi calcola affatto, io cerco di allontanarmi dal gruppo per non dare nell'occhio e cerco di occuparmi di altro perchè a volte non riesco a divertirmi e a fare ciò che fanno gli altri. ad esempio ad una festa tutti ballavano e lui insieme a loro, io non riuscivo ad integrarmi e a ballare insieme a loro, anche se spesso andiamo a ballare e non trovo alcun problema. per non rovinargli la festa ho lasciato che si divertisse con loro e sono rientrata in camera con la scusa di aver lavorato troppo e voler riposare. ogni tanto mi affacciavo e lui continuava a divertirsi senza pensare minimamente a me. ecco cosa mi fa stare male. io al suo posto lo avrei seguito in camera. so che è sbagliato, ma vorrei sapere cosa non va in me. lui mi ama, ma riesce a stare senza di me in maniera spensierata, io non ci riesco, perchè?? la ringrazio e scusi per il poema

Rispondo a queste due lettere che sebbene con toni ed intensità ben diverse, sono contrassegnate dal tema della gelosia La gelosia, anche se , in forma attenuata, rientra nella normalità della relazione amorosa, può evidenziare bisogni di possesso e narcisistici del soggetto.
Secondo Freud il sentimento della gelosia non è rivolto solo alla persona che si pensa di perdere, ma ad una terza persona, quella verso cui si sente rivalità. Spesso un ruolo fondamentale è giocato dalla omosessualità rimossa nel senso che siamo gelosi della persona da cui inconsciamente siamo attratti Il partner geloso, con la sua pretesa di possesso esclusivo dell’altro (idealizzato) da cui ricevere un amore incondizionato ed una soddisfazione totale, non riesce ad identificare il partner come “altro da sé”, ma come “specchio” di se stesso. Si parla di gelosia proiettata quella che deriva, sia nell’uomo che nella donna, dall’infedeltà che essi stessi hanno attuato nella vita o da spinte verso l’infedeltà che sono state rimosse.Colui che avverte in sé l’esistenza di queste tentazioni attuerà un meccanismo incoscio per alleviare il proprio disagio: proietterà sull’altro le proprie tendenze all’infedeltà. Un saluto cordiale

Gioco d'azzardo patologico


Salve dottore, sono un giovane sui 30 anni, figlio unico con una infanzia drammatica, i miei genitori si sono separati quando avevo 5 anni ed io sono stato allevato praticamente dai miei zii perché i miei si erano rifatti una famiglia con altre persone e li vedevo pochissimo, quei pochi contatti con loro erano freddi si vedeva che avevano per me una sostanziale indifferenza, per non dire peggio. Sono dovuto diventare adulto ben presto, in pratica la mia infanzia non l’ho mai vissuta. Il mio problema è che da qualche tempo sono entrato nella spirale del gioco d’azzardo, sempre peggio scommetto su tutto ciò che è possibile e progressivamente mi sono fatto trascinare, ho perso il lavoro e le amicizie sono scomparse, anche la mia vita affettiva è uno strazio non riesco ad avere una storia che non duri poco più di qualche giorno, la mia autostima è sotto i piedi e l’ansia mi divora, la notte ho cominciato a dormire poco, da qualche mese ho cominciato anche a bere, mi aiuti, la prego sto scivolando sempre più nel baratro

Il Disturbo del Gioco d’Azzardo Patologico (Pathological Gambling, PG) ed i problemi a esso correlati sono di notevole importanza, sia per gli aspetti psicopatologici sia per le ricadute economiche sul soggetto e sui familiari . Interessa soggetti fin dalla adolescenza E’ inquadrabile nosograficamente nella sua appartenenza ai disturbi ossessivo compulsivi o ai disturbi della impulsività e associato a disturbi di personalità del cluster B (antisociale, narcisisistico e borderline) spesso, come nel suo caso, si ha abuso o dipendenza da sostanze (in particolare alcool e cocaina).
Non è semplice stabilire una linea di confine tra normalità e patologia nell’ambito del gioco, trattandosi di un comportamento abituale e riscontrabile in tutte le culture. Il confine tra la "normalità" comportamentale di chi scommette del denaro e di chi, attraverso il medesimo atto, manifesta il suo peoblema è segnalato da sintomi identificabili. Ecco un elenco dei principali:
Il pensiero del gioco tende a sopraffare tutti gli altri pensieri , vi è necessità nel tempo di aumentare le cifre scommesse per continuare a mantenere una tensione significativa e i tentativi effettuati per ridurre o per smettere di giocare sono destinati al fallimento; il gioco diventa perciò l'unico sollievo efficace al disagio del vivere, è una attività inizialmente mantenuta scissa rispetto alla propria dimensione lavorativa, sociale, familiare e relazionale che,tuttavia,ben presto ne risentono potentemente.fino a scivolare progressivamente nella illegalità al fine di procurarsi denaro.
E’ importante effettuare, contando sulla disponibilità del soggetto, al più presto, un profondo lavoro psicoanalitico unito ad ipnoterapia dissuasiva che abbia lo scopo di ridurre il craving del gioco creando spazi psichici privi di ansia e incrementando progressivamente l’autostima.
In fase iniziale possiamo utilizzare farmaci che agiscano frenando la impulsività(per esempio, SSRI, antipsicotici atipici, nuovi antiepilettici) da ridurre e sospendere progressivamente man mano che psicoterapia ed ipnoterapia svolgono i loro benefici effetti. La saluto cordialmente. Antonio

BRUTTI PENSIERI

Salve dottore sono stefano e ho 37 anni,la scorsa settimana mi è successo un episodio che mi ha creato molti problemi nella mia mente,il giorno prima è morta mia nonna ed ero molto triste il giorno dopo mi sono fatto forza e sono andato alla camera mortuaria perchè sentivo la necessità di salutarla,la sera quando sono tornato a casa mi sono masturbato ma subito dopo mi sono prese delle strane idee in testa"ma che cavolo faccio sto festeggiando la morta della mia nonna"ho cercato mille volte di giustificarmi nei pensieri e sono entrato in un vicolo cieco dal quale non riesco ad uscire...sono giorni che penso di aver fatto una cosa brutta,macabra e mi chiedo tra me e me ma cavolo ma ieri stavo piangendo la sua morte e oggi mi comporto cosi' ma che razza di persona sono?

Caro Stefano,posso solo dirle che credo che la sua masturbazione sia stata una affermazione compusiva e reattiva di vitalità connessa ad una regressione narcisistica che le ha consentito di allontanare le angosce di morte che stavano assumendo i caratteri della intollerabilità.
Per aggiungere ulteriori dati dinamici dovrei venire a contatto con i recessi della sua psiche e avrei necessità che lei mi scrivesse su di sè, dandomi ragguagli biografici e altre informazioni connesse alla sua soggettività. La saluto cordialmente. Antonio

Masturbazione

Buongiorno Dottore,
ho un dubbio che mi assale da qualche tempo e vorrei avere un parere qualificato. Sono una donna di 32 anni e convivo da 2 anni col mio compagno di 3 anni più piccolo di me. Premetto che abbiamo sempre avuto un'attività sessuale frequente(4-5 rapporti a settimana) e appagante per entrambi, o questo è quello che ho sempre creduto. Da circa un mesetto mi sono accorta che il mio compagno si masturba e fin qui nulla di così anormale e insolito,credo. Il fatto strano è che succede sempre di mattina presto (tra le 5 e le 6)e lo fa accanto a me nel letto. Lui crede che io dorma, ma invece mi sveglio proprio a causa del dondolio del letto. Di norma mi sveglio 1-2 volte a settimana ma non posso dirle con certezza ogni quanto attua questa pratica perchè potrebbe essere successo altre volte senza che io me ne sia mai accorta!Dopo aver terminato l'atto ricade in un sonno profondo quasi immediatamente. Mi sono fatta mille domande a tal proposito cercando di notare dettagli che potessero essermi utili per capire. Per esempio negli ultimi mesi la frequenza dei rappoti è calata un pò(siamo sui 2-3 a settimana)ma di certo non mi ero fatta problemi,ora però lo associo alla masturbazione. Ho pensato addirittura che potesse essere un disturbo del sonno, ma ho scartato questa ipotesi perchè quando l'ho beccato la prima volta io non ho fatto finta di dormire (non avendo ancora capito che stesse succedendo)lui si sarà accorto che ero sveglia, si è alzato ed è andato a concludere in bagno....più sveglio di così!!! Ho provato anche a parlargli prendendo un pò alla lontana l'argomento, chiedendogli se gli capita di fare sogni erotici o se si masturba. Ho notato che tende a non parlarne volentieri,mi ha detto solo che gli capita di masturbarsi di rado,quando io sono via per qualche giorno. Vedendomi di fronte questo muro non so che fare. Comincio a credere che in realtà non lo soddisfo come dice..o che magari ha altre esigenze che non sono in grado di dargli.Secondo lei può essere questo un atteggiamento normale o faccio bene a farmi delle domande? A cosa può essere dovuto? La ringrazio per l'attenzione.
cordiali saluti.
Cara signorina,non è facile dare una risposta non conoscendo la soggettività del suo compagno, ma indubbiamente, nel vostro rapporto è è comparsa una valenza relazionale regressiva conseguenza di dinamiche intrapsichiche legate ad un cambiamento dell'immaginario erotico nella mente di lui, ad un ritiro narcisistico della sua libido che può avere cause svariate. L'unica soluzione potrebbe essere quella di venire, in qualche modo, a conoscenza delle problematiche insorte. per affrontarle insieme in un ambito relazionale improntato alla fiducia e all'ascolto. La saluto cordialmente. Antonio

Io non mi conosco

Buongiorno Dottore,
penso che sia il caso che faccia una breve descrizione di me prima di farle qualsiasi domanda. Sono una ragazza. Ho 20 anni e sono di famiglia mediamente povera sebbene mia madre sia farmacista dipendente e mio padre prima che si ammalasse guadagnava bene. La sera vado a scuola e di giorno lavoro,Questa settimana non sto lavorando infatti sono qua al pc a scriverle e ho recuperato i voti a scuola che mancavano, tutti positivi 8 meno storia, 8 francese e 8 più inglese . Frequento il 4° anno aziendale.,se a scuola vado male non parlo con nessuno se non con chi non conosco, qui il lavoro mi salva. se non lavoro ho paura di uscire perchè ho la sensazione che non avrò più le energie per andare a scuola. Quando non bevo penso che l'alcol faccia schifo e che non ne berrei più neanche un goccio e se bevo invece sto da dio. Bevo tutti i giorni al pomeriggio. a volte la tachicardia mi fa bloccare e ne ho paura delle conseguenze mentre altre non mi da alcun tipo di fastidio. la notte passa più di un'ora prima che mi addormenti nonostante la valeriana e la passiflora e nonostante spenga la luce e chiuda gli occhi. Premetto che in questa parte della giornata sono sempre lucida (non sono bevuta intendo) e le immagini prendono forma da una cosa a un'altra velocemente ma io rimango sempre sveglia in tutto questo a volte capita di poter dire ad alta voce cosa sto facendo . passano le mezz'ore le ore.lo so perchè a tratti mi stanco e mi metto seduta e prendo il telefonino. poi non so come faccio ad addormentarmi. le persone mi reputano intelligente e non nascondono di pensare che ho un carattere malinconico, per quanto possa ridere ed essere radiosa, si lo sono molto.
dottore, io non so perchè sono sempre gentile disponibile ed educata ma se capita che mi arrabbio e per caso mi si faccia del male anche minimo, la situazione finisce con la persona che avevo davanti gravemente ferita. io ogni volta che capita non ricordo cosa sia successo, man mano che passa il tempo i giorni mi vengono in mente scene attimi di questi momenti. Lei può dirmi come mai divento così violenta senza accorgermi? sono seriamente preoccupata che possa finire nei guai oppure che qualcuno possa morire in seguito a uno di questi episodi. i miei genitori ? nell'ultimo mese quando mia madre mi fa arrabbiare io ai suoi occhi sono gentile come sempre ma io mentre la guardo immagino come sarebbe se le infilassi le dita negli occhi e/o cose del genere. solo con lei mi capita questo. cosa mi spinge a non farlo? se non mi risponderà non mi offendo, capisco. Grazie.

Il quadro psicologico che lei descrive è complesso e fare una diagnosi senza un contatto diretto è ovviamente azzardato. Le dirò tuttavia che sembrano delinearsi tratti depressivi con tendenza all’automedicazione(alcool) e di tipo fobico –ossessivo, vedi le fantasie presenti in relazione a sua madre. Ritengo appunto che sia proprio il rapporto ambivalente con lei alla radice del problema. anche se solo una terapia psicoanalitica o un lavoro di ipnosi regressiva può svelare le sue dinamiche inconsce e gestirle in un rapporto transferenziale con lo psico/ipnoterapeuta. La sua giovane età può favorire una rapida evoluzione del quadro psichico in presenza di una buona disponibilità ad effettuare questo lavoro di approfondimento del suo sé. La saluto cordialmente. Antonio.

Disturbo ossessivo

Mia figlia soffre di disturbo ossessivo da 6 anni. Ora ne ha 26. E' stata curata con Anafranil, Fevarin Trittico e Citolopram. Passa dei periodi migliori ma le ricadute soni violente. Sta facendo anche terapia cognitivo comportamentale da 4 anni. Non riesce a studiare ed è attaccata da panico e da paure dello sporco e della contaminazione.
Sono disperata perchè mi assale la paura che non possa guarire mai. Mi dia un consiglio. Grazie

Il mio consiglio, data anche la giovane età di sua figlia,in presenza di una buona disponibilità è quello di effettuare un profondo lavoro psicoanalitico . Ciò permetterà di disvelare profondamente l’inconscio e le dinamiche presenti portandole alla luce nell’ambito di un solido rapporto transferenziale Tale percorso può essere utilmente integrato da una ipnoterapia che consenta alla persona, prima tramite ipnosi e ,successivamente, autoipnosi, l’accesso ad uno stato di trance che possa costituire una barriera nei confronti delle fantasie persecutorie e parassitarie. Con il progredire della trerapia sarà possibile una riduzione dei farmaci fino alla loro eliminazione. La saluto cordialmente. Antonio

Dipendenza da gioco?

Salve , ho 45 anni e le scrivo per chè ho bisogno di un consiglio riguardante mio marito, siamo sposati da 27 anni e abbiamo avuto sempre problemi lui raramente ha avuto in questi anni rapporti sessuali con me e questo era motivo di litigi anche perchè io scoprivo sempre film pornografici e chiedevo il motivo perchè lui non cercava con me i contatti. Ultimamente ha iniziato a fare sparire soldi per gioco fino anche a rubarli a casa di mio fratello io sono disperata lui è senza lavoro e ultimamente mi ha confessato che il padre ha abusato di lui quando era piccolo la prego mi consigli cosa devo fare grazie

Credo che l’unica soluzione possibile sia quella di sperare di trovare in lui una disponibiltà, almeno parziale, a lavorare sulla profondità del proprio sé per risolvere queste problematiche il che presuppone che in lui nasca un disagio, una sofferenza derivante da una presa di coscienza della sua situazione personale. Se questo si verificherà, un lavoro psicoanalitico unito ad una ipnoterapia anche di tipo regressivio può portare a risultati anche molto soddisfacenti. La saluto cordialmente. Antonio.

Porno dipendente

ho bisogno d'aiuto,vorrei capire perche mio maritoè sempre sui siti porno.Abbiamo una vita sessuale meravigliosa.pero,come mi giro,lui è sempre li che cerca siti porno,e me lo ha detto lui stesso che ha bisogno di vederli.ma non capisco perchè una volta mi ha chiesto di vedere un film porno con lui,ho accettato,ma poi lui ha goduto d'avanti a me masturbandosi.Lui non vedeva nient altro.sento che sono io malata!aiutatemi a capire,vi prego

Cara signora la rimando alle due lettere sottostanti per capire i problemi della pornodipendenza e le modalità per affrontarli. Cordiali saluti

Mio marito non ha piu' rapporti sessuali


Come posso salvare mio marito dalla pornodipendenza?

Cara signora nella lettera sottostante troverà tutte le problematiche relative alla pornodipendenza. Se suo marito è disponibile, un buon lavoro psicoanalitico e un trattamento ipnotico possono portare, se le condizioni sono favorevoli, ad un ottimo risultato. La saluto cordialmente

Pornodipendenza e disturbi della sessualità
Come aiutare mio marito?

Gentile dottore, sono sposata da poco più di un anno con un uomo di 47 anni. prima di decidere di sposarlo gli ho chiesto di fare una terapia di coppia da un sessuologo perchè lui soffriva e soffre di eiaculazione ritardata. Gode solo con la masturbazione e sono l'unica donna che abbia mai avuto. il primo rapporto lo ha avuto a 42 anni. E’ un manager affermato con responsabilità enormi. non ha mai avuto una donna. La terapia in parte ci ha aiutato, anche se il problema non è passato, ma non è per questo che le scrivo. Ho scoperto dopo il matrimonio che è porno dipendente on line. dopo molti sotterfugi ed omissioni ha finalmente ammesso di non poterne fare a meno, per lui è una valvola di sfogo dalla tensione lavorativa. solo che non eiaculando con me, lo fa spesso masturbandosi di nascosto. Ora la sua ammissione è seguita da un tentativo di coinvolgimento. Io non ho nulla contro la pornografia come gioco condiviso, ma ora non ritengo di dover avallare la sua dipendenza, non so cosa fare, mi ha chiesto aiuto. Mi sembra già di aver fatto molto e la mia vita sessuale non è gratificante tenendo conto che, quando c'è penetrazione, tende a perdere la sua erezione e questo, unito al resto, crea rabbia e mancanza di condivisione. Parlarne credo non sia sufficiente, ma andare ancora da un altro terapeuta non credo lo voglia fare. vorrei aiutarlo per aiutarci. ma non so come. Togliergli il pc? provare a essere sessualmente più coinvolgente, sexy? Lui viene da una famiglia estremamente cattolica e una madre castrante. Per fortuna viviamo a 300 km di distanza dalla sua città. E’ un uomo intelligente e il terapeuta che ci prese in cura disse che dentro di lui esistono due personalità che devono imparare a comunicare tra loro, il manager e il bambino che non ha vissuto la sua sessualità, solo che io mi sento caricata nuovamente di una responsabilità che mi pesa e non so gestire. Ho cambiato città e vita per amore, ma ora non riesco a trovare l'energia per risalire. Quale partenza per aiutarlo? mi scusi la lungaggine... cordialmente paola

Come ho scritto in risposta ad una lettera precedente il problema della porno(o cybersex) dipendenza non è solo quantitativo, legato cioè al numero di ore che si passa davanti al computer, ma qualitativo cioè espressione del disagio psicologico di cui la persona è portatrice. La ricerca di materiale porno o attività sessuali online esprime mette in dubbio la capacità dell’individuo di avere relazioni oggettuali mature. Il soggetto, cioè, sperimenta una onnipotenza facile, limitata all’erotismo senza implicazioni affettive, cioè di tipo narcisistico, a differenza delle relazioni reali che comportano un coinvolgimento emotivo a vari livelli. La conseguenza di ciò è che nessun rapporto reale può reggere il confronto, in quanto il rivale virtuale è, relativamente alle sue prerogative, inattaccabile. Molti uomini sono impotenti con una donna o con un determinato tipo di donna e non con altre: spesso tali soggetti tendono ad isolare la sessualità dal sentimento e sono paradossalmente impotenti solo con le donne che amano (collegate alla imago materna). Sono questi i casi in cui alcuni uomini, per poter aver un'erezione sono costretti ad introdurre il rituale di pagamento (spesso mascherato come un gioco) della prestazione: “Questa donna è una professionista a pagamento, dunque non vi è possibilità alcuna che sia mia madre!” Inoltre dobbiamo rilevare come sembra esistere in lui attualmente una scissione psichica tra una parte sociale molto ben adattata con componente relazionale formalmente tenuta adeguatamente sotto controllo e una parte ”perversa”che cerca di ottenere delle gratificazioni autoerotiche, conseguenza di un blocco o perlomeno di un forte ostacolo alla nuclearità profonda della relazione con lei
E’ reperibile spesso , alla base del disturbo, nel soggetto, una valenza pulsionale aggressiva, a volte camuffata da un'ostentata passività di tipo coatto, il cui vero scopo inconscio è quello di profanare, ferire, ledere la donna (collegata alla imago materna).Si può affermare che l' eziopatogenesi dinamica abbia origine nel momento predipico del rapporto bocca- capezzolo in cui, nel neonato, possa aver luogo una proiezione aggressiva sul seno materno come ritorsione di un rifiuto inconscio di allattamento da parte della nutrice. In chiave edipica si ha una prosecuzione fantasmatica a livello simbolico per cui il capezzolo diventa l'equivalente del pene e la bocca della vagina. L'impotenza sarebbe perciò un rifiuto di allattare la donna-madre come risposta al rifiuto percepito dal bambino da parte della madre di dare del buon latte. A livello edipico l’imago materna viene trasferita sul padre e, nel maschio si sviluppa l'angoscia del complesso di castrazione edipico, percepito come minaccia da parte del padre per i desideri nei confronti della madre Fatte queste considerazioni, affinché suo marito si renda conto del problema è necessaria una “crisi psicologica” cioè che le parti di lui che sono scisse comincino a dialogare tra di loro, venendosi così a creare un disturbo “ nevrotico”. Solo a quel punto, se egli mostrerà disponibilità, si potrà trattare la parte “malata” che è ora incapsulata dal meccanismo dissociativo. Invece, per quanto riguarda lei, non posso darle consigli su ciò che deve fare o meno perchè non sarebbero di alcuna utilità. La saluto cordialmente

Mio marito è un pornodipendente?

Le scrivo, madre di famiglia ormai più che quarantenne, per sentire un suo parere su ciò che sta avvenendo e che mi sta angosciando terribilmente . Non si tratta di me, ma di mio marito e so che lei mi dirà che non si può fare niente se non è il diretto interessato a proporsi, ma, egualmente, penso che una sua parola possa essermi di conforto. E’ un uomo di notevole intelligenza, stimato dai colleghi e con ottimo successo professionale, quindi formalmente non ci fa mancare niente, anzi abbiamo anche più del necessario. Il problema è proprio tra noi due, intendo la sessualità. Da qualche tempo ha preso, la sera, la bella abitudine, invece di stare con me ed i ragazzi a parlare, di rifugiarsi nella sua stanza, mettersi al computer e, ma questo l’ho appurato solo successivamente, darsi da fare per scaricare materiale porno. All’inizio non me ne ero resa conto, anche se mi chiedevo cosa facesse nello studio fino a tarda ora, pensavo a questioni di lavoro, a ricerche; poi però, una sera che era fuori, ho indagato e ho visto che le cose stanno purtroppo in un altro modo. Mi sono anche accorta, e questo mi fa particolarmente male, che ,anche quando facciamo l’amore, lui ha bisogno di eccitarsi così, perché, andando a controllare il giorno dopo, ho visto che, “prima”, si era collegato ai soliti siti. Eppure sono una donna ancora piacente, che sessualmente si concede e concede, e lui, perciò, potrebbe trovare in me un appagamento sessuale pieno e quando mi ha cercata mi ha sempre trovata. Devo ammettere che il nostro rapporto non è stato sempre così, la situazione è venuta fuori piano piano dopo la nascita del secondo figlio , si è progressivamente allontanato da me, non solo a livello sessuale ma proprio sottraendosi ai contatti, ha iniziato ad uscire sempre di più la sera e a far da solo tutto ciò che prima facevamo insieme, come se mi vedesse in modo diverso. Non credo abbia un’altra donna, penso che le mie vere rivali siano le donnine virtuali. Su un piano formale non ho niente da rimproverargli, non alza mai la voce, di fronte ai problemi è sempre molto lucido, razionale, molto carino e disponibile. Ma io mi chiedo se tutto ciò che appare non sia una falsità, magari si sentirà in colpa per ciò che sente dentro. Quando gli faccio qualche domanda su di noi, mi guarda stupito come se fossi strana,mi chiede cosa mi salti in mente,gli sembra che tutto funzioni e, al momento, riesce a convincere anche me. Ma io non mi sento desiderata, qualcuna magari potrebbe passarci sopra,ma a me questo crea tanta infelicità. Ora le chiedo cosa lei ne pensa, se dovrei fregarmene o invece, come sento, non si tratta solo di sesso ma proprio di affetto, di amore che ormai non ha più per me. Grazie G:U.
Il problema della porno(o cybersex) dipendenza non è tanto quantitativo, legato cioè al numero di ore che si passa davanti al computer, ma al disagio psicologico di cui la persona è portatrice e alle conseguenti ripercussioni relazionali e ambientali . E’ una psicopatologia che insorge, rispetto ad altre patologie compulsive,(gioco d’azzardo, shopping compulsivo) più rapidamente, data la facilità d’accesso, la gratuità e l’assoluta mancanza di rischio sociale. Quindi l’emergenza è poco appariscente ma concreta, perché la ricerca di materiale porno o attività sessuali online esprime seri dubbi sulla capacità dell’individuo di avere relazioni oggettuali mature. Il soggetto, cioè, sperimenta una onnipotenza facile, garantita priva di contraddittorio, limitata all’erotismo senza implicazioni affettive, cioè di tipo narcisistico,a differenza delle relazioni reali che comportano caratteristiche di imprevedibilità e un coinvolgimento emotivo a vari livelli.La conseguenza di ciò è che nessun rapporto reale può reggere il confronto, in quanto il rivale virtuale è, relativamente alle sue prerogative, inattaccabile. Un’altra caratteristica del sesso virtuale tipica delle chat-line,è anche la possibilità di scegliersi, di volta in volta, una identità perché il soggetto può immedesimarsi in vari ruoli e godere l’appagamento di parti nascoste del suo sé a cui la vita quotidiana non offre la possibilità di emergere. D’altra parte, la stessa virtualità fornisce al soggetto un escamotage per dribblare la sua coscienza morale giocando al “come se”e ,dandogli appunto le sensazioni del gioco,è in grado di sottrarlo a qualsiasi forma di responsabilità. Le donne,in genere,preferiscono le chat in quanto, essendo il loro tropismo psichico maggiormente orientato alla relazione e meno allo stimolo visivo,ricavano soddisfacimento dalla componente interattiva ;inoltre, a differenza degli uomini,concretizzano più frequentemente gli approcci in un incontro reale e tendono perciò a riprodurre con le nuove tecnologie un sistema di relazioni abbastanza tradizionali. E’ possibile, dal mio punto di vista, che il momento critico relativistico- nichilistico che coinvolge le società occidentali con la forte crisi valoriale conseguente, possa essere alla base dell’uso di strumenti che sono al servizio di stati mentali sempre più autoerotici, a danno di relazioni in cui invece esiste l’”altro”,con le sue caratteristiche di "diverso da sé" e con le limitazioni che, perciò, impone. Ora, prendendo in esame il caso di suo marito, bisogna rilevare che lo spartiacque sembra essere rappresentato dalla nascita del secondo figlio perchè è da allora che sono iniziate le difficoltà .Si può pensare che,a livello psicodinamico,per problematiche ancestrali, in lui l’immagine della compagna abbia segnato, in quel momento, il passaggio da donna- femmina a donna- madre con conseguente rimozione della componente erotica percepita come incestuosa e rimossa. Inoltre dobbiamo rilevare come sembra esistere in lui attualmente una scissione psichica tra una parte sociale molto ben adattata con componente relazionale formalmente tenuta adeguatamente sotto controllo e una parte”perversa”che cerca di ottenere delle gratificazioni autoerotiche, conseguenza di un blocco o perlomeno di un forte ostacolo alla nuclearità profonda della relazione con lei. Fatte queste considerazioni, affinché suo marito si renda conto del problema è necessaria una “crisi psicologica”cioè che le parti di lui che sono scisse comincino a dialogare tra di loro, venendosi così a creare un disturbo “ nevrotico”.Solo a quel punto, se egli mostrerà disponibilità, si potrà trattare la parte “malata” che è ora incapsulata dal meccanismo dissociativo. Invece,per quanto riguarda lei,non posso darle consigli su ciò che deve fare o meno perchè non sarebbero di alcuna utilità

Si può guarire dal vizio del gioco?

Gentile dottore, le scrive una moglie disperata, la mia famiglia si trova in una situazione che definire critica mi sembra poco. Dalle risposte che lei ha dato alle lettere che le mandano, purtroppo credo che, anche nel mio caso,non si possa fare molto perché il comportamento strano che rischia di mandare all’aria la nostra bella fami
glia è quello del mio amabile consorte che ha il deprecabile vizio del gioco. Quale? Tutti, slot-machines, videopoker, bingo, la sera poi spesso si ritrovano con gli amici a casa ora dell’uno ora dell’altro a giocare. Purtroppo questa mania dannata è passata come un ciclone sulle nostre risorse economiche e ,piano piano, abbiamo dovuto vendere una casa di mia proprietà e altri beni, anche se poi ciò che possedevamo non era molto. A volte ha dei momenti di lucidità e me lo trovo a piangere disperato e a promettere che non risuccederà , per qualche giorno non esce di casa la sera, poi tutto ricomincia. Si comporta come se fosse un drogato,diventa inquieto, lo vedo che ricomincia ad agitarsi e nessuno lo ferma più. I ragazzi sono ancora adolescenti ma hanno più giudizio di lui e hanno capito tutto. In famiglia lavoriamo sia io sia lui anche se la mattina ,quando ha fatto nottata, non capisco come faccia, e, a volte, non ce la fa proprio.Ora il problema è che lui di farsi curare non parla assolutamente, dice che ce la farà da solo, che non è una malattia, che non mi devo preoccupare, ma la cosa va avanti ormai da troppo tempo ed io non ho più fiducia, lei che ne pensa? La ringrazio se vorrà rispondermi. M.N.

Cara signora, prima di entrare nel discorso specifico,mi sembra importante effettuare una disamina generale del problema. Per molte persone, infatti, numerosi giochi d’azzardo tra quelli elencati sono piacevoli passatempi, in taluni casi occasionali e in altri abituali, ma anche in quest’ultimo caso non significa che il gioco sia necessariamente patologico, dal momento che non è la quantità il fattore discriminante del problema. Esiste cioè un continuum tra gioco d’azzardo ricreativo e gioco patologico e, in relazione alle motivazioni, sono state distinte le seguenti tipologie di giocatori (Alonso Fernandez F., 1996, Dickerson M., 1993): 1) Il giocatore sociale che è mosso dalla partecipazione ricreativa, considera il gioco come un’occasione per socializzare e divertirsi e sa governare i propri impulsi distruttivi; 2) Il giocatore problematico in cui, pur non essendo presente ancora una vera e propria patologia attiva, esistono dei problemi sociali da cui sfugge o a cui cerca soluzione attraverso il gioco; 3)Il giocatore patologico in cui la dimensione del gioco è ribaltata in un comportamento distruttivo che è alimentato da altre serie problematiche psichiche; 4)Il giocatore patologico impulsivo/dipendente in cui i gravi sintomi che sottolineano il rapporto patologico con il gioco d’azzardo sono talvolta più centrati sull’impulsività e altre volte sulla dipendenza. Il gioco d’azzardo patologico, di cui si tratta in questa lettera e che ci interessa di più a livello psicologico, si configura come un problema caratterizzato da una graduale perdita della capacità di autolimitare il proprio comportamento di gioco, che finisce per assorbire, direttamente o indirettamente, sempre più tempo, creando problemi secondari gravi che coinvolgono diverse aree della vita. E’ stato da me inserito nel paragrafo delle ossessioni per la fissità ideativa ma va catalogato più o come disturbo impulsivo (piuttosto che compulsivo,perché in esso è assente l’angoscia della compulsione) o come disturbo da dipendenza Si può parlare infatti di una vera e propria “dipendenza dal gioco d’azzardo” se sono presenti sintomi di "tolleranza", come il bisogno di aumentare la quantità di gioco, sintomi di "astinenza", come malessere legato ad ansietà e irritabilità associati a problemi vegetativi o a comportamenti criminali impulsivi e sintomi di "perdita di controllo" manifestati attraverso incapacità di smettere di giocare. Se invece prevalgono altri sintomi maggiormente legati al deficit nel controllo degli impulsi, il comportamento di gioco patologico è catalogabile come impulsivo. Il gioco ha la funzione di innescare l´emozione e l´eccitazione del rischio, che è tanto più forte quanto più alta è la posta: anche se queste persone sanno perfettamente come funziona il mondo del gioco d´azzardo, continuano a giocare senza fermarsi, che stiano vincendo o perdendo, finché non hanno perso tutto quello che potevano giocare. Per questo molto spesso si dice che chi è malato di gioco d´azzardo in realtà non gioca per vincere ma per perdere. I giochi che sembrano predisporre maggiormente al rischio sono quelli che offrono maggiore vicinanza spazio-temporale tra scommessa e premio, quali le slot-machines e i giochi da casinò, ma anche i videopoker e il Bingo. L’autoinganno e il ricorso a ragionamenti apparentemente razionali assumono la funzione di strumenti di controllo del senso di colpa e innestano ed alimentano un circolo autodistruttivo in cui se il giocatore dipendente perde, giustifica il suo gioco insistente col tentativo di rifarsi e di “riuscire almeno a riprendere i soldi persi”, se vince si giustifica affermando che “è il suo giorno fortunato e deve approfittarne”, sottolineando una temporanea vittoria che supporta, attraverso una realtà vera ma alquanto instabile e temporanea, questa affermazione interiore o esteriore. Lo stato mentale di un giocatore patologico è pertanto estremamente diverso da quello di un giocatore anche assiduo non patologico e si caratterizza per il raggiungimento di uno stato similare alla sbornia, con una modificazione della percezione temporale, un rallentamento o perfino blocco del tempo, che nasce da una tendenza a raggiungere uno stato alterato di coscienza completamente assorbiti, fino ad uno stato di estasi ipnotica, dal gioco. Talvolta questa condizione della mente è favorita da un reale consumo di alcolici o di altre sostanze, associato al gioco, che alimenta la perdita di controllo della propria condotta. Il problema di dipendenza dal gioco può essere segnalato da comportamenti di vario tipo:un eccessivo assorbimento in attività dirette o indirette (programmi di gioco, pensieri su come procurarsi denaro, ecc.) legate al gioco d’azzardo; il bisogno di aumentare la quantità di denaro con cui si gioca per raggiungere livelli di eccitazione desiderati; tentativi ripetuti ma infruttuosi di interrompere, ridurre o controllare il proprio comportamento di gioco d’azzardo; ansia o irritabilità quando si tenta di controllare o ridurre il gioco d’azzardo; tendenza ad utilizzare il ricorso al gioco d’azzardo per ridurre stati affettivi negativi (colpa, impotenza, depressione, ecc.) o per fuggire a problemi; tendenza a ritornare al gioco per rifarsi dalle perdite precedenti; propensione a mentire sul proprio comportamento di gioco; perdita reale o grave rischio di perdita, a causa del gioco d’azzardo, di una o più relazioni importanti oppure compromissione del lavoro; ricorso a comportamenti illegali quali furti, frodi, baro, falsificazione; richiesta ad altri di denaro necessario per rimediare alla propria situazione finanziaria più o meno disperata a causa dei debiti di gioco. Cosa fare a questo punto? Possiamo solo sperare che in suo marito si crei una consapevolezza delproprio stato che lo spinga a ricercare un aiuto. I farmaci serotoninergici possono essere proficuamente impiegati ma,in questi casi, può essere particolarmente utile un trattamento ipnotico per sostituire progressivamente la trance da gioco con la trance ipnotica, a cui far seguire,se esiste una disponibilità e un buon insight, un lavoro psicoanalitico che permetta di elaborare le dinamiche profonde alla base del problema.

Mia moglie è una cleptomane?

Mi rivolgo a lei perché ho una situazione ingarbugliata, c’è chi mi dice una cosa chi un’altra, vorrei una sua parola definitiva. Ultimamente mia moglie attraversa un momento depressivo di cui credo siano in gioco diverse componenti, la menopausa, i figli che se ne sono andati Siamo molto benestanti e ciò che ha fatto è inconcepibile. Due giorni fa rovistando nella sua borsa ho notato la presenza di oggetti svariati, di nessun valore, di cui lei non ha affatto bisogno. Le ho chiesto spiegazioni e lei, tra i singhiozzi, mi ha confessati di averli rubati. Mi ha anche detto che la volta precedente l’avevano sorpresa ma il direttore del supermercato si è reso conto della situazione e, da uomo intelligente, le ha preso il nominativo senza denunciarla . Ma che cosa è una ladra o una cleptomane , sono sgomento cosa posso fare per aiutarla?

Da quello che lei scrive penso si tratti di cleptomania, che bisogna distinguere dal furto. Nella cleptomania il furto è commesso in assenza di giustificazioni e di necessità. Il conflitto che si crea nella mente, tra l’impulso a rubare e la volontà di resistervi crea uno stato di forte angoscia che chiede un atto liberatorio. Il cleptomane è relativamente indifferente agli oggetti rubati, può gettarli o restituirli, non ne ha bisogno per l’uso personale o per il valore economico. L’atto è di tipo ossessivo-compulsivo e quindi legato ad una crescente tensione che culmina solo con l’atto del furto. Lo stato mentale del cleptomane è integro nelle funzioni delle capacità di critica e di giudizio. La persona sa di avere un desiderio abnorme e tenta di resistervi. Egli ha una sensazione crescente di tensione immediatamente prima di commettere il furto, piacere, gratificazione o sollievo al momento in cui il furto viene commesso. Alla fine l’impulso prende il sopravvento sulla volontà cosciente.Il furto è commesso in modo goffo,maldestro, ingenuo in condizioni di forte tensione emotiva senza lucidità, oggettività ed efficacia e la persona viene spesso colta sul fatto. Infatti il desiderio inconscio di essere punito conduce l’autore a commettere un crimine imperfetto in modo da essere scoperto. E’un insospettabile,in genere benestante. e, a differenza del furto, vi è assenza di necessità, mentre è presente tensione emotiva prima, distensione liberatoria dopo. Mira a ricevere una pena che mitighi il suo senso di colpa, preesistente al furto e che chiede una punizione per essere alleviata offrendo una temporanea serenità . Allo stesso modo possono essere messe in atto delle false confessioni e delle auto-incriminazioni, millantando delitti mai commessi od appropriandosi di delitti commessi da altri. Il comportamento autopunitivo mira a compensare un senso di colpa derivante dalle modalità aggressive con cui si impossessa dell’oggetto simbolico. E’ la dinamica che Freud ha descritto nel “delinquente per senso di colpa”, dovuto al fatto che , per lottare contro di esso, continua a rubare sempre di più e si trova invischiato in un circolo vizioso. A livello psicodinamico impossessarsi dell’oggetto significa per lui possedere cose che danno la forza o il potere di combattere supposti pericoli, specialmente la perdita dell’autostima e dell’affetto e l’oggetto può rappresentare, in chiave simbolica, il latte materno e nelle donne, in cui la cleptomania è più frequente un bambino o il pene mancante (angoscia di virilità). In questo ultimo caso, cioè nelle cleptomanie perverse,la cleptomania si avvicina al feticismo, in quanto l’oggetto rubato è un feticcio che soddisfa sessualmente e rassicura dal pericolo della castrazione.In questo caso il lavoro psicoanalitico, data anche l’anagrafe, è arduo ma, potendo contare sulla disponibilità di sua moglie e su un valido tranfert si possono ottenere risultati sorprendenti

Mio figlio è dipendente da internet, aiuto

Sono madre dui due figli,18 anni il primo, 16 il secondo Il primo non mi ha mai dato problemi anche a scuola, va regolarmente in palestra, e frequenta gruppi di amici con cui esce regolarmente la sera,l´altro oltre ad avere un rendimento scadente a scuola se ne sta ore ed ore su internet,niente attività fisica, frequenta poco i coetanei e, quando siamo a tavola dice poco e quel poco che esce dalla sua bocca sono rimproveri nei nostri confronti o recriminazioni. Sono davvero preoccupata, come è possibile che siano così diversi dal momento che hanno avuto la stessa educazione? Mi può consigliare qualcosa per lui?
Volevo innanzitutto rilevare che gli stessi genitori non forniscono mai lo stesso parametro educativo perchè i figli nascono in momenti diversi,e inoltre i figli devono confrontarsi con parametri relazionali interpersonali tra di loro che possono influenzare profondamente il loro carattere. Per venire al tema specifico riguardante la problematica del secondogenito volevo ricordare che Il termine Internet Addiction Disorder (I.A.D.), disturbo di dipendenza da Internet si deve allo psichiatra americano Ivan Goldberg. Il fatto che l’idea viene percepita dal soggetto come un pensiero fastidioso e assillante la fa rientrare nel registro ossessivo-impulsivo, ma ha in comune con le perversioni il fatto che viene percepita anche come un piacere. La sindrome va rubricata nel paragrafo delle ossessioni per la fissità ideativa, ma va catalogata sia come disturbo impulsivo (piuttosto che compulsivo,perché in esso è assente l’angoscia della compulsione) sia come disturbo da dipendenza , cioè una bramosia patologica senza droghe.In comune con l’assunzione di sostanze psicoattive,infatti sono presenti sintomi di "tolleranza",(per cui si è costretti ad aumentare le dosi di una sostanza per ottenere lo stesso effetto), sintomi di "astinenza",(con comparsa di disagi specifici in seguito alla riduzione o sospensione di una particolare sostanza) ,il "craving" che porta a un fortissimo e irresistibile desiderio di assumere una sostanza e infine sintomi di "perdita di controllo" manifestati attraverso incapacità di smettere di giocare. L’ uso eccessivo di Internet,serve a soddisfare sul piano virtuale quello che il soggetto non riesce a ottenere sul piano della realtà, fino al punto di percepire il mondo reale come un semplice ostacolo o impedimento all´esercizio della propria onnipotenza che sperimenta con immenso piacere nel mondo virtuale. Nelle chat, dove uno è libero di attivare il proprio mondo fantasmatico spesso il soggetto dichiara un´identità sessuale diversa da quella reale, così come caratteristiche fisiche, età, occupazione, stato civile. In tal modo chi chatta ha la possibilità di realizzare in modo virtuale il proprio ideale dell´io.Ovviamente il mondo reale risulterà impoverito e infatti in questi casi si può avere grave perdita delle relazioni interpersonali. La terapia sarà tanto più praticabile quanto più il disordine è ego distonico cioè maggiore è la matrice ossessivo-compulsiva e minore la componente perversa.Sperando in una buona disponibilità del soggetto, si può agire tramite l’ipnosi e la psicoanalisi. L´ipnosi innescando la trance attraverso la concentrazione profonda e permettendo la graticazione fusionale tra l´io e l´io ideale, gli consente di rivivere l´onnipotenza narcisistica originaria bonificandola ;può agire da recupero e disseppellimento del passato e permettergli il contatto con la parte rimossa della sua psiche, operando un disseppellimento archeologico che può essere proficuo. Molto utile può essere un lavoro psicoanalitico che è in grado di agire, attraverso il transfert, che si spera solido e positivo, sulla bonifica delle fantasie che abitano la mente, nel senso di modificarle durevolmente e favorevolmente.

Sono sempre in fuga

Caro dottore sono un giovane di circa 28 anni, perennemente irrequieto. Figlio unico di una famiglia agiata mio padre è stato sempre poco presente con me sempre in giro per lavoro. Credo che mia madre non si sia mai sentita realizzata non avendo un proprio lavoro, il suo scopo principale era occuparsi di questo figlio e, francamente, ho sempre sentito il suo fiato sul collo. Per lei tutto quello che facevo era pericoloso e quando gli altri bambini giocavano tranquillamente io ero sempre sotto il suo sguardo ansioso,credo che questo mi abbia condizionato non poco. A 23 anni ho fatto un Erasmus a Berlino e la mia vita è completamente cambiata sono arrivato tutto pisserino, perbenino e a contatto con quella realtà ne sono uscito dopo 6 mesi con i capelli biondi , l’orecchino. Là una vita completamente sregolata , senza orari, a tirar tardi ogni giorno, spesso spinellato, ho tirato fuori tutta la rabbia che avevo dentro, mi sono messo anche nei casini, niente di grosso. Però rapporti sessuali a ripetizione anche con ragazze che francamente non mi piacevano.Ma con le ragazze là ho avuto anche esperienze indimenticabili. Sono rientrato e a contatto con il mondo originale mi sentivo male, ero angosciato, depresso mi sono fidanzato ma è stato un incubo. Lei era una brava ragazza ero io che non andavo ,la tormentavo con la mia gelosia e mi sembrava di essere incastrato ingabbiato come se la mia vita non avesse più senso Ho dovuto lasciarla dopo qualche mese,altrimenti sarei andato fuori di testa. Nel frattempo mi sono laureato e ho trovato un buon lavoro.Il mio problema attuale è che non riesco a stare fermo, sono sempre a giro appena mi trovo ad avere qualche giorno libero. In questi anni ho preso l’aereo ogni volta che ho potuto, Europa Stati Uniti India Cina tutto pur di non restare qua Mi sento libero come qua non mi son mai sentito. Però, nei momenti di riflessione e di pausa, sento di non voler continuare così tutta la vita, che è diventata una schiavitù anche questa e voglio risolvere questo problema lei cosa ne pensa?

Lei ha fatto già una buona correlazione psichica tra il bambino bloccato del passato e l’adulto reattivo costantemente in fuga , potremmo dire che lei è passato da una situazione claustrofobica , di chiusura ed oppressione ad una dromofila coatta cioè un bisogno di fuggire reattivo. E’ possibile ipotizzare che in lei si attivino questi meccanismi di allontanamento coatto per un pericolo persecutorio e depressivo che può essere rappresentato originariamente dalla figura materna vissuta in modo oppressivo, ambivalente e anche incestuosa la cui imago lei ha spostato sulla sua compagna e, simbolicamente, sul luogo in cui è nato e vissuto; tra l’altro, nella sua lettera, lei non fa il minimo cenno ala figura paterna e questo ne fa intravedere la inconsistenza circa la possibilità di aver potuto contare su stabili identificazioni maschili. Il viaggiare è perciò una necessità per trovare luoghi e compagne che non siano associabili al vissuto relativo alla madre originaria. Andarsene cioè significa “esogamia” cioè recarsi in un luogo dove le angosce persecutorie, depressive e il tabù dell’incesto non abbiano voce e forza. L’esperienza da lei citata riguardo ai suoi 23 anni le mostra quanta repressione e precarietà identificativa aleggiasse alloram più o meno profondamente, dentro di lei.In questi casi in presenza di una buona disponibilità può essere opportuno effettuare un profondo lavoro psicodinamico di tipo psicoanalitico che le permetta di introiettare attraverso il transfert immagini femminili bonificate e maschili presenti ed incisive. Una solida alleanza di lavoro sarà inoltre necessaria affinchè il quadro psichico possa evolvere verso modalità esistenziali soddisfacenti derivanti da una vitalità ed un piacere di un percorso vitale stabile e consolidato.