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Risposte su ossessioni e rituali 5

Dubbio e paura di essere gay


Salve dottore, ho 15 anni sono un ragazzo come tanti altri che ha avuto sempre un forte interesse per le donne,già sin da piccolo,infatti già dall'età di 5-6 anni se non ricordo male giocavo con mia cugina al gioco della famiglia, in cui non mancavano baci appassionati che ci davamo.
Da dicembre mi è venuto questo forte dubbio accompagnato da ansia (tant'è che provai a farmi una camomilla che non servì a nulla) sull'essere omosessuale. Inizialmente ebbi una forte depressione,infatti vomitavo e non mangiavo niente e dormivo sempre, poi ho continuato a testarmi finché ho pensato che avevo un amico un po effemminato e ho detto provo a testarmi su di lui e vedo se ho erezione,da li la ebbi e tutt'ora se sono ansioso la ho ancora.Se sono calmo no invece.Comunque ho provato anche a testarmi anche con le donne provando ad avere fantasie su di esse e mi parte subito l'erezione,ho provato anche a toccare il sedere di una mia amica un po bruttina e ho avuto subito un erezione,insomma con le donne non manca l'erezione.anche giocando con i miei amici mi hanno toccato si sono seduti sopra anche e non ho avuto nessuna erezione o eccitazione.L'unico problema è che forse ho sviluppato questa fantasia con questo mio amico che,inizialmente non eccitandomi forse,testandomi poi ho imparato ad eccirarmi è come una fatasia malata forse.
Ah comunque dimenticavo,il pensiero di essere gay mi assilla h24 ogni giorno da 4 mesi a questa parte,mi ha distratto in gran parte dallo studio e tutt ora un po mi ha fatto isolare da i miei amici e ho avuto in seguito molti attachi di panico e di pianto.Dottore un ultima domanda, secondo voi è doc? E mi sono accorto di un altra cosa,ho amato una mia amica per circa due anni e quando vedo una ragazza che assomiglia a lei o proprio lei mi arriva una sensazione al petto seguita da forte battito del cuore,è possibile che ancora la amo? Invece quando vedo questo mio amico mi viene solo un ansia pazzesca.

Da quanto lei scrive ,pur in assenza di un contatto diretto, sembra che si tratti proprio di DOC omosessuale,il che ,se la può rassicurare circa le ansie riguardanti la sessualità, non deve farle sottovalutare il problema ossessivo, per cui è opportuno che inizi un percorso psicoanalitico profondo per comprendere e portare alla luce i conflitti e le dinamiche psichiche presenti nel suo inconscio fin da piccolo in rapporto alle figure di riferimento.Data la giovane età,se costituisce con l'analista un solido accordo di lavoro, può risolvere tali problematiche in tempi relativamente brevi La saluto cordialmente

Che mi succede?

Gentile dottore MISCIA Le inoltro questa mail sperando di fornirle quanti più elementi utili possibili. . Sono sempre stato un ragazzo dal carattere debole e molto ansioso fin da ragazzino, eppure i miei familiari hanno un ricordo di un bambino sveglio, allegro e vivace. Nel 1994 una psicoterapeuta riferì a mia madre che ero un bambino iperattivo ed effettivamente anche io credo di avere alcuni requisiti come la sensazione di avere un motorino interno sempre accesso ,disorganizzazione (specialmente lavorativa) tratti disattentivi e il perdermi nei miei pensieri. A scuola la classica frase dell'essere svogliato e distratto, ma mai mi scusi il termine un bimbo discolo , rumoroso o teppista. Anzi mi definivano educato, gentile che rispetta le regole. Mia madre mi riferisce che da bambino le piangevo dietro la porta del bagno perché non volevo staccarmi da lei, cosi anche all asilo e fino alle 2 elementare. Alle scuole medie ho subito l’unico atto di bullismo ( 1997 seconda media) dove fui picchiato da un coetaneo per questioni stupide. Per il resto tutto tranquillo con professori ed insegnanti. Scuole superiori tutto ok (muovevo spesso le gambe in modo quasi automatico mentre facevo i compiti in classe ed ero e sono un disastro con la matematica ed i conti in generale) Mi iscrissi alla facoltà di lettere e filosofia in cui sostenni circa una 15ina di esami tutti con voti abbastanza buoni. Nel 2008 interruppi e nonostante mille promesse non portai a compimento il percorso( e me ne pento) perché so quanto valgo in questo settore. Diverse esperienze di lavoro a mio avviso poco soddisfacenti(ad oggi non so realmente cosa mi potrebbe piacere e stimolare perché mi assale la noia e la procastinazione) . Sono omosessuale da che ne ho memoria ,ma lo ammisi finalmente nel 2009. Tanti amici e conoscenti negli anni 2006/2008 e mi capitava di fare qualche canna per divertimento.( SOLO UN PAIO DI TIRI RIDENDO COME UNO SCEMO) Smisi definitivamente nel 2010, ed oggi ne ho paura. Definito e descritto come un ragazzo, divertente, di compagnia, allegro e casinaro. Nutro paura per mille e mille cose e mi viene lo stato ansioso su tutto. Sono ,almeno mi credo abbastanza ipocondriaco ( temo malattie infettive e malattie mentali) e credo di non riuscire a fare nulla senza l’appoggio altrui, delegando tutto ciò che mi riguarda ad altri (madre, fidanzato) Mia madre è sempre stata una madre presente ma molto apprensiva ed iperprotettiva da cui tutt’oggi se non per alterni periodi riesco a staccarmi(chiamiamola dipendenza emotiva materna) Una padre emotivamente assente purtroppo. Ha sofferto nel 1996 di un forte episodio depressivo ed io conservo ricordi di quel periodo ma con il tempo si risolse. Ho una sorella 29enne , ed io sono sempre stato geloso del rapporto con nostra madre( con lei quasi amica, mentre con me solo madre) Nella mia famiglia in senso ampio da che ne so e ne sappiamo non ci sono casi di disordini mentali propriamente detti Mia nonna materna soffriva di depressione reattiva (perse un figlio 20enne in un incidente mentre era in servizio di polizia) Sono sempre stato emotivo e mi capita spesso di cedere alla malinconia di ricordi passati anche positivi soltanto ascoltando una canzone. Tanti lavori seppur precari li interrompevo per noia o perché effettivamente non piacevano da cui non riuscivo effettivamente a trarre stimoli Tutt ‘ora sono precario, mentre il mio fidanzato tutto sommato ha un lavoro stressante ma regolarmente stabilizzato e mi fa male ciò in riferimento alla mia condizione facendomi sentire inferiore.
Scarsa autostima , mi vedo e mi sento inferiore rispetto agli altri.Spesso e volentieri non so chi sono perché a furia di avere mentito spesso non sono riuscito a capire chi davvero io sia o cosa voglia essere ,cosa farne della mia vita . Ci sono giorni in cui mi vedo tutto sommato discreto e giorni in cui mi vedo brutto e pessimo. Ho mille ossessioni e rimurginazioni mentali che mi mandano in ansia. Paura del futuro , di non farcela, di non sapermi distaccare dal nido, di AMMALARMI MENTALEMTE E DI FINIRE MALE. Timore di non farcela da solo in un prossimo futuro e di finire solo e spacciato. (non riesco a staccarmi dal mio nido per paura di non farcela di non essere capace. ) Con il mio ragazzo ci sto da 8 anni ( lui anni 28 laureato 5 anni) Mi è capitato di tradirlo per stupide sensazioni di vanagloria. Una volta soltanto ho messo a repentaglio me stesso e lui, avendo avuto un rapporto non completo con il fidanzato del mio migliore amico. Questo ragazzo era sieropositivo ma fortunatamente tutti i test mi risultarono negativi. Mai più un gesto simile. Ma porto un enorme senso di colpa per lui e per il mio amico. Vorrei sentirmi un adulto, anziché un adolescente problematico. Sto seguendo una psicoterapia con uno psichiatra con specializzazione in psicanalisi di gruppo. . Lui ribadisce che cerco disperatamente un disturbo che non ho, ma io credo di aver qualcosa. Mi sento capito in parte dal mio terapeuta, vorrei fidarmi delle sue parole ma faccio fatica ad attuare UN SIGNIFICATIVO CAMBIAMENTO. Mi chiedo con il dubbio pressante e se il mio terapeuta si stesse sbagliando? Se sto davvero impazzendo? Se davvero è l'inizio di un disordine mentale? Vorrei tanto cambiare, ma mi sembra difficile che so.. una sorta di testardaggine caratteriale. Ascolto i consigli ed i suggerimenti, ma ricado sempre nello stesso buco Ma crescere e diventare finalmente adulti probabilmente mi terrorizza, o forse non so farlo io. Come se avessi bisogno di un supporto emotivo costante, ormai mi son convinto di non sapere ne essere me stesso, ne di badare ,ne di bastare a me stesso. Credo di possedere molti difetti e pochi pochissimi pregi.
Sono sempre stato irritabile e poco paziente (caratteristica paterna presumo) Mi sento giu ma riesco a godere della compagnia degli amici ed a ridere di qualche situazione gradevole e divertente. Adesso però mi è subentra la voglia di stare sempre nel mio guscio protetto, limitando la mia vita sociale a qualche pizza, ma con il desiderio di rientrare a casa.Presenza costante di sensi di colpa su diverse questioni (genitori, ragazzo, qualche amico ecc). Non bevo alcolici ne assumo sostanze(mi fanno paura), ne tanto meno faccio abuso in modo drastico ed esponenziale di caffe ( da mesi massimo due, prima qualcosina in più in termini di assaggio - mi bagnavo le labbra spesso per dirla in modo colloquiale. Fumo circa una 15/20 di sigarette al giorno da quando avevo circa 14 anni. Mai avuto problemi di sonno o di insonnia, anche quando capitava di rincasare tardi bene o male riuscivo a prendere sonno.
In questi mesi mi capita di essere più ansioso del solito con attacchi ansiosi. giornalieri (PANICO?). D'un tratto una scarica d'ansia, dovuto alle mie paure (LA MIA PAURA) mi porta un calore ed una adrenalina negativa molto pesante. Mani fredde, pelle che brucia, testa vuota, bocca riarsa, stomaco chiuso, e muscoli cervicali contratti e dolenti.)Mi blocco ed inizia il vortice dei mille dubbi e mille ruminanzioni. Vorrei essere allegro e rilassato, adulto e maturo con una giusta dose di resilienza senza cadere subito in pensieri negativi. Si dottore, per natura io sopporto male lo stress pisco-emotivo. Chi mi circonda non mi sopporta più per tutta questa' ansia e per le mie continue richieste di rassicurazione (mi creda pongo e mi pongo mille domande, mille perché e mille .. è se fosse? Spesso nutro dei dubbi sulla mia relazione, eppure tutto sommato è una storia soddisfacente anche ci sono dettagli del mio compagno che mi infastidiscono.(credo di essere piuttosto emotivamente permaloso soprattutto con lui)
Non so cosa mi succede, è come se un costante DUBBIO PATOLOGICO MI ASSALE ogni giorno. Non mi sento più me stesso(DEPERSONALIZZAZIONE). I luoghi ,i posti a me familiari non riescono a darmi conforto. Sensazione di testa vuota, ma se mi capita di incantarmi nei miei pensieri vanno tutti in questa maledetta direzione. Mi capita spesso di riflettere a voce alta pur di analizzarmi e darmi auto-conforto. Spesso mi succede di sentirmi emotivamente un automa. Cerco di osservare un autocontrollo spesso forzato per paura di sembrare strano agli occhi del mondo.( chi mi conosce non fa che affermare che non ho nulla che non va, che sono io che mi sono convito di tutto questa spazzatura mentale.) Ho paura che qualcuno possa etichettarmi come strano, malato.
Ogni santo giorno una paura sempre diversa. Paura del disturbo bipolare, del disturbo borderline di avere un disturbo di personalità. Di avere qualcosa di latente che sta per scoppiare visto come mi sento .Una psicopatofobia cronica e costante e spesso invalidante.. giuro sentire parlare di queste cose, mi fa tremare. Uno stato ansioso cronico e costante, un senso d'ansia cronico e generale. Come un'onda anomala che si innesca d'improvviso, partendo dalla bocca dello stomaco. Una specie di scarica di adrenalina negativa. Mi creda sono sempre teso ed ansioso come una corda di violino. Non la definisco una grave angoscia, ma comunque è una situazione spiacevole. A tratti sono tranquillo, d'improvviso se vado con il pensiero a muovere scusi il termine questi pensieri negativi, ecco boomm un attacco ansioso con disturbi somatici annessi...evito ultimamente di ridere, giocare scherzare per la tremenda paura di avere boh qualcosa di maniacale o ipomaniacale. Pensate che quelle mie poche opinioni che ancora riesco a conservare mi fanno paura perché ecco...il DUBBIO.. e se si trattasse di un'idea strana? Come mai da parecchio tempo mi vengono in mente pensieri intrusivi? ( paura di essere impazzito, di far del male alle persone a me care, al mio cane ecc ecc? paura di poter far del male a mia madre? Se un giorno mi suicidassi ?)Posso vivere cosi? Non riesco a diagnosticare in niente, ma vorrei tanto essere sereno, perché al solo sentire parole come instabilità, malattia mentale...ecc ecc mi portano a tremare. Vorrei poter dare un nome a tutte queste ansie, timori e paure. Secondo il suo modesto parere dottore può aiutarmi a venirne a capo? Mi chiedo in preda all'ansia e se questi brutti pensieri si realizzassero davvero? Cosi inizio a pensare a mille possibilità per rassicurarmi. chiedo scusa per la lunghezza di questa mail, volevo in parte sfogarmi e sentire un parere , perché so che devo VERAMENTE PARTIRE DA UN ANALISI MOLTO , MA MOLTO PROFONDA, andando a ritroso per capire cosa si è inceppato nella mia vita Non faccio che cercare rassicurazioni assillando, mia madre, il mio ragazzo gli amici. In quei momenti le parole mi tranquillizzano, ma poi riecco la paura , l 'ansia, IL MALEDETTO DUBBIO E LA DANNATA RIMURGINAZIONE. Questi pensieri sono sempre li. Più cerco di allontanarli di analizzarli, e più non ne vengo a capo alimentando una spirale di dubbi. Non faccio che cercare sintomi e diagnosi sul web. Ogni scusa è buona per andare a cercare in modo quasi ossessivo pagine e siti di PSICHIATRIA di psicopatologia facendo mille test alla ricerca di un qualcosa che non va in me. Ogni volta un dubbio da dovere cercare e ricercare per provare a rassicurarmi. Dubbi che generano dubbi .. Ogni minimo pensiero mi porta a cercare spiegazioni , cercando rassicurazioni. Il controllo diventa ripetitivo ed irrefrenabile .Una continua ricerca non mi basta mai per avere quella DANNATA CERTEZZA DI NON ESSERE MALATO DI MENTE Molto probabilmente sono stato abituato a sentirmi in colpa da sempre. Ho spesso la sensazione di essere sbagliato, difettoso, infantile e malato. Eppure non ho mai avuto tendenze ne pensieri suicidi ne atti di autolesionismo. Nessun pensiero di morte o di vuoto, perché nonostante tutto amo la vita e vorrei poter vivere in maniera meno ansiosa e più serena. Mai scontri fisici o risse. MAI E POI MAI. Ne tanto meno drastici ed eclatanti sbalzi d'umore patologici se non quelli di natura prettamente fisiologica come del resto accade ad ogni persona Mai spese azzardate, mai comportamenti drastici e rischisosi..Ho chiesto più volte alle persone a me vicine se avessero notato improvvisi mutamenti e tutti mi ribadiscono un SECCO NO. Idem i miei familiari non hanno mai notato nulla di anomalo e psicopatologico negli anni trascorsi .Le dirò Dottor Miscia che ebbi sintomi ansiosi simili nel 2012 ( UNA MONONUCLEOSI MAL DIAGNOSTICATA MI FECE VIVERE LO STESSO INFERNO DI ADESSO PER MESI SOLO CHE ALL'EPOCA ERO OSSESIONATO DALL'HIV E DALLA SCLEROSI MULTIPLA) Piangevo in preda all'ansia ed al terrore di essere malato. Poi man mano mi rasserenai ma ci vollero diversi mesi. Mi reputo e definisco facilmente suggestionabile , e credo che a furia di cercare risposte a tutto la mia mente è stata vinta dalla suggestione.( per ogni cosa negativa ).Ma mai cosi ansioso e spaventato come adesso .MI dicono che ho la paura dipinta in volto da mesi, come se fossi in aria, tra le nuvole. A furia di cercare sintomi sul web, ecco mi sono buttato nella gabbia. Ogni giorno sento di dover cercare qualsiasi informazione al riguardo di ciò che più temo. Una specie di rituale negativo giornaliero. E più ho paura più mi viene difficile non cercare su internet ogni santo momento della mia giornata (persino in ufficio pensi un po'?? Un costante timore angosciante di non poter controllare i miei pensieri. Di perdere il controllo di me stesso e della mia vita. Faccio una fatica IMMENSA a fidarmi di me stesso . Come se temessi che i pensieri illogici potessero diventare una tremenda realtà .Si dottore convivo con il fantasma della paura ogni giorno. Paura irrazionale di potermi mentalmente ammalare in modo grave da essere spacciato. Provo a calmarmi solo evocando alla mente pensieri positivi e confortanti ma purtroppo non ci riesco spesso. Le parole e le spiegazioni rassicuranti di mia madre riescono per un po' a sedare l'ansia. Ma non riesco e dopo un tot ecco, che ritorna la spinta a cercare consulti one line. Ammetto una MANIFESTA TENDENZA IPOCONDRIACA. Nel 2002 feci un EEG Presso la struttura di NEUROFISIOPATOLGIA universitaria che risultò negativa. Nacqui con un parto un po difficile, respiravo male e nell'ultima chiamiamola scherzosamente salita verso la vita, dovetti essere aiutato per qualche istante con il forcipe (NESSUNA VENTOSA) Non mi sento depresso nel termine peggiore del termine, ma timoroso e dubbioso per il mio futuro e per la mia vita in generale che mi porta a voler piangere. Da qualche settimana le le scosse ansiose e presumo di panico si fanno sentire quasi ogni giorno. Il fantasma della malattie mentale aleggia nella mia mente di continuo. Al momento dopo il colloquio con il mio psichiatra ( CHE TORNA SEMPRE AD ESCLUDERE IL BIPOLARISMO, MA IO A FIDARMI NON CE LA FACCIO) mi sento leggermente più sereno. Ma il timore di riprendere ad uscire, a svagarmi, a fare il bontempone, a ridere e scherzare come facevo fino a poco tempo fa, mi fa paura, PERCHE PENSO ECCO QUESTA è L'ALTRA FACCIA DEL DISTURBO, STAI VIRANDO VERSO LA MIA MANIA, L'IPOMANIA. Si rende conto dottore? ho il timore è l 'ansia di essere allegro. Emotivamente non riesco a staccarmi da mia madre perché la sua persona e le sue parole mi rassicurano sempre, come un porto sicuro dove poter riparare in caso di tempesta. Continuo a pensare, che succederà nel futuro? Avrò di nuovo un periodo cosi? Io per natura devo essere sincero sono sempre stato tendente allo scoraggiamento, all'ansia, alle paura di cavarmela da solo, perché mi ritroverei perso se dovesse succedermi un'altra esperienza simile. L'essere incoerenti su certe questioni è indice di patologia? (spesso il mio ragazzo mi rimprovera questa incoerenza).Il mio terapeuta insiste sulla questione di fragilità e di un mutamento personale rimandato per troppi anni. Dottore, cosa ho che non va? Vorrei tanto provare e raggiungere un traguardo nella mia vita per rendere fiero me stesso e chi mi vuole bene,. provare una volta per tutte ad contento di me con una sufficiente autostima con una buona dose di forza d'animo e caratteriale, dimenticando i miei sbagli e sopire i miei sensi di colpa e vivere un tantino più sereno con meno ansie ,paure e problemi. .Vorrei poterle dire molto altro ma credo e spero di aver fatto per lo meno un primo sunto della questione. Nel 2002 mi prescrissero zoloft al minimo dosaggio. Nel 2007 ANAFRANIL 10MG X 3 al giorno. Infine fino al 2017 a fasi alterne prendevo ENTACT DA 10 MG Ma avendo ormai letto ovunque di effetti collaterali, quali rabbia, pianto, mania ecc ecc. non voglio prendere più nulla.Secondo lei perché metto in dubbio ogni cosa di me stesso, del mio vivere? Mi Sto davvero ammalando mentalmente? Sentire parole come malattia mentale, bipolarismo ecc ecc mi fanno letteralmente tremare. Se per caso un amico, il mio compagno per scherzo mi dice quando racconto queste esperienze ..niente sei fuori se pensi cosi. ecco.. che li vorrei piangere e dentro di me tremo come un foglia da non poter far nulla.
Grazie e scusi se ho disturbato con una mail piuttosto lunga.
Con riconoscenza e profonda stima

Rispondi
Salve lei non è affetto da alcun disturbo bipolare o entità nosologiche così importanti quali quelle a cui allude. Si tratta di una crisi identitatia con disturbi ossessivi ed ipocondriaci. Questo le posso dire , a distanza, senza un contatto diretto e le suggerisco non tanto di medicalizzare il sintomo quanto di effettuare una profonda ed efficace analisi personale che le permetta di esplorare il suo inconscio fino ai primi suoi momenti di esistenza saggiando i rapporti con le figure di riferimento con le loro valenze conflittuali. La saluto cordialmente

Risvegli notturni con ossessione ricorrente

Gent.mo Dott. Miscia,
A mia madre, di 86 anni, è stato diagnosticato un disturbo cognitivo di grado lieve-moderato (anche se rimango un po' dubbioso visto che questa diagnosi è stata basata solo sui test, senza alcun esame clinico). Da mesi sto vivendo un grosso problema: non dormo quasi più di notte, a causa del fatto che mi chiama, svegliandomi, a tutte le ore. Purtroppo ogni volta, mentre lei si addomenta quasi subito, io impiego mezz'ora o più e spesso mi chiama di nuovo mentre sto per addormentarmi. Il risultato è che ho grossi problemi durante il giorno. Ogni volta che si sveglia sente l'assoluto bisogno di chiamarmi, giustificandosi a volte con la preoccupazione che io possa "non sentirmi bene" durante il sonno (è assurdo ma questa è una cosa che fa da sempre, in quanto è sempre stata molto apprensiva), ma soprattutto è ossessionata, e questo da pochi mesi, dalla paura che sia tardi e insiste che non ha più sonno e che bisogna alzarsi (il bello è che poi riprende sonno tranquillamente, dimostrando di aver bisogno di dormire). Capisco che la causa possa essere uno smarrimento dovuto ai disturbi cognitivi, ma c'è un aspetto che ho notato: quando le faccio notare (a volte molto irritato perché perdo la pazienza) che siamo in piena notte o mattina molto presto, tende a reagire (forse perché mi vede veramente arrabbiato) in modo "razionale", come una persona del tutto "normale", a volte lasciandomi dormire per qualche ora senza svegliarmi inutilmente.
A onor del vero, devo dire che ha perso in gran parte la memoria a breve termine (e questo appare con evidenza), ma è pur vero che è in grado di ricordare perfettamente, anche dopo giorni, cose che la riguardano o la colpiscono particolarmente.
Proprio per questo motivo le chiedo se a suo avviso sia possibile sfruttare queste capacità restanti, attraverso l'ipnosi, per eliminare questa preoccupazione ossessiva di non riuscire ad alzarsi in orario, che, a mio parere, costituisce il motivo principale del suo disagio notturno. Molte grazie per l'attenzione.

Certo, può provare, con un ipnotista esperto, ad utilizzare i parametri cognitivi, ancora validi, per effettuare un lavoro ipnotico che potrà essere utile sia per antagonizzare i risvegli notturni che le ansie ossessive.Cordialità

problemi sessuali


Buongiorno dottore,
Sono un ragazzo di 21 anni e la contatto per esporle due miei problemi di natura sessuale. Partiamo dal primo: sin dai primi anni della mia adolescenza, sono stato sempre e solo attratto da donne (e lo sono tutt'ora..), ma nonostante questo, non ho ancora mai avuto una vera e propria storia d'amore, degna di essere chiamata tale. Mi è capitato di innamorarmi una sola volta (addirittura alle scuole medie) e da lì in poi nulla più. Non c'è stata più nessuna ragazza in grado di farmi venire le "farfalle nello stomaco", come si usa dire. Insomma, non ho più avuto nessun approccio con loro, ne a livello sentimentale, ne tanto meno di natura sessuale. E anche per questo motivo, ho deciso di affidarmi, come fanno tanti, a delle app di incontri, per cercare di fare nuove conoscenze con l'altro sesso, magari per trovate qualcuna con cui stare o anche solo per divertirmi. Ma è proprio lì che è successo qualcosa: a parte qualche messaggio scambiato qua e là con qualche ragazza (qualcuno anche hot, con cui ho sfogato le mievvoglie sessuali), mi è capitato di avere contatti anche con uomini, di diverse età, con cui c'è stata l'occasione di avere approcci di quel tipo... Insomma, mi sono masturbato più volte con persone del mio stesso sesso, anche su siti dove non era richiesta alcuna registrazione, dove si scambiano messaggi con degli sconosciuti random e si può decidere di interrompere la conversazione in qualsiasi momento, per avviarne subito un'altra. Il punto centrale del problema è che, sia nei siti dove è prevista la registrazione, con tanto di foto profilo e dati annessi, e sia nei siti in cui si poteva chattare liberamente con dei perfetti sconosciuti, io non ho mai provato attrazione sessuale verso gli uomini, ma nonostante questo mi è capitato di masturbarmi con loro,ottenendo piacere. E in ogni masturbazione, non ero eccitato dall'uomo con cui interagivo, ma dalla situazione che si veniva a creare. Era più l'idea che potesse succedere qualcosa a piacermi, a mandarmi in eccitazione, piuttosto che la persona che avevo davanti (o che immaginavo di avere). Inizialmente, facevo tutto ciò senza pensarci, ma poi ho iniziato ad avvertire preoccupazione e disagio per via del fatto che a me piacciono solo le donne e che, nella realtà, non andrei mai con un uomo. Anzi, la sola idea mi fa ribrezzo, mi fa schifo. Tant'è che, dopo essermi masturbato con alcuni di essi, ripensando a cosa era successo in precedenza, mi sono chiesto come sia stato possibile una cosa del genere. Cioè, l'idea di aver immaginato di stare con un uomo, dopo la masturbazione, mi faceva totalmente schifo e stavo male, perché non capivo cosa mi stesse succedendo. Tutta questa situazione mi ha creato un grande malessere, perché non riesco a capire chi sono, qual è la mia vera identità. Non so se sono pazzo, pervertito, o cos'altro.. Ho iniziato a mettere in discussione il mio orientamento sessuale, per via di tutto questo. Ho iniziato a pensare di essere gay o bisessuale, ma ciò mi spaventa perché, dentro di me, non sento di essere ne gay ne bisessuale. E queste continue domande, hanno fatto nascere in me una vera e propria ossessione in merito. Da qualche mese, infatti, la mie mente è affollata di pensieri e immagini totalmente indesiderate, che vedono protagonisti uomini che fanno sesso, o comunque in approcci intimi. Mi capita di avvertire impulsi strani nelle parti intime quando questi pensieri mi ritornano in mente, oppure quando guardo la TV. Mi è capitato più volte di guardare attori o personaggi televisivi vari e, al sopraggiungere degli impulsi indesiderati, ho iniziato a stare male. Ho iniziato a chiedermi se fossi eccitato, se mi piacessero oppure no. E per evitare che ciò possa riaccadere, mi capita spesso di concentrarmi solo sulle donne quando guardo la TV, per paura che, guardando gli uomini, possono ritornare quegli impulsi sgraditi. E tutto ciò avviene in continuazione... Anche quando vado sui siti porno, cerco di evitare di guardare gli uomini e il loro sesso, per paura di poter provare eccitazione, e mi concentro solo sulla donna protagonista del video. Addirittura, anche quando sento solo parlare di omosessualità, gli impulsi si ripresentano puntuali. Basta che io senta qualcosa che possa essere associata ai gay per stare di nuovo male, sia a livello fisico (impulsi) che a livello psicologico (immagini e pensieri indesiderati). Per capire che cosa mi sta accadendo, ho deciso di cercare su internet una spiegazione, e mi sono imbattuto nel cosiddetto "Disturbo ossessivo compulsivo omosessuale", e devo dire che molte delle cose che ho letto in merito, coincidono con quello che mi sta accadendo. Ma non posso esserne certo. Per questo ho deciso di rivolgermi a lei, per cercare di capirne di più di tutta questa mia situazione strampalata. Quello che le chiedo è: Com'è possibile che io, etero convinto da sempre, abbia potuto provare piacere nel masturbarmi con persone del mio stesso sesso, pur non essendo attratto dalla persona, ma solo dalla situazione, salvo poi pentirmene amaramente e provare schifo verso me stesso, ripensando a ciò che mi era accaduto? E cosa mi sta accadendo negli ultimi mesi? Può essere davvero un disturbo, come quello che ho citato prima, oppure si tratta di tutt'altra cosa? E soprattutto, in caso affermativo,ppotrebbe essere la causa scatenante di entrambe le problematiche esposte?
Attendendo una sua risposta, la ringrazio in anticipo

Salve è probabile, anche se per essere più preciso avrei bisogno di un riscontro diretto, che il problema che lei accusa sia rubricabile nei termini di " Doc omosessuale" e che certi comportamenti sessuali, agiti, si siano verificati, appunto, non direttamente ma mediati da una dimensione fantasmatico situazionale, quindi ben lontani da un contatto immediato.D'altra parte consideri che non esiste una eterosessualità completa e che in noi sono compresenti le due tendenze sessuali anche se, poi, una è minoritaria rispetto all'altra. Comunque piuttosto che cercare di etichettare il problema in termini diagnostici, le suggerirei di intraprendere un percorso psicoanalitico che l'aiuti a far chiarezza dentro di sè e che si focalizzi sulle dinamiche relative alla identità sessuale come conseguenza delle identificazioni con le figure di riferimento. La saluto cordialmente.

Fevarin DOC e Depressione

Salve ho 24 aa e da 4 mesi prendo 100mg di fevarin, dei grande risultato non vedo,. La mia domanda? Se ipnosi può aiutare il DOC o la depressione? Grazie Andrea

Salve alla sua età il lavoro elettivo per per qualsiasi disturbo psicopatologico, inclusi depressione e DOC, è la psicoterapia psicoanalitica e la ipnosi meditativa e regressiva, eventualmente effettuate nella stessa seduta. Come ho scritto più volte, non conviene affidare solo ai farmaci la risoluzione del problema perchè possono dare dipendenza e, soprattutto, non permettano di accedere alla conoscenza profonda di sè e quindi non consentono di chiarire le motivazioni che stanno alla base della sofferenza e che sono depositate nell'inconscio. Solo un processo di consapevolezza può essere risolutivo. La saluto cordialmente

Fobia ossessiva

Buonasera, ho 23 anni e mi sono permessa di scriverLe dopo aver visto il Suo nome su internet. Questa e’ la mia situazione e mi piacerebbe tantissimo se potesse aiutarmi a capire, anche solo con poche parole, cosa mi stia succedendo. La prego,non mi consideri una fuori di testa. Purtroppo vivo un periodo di grande sofferenza. Spero di non disturbarLa.
A giugno, ho avuto il mio primo lavoretto extra-universitario, in cui ho fatto la babysitter a 18 bambine durante uno spettacolo insieme a due mie amiche. Ho provato tanta ansia, c'era molto da fare. Durante la serata ho provato forte stress, e ho avuto pauraa un certo punto di aver compromesso l'udito a un bambino, solo per aver erroneamente battuto il gomito nel suo orecchio mentre mi passava vicino correndo. A fine serata, invece, ho avuto il terrore di averle graffiate quando le accompagnavo in bagno, mentrele aiutavo a vestirsi e che i genitori mi avrebbero denunciato, ma poi tornata a casa ho scritto questa paura al mio ragazzo, ho salutato e raccontato a mia madre come fosse andata la serata, mostrandole anche una foto, e sono andata nel letto cercando, primadi dormire, qualche indicazione su internet circa la paura di fare del male e riguardando la foto della serata in cui eravamo io e le mie due mie amiche. La mattina dopo ero in macchina con il mio ragazzo, gli raccontavo della sera prima e anche della miapaura. A un certo punto, non ricordo come e quando, mi sono comparse delle immagini di abusi da parte mia verso alcune di queste bambine, cosi dettagliate che sembravano vere. Ho passato dei giorni infernali a ripercorrere i ricordi, a cercare di capire sefosse successo davvero o meno, ma tante azioni meccaniche e tante bambine le avevo gia’ rimosse il giorno dopo. Ricordavo solo alcune cose, alcuni gesti compiuti mentre le vestivo (passare la carta, tirare su le calze e controllare la loro pancia per vederese le avessi graffiate). Piu’ ripercorrevo il passato e piu’ le immagini si ripresentavano, cosi come i dubbi, le domande (“e se l’ansia mi avesse spinto a fare qualcosa? Lo stress ti ha fatto dimenticare? Provavi disagio quando si spogliavano, che avrai fatto?Come mai non hai salutato mentre andavi via l'ultima bambina seduta ad aspettare che la sua mamma finisse di pulire e sistemare il palco? La mattina dopo volevi fare un collage con le foto della sera precedente ma poi hai smesso, perche’? Ti sei rinvenutache avevi fatto qualcosa? E se questi pensieri fossero gia’ venuti la sera stessa ma fingi di non ricordare? Ricordi di aver dormito bene quella notte o no?”. Anche solo vedere delle bambine per strada mi faceva immaginare quei gesti, probabilmente per testarmi,ma venivo subito assalita dal panico, come se fossero azioni familiari. Poi un giorno, e’ svanita questa ossessione, ne sono comparse altre ma stavo bene. Dopo circa un mese e’ tornata, e’ ricominciata da capo per poi degenerare in immagini sempre dettagliate(addirittura rivedevo i miei vestiti e i capelli di quella sera, sui capelli non sono sicura pero’) e durare piu’ a lungo. Chiaramente ora e’ tutto piu’ confuso, i pochi ricordi sbiaditi. Ora la cosa che mi preoccupa e’ che sento l’ansia dentro di me, comese mi volesse convincere. Io ho paura mi porti a dire:”e’ tutto vero, lo ammetto”. Anche quando mi distraggo lei torna subito per ricordarmi di avere questo problema, che mi denunceranno, che mi scopriranno oppure che non lo faranno perche’ non hanno le prove.Tempo fa per l’appunto ho tirato giu’ una lista dei gesti che ricordavo (tra cui ho aggiunto il decoro della gonna di una bambina che si era scucito e che forse non mi era mai venuto in mente prima perche’ non ci avevo prestato attenzione). Cinque minuti dopoho messo in dubbio anche quello che avevo scritto, soprattutto il ricordo del decoro, fino a non riuscire piu’ a visualizzare nulla. Io spero di non essere l’unica a vivere tutto questo, perche’ sto davvero male e non capisco perche’ stia succedendo. A volteho paura di soffrire di amnesie perche’ gia’ il giorno dopo quella serata, ripensando alle azioni compiute nel bagno mentre vestivo le bimbe, non ricordavo molto, alcune di loro le avevo proprio rimosse (ma la testa mi vuole dire che invece le ricordo benissimo).Figuriamoci adesso. Una confusione totale nella testa, che sussiste ancora. Poi c’e’ stato quel mese in cui non ci pensavo piu’ e mi ero resa conto che allora probabilmente era stato tutto frutto della mia mente. Quando e’ tornata mi sono sentita morire, ipensieri cosi’ veritieri, a volte queste “voci” dentro di me che mi dicono che sono orribile, che ho deluso tutti, che nessuno mi vorra’ piu’ bene e che mi verranno a cercare, che mi sto nascondendo dietro alle ossessioni ma che invece, se ho pensato questecose così a ridosso dell’evento, allora e’ tutto vero. Anche quando sento notizie del genere in televisione mi sento chiamata in causa. Non faccio altro che chiedere rassicurazioni al mio ragazzo per sapere se secondo lui ero abbastanza tranquilla quandomi ha vista la mattina dopo, rimuginare sul perche’ fossi cosi ansiosa quella sera, sul perche’ non vedessi l’ora di tornare a casa. A volte ricontrollo i messaggi che avevo inviato quella sera a mia madre e mio padre per far sapere loro che avevo finito eche stavo tornando a casa. Sono rimasta con questa esigenza interiore di cercare di ricordare, di mettere ogni dettaglio in ordine cronologico: ad esempio, io fin da subito ho sempre ricordato e raccontato al mio ragazzo che, una volta uscita dal bagno, misono rimessa a leggere un librino alle bimbe e poi ad asciugare il sangue dal naso di una bambina, prima di tornare sul palco per la scena finale. Inoltre mi sembrava di ricordare che, mentre i genitori riprendevano le bimbe, io ero leggermente in ansia eseduta su una sedia consegnavo loro i disegni che avevano fatto. Non ricordo a quante, ma una mi disse:"questo non è mio". Tutto questo per dirLe che metto in dubbio i ricordi, ho paura di confonderli con l'immaginazione e ho paura che se quella di cui hoappena parlato non fosse stata la scena finale, allora forse ho continuato a portare in bagno qualche bambina, mentre se fosse stata davvero la scena finale allora mi sentirei più tranquilla di dire:" beh, appena ero uscita dal bagno ero serena, leggevo loroun libro. Ho fermato l'epistassi a una bambina, poi dopo le abbiamo consegnate ai genitori quindi non può essere successo nulla. Inoltre mi è successo di cercare tante volte tra la cronologia cancellata, invano, per capire se effettivamente quella sera nelletto avessi cercato:"paura di fare del male ai bambini" oppure qualcosa di peggio. Perche' se avessi cercato solo la paura di fare del male allora significherebbe che quella sera l'unico pensiero era stato di averle graffiate e che gli altri sarebbero effettivamentecomparsi la mattina dopo. Pero' non ricordo. Purtroppo gia’ in passato ho sofferto di pensieri tra cui aver paura di essermi innamorata di altri ragazzi (pensiero che e’ tornato in quel mese di pausa dalla precedente ossessione che le ho raccontato) e addiritturala paura di poter essere omosessuale in seguito a fantasie avute durante l’adolescenza. Così come l’ossessione di non aver eseguito correttamente un impegno con l’universita’. Mi chiedo cosa mi stia succedendo, se capita solo a me, ho paura di non liberarmenemai, di diventare madre un giorno e avere ancora questo terrore. Se potessi tornare indietro nel tempo, lo farei subito.
Mi scuso ancora per il disturbo, spero possa indicarmi la Sua opinione.
Cordiali Saluti.

Salve,nel suo caso si può parlare di disturbo fobico ossessivo, ed è possibile che le sue fobie riguardanti i bambini, sia , a livello inconscio, la ripetizione di un rapporto conflittuale e aggressivo verso una o più figure di riferimentodel suo passato, per cui è opportuno un percorso all'interno del suo Sè che solo un lavoro analitico può effettuare. Vedo, in ogni modo, che le ossessioni erano presenti in lei in altri campi, vedi il timore della omosessualità ,l'impegno universitario..Il mio suggerimento perciò è quello di trovare uno specialista con cui costruire un valido rapporto terapeutico teso alla scoperta di traumi e disagi infantili che, una volta portati alla coscienza, potranno essere risolti e affrontati nel modo migliore

Doc da controllo e pulizia


Buongiorno dottore. mi chiamo ....... ho 44 anni..la mia infanzia e stata penalizzata da due interventi al cuore..la prima appena nato la seconda a circa 6 anni.
Mi ricordo tutto della seconda.!! ho sempre avuto un carattere allegro fin da piccolo, nonostante negli ospedali del 1980 non c'erano attenzioni particolari per i bambini.Dormivo con gli adulti le infermiere era particolarmente severe..ho sofferto più a livello umano che il timore della operazione..
ho avuto un padre molto severo e autoritario..vigile alle regole e alla severità..lavorava nella guardia di Finanza..una madre premurosa al 100/ con manie di pulizie..
Soffro di doc da controlle e pulizia..ordine ma solo nelle mie cose ..appartamento e auto..eseguo i rituali di ripristino appena arrivo a casa..abito con la mia compagna..a volte preferisco di evitare alcune cose perhce le sporco tipo la doccia..e non posso vedere le gocce sui vetri per terra sui lavandini ecc. riduce moltissimo la mia vita sociale..sono consapevole di tutto..ho studiato tanto su questo problema..ho preso il fevarin..la Centralina , Lamotricina..ma non evita certo il problema..penso che le medicine possimo aiutrare lievemnte per questo disturbo..ho svolto incontri cognitivi..ecc..la domanda è..se con lipnosi regressiva si puo arrivare a un dunque...nei migliormaneti ...e trovare delle cause che mi possono far avere dei comportamente (effetti) diversi per un percorso guaritivo ..Grazie

Salve, per procedere adeguatamente, è opportuno che lei si alleni ad addestrarsi, sotto la guida di uno specialista,alla tecnica della ipnosi meditativa, effettuando quattro, cinque sedute, e, magari , una volta esperto della pratica, praticare autoipnosi nel momento in cui lei lo riterrà più adeguato. Ricordiamoci che, nel disturbo ossessivo, la tecnica classica va modificata opportunamente secondo modalità specifiche. Successivamente sarà importante che lei consegni all'ipnoterapeuta un diario dei momenti più significativi della sua esistenza , specie eventi riguardanti i suoi primi anni di vita, e lo specialista le darà la possibilità di farglieli rivivere in regressione ipnotica. Se il tutto viene svolto in modo adeguato, si possono avere risultati anche molto soddisfacenti. La saluto cordialmente.

Come superare questo grande disagio che non mi fa più vivere


Salve Dott avrei bisogno del suo autorevole consiglio su perché è così importante per me questo è come posso superare la circostanza.
So che la mia compagna che per me è tutto e ciò che conta più di me.
Ho saputo che ha avuto altre relazioni con altri uomini molto dotati ed essendo io poco dotato non riesco ad accettare che lei non mi dirà mai ma preferiva fare sesso con qualcuno altro o che dentro di lei pensi che il piacere che le procurava un altro non riesco a procurarle io.
Non pensi che questo sia importante per me per egoismo o egocentrismo ma ho il bisogno di sapere che per lei sia il migliore in assoluto in ogni cosa perché lei pensi che abaia trovato l'uomo che desiderava e che la rendesse felice in ogni cosa.
Pensare che lei si accontenta anche in una sola cosa non mi fa stare bene sopratutto perché non dicendo in che modo potrei cambiare migliorare non mi sento ciò che per me più ha importanza nella mia vita.
Cosa ne pensa lei non si faccia alcun problema di eventualmente ferirmi Le chiedo di dirmi il suo parere anche se fosse triste da sapere.
La saluto cordialmente

Salve se dà uno sguardo alla lettera sottostante penso che la mia risposta possa esserle utile. Il dubbio ossessivo sulle proprie capacità sessuali dovute alla dimensione del pene o ad altri fattori non possono essere affrontate se non con un lavoro psicoanalitico, in quanto si tratta di problematiche ossessive le quali affondano le loro radici nel passato, relative a dinamiche insorte nei primi due tre anni di vita. Soltanto recuperando la propria storia fin dai primi momenti del percorso esistenziale, i problemi potranno essere risolti una volta per tutte e in modo definitivo. Ricambio i saluti

Ossessione paura di non soddisfarla

Buonasera dott ho bisogno di un suo aiuto circa un problema che non mi fa più vivere ed essere sereno.
Ho scoperto di essere stato tradito da mia moglie e nonostante il dolore ho deciso di perdonare e restare insieme a lei non per non distruggere la famiglia ma perché provo per lei un grande amore e non volevo perderla.
Ho scoperto e mi sono fatto raccontare questa esperienza a volte entrando anche in dettagli e parlando con lei ho saputo che questo uomo era molto dotato addirittura che a volte le procurava dolore cosa che io non ho mai fatto.
Ho notato che in quel periodo mentre noi avevamo rapporti io spesso fuoriuscivo cosa che negli anni non era mai successo e che dopo aver eiaculato dentro le usciva lo sperma cosa che non accadeva.
Quindi la mia paura che è diventata una ossessione e che questo nei sei mesi cui ha avuto rapporti le abbia cambiato le dimensioni del suo canale vaginale e che ora non provi più piacere con me che sentendosi più riempita da questo altro uomo più dotato ora io non sono in grado di soddisfarla.
Questo non riesco a accettare che un altro possa procurarle più piacere.
Lei mi dice che non è così ma sono certo che se anche fosse non me lo direbbe mai per non darmi dispiacere e per non farmi pensare che sia bisognosa di un pene grande.
Vorrei che lei fosse sincera qualsiasi sia la verità che forse accetterei avendo conferma dei miei pensieri o proverei a trovare una soluzione come quella di ricorrere alla chirurgia.
La ringrazio anticipatamente

Salve, non vi è una relazione diretta tra la dimensione del pene e la capacità di provocare nella donna piacere sessuale perchè le dinamiche in gioco alla base del coito sono numerose, quindi la soluzione del suo problema non è chirurgico ma psicologico. E' opportuno che lei intraprenda un percorso analitico adeguato che metta in luce i conflitti psicologici predipici edipici e le angosce di castrazione relative, portando il materiale raccolto a livello cosciente, in modo che lei possa elaborarlo e risolvere così la questione. Ricambio i saluti.

Ossessione che non riesco a vincere


Buonasera dottore spero possa comprenderendere il mio problema è dalla sua esperienza e conoscenza darmi un consiglio che possa aiutarmi.
Dopo aver scoperto che la mia compagna mi avesse tradito ho sofferto molto ma ho preso il lato positivo del fatto capendo quando fosse importante per me lei che non volessi perderla e di imparare da questo per migliorare cambiare e essere più unito con lei perché credo che se sono accadute alcune circostanze sia anche per molte mie mancanze.
Sicuramente lei crederà che non dovessi approfondire con lei i dettagli il fatti ma non sono riuscito a non voler sapere.
Spesso questo chiedere ha generato discussioni forse perché lei ha sempre creduto che volessi farle rivivere certi momenti per umiliarla per farla sentire sporca ma non è così semplicemente avevo bisogno di capire il perché è soprattutto cosa cui aveva bisogno trovare in un altro uomo.
Spesso mi ha detto cose che poi fossero diverse e io riflettendo e confrontando non erano vere credo lo abbia fatto per non ferirmi o per non farsi giudicare.
Credo anzi sono certo che sia indispensabile per ritrovare pace e fiducia sapere che lei sia completamente sincera con me che mi riesca a dire anche cose spiacevoli cosicché io possa migliorare e essere per lei il migliore uomo del mondo.
Se non riesce a dirmi alcune cose e io immagino che non è totalmente sincera non riesco a superare e trovare pace.

Salve sarebbe importante comprendere cosa significhi per lei pretendere una trasparenza , a riguardo, da parte della sua fidanzata, potrebbe anche trattarsi di un desiderio inconscio di sollecitare una propria eccitazione sessuale derivante dall'attivarsi dell' immaginario erotico attraverso la conoscenza di particolari concernenti il "tradimento", per dinamiche edipiche e preedipiche irrisolte, ma, , ovviamente, questa ipotesi deve essere suffragata da una analisi personale che le sarebbe molto utile per affrontare e risolvere la elucubrazione e il ruminamento ossessivo che sembra caratterizzare il suo funzionamento psichico. Senza conoscerla profondamente non si può dire niente di definitivo. La saluto cordialmente.

Sintomi ossessivo compulsivi

Gentile Dottore le parlo del mio fidanzato e di alcune fissazioni che all'inizio pensavo fossero 'carattere' e stanno via via peggiorando in un quadro che senza aver studiato psicologia temo sia ossessivo compulsivo:
Paura di germi e batteri e di contaminazione (anche nel rapporto sessuale)
Quando lo guardo dice che lo guardo male e si arrabbia tanto che evito di guardarlo il meno possibile.
Si inalbera anche se faccio una valutazione positiva su un uomo che non e' lui.
Nella Livrea dell'auto nota sempre qualche riga oppure bollo nuovo (che io non vedo) e sospetta che qualcuno o qualcosa gliela rovini anche non di proposito.
Alterna momenti di ostilita' e gentilezza nei miei confronti.
Ha spesso momenti di grande sensibilita'verso di me e altri di indifferenza
Cosa devo aspettarmi? Aiuto

Salve, il quadro che lei indica orienta verso questa diagnosi,che si presenta associata a disturbi fobici, gelosia eccessiva e angosce persecutorie e indagatorie legate allo sguardo.Anche l'alternarsi di momenti psichici e stati mentali di tipo anche contrapposto, per quanto lei rileva circa l'atteggiamento verso di lei, può essere indicativo di una psicopatologia di questo tipo. Il discorso evolutivo consiste essenzialmente nel fatto che lui sperimenti una sofferenza non gestibile in modo autonomo e che si faccia seguire da uno specialista, oppure che rifiuti, per motivi svariati, un aiuto che sembra opportuno e necessario.Nel primo caso se esistono,in lui, doti intellettive e di insight, è possibile che l'uomo tragga notevole giovamento da un rapporto psicoanalitico per quanto riguarda una sua evoluzione psichica, nel secondo caso,purtroppo, si può fare ben poco, almeno momentaneamente. La saluto cordialmente.


DOC OMOSEX

Salve dottore,
Sono una ragazza di diciotto anni e da qualche mese è iniziato il mio incubo.
Premetto di essere stata sempre una ragazza molto insicura, con episodi di bullisimo da piccola ( periodo delle medie ) e con problemi alimentari alle superiori di cui ho parlato solo alle mie amiche, ero ossessionata dal mio peso e per anni smettevo di mangiare a intervalli regolari per sentirmi più bella, o talvolta anche con il desiderio di morire causata da un profondo disagio interiore.
Non ho mai avuto relazioni sentimentali, pur avendo provato sentimenti solo per ragazzi, e nonostante io abbia voluto bene ad amiche non ho mai, e dico mai, provato attrazione per loro, in quando la componente fisica maschile è sempre stata di grande attrazione per me, e per tre anni sono stata letteralmente innamorata persa del mio migliore amico, al quale non ho mai rivelato la cosa, e che non ha mai ricambiato, facendomi soffrire terribilmente lungo tutto questo arco di tempo. Proprio al termine di questa estate, dopo un esame molto stressante e dopo aver deciso di chiudere con questo ragazzo definitivamente, non ricordo neanche come ma ho iniziato ad avere dei dubbi sul mio orientamento sessuale.
Il fondamento logico? Inesistente.
Ho cercato addirittura su internet “si puó essere gay senza essere attratti dallo stesso sesso?”
Da qui ho scoperto l’esistenza del doc.
So che “doc omosex” non è un termine clinico, ma ho capito anche che da piccola sono stata vittima di un altro doc ( a carattere religioso ) che mi spingeva a pregare ore in momenti specifici della giornata per proteggere la mia famiglia, i miei amici ecc., una ossessione di vera paura di essere innamorata dei miei parenti e forse anche un pelo del doc che mi affligge ora.
Quello che provo è puro terrore.
Non c’è attrazione nè fisica, nè mentale per il mio stesso sesso, solo pensieri che sfociano all’improvviso e mi gettano nella paura. Ho iniziato anche a pensare che l’attrazione verso i maschi sia una cosa da non poter ottenere mai più, e nonostante i periodi di pausa del “mostro” ( in cui sono tranquilla, principalmente quando sono con il ragazzo per cui ho una cotta ) poi torna sempre più angosciante di prima.
Io non sono così.
Voglio la mia vita di prima, voglio qualcuno che mi dica “non sei così”, e voglio tornare ad essere felice e spensierata come ero prima.
A lei cosa sembra?
La prego, mi aiuti perchè io non ce la faccio più, sono iniziati anche i sogni a sfondo omosex seguiti da risveglio angosciato e giornate a letto nella depressione.
Premetto anche che me ne sbatto del giudizio altrui, se fossi davvero omo, bi o chicchessia me ne fregherei del giudizio degli altri, ma non posso pretendere qualcosa che non sono, che mi angoscia, che non mi fa raggiungere la pace interiore pure quando vorrei costringermi ad accettare questa follia.
La ringrazio in anticipo.
Voglio che la tempesta si plachi

Salve, le consiglio di non drammatizzare, il suo non è un problema di identità di genere di tipo omosesuale, ma un disturbo ossessivo che sarebbe importante affrontare con terapia psicoanalitica, la quale è in grado di rinforzare i suoi parametri identitari, creando un lenimento dell'ansia e consolidando la sua struttura psichica., Non assuma farmaci, deve soltanto comprendere profondamente se stessa. La saluto cordialmente.

Doc omosessuale

Salve sono un ragazzo di 22 anni e visionando il suo sito web sulle ossessioni ho trovato molto interessante la cosa. Vorrei chiederle ,se posso ,qualche consiglio riguardo queste fantasie. Ho diverse ossessioni in fasi molto alterne da aprile 2017. Sono fidanzato dal 2010, Inizialmente con la mia prima ragazza e ora con quella attuale. Pochi mesi fa ,dopo un periodo che ho avuto un attacco di panico, mi è capitato di tradire la mia ragazza ma purtroppo ho avuto una disfunzione erettile, e da lì sono entrato in ansia. Ho avuto ossessioni di essere di essere gay, perché praticamente mi sono crollate diverse certezze. Sono stato da uno psicologo e mi ha detto che non sono gay, ma che mi sono crollate molte certezze dopo la perdita dell'erezione, e che questi pensieri si devono accettare per come sono ,consigliandomi per altro di non vivere con l'ossessione di mettere in ordine le cose, cioè non esiste bianco o nero ma una via di mezzo, quindi ci puó stare che ho questi pensieri! Ho fatto 3 sedute con lui e addirittura voleva fare solo una seduta perchè da quello che facevo trasparire non avevo bisogno di supporto psicologico! Comunque ho passato un periodo felice sembrava che l'ansia era passata e questi pensieri li lasciavo scorrere tanto che in mente tornavano meno. Adesso di nuovo,( mi è capitato di vedere un film in cui c'erano scene omosex e trans) ma quello che mi preoccupa è che a volte mi viene come una voglia di guardare porno omosex( in passato ho avuto qualche occasione di visionare ma per curiosità,senza essere attratto) come se mi piacessero più di quelli etero ma prima avevo ansia del fatto che mi piacessero questi video, adesso non ho più ansia e questa cosa mi preoccupa, come se ormai mi accetto così ,ho come l'ansia di non avere ansia! Mi capita anche di pensare a scene omosex con persone che passano oppure con alcuni miei amici e provo le stesse sensazioni, piacere e turbamento, non so se sia prima uno e poi l'altro o viceversa! Leggendo su alcuni consulti online ho visto di un uomo che facendo soltanto un sogno omosex ha addirittura cambiato il suo orientamento sessuale, avendo rapporti con uomini, io non ho capito se provo piacere ,paura o turbamento! Puó essere che si arrivi a così tanto?
Mi scusi se mi sono dilungato non so se sia giusto scrivere qui, ma spero in una sua risposta. Grazie in anticipo

Salve, nel suo caso si può parlare di disturbo ossessivo compulsivo di tipo omosessuale, in cui si verifica che certe idee intrusive vengono attivate, per esempio, da episodi come quello della mancata erezione, in cui non è implicata la sua omosessualità ma che è scaturito da angoscia da prestazione derivante da motivi profondi seppelliti nell'inconscio.Anche negli altri casi di cui lei scrive, come vede, esiste spesso un input che riattiva dubbiosità e ansie, anche se, a volte, le fantasie hanno una origine autonoma.Il fatto poi che la angoscia le sia passata, è semplicemente dovuto ad un adattamento, che fa sì che la situazione non abbia più un impatto psichico, ma questo non vuol dire certo che vi è in lei uno stato di rassegnazione passiva al dato che la preoccupa.Quello che sarebbe importante , data anche la sua giovane età,è quella di effettuare un profondo lavoro sul suo inconscio, che sia in grado di portare allo stato di consapevolezza conflitti e dinamiche svoltisi nei suoi primi anni di vita in rapporto alle figure di riferimento, che sono alla base delle sue carenze identitarie e che spiegano i fenomeni di parassitismo psichico a tematica omosessuale. La saluto cordialmente.

DOC omosessuale

salve sono un ragazzo di 31 anni. Sono fidanzato da 9 anni con una ragazza e convivo con lei da 5.
Essendo in una regione lontana non potrei venire a fare consulenza con lei,anche se mi piacerebbe molto leggendo le sue risposte di tanti ragazzi, so che mi potrebbe aiutare.
Ho avuto un infanzia critica.Mamma per questioni di lavoro dopo un mese e mezzo dalla nascita mi ha lasciato ogni giorno dalla nonna e dalla mia zia perché altrimenti avrebbe perso il lavoro, la vedevo solo la sera e anche papà tornava tardi da lavoro.Mamma è sempre stata molto oppressiva e critica,ho avuto tante volte paura di lei quando si arrabbiava…
all’età di 3 anni sono stato operato a un testicolo perché non scendeva e questo mi ha sempre portato a sentirmi meno degli altri e inferiore.
Durante le elementari mi sono spogliato con mio cugino e ci siamo confrontati senza esperimenti sessuali, ma ricordo che eravamo incuriositi l’uno dall’altro.I bambini iniziarono a etichettarmi come gay perché facevo pallavolo e ero piccolo e gracile,ma io non ho sentito desidero verso i maschietti.
All’età di 10 anni mi sono cambiato in uno spogliatoio comune e un ragazzo del mio paese di 16 anni ben dotato si stava masturbando, io rimasi bloccato e affascinato d a quelle dimensioni.Alle medie con i compagni di classe ho guardato i primi giornalini porno e ricordo che oltre a eccitarmi l’atto sessuale etero avevo questa fissa sul pene grosso che mi ha portato a cercalo anche in rete con l’avvento di internet a casa,per le donne sono sempre stato un sentimentale e prima di avere pensieri sessuali per loro dovevo conoscerle bene.Intanto tutti continuavano a emarginarmi dicendo che non ero un uomo vero, nessuno voleva essere mio amico,io mi emarginavo da tutti, ma io continuavo a non sentire sentimenti per uomini ma solo per ragazze, anche se mi eccitavo sessualmente anche alla vista del pene grosso.
Alle superiori ho avuto le mie prime uscite con ragazze, dove al contatto con loro avevo normali erezioni anche se mi sentivo sempre insicuro e ricordo che durante la masturbazione avevo sempre quest immagine in testa di peni grandi in spogliatoi...da qui le prime domande..perchè? io non voglio uomini ma avevo la fissa del pene.Alla fine delle superiori mi sono attaccato sempre di più a mio cugino diventando il mio migliore amico, finalmente avevo trovato qualcuno che mi faceva sentire “più" degli altri ed ero felice…nel mentre io conosco una ragazza G. e mi metto insieme a lei,solo dopo capisco che avevo idealizzato la sua figura e non mi piaceva come carattere,era solo bella.Nel mentre mia zia con la quale sono cresciuto è morta di tumore e io ho iniziato a soffrire di attacchi di panico e ansia.G. era già esperta da altre esperienze sessuali passate e lei voleva consumare il prima possibile ma io non ero pronto, stavo malissimo, così ha ben pensato di far sesso con mio cugino che era il mio migliore amico…io sono cascato in un pozzo buio e non riuscivo a rialzarmi ma dopo qualche mese cambiando gruppo di amici conosco S. che esteticamente non mi piace ma di carattere mi fa impazzire…faccio la prima terapia psicologica e mi rendo conto di provare qualcosa di più dell’amicizia e alla fine una sera esco con lei perdo la verginità e inizio una storia con lei piena di amore e di gioia…l’ansia sparisce e anche vlli attacchi di panico, le mie paure di essere diverso spariscono.La ragazza proviene da una famiglia molto chiacchierata del mio paese, i miei genitori non vogliono che esca con lei…a me nasce un insicurezza continua sulla nostra storia e alla fine le chiedo una pausa.Ma poi per due mesi la cerco e la spio da lontano e alla fine me ne frego dei miei genitori e ritorno con lei.Una sera a cena mi dice “sai il tuo amico M. mi ha detto : sapevo che ti lasciava perché tanto è gay” da li in poi come una bomba è tornata l’ansia a dei livelli mostruosi e in più iniziano le ossessioni omosessuali verso tutti i maschi, non riesco a parlare più con un uomo e non riesco a sentire più niente per nessuna donna e così decido di andare in terapia dal dott. ... che continua a replicarmi che ho un doc.
La storia continua ma la situazione peggiora, prendo farmaci ma niente mi fa star bene, si instaura in me anche un prurito psicosomatico anale come se volessi godere con un pene continuamente. Ma io credo di riuscire a star bene,vado avanti con tanta forza d’animo anche se inizio a sentire che quando sono con la mia ragazza l’ansia inizia a aumentare...ereditando una casa inizio a convivere con S. tra alti e bassi dell’ansia si affaccia un nuovo sintomo: un bruciore di pancia che si presenta appena siamo insieme, lo stesso sintomo che sentivo quando litigavamo. Dopo 3 anni di terapia TCC decido di smettere perché non funziona e mi butto sulla Metamedicina che mi indica che la mia è rabbia inespressa, non guarisco così faccio psicanalisi per 5 mesi e mi viene detto che in S. rivedo mia madre severa e autoritaria,possessiva e mirata al controllo e che la mia pace la troverò lasciandola per sempre. Io non accetto questa cosa perché io la amo tanto, tantissimo e credo di riuscire a trovare il meccanismo per disinnescare questo circolo vizioso che si presenta giornalmente con lei.Nel mentre le ossessioni continuano tra alti e bassi,vedo tutti gli uomini e la mia testa mi dice”ma lui nudo è bello! “,il sintomo anale continua, fino a quando non mi guardo allo specchio e mi chiedo, cosa mi manca? cosa non ho? perché ho questi pensieri omosessuali? io non sento il bisogno di avere a fianco a me un uomo perché stò così male? mi stò rinnegando e l’ansia me lo stà dicendo?
Attualmente,con il consiglio di un terapeuta, ho deciso di lavorare sulla mia insicurezza, arginando le mie paure, tornando in uno spogliatoio e affrontando il cameratismo che mi mancava,la mia mascolinità non sviluppata, è andata tutto bene fino a quando ho incontrato uomini che sentivo al di sotto di me , al momento che ho condiviso lo spogliatoio con ragazzi che erano ben dotati,avevano qualcosa che avrei voluto io,muscolosi,o anche un occhio bello ,automaticamente senza neanche pensarci si è attivata questa pseudo-eccitazione che mi ha mandato definitivamente in paranoia. Io sono qui fermo nella mia “merda” con una storia di 9 anni, una ragazza che amo in tutto ma che la sua presenza mette il mio corpo in posizione di difesa per il suo carattere forte, senza trovare la soluzione per eliminare questo meccanismo e fargli capire alla mia pancia che S. si stà curando e che non mi devo mettere in ansia con questo sintomo psicosomatico e in più covivo con queste ossessioni oppure tutto si risolve dicendo che sono un gay e non voglio accettarmi? come faccio a uscirne? mi aiuti la prego io amo questa donna più di me stesso e vorrei essere sereno.la ringrazio

Salve la ringrazio per la sua lettera estesa e ben corredata dei suoi vissuti. Il suo problema è un Doc omosessuale , cioè un disturbo ossessivo compulsivo per il quale lei sta affrontando una psicoterapia con uno specialista che, ci auguriamo, incontri la sua fiducia e che possa farle elaborare, con la sua collaborazione, il problema che lei ha provato ad affrontare precedentemente senza arrivare mai ad un risultato definitivo. Attraverso questo percorso potrà portare a galla le dinamiche che sono ancora sepolte nel suo inconscio in modo completo ed esaustivo, in modo da eliminare i conflitti e i dubbi sulla sua sessualità che stanno parassitando il suo Io. La saluto cordialmente

Ossessione

Buonasera dott.re, mi permetto di disturbare perchè non ne posso più. Sono una donna di 40 anni, sposata con un uomo meraviglioso e un figlio che amo. In questi ultimi anni mi sono ossessionata all'idea di diventare pelata, di perdere i capelli, tanto da avere attacchi di panico, vampate, ho difficoltà a dormire quattro ore di fila..., mi alzo, vado a specchiarmi per controllare di non esserlo. Sono stata in un centro tricologico e poi ora sono in cura presso un dermatologo della mia città. Ma più volte questo mi ha detto di rivolgermi ad uno psicologo per togliermi questa ossessione che non mi permette di vivere serena. Pensavo di farcela da sola ma mi creda, sono arrivata anche ad augurarmi le peggio cose, del tipo: speriamo che quella macchina non mi veda e mi investa, sperare di avere una malattia incurabile. Chiudere gli occhi e sperare di non riaprirli. Chi mi vede pensa che sono una bella ragazza, ho un ottimo lavoro, una vita appagante. Ma questo problema mi sta ossessionando la vita, portandomi ad essere sempre triste e cupa. Purtroppo mio figlio lo ha capito e quando mi vede, inizia ad abbracciarmi e ad intristirsi pure lui. Sono talmente ossessionata che ho paura anche a toccarli, cosa ancora più grave mi sono messa pure a contare quelli che trovo in giro. Mi sono rivolta ad uno psicologo che pratica anche l'ipnosi. Ho appena iniziato. Per il momento ha voluto sapere qualcosa di me, sul mio passato, sulla mia famiglia. Secondo Lei l'ipnosi può in qualche modo cancellare dalla mia testa questa ossessione? Io continuo a dire al dott.re mi cancelli questo pensiero, lui mi sorride e mi ribadisce che ci vuole tempo prima di arrivare li. Lei cosa ne pensa? L'ipnosi mi puo' aiutare) Grazie infinite per l'eventuale riscontro.

Cara signora, lei si è affidata ora ad uno psicologo che pratica anche ipnositerapia e quindi potrà , grazie al lavoro di indagine effettuato sul suo inconscio, risalire alle motivazioni profonde delle sue dinamiche ossessive, le quali, disvelate, perderanno progressivamente la forza di influenzare i suoi pensieri, dando così serenità alla sua esistenza. Associato, poi, al lavoro psicoanalitico, lo specialista effettuerà anche un trattamento ipnotico che, nel disturbo ossessivo, va modificato nella tecnica, nel senso che la somministrazione di suggerimenti deve essere ridotta al minimo, perche, altrimenti, il soggetto, come espressione di resistenza, fa infiltrare nel processo di trance i suoi pensieri parassitari. Vada avanti con fiducia, la saluto cordialmente.

È DOC o sto impazzendo


Gentilissimo Dott. Miscia, un anno fa ho curato una depressione ansiosa reattiva con zarelis 75 mg e gocce di xanax prima di dormire.
A maggio ho scalato la cura xke' stavo bene ma ho dovuto riprenderla da gg 24 ottobre per via di una ricaduta.
Il problema è che questa volta io sono convinta che la stessa cura (in più questa volta la dottoressa mi ha aggiunto 10 punture di samyr) non sia efficace e giusta per i sintomi che accuso.
Oltre alle crisi di pianto che avevo un anno fa, si sono aggiunti pensieri strani e assurdi che la prima volta non avevo.
Per dirgliene uno, un giorno stavo pensando ai piedi delle persone e al fatto che possano emanare cattivo odore e improvvisamente un pensiero che definirei intrusivo mi ha portata ad immaginarmi mentre annusavo quelli di tutte le persone che conosco o del mondo e l'ansia è salita alle stelle perché ovviamente sono pensieri assurdi!E ho cominciato a pensare di diventare matta, so che questo può essere un sintomo di DOC ma la mia psichiatra dice di no e che mi lascio suggestionare da ciò che leggo navigando in Internet.
Intanto ho passato giorni di inferno xke' nel frattempo questi pensieri assurdi si sono incrementati causandomi un'ansia atroce.
Per non parlare del fatto che ho come dei veri e propri "loop mentali" , il cervello va in fissa e ripete per tutta la giornata una stessa frase o nomi di miei ex ragazzi di cui non ricordavo neanche più l'esistenza!
A fine mese ho il controllo, oggi almeno moralmente sto leggermente meglio, ma se poco poco mi soffermo su qualunque argomento, partono queste fisse.
Lei cosa ne pensa?
Potrebbe essere un DOC dovuto alla ricaduta della depressione?
Oppure è la stessa depressione che mi causa questi pensieri bizzarri e assurdi?
La ringrazio in anticipo per una sua eventuale risposta.

Cordiali saluti.

Salve, il disturbo ossessivo compulsivo è un meccanismo che la psiche mette in atto per difendersi da pensieri sottostanti e da stati mentali di tipo depressivo e ansioso. Quindi il compito dell'analista è sollevare il velo dell'inconscio e disvelare le motivazioni profonde dello stato ansioso depressivo, che è quello che supporta la sintomatologia ossessiva, la quale, interpretata, cesserà progressivamente di esistere scalzata via via da un Io che, grazie al processo di conoscenza, è divenuto progressivamente sempre piu forte, corroborando la autostima e il senso di sè.Se unirà alla psicoanalisi un lavoro ipnotico, potrà godere di un sollievo anche nell'immediato. La saluto cordialmente

panico per gli occhiali che cadono

Gentile dottore sono un ragazzo 40enne di Bergamo e mi trovo a scriverle perche'da un po'di mesi mi trovo a soffrire di un pensiero ossessivo che mi procura notevole ansia soprattutto sul posto di lavoro.Sono miope con una miopia media dall'adolescenza e porto gli occhiali da sempre si puo'dire.Soffro da tempo da una forma di ossessione-mania per l'occhiale "perfettamente regolato sul volto"ossia mi spiego meglio:dovendolo portare sempre ho sviluppato con gli anni una tendenza a doverli vedere perfettamente dritti sul volto,non devono cadere,le astine che poggiano sulle orecchie non mi devono dare fastidio ma non devono nemmeno essere troppo larghe perche'altrimenti l'occhiale cade.....e con gli anni questa cosa e'sempre di piu'peggiorata tanto da indurmi a portare lo stesso occhiale per un periodo lungo 20 anni!!!occhiali tenuti in piedi con del nastro isolante,obsoletissimi e solo recentemente mi sono convinto a cambiarli con un altro paio piu'moderno e attuale solo che con l'arrivo dell'occhiale nuovo faccio una fatica enorme a farmici l'abitudine nonostante sia continuamente ricorso all'ottico(peraltro estremamente competente)per una miriade di microregolazioni derivanti da un pensiero ossessivo che e'quello che l'occhiale mi possa cadere in avanti sul naso.Questa cosa mi porta a compiere tutta la giornata atteggiamenti maniacali quali la verifica continua delle aste,toglierli e metterli in continuazione....alzare la testa per controllare la linea di"orizzonte" della parte piu'alta,lavare piu'e piu'volte il viso per dare all'occhiale una forma di aderenza maggiore ed evitare l'effetto di scivolamento verso il basso e via dicendo per rassicurarmi che tutto sia a posto.Piu'volte anche preso dal panico ho tentato di fare io dell'autoregolazione cosa che ha solamente peggiorato la situazione e mi ha dovuto far ritornare dall'ottico piu'volte.La cosa mi procura molto stress ed e'molto debilitante soprattutto per il fatto che faccio un lavoro di commesso costantemente a contatto con il pubblico e non vorrei appunto compromettere il posto stesso per via di queste "assenze" essendo appunto solo concentrato su questa cosa.La ringrazio molto anche solo per un semplice consiglio su come poter risolvere questa cosa

Per affrontare e risolvere il problema di tipo ossessivo che copre tratti personologici di fobia sociale,in modo strutturale e definitivo, esiste soltanto il percorso psicoanalitico che, scendendo in profondità nel suo inconscio e mettendola in contatto con i suoi vissuti pregressi, svoltisi negli anni che hanno contrassegnato il primo periodo del suo percorso esistenziale,può chiarire il significato dei suoi sintomi e contribuire così ad eradicarli.La possibilità di unire al lavoro psicoanalitico un apprendimento della tecnica ipnotica può essere in grado di darle un sollievo anche nell'immediato. La saluto cordialmente

DEPERSONALIZZAZIONE, ANSIA, O COSA?



Buon pomeriggio Dottore,
le scrivo a seguito di un momento abbastanza complesso e difficile che sto vivendo.
ho 32 anni.
Le giornate mi sembrano tutte uguali. Caratterizzate da un risveglio (quando riesco a dormire, prima riuscivo, adesso neanche quello) in cui il solo pensiero è quello di che sta per iniziare una nuova giornata e sarà faticoso.
Già dal mattino rimugino sui miei pensieri, che mi accompagnano anche adesso mentre scrivo, quelli di scrivere dettato da una voce femminile anziché maschile, da percepirmi (o avere la percezione sbagliata o giusta che sia) di ricordare più una donna che un uomo.
Nel dormiveglia percepisco già li la sensazione che provo ogni volta che sono costretto ad ‘’ascoltare’’ il mio corpo, che percepisco come un contenitore di sensazioni talvolta femminili, a volte maschili e la domanda che mi perseguita. Sarò un uomo che contiene all’interno una donna?
Dopo il risveglio - difficile- faccio un salto in bagno e rivedo quel volto, quel corpo che ho visto miliardi di volte ma che non ritrovo sempre come mio. Mi è familiare, ma è come se qualcosa dentro mi dicesse e si dicesse ‘’ma io non sono quello!’’..cioè sono quello ma non sono io.. Lo stesso nelle foto scattate e postate sui social (sempre meno).
Inoltre è come se anche scrivendo dovessi utilizzare la ‘’a’’alla fine mi suonasse più famigliare..
Eppure sono un uomo, ho sempre vissuto come tale da 32 anni ed ho avuto solo relazioni con donne. Mia madre mi ricorda come un maschiaccio ed io anche ed i miei ricordi sono di un ragazzo irrequieto e con tanta voglia di fare (si magari iniziavo 1000 cose e ne portavo a termine una) ma non tanto diverso da tanti bambini vivaci. Giocavo a calcio, 1000 serate in discoteca alla ricerca di ragazze ed attualmente vivo una relazione (piu di sesso che di amore) con una ragazza che è al corrente di tutta la situazione e che mi dice di smetterla e che è un momento di passaggio.
Anche la mia voce che ormai ascolto sempre mentre parlo ( in realtà non sono io ad ascoltarla ma è come se ci fosse qualcuno che ascolta me quando parlo) sembra diversa..
Le persone che mi conoscono alla ‘’spiegazione’’ della cose mi parlano di ‘’un momento’’ che passerà ma io non trovo modo di uscirne.
La mia psicologa mi parla di nevrosi…ma a volte sembra che sia solo io a capirmi e nessunaltro. Ho letto alcuni articoli sul DOC e sulla Disforia e la cosa mi preoccupa molto.
Ho da molto (anni) una pressione allo stomaco che non mi fa vivere bene, sopratutto il mattino quanto dopo sveglio inizio a pensare.
Lo riconosco, nel tempo sono cambiato ed ho emarginato quella sensibilità che ha sempre fatto parte di me, quella forte emotività che mi sono portato dentro e che poco ho espresso, forse dato il mio bisogno di controllo sulle cose, sulle emozioni, sulla ‘’mia’’ vita che mi ha portato a mantenere certe abitudini, certi comportamenti, certi amici, certi posti e pensieri.
L’ansia e lo stato di malessere accompagnano le mie giornate ormai da tempo (forse anni)
dico forse perché sembra non mi sia accorto di averla finché non è sfociata in un attacco di panico in Febbraio. Da li nulla è stato più come prima.
Prima la difficoltà di allontanarmi da casa con l’auto (poi superata) poi la difficoltà a fare gallerie in auto (poi superata) ed ora ansia, pensieri, mi sento in un perenne stato di ‘’dove sono’’ ‘’chi sono’’ che senso ha la vita, che senso ha vivere, fare, sono un uomo, sono una donna, ce la farò a vivere tutta questa vita? mi sembra lunga, troppo lunga per essere vissuta. Ansia del futuro e del tempo che passa senza poter far nulla per fermarlo.
poca voglia di uscire, di vacanze, di mare, di sole ( cosa che prima rappresentava un must per me)
I miei ansiolitici e l’antidepressivo che mi è stato prescritto dalla psicologa dalla quale vado da tre mesi sembrano mantenermi in un perenne stato di ‘’calma apparente’’ accompagnata da domande che prendono il sopravvento nella mia testa. sempre le stesse, sempre presenti ed incontrollabili.
Quella versione di me che diceva ‘’ok dai..adesso basta..smettila e divertiti’ sembra svanita nel nulla. Non ho più alcun punto di riferimento saldo sul quale potermi attaccare.
che dire, che fare. Mi attacco all’ennesima sigaretta che accompagna le mie giornate insieme alla speranza che arrivi sera, unico momento in cui riesco poco a poco a non pensarci (molto) come adesso mentre scrivo.
se potesse darmi un suo parere ne sarei grato.grazie

Salve, la sua situazione psicologica è abbastanza complessa in quanto, nel quadro da lei descritto, come nota, fin dal mattino compaiono disturbi ossessivi riguardanti la sua identità di genere, con domande continue circa la appartenenza al sesso maschile o femminilee anche concernenti il senso della vita a cui si sovrappongono stati ansiosi che si esprimono con sensazioni di depersonalizzazione( che accompagnano spesso la sintomatologia ansiosa). Inoltre coesistono probabilmente valenze agorafobiche attivatesi dopo l'attacco di panico che ha segnato una recrudescenza di tutto il polimorfismo sintomatologico.L' antidepressivo e i suoi ansiolitici non possono sortire un effetto molto rilevante mentre molto più efficace sarebbe portare a fondo il lavoro psicoanalitico con la sua terapeuta scandagliando la sua infanzia fin dai tempi più remoti, valutando conflitti, dinamiche e tutti i sentimenti attivatisi nel passato nei confronti delle figure di riferimento, i quali, portati alla luce, cesseranno di svolgere quel ruolo patogeno responsabile delle sue sofferenze. Anche addestrarsi alla ipnosi meditativa e regressiva può essere un valido strumento terapeutico nel suo caso perchè le permette di creare uno spazio psichico bonificato e adatto all riflessione , il che può contribuire notevolmente ad una agognata pacificazione quotidiana. La saluto cordialmente

Fidanzamento e masturbazione

Ho 33 anni, il mio ragazzo 27. Stiamo assieme da quando io ne avevo 28 e lui 22. Qualche estate fa è successo che fossimo lontani, per almeno 1 mesetto, e lui un giorno mi ha confidato che era tornato un "problema"che lui aveva in passato.mi ha confidato di masturbarsi, non pensando a me, che sarebbe stato più logico, ma pensando ad altre, a ragazze che per qualche dettaglio lo attraevano, ragazze conosciute e non che magari vedeva in giro qua e la,o al mare, e che in alcuni casi gli han proprio procurato un'erezione. mi è crollato il mondo addosso.Io ci sono rimasta malissimo e mi sono sentita ferita, quasi perchè mi aspettassi che lui potesse desiderare solo me. Dopo un po di tempo le cose tra noi sono riprese comunque al meglio....ogni tanto mi ha confidato di esserci ricascato...ma saltuariamente e soprattutto quando io ero lontana da lui per tanto tempo. Tutto questo fino a 2 anni fa... quando sulla sua cronologia fb ho trovato foto di persone che conoscevo anche io in costume da bagno. Ho subito capito che c'era qualcosa che non andasse bene e lui mi ha confermato piangendo che ci era ricascato e si sentiva una m****... era una pratica frequentissima della sua adolescenza che aveva abbandonato ma che in un momento è ritornata alla carica e quindi non era riuscito a fermarsi. L'ho quasi lasciato. Sono scappata di casa. Abbiamo passato un periodo terribile. Lui preso dai sensi di colpa, perchè questa parte di se non gli è mai piaciuta. Ed io ancora più ferita. Ci siamo riavvicinati con calma. Facendoci una serie di promesse a riguardo. Lui voleva smettere questa cosa e ha praticamente chiesto il mio aiuto, ed io gli ho promesso di fidarmi di lui senza riserve e che qualora fosse accaduto ancora sarei stata piu comprensiva. Sono passati due anni, e qualche giorno fa abbiamo riparlato della cosa. Pare che non sia più accaduto, neanche che si eccitasse guardando gente a caso in strada... al limite se vede una bella ragazza, ovvio, scappa il commento però poi distoglie l'attenzione per evitare di farci su chissà quali pensieri e provocare reazioni. Mi ha detto che non succede piu appunto da due anni, da quando ha deciso di far con me seriamente. E che probabilmente in passato non era abbastanza maturo per risolvere questa cosa: col tempo e con la maturità, e con i sentimenti che prova per me, è riuscito da mettere da parte un istinto che comunque gli creava del disagio per vivere una sessualità piena con me.
Questa è la nostra storia molto molto riassunta. Chiedo:
1. E'normale da parte mia vivere ancora questo evento, benche non si ripresenti, con paura e cercando di carpirne tutti i dettagli del passato nonchè lui mi abbia gia spiegato come stessero le cose?
2. E'normale mettere in dubbio che l'altro sia innamorato come dice solo perchè si masturba pensando ad altre?
3. E'normale che io sia gelosa se lui ha una sensazione puramente fisica ed istintiva guardando un'altra?
4. E'normale che la pratica della masturbazione venga meno e si affievolisca fino a perdere l'attrattiva a favore di una scelta più condivisa come specchio di un amore più maturo?

Salve risponderò alle sue domande una per una, sempre tenendo presente la mia assenza di contatto con voi, con tutti i limiti che questo comporta.Inoltre voglio anche premettere che la definizione di normalità, in campo psichico è aleatoria, in quanto il concetto è assai arduo da definire.
1) E possibile che in lei siano presenti valenze anancastiche cioè dubitative che la possano spingere a rimuginare ossessivamente su quanto lui le dice per tranquillizzarla
e che quindi rendono vana ogni rassicurazione
2)Il fatto che lui si masturbi pensando ad altre ragazze è dovuto probabilmente al suo tentativo di sottrarsi ad una figura femminile, che lei rappresenta e incarna in questo momento, percepita come invasiva e controllante ( e qui solo un lavoro psicoanalitico sul ragazzo potrebbe chiarire le modalità scavando nel suo passato remoto)
3)Credo che anche per lei sarebbe opportuno indagare il suo inconscio per mettere in luce i fantasmi del passato, comprendendo così le dinamiche psichiche sottese ad una gelosia che sembra esuberante
4)certo, se si innesca un processo evolutivo e maturativo, è molto probabile che la sessualità di lui vada nella direzione a cui lei allude.
La saluto cordialmente.

DISTURBO OSSESSIVO

Buonasera Dottore,
La chiamo per avere un Suo parere se possibile su un problema che mi attanaglia ormai da un bel po'. Sono consapevole del fatto che tramite uno scambio di mail è difficile dare un responso su questioni di tipo medico ma le chiedo comunque la gentilezza di darmi un'opinione in merito.
Ho quasi 35 anni e sono felicemente sposato e papà di un bimbo di 4 anni, ho un lavoro normale e una vita all'apparenza normale. Vedendomi da fuori in pochi penserebbero che soffro di disturbo ossessivo compulsivo dall'età di 9 anni.
All'inizio le tematiche vertevano sulla religiosità, provenendo da una famiglia piuttosto religiosa avevo il timore di poter bestemmiare nella mia mente e quindi di finire all'inferno per questo. Ovviamente bestemmie e parolacce facevano capolini quanto più cercavo di scacciarle o di non pensarci.
Con l'adolescenza sono passato ad ossessioni di tipo aggressivo e relazionale: paura di fare del male, paura di non amare etc.
L'ossessione attuale è nata nel 2004 dopo aver visto il film A Beautiful Mind: la schizofrenia mi è sembrata come il culmine delle mie paure, la cosa peggiore che mi potesse capitare in assoluto.
Così, dopo ricerche e ricerche, ho cominciato a far miei tutti i sintomi che leggevo, soprattutto i deliri.
In pratica mi venivano in mente tutti i deliri che avevo letto e dovevo fare uno sforzo cosciente per smontarli o per convincermi che non ci credessi, altrimenti sarei diventato schizofrenico. Nel 2006 conoscendo quella che è diventata mia moglie mi sono rassicurato abbastanza da far scomparire il mio DOC per qualche annetto.
E' poi tornato nel 2012 con la nascita di mio figlio, sotto forma di tematiche aggressive nei suoi confronti, per poi ritrasformarsi in ossessione per la schizofrenia dopo aver letto, nel 2014, di un padre che uccise il figlio perché lo vedeva come il demonio.
Così cominciai a guardare anche io il mio bimbo per verificare di non pensarla come quello squinternato e un paio di volte mi è sembrato di vederlo fare una smorfia maligna. Ero e sono consapevole dell'assurdità della cosa ma già il solo pensarlo mi ha scatenato di nuovo la solita spirale di dubbi: "Ma ci credo davvero? Ma ho più paura di impazzire o più paura che sia davvero malvagio?" Etc. etc.
La cosa si è estesa anche su altre tematiche, soprattutto sulla cosiddetta sindrome di Truman che sembrerebbe tanto comune nelle fasi prodromiche della schizofrenia. Così ho sviluppato la paura che il mondo sia finto, una specie di simulazione dove tutti sono attori e così via, ed ogni volta che capita qualcosa di "strano" o che non mi spiego subito, la collego subito al fatto che il mondo sia finto. Anche questa tematica la ritengo assurda e non plausibile ma, specie nelle spire dell'ansia, mi diventa difficile combatterla anche perché il mio DOC usa le "prove" di cui le dicevo in precedenza contro di me. Ad esempio se mia moglie fa una cosa diversa dall'ordinario, subito scatta il pensiero che il mondo sia finto , così come qualsiasi cosa che il mio DOC possa sfruttare per farmi credere che la realtà sia fittizia. Sono arrivato al punto che non so se mi fa più paura l'idea in sé che il mondo possa essere finto o quella di avere la schizofrenia. Diciamo che le due paure fluttuano a seconda di quante rassicurazioni trovo sull'altra. Insomma, dopo tutto questo papiro di cui mi scuso, le volevo chiedere cosa ne pensa del mio quadro, io ho il terrore che questi siano i famosi "deliri attenuati" che si ritrovano negli stati a rischio psicosi, dove uno ha ancora l'insight per combatterli e dire che non sono veri. Secondo lei?
Ah, dimenticavo: negli ultimi anni ho consultato 3 psichiatri, tutti concordi con la medesima diagnosi di DOC, e ho assunto Anafranil per diversi mesi a 75 mg. Nel periodo dell'assunzione, le ossessioni sono diminuite di un buon 70-80%.
Mi può dare un parere in merito? E' ancora un normale DOC secondo lei oppure ho finalmente sforato nel campo delle psicosi?
Grazie mille in anticipo e buona serata

Salve, in base a quanto lei scrive nella sua lettera, con il limite che comporta un assenza di contatto diretto, sono anche io d'accordo con i colleghi sull'inquadramento diagnostico e sulla improbabilità di derive strutturali psicotiche. Tuttavia questo è solo un punto di partenza, perchè ora è opportuno che spenda qualche parola sulla terapia. Sarebbe opportuno e consigliabile iniziare un percorso psicoterapeutico di tipo psicoanalitico che scavi nella profondità del suo essere e che possa dare un significato e una motivazione ai suoi sintomi. Data la profondità del suo insight, che traspare da quanto scrive, non dovrebbe essere un problema raggiungere risultati anche molto soddisfacenti e strutturalmente definitivi. Si può integrare il lavoro psicoterapeutico con una ipnosi profonda meditativa e regressiva, anche se, nel suo caso, la tecnica classica va modificata. La saluto cordialmente

.

Un informazione



Salve dottore, soffro da un paio di mesi di ossessioni aggressive verso chi amo,e in maniera particolare verso mia madre! Essi si alternano con pensieri malaguranti ,volevo dirvi se fa parte del "doc" anche pensare che la colpa sia di mia madre. Anche se io ,il mio io non lo crede assolutamente! Anzi , ma più mj vengono questi pensieri e più mi odio

Salve il problema se addossare la colpa a sua madre, o meno, faccia parte di una diagnosi di doc mi sembra secondario, mentre riterrei assolutamente prioritario lavorare su se stessa per comprendere profondamente la sua conflittualità interiore e portarla alla luce. La saluto cordialmente

Episodio psicotico?



Salve dottore,Buonasera. Come sta?
Sono una ragazza di 17 anni, vivo con i miei da quando sono nata e per un periodo loro sono stati separati (circa due o tre anni) quando ero piccola.
Vorrei avere dei chiarimenti su questo periodo che sto vivendo dato che non lo capisco pienamente.
Da circa due credo di avere una qualche forma di depressione non diagnosticata, ma negli ultimi mesi la situazione è cambiata credo in peggio.
Nella mia testa ho sempre la stessa voce, non riesco a riconoscere di chi sia, ma spesso (solo nella mia testa quindi non è un'allucinazione) parla, commenta e mi deride. A volte si presenta insieme alla voce di un bambino e di anziano.
Da piccola ho subito varie volte violenza da mio cugino più grande anche se non credo abbia a che vedere con la situazione in cui mi trovo. Il problema principale sono le voci con cui dialogo e, sopratutto la principale che ha sempre un tono provocatorio, il fatto che io litighi con queste. Lei riesce a farmi depersonalizzare e derealizzare come e quando vuole, e si "arrabbia" quando le dico che non esiste (fra virgolette perche le conseguenze della rabbia le provo su di me. Comincio a sudare, ad avere caldo, a tremare e a fare dei respiri mozzati,che non lasciano entrare l'aria di cui ho bisogno). Inoltre, sempre da un paio di mesi o più ho iniziato ad avere dei comportamenti molto impulsivi e autolesivi, per esempio quando sono arrabbiata e vorrei spaccare tutto tendo a sbattere la testa al muro, molto forte per calmarmi, o quando presa dalla disperazione prendo il pacchetto di aspirine e le apro tutte, senza poi prenderle, fortunatamente.
Grazie mille per avermi dedicato il suo tempo

Salve, per fare una diagnosi , lei lo sa dovrei conoscerla direttamente, sembra che si tratti di una sintomatologia ossessivo ansiosa con depersonalizzazione e derelizzazione inserita in disturbo di personalità, ma bisogna considerare che, a 17 anni, le immagini interne sono molto fluttuanti e la psiche non ha ancora una connotazione definitiva. Le suggerisco di cercare un supporto, un aiuto che possa orientarla nel comprendersi e nel definirsi compiutamente, mettendo in luce anche la portata di quanto è avvenuto nel suo passato. Un cordiale saluto

DOC OMOSESSUALE?

Buonasera dottore, le scrivo perché mi fu diagnosticato un doc omosex diversi anni fa. Nonostante un lungo periodo di agonia (5-6 anni), sono riuscito a passare 1 anno in completa serenità con la mia ultima ex ragazza senza alcun pensiero o pulsione intrusiva. Terminata la relazione, ho passato diversi mesi da solo sotto pressione per la preparazione all'esame di abilitazione della mia professione. I pensieri intrusivi hanno iniziato ad affiorare nuovamente, in modo crescente, spostandosi sempre da un argomento ad un altro e generando in me una forte sensazione di angoscia. In particolare, mi sono accorto che, dopo diversi mesi dalla mia ultima relazione, non desideravo assolutamente stare con altre donne. Ho sentito come la sensazione di essermi "stufato" in generale di stare con le donne e, contemporaneamente, provavo quasi una sensazione di liberazione/propensione a voler stare con uomini (con reazioni di paura/ terrore) Non si è trattato di pulsioni sessuali ma di una sorta di "necessità" a voler stare con uomini non bene identificata. Si tratta più di una sensazione emotiva, come se la mia sfera affettiva non fosse stata mai completamente soddisfatta dalla figura femminile. Da quel momento mi interrogo spesso chiedendomi cosa voglio davvero, se le donne mi hanno mai davvero soddisfatto. Non riesco a fermare la tendenza a compulsare, immaginando come starei insieme ad un uomo ecc...e valutando le mie emozioni durante quei determinati pensieri. Ho letto spesso della classica sintomatologia da doc omosex (gran parte della quale si è originata nelle prime fasi del mio disturbo) ma non ho riscontrato nulla di simile a questa "energia/pulsione" emotiva a voler stare con uomini che mi manda totalmente in crisi. Ripeto, non si tratta di una questione sessuale. Ho sempre avuto relazioni eterosessuali e la masturbazione(pienamente soddisfacente) è sempre stata rivolta a figure femminili (ex ragazze o conoscenti). Tuttavia, sto vivendo un periodo di completo disinteresse (e a volte repulsione) verso una nuova relazione/approccio con nuove donne. Spero possa darmi una spiegazione lei in quanto io sono distrutto e non riesco bene a capire in che modo devo agire. La ringrazio anticipatamente

Salve la sua è da vedersi come una crisi identitaria probabilmete perchè nella sua mente gli introietti originari, scaturenti dalle prime relazioni oggettuali, sono non ancora compiutamente definiti. Quindi la sua eterosessualità non ha connotazioni dubitative ma deve essere definita e completata. Un lavoro psichico che si spinga in profondità, nelle viscere del suo essere, potrà darle un aiuto essenziale ed un rafforzamento cospicuo del suo io. La saluto cordialmente

Disturbo fobico ossessivo

Salve dottore sono una ragazza di 24 anni e sto passando un periodo difficile a causa di un ossessione che si presenta sempre. Non riesco a non deglutire, appena sento la saliva in gola deglutisco e penso solo a questo. La notte non riesco più a dormire perchè appena mi stendo la saliva finisce in gola e quindi mi sale l'ansia visto che che penso sempre alla deglutizione. E' una settimana che non dormo più. Metto due cuscini uno sull' altro per far scorrere la saliva verso il letto e non in gola,....sono davvero distrutta. Ho paura che questo problema non se ne vada più via ho molta paura. Ho chiesto opinione già alla mia psicoterapeuta ma avevo bisogno anche di un altro parere. So che sto passando un periodo di cambiamenti, con la fine dell' università, la noia che sento ultimamente, penso che mi abbiano portato a crearmi un sintomo, in questo caso la deglutizione, che mi porti a sfogare l'ansia che vivo in questo momento. Mi faccia sapere che ne pensa

Salve si tratta di Anginofobia che è un disturbo psichico di tipo fobico ossessivo che porta il paziente ad avere paura di deglutire e rimanere soffocato.Nella sua lettera non fa cenno agli eventuali problemi che possono insorgere al momento dei pasti, perchè è probabile che il discorso non sia limitato alla saliva in gola, ma abbia delle connotazioni più ampie . Negli anginofobici, infatti,la fobia coinvolge spesso l'assunzione di cibo, l'ingestione di pillole etc, con presenza di atteggiamento di evitamento nei confronti di alimenti particolari e lo spostamento sempre più marcato verso una alimentazione di pappine, cremee alimenti liquidi
E' una conflittualità che si crea nei primissimi tempi della esistenza, nella cosiddetta "Fase Orale". E' possibile che sia presente in lei, per i motivi che espone, una regressione psichica, che la porta ad una recrudescenza del problema, il quale però non potrà essere eradicato fintantochè non saranno venute alla luce le motivazioni profonde che ne sono alla base . La saluto cordialmente

Ossessioni e angoscia

Buonasera dottore
Sono una ragazza di 29 anni da sempre alle prese con problematiche legate all'ansia..ho sofferto per tanti anni di disturbi alimentari ma ad oggi controllo il mio problema è sono per lo più serena. Da qualche mese a questa parte ho alternato momenti in cui pensieri ossessivi invadevano la mia mente impedendomi di vivere serena. Prima la paura di essere gay, con rituali per sfatare questa credenza. Questa ossessione è durata qualche settimana per poi sparire del tutto e venire fuori ogni tanto. Adesso ne ho un'altra ossia l'ossessione di non amare più il mio ragazzo. Siamo una coppia innamorata e molto legata ..da qualche settimana abbiamo deciso di comprare casa e iniziare il nostro nuovo percorso insieme. Sono sempre stata io la prima a volerlo. Dal momento in cui abbiamo visto quella che sarà la nostra futura casa è iniziata l'ossessione. Guardo in continuazione il mio ragazzo, cerco dei difetti e mi ci fissò lo osservo tutto il giorno per vedere se quel particolare effettivamente mi da così fastidio. Da lì può immaginare le mille domande che mi sono fatta e continuo a farmi pensandoci Continuamente. Non riesco a smettere di pensarci e quando ci vediamo non faccio altro che osservarlo nonostante io sia certa di essere innamorata e di volere lui per tutto il resto della mia vita. È un periodo stressante per me.. lavoro e contemporaneamente sto preparando un concorso molto impegnativo che mi toglie energie non trovando praticamente mai il tempo per fare niente .. vorrei un consiglio da lei.. vorrei liberarmi da tutto questo è iniziare il nuovo percorso con il mio ragazzo con felicità.
Grazie
V.

Salve non è certo opportuno medicalizzare il sintomo attraverso farmaci, ma innescare un processo di conoscenza profonda di sè.Questo anche, ma non solo ovviamente, alla luce del momento importante, a livello decisionale, per quanto riguarda la sua vita, che è proprio il responsabile del riattivarsi di dubbi ansie paure e quanto altro.Anche se il lavoro psicoanalitico che le suggerisco potrà togliere un tempo , anche se minimo, alla sua attività, le permetterà di riflettere profondamente su se stessa, piuttosto che mascherare dubbi ed incertezze con una iperattività che lascia immutate lo stato psichico di fondo. La saluto cordialmente.

Ossessioni

Salve dottore, un mese fa in seguito ad una brutta notizia data in TV di un ragazzo che ha ucciso i genitori mi ha talmente sconvolta, che ho paura che possa fare anch io una cosa simile !! Ed è un mese che vivo male, ho sensi di colpa , ansia , attacchi di panico e sopratutto sono invasa da questi pensieri orrendi !! Ho troppo paura, io ho avuto sempre un buon rapporto con i miei genitori , addirittura ho anche paura che pensare queste cose significa non volerli bene ! E questo mi fa stare ancora più male! Che ne pensate ?

Salve, effettivamente si tratta di ideee ossessive che hanno preso vigore dalla notizia di cronaca ma che fanno parte dinamicamente del suo mondo psichico attuale. Sarebbe perciò importante, per lei, entrare in contatto profondamente con il suo mondo interno, inconscio, in modo tale da renderlo progressivamente consapevole e da chiarire i segnali che stanno affiorando in modo importante, in termini di significato, a livello psichico. Questo significa ripercorrere e rivivere, in forte rapporto collaborativo con uno specialista di fiducia, i suoi primi anni di vita, il rapporto con le figure di riferimento e le modalità con cui si sono svolte. Quindi non c'e' da ansieggiarsi, ma da muoversi fattivamente, ad un livello operativo, per sistemare in modo definitivo e strutturale le problematiche che le creano sofferenza. La saluto cordialmente.

Disturbo ossessivo compulsivo?


Salve gentile dottore, le avevo scritto già qualche anno fà in relazione ad un evento che mi ha cambiato la vita: uno psicanalista ben poco preparato mi diagnosticò un disturbo ossessivo compulsivo, dicendomi che avrei avuto una brutta vita e cose simili, per un sintomo che ho avuto per 5 minuti (?). Essendo io molto suggestionabile, e avendo comunque sempre avuto qualche piccola fissazione (non invalidanti, ci convivevo benissimo e mi sottraevano pochissimo tempo), sviluppai la paura di ammalarmi di un disturbo ossessivo compulsivo grave. Negli ultimi anni è andato tutto molto bene, e di questo le sono grato perchè il suo consulto mi aiutò molto, ma purtroppo da un mesetto qualcosa si è rotto.A seguito di una lettura casuale (come vorrei non avere avuto la sfortuna di imbattermi in quell'articolo) mi è tornata la paura di sviluppare un disturbo ossessivo compulsivo grave e mi è venuta la paura di fissarmi su di una parola e che questa possa perseguitarmi per il resto della vita. inizialmente era un numero, poi un altro, poi un altro ancora, adesso un insulto che mi fece una persona, associato ad una sua immagine mentale. Ho fissato una visita psichiatrica ma prima di giovedì non potrò effettuarla, io spero sia tutta suggestione, o ansia, non presento le caratteristiche di dubbio associate agli ossessivi e questo tipo di sintomo che mi spaventa mi è parso di capire che sia un sintomo secondario che si associa sempre ad altre ossessioni e compulsioni maggiori, mentre nel mio caso si presenta isolato, ma io non sono uno specialista e potrei aver capito male.Non presento molte delle caratteristiche tipicamente associate agli ossessivi, non sono meticoloso, ordinato, preciso, rigido moralmente, non ho mai sofferto dei dubbi tipici degli ossessivi, se devo dire di un problema che ho sempre avuto è che però, prima che si sviluppasse questo sintomo, tendevo molto a rievocare litigi, brutte figure e offese subite, anche se non mi ha mai creato particolare disturbo. La mia paura è di continuare a pensare per sempre a questa parola e di non riuscire a dormire la notte (importante dire che il sintomo si è verificato due giorni dopo che ho iniziato ad accusare dopo più di 25 anni i sintomi dell'insonnia di cui avevo sofferto da bambino), o di ammattire per la continua ripetizione. Lei cosa ne pensa? E' sempre suggestione o c'è possibilità che mi stia ammalando di disturbo ossessivo compulsivo o è suggestione come l'altra volta? Fermo restando che, al di la di tutto, ho capito di dover in qualche modo fare i conti con l'ansia.

Salve, le etichette diagnostiche e nosografiche possono significare ben poco per inquadrare una sofferenza, la quale è sempre relativa ad una soggettività complessa, così pure l'evoluzione di un quadro psicopatologico è relativo alla persona e può risentire favorevolmente di un intervento psicanalitico accurato effettuato con uno specialista con il quale si sente la sensazione di essere accolto e compreso senza sentirsi sottoposto a criteri valutativi. Perciò la invito ad occuparsi della propria interiorità e della possibile evoluzione dei suoi conflitti psichici, piuttosto che smarrirsi in inquadramenti diagnostici. Anche l'ipnosi, modificando la tecnica classica, e dando spazio più ai silenzi che alle parole, può essere di valido supporto, integrando il lavoro psicanalitico stesso.

Cordiali saluti

Una domanda teorica sul disturbo ossessivo compulsivo

Salve dottor Miscia, la mia è una domanda un po' particolare e spero che avrà la pazienza di rispondermi. Sono un giovane assistente sociale che si sta interessando al disturbo ossessivo compulsivo. Esiste una vasta letteratura in materia che trovo spesso contraddittoria. Nel corso dei giorni ho maturato l'impressione che gli studi effettuati negli ultimi anni circa le caratteristiche dei pazienti affetti da Doc siano piuttosto "fumosi" e si affidino a questionari e a test di dubbia efficacia, per cui volevo affidarmi alla sua esperienza sul campo per porle una domanda: In base alla sua pratica clinica, mi può dire se i pazienti affetti da Doc sono accomunati da un insieme di tratti quali il perfezionismo, la meticolosità, l'indecisione nelle questioni di ogni giorno, la rigidità mentale e,talvolta, morale? Mi perdoni se ho approfittato di questo spazio a sproposito, le auguro buona giornata!!!

Salve, i sintomi che lei espone sono propri del DOC, uniti a comportamenti compulsivi e ripetitivi, che tendono a negare l'ossessione. Questo comporta un incertezza continua ed una paralisi decisionale. E' un disturbo che va affrontato quanto prima, con terapia psicanalitica e ipnosi, modificando la tecnica per evitare che i pensieri intrusivi disturbino la trance.

Un saluto cordiale

Doc o ipocondria per favore

Salve dottore sono un ragazzo di 30 anni. A seguito di una paura avuta a causa di un malessere una crisi molto forte di ansia mi sono molto spaventato. Poi ha cominciato a farmi male lo stomaco ed ho cominciato a avere paura del colon irritabile stando sempre in internet a cercare testimonianze vedendo solo persone che dicono che non esisteva cura e da li sempre male al colon sempre più ansioso e depresso. Sempre pensieri maniacali a controllare stomaco colon e sempre giù di umore. Poi leggendo in internet ho scoperto il doc e da li la preoccupazione del doc di questi pensieri e incomincio a vigilarmi i pensieri e farmi domande mentali ma quando stavo bene rispondevo cosi questi pensieri prima li facevo può essere sono ossessionato e vivo in costante stress e paura per i miei pensieri e magicamente il colon non mi fa più male da quando mi sono impaurito sul doc e pensieri ossessivi. Non so più che fare il mio psicologo dice che è solo un problema di ansia che non so gestire e che se mi godessi la vita mi concentrerei su altro come palestra vita e lascio ste preoccupazioni non avrei più niente. È sette mesi che vivo in questo labirinto.

Salve,nel suo caso il disturbo ansioso depressivo è andato a concentrarsi su idee fobico ossessive che attualmente dominano il quadro psichico coinvolgendo anche la componente somatica.Non è quindi un problema di ipocondria, inoltre mi permetto di suggerirle di non soffermarsi tanto sull'inquadramento diagnostico quanto sulla terapia. Quindi, se il suo psicologo riscuote la sua fiducia, il lavoro sulla profondità del suo essere andrà continuato a lungo, fino al punto che i suoi sintomi non avranno un significato e si potrà dare loro un nome, eradicandoli in modo definitivo e permanente: il che significa risalire fino alle sue radici dell'essere nel mondo, decifrando il suo inconscio ed i suoi rapporti con le figure di riferimento. La saluto cordialmente

OSSESSIONE

Ho usato cocaina 5 volte a 30 anni nel 1995, 5/6 volte a 37 anni nel 2002, e altre 5/6 volte sporadicamente fino al 2007. Mi è sempre stata offerta da donne e quindi avevo sottovalutato la cosa.
Poi però ho deciso di depennare dalle mie frequentazioni tutti quelli/quelle che ne fanno uso e che la offrono. Ho anche ammesso pubblicamente di averla presa, e adesso alcuni conoscenti mi danno del cocainomane.
Sta diventando un'ossessione: continuo a pensare che vorrei non averla mai presa, che tutto sommato l'ho fatto poche volte, che insomma non l'ho mai cercata di mia iniziativa, che non avrei dovuto confessarlo a nessuno, che ho fatto bene ad ammetterlo, e mi condanno, poi mi giustifico, poi mi ricondanno, e così via.
Il mio cervello continua a pensarci.

Salve, il suo problema non consiste tanto nell'aver assunto cocaina, quanto nel ruminamento ossessivo dovuto ai frangenti in cui l'ha assunta. Il fatto che sia un problema di natura ossessiva piuttosto che di tossicodipendenza rende molto più risolvibile il quadro attraverso un lavoro di conoscenza profonda di sè.
La saluto cordialmente.

Disturbo ossessivo.compulsivo aggressivo

Buon giorno dottore...le scrivo perché ho visto che è un professionista serio e sa capire il dolore delle persone...
La mia storia è una storia di sofferenza e disperazione troppo lunga da scrivere...dura da ben 12 anni...
Cercherò di sintetizzare e arrivare alla domanda che vorrei farle...
Io soffro da 12 anni di DOC aggressivo ...cioè io è da 12 anni che ho nella mia mente pensieri intrusivi e distrubanti che vengono involontariamente che mi hanno distrutto...questo mio problema mi ha devastato e distrutto totalmente la vita..ma non solo perché ho tentato il suicidio due volte ma perché mi ha mangiata viva....ha mangiato tutto di me fino ad arrivare a mangiare la mia anima...
Io vedo il male in ogni modo...in ogni forma...sotto ogni aspetto ....io ho in mente pensieri devastanti..schifosi.. Aggressivi ..malati...e ho sviluppato nel corso di questi anni un terrore talmente potente e grande che questi pensieri possano poi essere reali o che io perda il controllo e che possa farli per davvero che questo terrore mi annebbia mi acceca...mi fa fare cose oscene e assurde per difendere gli altri da me stessa e dal demone che ho nella mia mente! Io sono sempre stata una ragazza buona e iper sensibile... Questa patologia ha distrutto ogni millimetro del mio corpo del mio carattere e della mia anima....
Ho avuto episodi di autolesionismo ....depressione alternata a crisi di aggressività... Disturbi alimentari in cui mangiavo di tutto e di continuo per farmi stare male...mi sono isolata dagli altri e da tutti .....
I pensieri che mi arrivano costantemente sono sporchi ...squallidi ...cose schifosa...cose che mi uccidono dal dolore ogni volta che arrivano...prima l'ottavo e cercavo di ragionare che non erano la realtà... Ora non ragiono più e butto via direttamente tutto...non ho più la forza di ragionare ne combattere...
Per fare degli esempi...
Ho il terrore delle cose chimiche..perché me le sento addosso e le vedo nel mangiare degli altri o delle cose mie....
Non posso avere detersivi in casa neanche quello dei piatti perché se li vedo immediatamente mi vengono in mente pensieri di detersivo nella bottiglia dell'acqua minerale o nella minestra o nel mangiare o nel latte( NON IO CHE LO VERSO DIRETTAMENTE. SOLO IL PENSIERO DEL DETERSIVO NEL MANGIARE) prima l'ottavo...mi facevo mille ragionamenti che quello non era reale che non era vero...ora non lotto più... Se mi venivano vuttavo via tutto il mangiare e l'acqua!
Ora non tengo più detersivi ...
Non sono neanche più in grado di fare la spesa perché se mi passa uno vicino con il carrello e ha un veleno ..un detersivo o candeggina solo perché mi è passato vicino io vado a riposare tutto negli scaffali perché tutto mi sembra contaminato..prima stavo due ore al market a fare la spesa...
Bastava che passassi con la spesa vicino ai cassoni dell'immondizia e mi veniva in mente la spesa dentro i cassoni per prendere così delle malattie! Ora non vado neanche più a fare la spesa...non ho più forza per lottare....
Se sono in cucina e ho le forbici sul tavolo mi viene in mente il pensiero che le forbici tagliano i fili elettrici del telefono o TV così si prende la scossa...così nascondo tutto coltelli forbici ...qualsiasi cosa per tagliare..
Se passo davanti alla scarpiera con la roba appena lavata della lavatrice mi viene in mente il pensiero della roba lavata strisciata sulla suola delle scarpe e allora metto barricate e nastro adesivo alla scarpiera perché non venga mai aperta ....
Spray per i vetri nell'acqua e allora avvolgono l'acqua in sacchetti con il nodo perché siano protetta..
Vedo il male in ogni sua forma ...un demone che mi perseguita...
In 12 anni non ho mai e dico mai ceduto una sola volta a fare del male a qualcuno..mai! Ma per difendere gli altri e me stessa mi sono devastata e distrutta fisicamente.. Sono ingrassata di 30 chili....sono quasi diventata calva per lo stress e ormai non ESCO più.. Voglio solo dormire per sempre e aspettare che dio mi faccia morire...anche se ho solo 32 anni...ho provato cure omeopatiche ma non sono servite a nulla...sono andata da uno psichiatra che mi ha dato..
Compresse di ARIPIPRAZOLO DA 10 MG DELLA MYLAN più
SERTRALINA SANDOZ DA 100MG
all'inizio la prima settimana è andato tutto bene...solo un fortissimo bruciore di stomaco..poi dalla seconda settimana in poi un inferno..effetti collaterali osceni..avevo tremori non riuscivo più ne a stars ferma ne seduta...ne a dormire....avevo ansia continua da morire..nausea ..vista annebbiata e non vedevo più bene...in pratica ero come malata non avevo più neanche la forza di stare in piedi! Sono stata costretta a mollare quelle droghe ....ma io sentivo che la prima mi faceva dalla lato mentale bene...perché non avevo più tanti pensieri...ero totalmente intollerante e ho dovuto smettere ...ora sono peggio di prima...ma non ho più forza neanche per respirare... Ormai passo tutto il giorno a letto senza una più misera speranza di guarire...finché non ho letto dell'ipnosi...ma non ho approfondito bene...
LEI DOTTORE MI DICA...SI PUÒ GUARIRE DAL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO AGGRESSIVO CON L'IPNOSI? C'È QUALCHE SPERANZA...MI DICA LA VERITÀ LA PREGO...

Salve in molti casi il DOC risente con notevole beneficio di un terapia ipnotica, anche se la tecnica induttiva e il mantenimento della trance vanno modificate, affinchè non siano disturbate da pensieri intrusivi. Ad essa, nella prima parte della seduta, va associato l'intervento psicoterapeutico propedeutico alla successiva introduzione della trance.La saluto cordialmente invitandola a nutrire fiducia nel futuro alleviamento delle sue sofferenze.
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Cosa ho



Salve ho una domanda vorrei capire quali sono i miei disturbi mentali perchè sento di avere qualcosa di patologico nella mia personalità ma non mi rendo conto di preciso cos'è, ho paura di rapportarmi con gli altri perchè so che poi dopo pochi gorni mi eviteranno e mi diranno brutte parole come già successo sempre per come mi comporto questo mi porta a star da solo a non far nulla sotto ai miei genitori a 19 anni, vorrei scoprire cosa si nasconde i terapeuti dicevano ossessioni, ma io penso più a un disturbo di personalità mi spiega bene perfavore. Ah in più ho paura ad andare dai terapeuti a patto che non siano davvero bravi perchè temo che non si scopra cos'ho e mi dicano sempre la stessa cosa ovvero do ossessioni io penso ci sia altro senno non succederebbe che gli altri non sopportano il mio carattere e non ho amici

Salve, senza avere un contatto diretto in questo caso fare una diagnosi che abbia un minimo di attendibilità è arduo.Le posso dire che il fatto che lei presenti difficoltà relazionali e che sia timoroso del giudizio altrui, non è in contraddizione con il fatto che possa soffrire di un disturbo ossessivo e che non sia perciò opportuno, per questo motivo, ricorrere ad un inquadramento del suo caso come disturbo di personalità. Quello che posso suggerirle è di non occuparsi tanto dell'inquadramento diagnostico quanto quello di iniziare un processo psicoterapeutico psicoanalitico, affidandosi ad una persona competente, che riscuota la sua fiducia e che possa aiutarla a fare chiarezza dentro di sè. La saluto cordialmente.

Pensieri ripetitivi, ossessivi negativi, mi bloccano in tutto lavoro e vita
quotidiana


Salve dottore, da un mese circa che sto male , mi fissò con le malattie , le ho realmente ma no così accentuate come mi fa pensare la mia testa, mi viene paura pensieri negativi pensieri tristi, non riesco a concentrare su niente , non mangio mi sforzo , non riesco a rilassarmi appena mi fermo mi da fastidio il sintomo che sento, in questo mese particolarmente inguine e orecchie ... Ci sto male cerco di reagire ma è difficile , la mia testa pensa solo che vuole stare bene ... Non ne posso più ... Sto andando da un psicoterapeuta, e ho provato due psicologi in 1 mese ho parlato con 3 persone . Io penso che non lo supererò che nessuno mi può aiutare .... Come superare tutto questo !?! Grazie in anticipo

Salve, la strada è quella corretta, una indagine psicoanalitica profonda per comprendere le motivazioni psichiche del suo disagio che sono depositate a livello inconscio. Credo però che l´indecisione ed il dubbio,sintomi che sono presenti e tipici di questo disturbo, si siano presentati e ripercossi anche sulla scelta del terapeuta. Mi chiedo infatti come mai, in un mese, lei abbia contattato due psicologi e parlato con tre persone. Comunque, se l´attuale specialista suscita la sua fiducia, continui fino a che non siano emerse le ragioni nascoste della sua sofferenza, che sono rimosse e originate dai rapporti che lei ha avuto con le figure di riferimento nei suoi primi anni di vita. La saluto cordialmente