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Risposte sulla depressione 3

Ansia e malinconia improvvise


Gentile Dottor Miscia,mi chiamo F.ho 18 anni e sono al primo anno di università. Da circa un mese soffro di una continua ansia e malinconia,accompagnate da angoscia e senso di sospensione e spaesatezza. Premetto che fin dalle scuole medie(o forse poco prima) ho inizia a soffrire di attacchi di angoscia e paura legati al pensiero della morte delle persone a me care o alla mia; questi momenti erano limitati ad alcune sere (soprattutto nei giorni in cui non avevo tenuto impegnata ne la mente ne il corpo come, per esempio,nel periodo di settembre,dopo la fine dell'estate),o nei casi peggiori duravano una o due settimane. Questi momenti di angoscia di risolvevano naturalmente parlando con i miei genitori ,che mi rassicuravano e tranquillizzavano senza dare particolar conto alla cosa.
Quest'anno mi sono trovato ad affrontare un trasferimento in una città nuova ,a causa dell'università, dove potevo contare su una situazione particolarmente favorevole, agevolata dalla presenza della mia ragazza, di molti amici del liceo,dalla vicinanza di mio padre, appena trasferitosi a 2 ore di distanza da me , da una bella casa. I primi 3 mesi li ho trascorsi alla perfezione:ho conosciuto molta gente, ho legato con qualche amico, ho studiato molto ,mi sono divertito con la mia ragazza . Passato il primo periodo ho avuto dei problemi con la mia ragazza(con la quale ero stato 2 anni),e ci siamo lasciati. La settimana successiva sono andata a raggiungere i miei genitori nel luogo in cui si era trasferito mio padre e mia madre lo aveva raggiunto temporaneamente in attesa del trasferimento dal mio paese di nascita ,in Calabria. Trascorsa quella settimana con i miei genitori in totale spensieratezza sono ritornato all'università. I primi giorni ho accusato i sintomi di quegli attacchi di ansia e angoscia ,sopratutto la sera ,ma a volte anche durante la giornata: anche in questa occasione tutto era svanito con il ritorno del mio coinquilino da qualche giorno di vacanza. In quegli stessi giorni avevo sostenuto anche delle simulazioni di esame (andate non molto bene) e mi ero buttato sullo studio,rimanendo chiuso in casa per 6 giorni senza uscire. Durante queste giornate di studio ogni sera avevo puntualmente i soliti sintomi che passavano non appena mi mettevo a scherzare con il mio coinquilino;quel fine settimana però, pur essendo uscito con i miei amici il senso di asfissia ed angoscia permaneva. Da quel gio

Depressione

gentile Dott MISCIA ,sono F. da Roma ,a causa dei lutti e discussione con mia sorella sono caduta in depressione curata male all'inizio con cipralex un mese e poi cymbalta un 'altro mese, senza beneficio ho canbiato psichiatra da qualche giorno, e mi ha detto che la mia non e una depressione, ma un disturbo dell'umore' e mi presritto il depakin cromo 3 volte al giorno nonostante io non abbia l'umore altalenante, solo che quando sono andata a visita da lui ,parlavo molto veloce, cmq mi ha confermato che potrebbe essere la conseguenza dei farmaci precedenti compreso lo zarelis 75mg sospeso dopo 10 giorni per via del mal di stomaco ', se non sono bipolare perché questi farmaci?lui dice perché ho avuto più di una ricaduta, puo' essere ?io ho molta paura di questi farmaci lei cosa ne pensa? sto sopportando un sacco di effetti collaterali,lo so che non sono un medico per giudicare la terapia ma questa e la più pesante in assoluto per come la vedo io , noi poveri malati che ci capita di soffrire di questa bestia nera che ti toglie la voglia di vivere , prego solo DIO di farmi la grazia di non esserci più , si soffre troppo e con poca speranza , perché la ricerca scientifica non trova farmaci con meno effetti collaterali , c'e sempre di mezzo il dio denaro grazie mille se vorra' rispondermi e anche per il tempo che offre a noi ammalati di questa brutta patologia

Salve, il primo provvedimento da attuare in caso di disturbo psicologico è quello di cercare una persona che abbia buona capacità di ascolto, che riscuota la nostra fiducia permettendoci una profonda conoscenza del nostro sè ed una modifica essenziale della nostra personalità compresa la eradicazione dei sintomi. I farmaci hanno una azione di presenza, possono dare una forma di sollievo momentaneo e lasciano immutata la situazione di base. Credo perciò di averle dato una buona direttiva, la saluto cordialmente. Antonio

Moglie disperata



Egregio dottore,
Le scrivo perché mio marito soffre di ansia da più di un anno. Tutto è iniziato a causa del lavoro stressante che per carattere lui riteneva dover fare alla perfezione.
Quando non riusciva in qualcosa andava in panico e ansia così per smorzare il tutto si riversava sull'alcool.
Questo metodo che lui trova efficace continua ancora oggi che non lavora più. È stato da un dottore specialista per l'ansia che gli ha prescritto ansiolitici integratori e antidepressivi,lui la cura non l'ha fatta completamente però vuoi che la mia minaccia di rompere il rapporto, vuoi che non ha bevuto più per 8 mesi fatto sta che non ha avuto ne ansia ne i sintomi che sono la cosa che lo disturba di più tipo:risveglio mattutino con agitazione vomito stato confusionale,tremori, poi beve per sentire meno i sintomi ma durante la giornata è distratto confuso poca concentrazione ha voglia di dormire, per poi passare a tachicardia dolori muscolari e articolari.Il bello arriva la sera quando diventa aggressivo verbalmente, agitato fa discorsi sconnessi senza senso ecc.Sessualmente attivo ma si stanca facilmente.
Ora mi chiedo siamo sposati da due mesi, non lavora, sicuramente il cambiamento di vita le difficoltà economiche è tutto il resto possono portare ansia ma credo che la componente essenziale sia l'alccol.
Mi dica se sbaglio è mi aiuti lei sono veramente disperata. Cordialmente T.

Salve, il problema essenziale è l'ansia generalizzata, che suo marito cerca di curare con un farmaco non adatto, anche se ansiolitico, cioè l'alcool. E' possibile che l'ansia sia collegata a depressione o ad un disturbo di personalità, ma dovrei avere un contatto diretto con lui per esprimere un parere. Insista nel provare a convincerlo ad effettuare psicoterapia del profondo . Un cordiale saluto. Antonio

Ricadute


gentile dottor Miscia come vanno valutate le ricadute depressive a seguito del termine di una terapia analitica durata qualche anno con risultati direi apprezzabili?cosa comporta cio´?Le chiedo questo perche´ il caso mi riguarda e vorrei capire se i risultati positivi raggiunti tramite l´analisi cosi´ faticosamente possano evaporare cosi´ facilmente da un giorno all´altro senza apparenti motivi gravi.Ho solo notato un precipitare del mio benessere psicofisico avvertito dapprima con un terrore notturno indicibile e risvegli improvvisi in preda a tachicardia, e in quei momenti penso alla mia analista che potrebbe aiutarmi dandomi sollievo.questo mio peggioramento ha coinciso con l´avvicinarsi delle feste natalizie,ma questo puo´ essere casuale forse, e col calo della temperatura atmosferica che non credo lei reputi cause determinati.puo´ dirmi qualcosa a riguardo?grazie

Salve , i risultati di un lavoro analitico profondo e ben condotto sono costanti, ma dopo la cessazione può comparire nuovamente del materiale rimosso fonte di conflittualità, per cui è opportuno riaprire il capitolo analitico per portare alla luce quanto non è stato ancora analizzato. La saluto cordialmente. Antonio

Consiglio depressione e malessere

Buongiorno, le scrivo perchè vorrei descrivere alcune mie sensazioni che mi perseguitano da tempo e con cui è difficile convivere.
Da tempo provo una forte insofferenza nei confronti del paese in cui vivo. Per anni non ho mai voluto spostarmi neanche per gli studi universitari ma adesso le mie percezioni di questo posto son cambiate. Quando vado in giro qui è tutto così monotono, c'è pochissima gente e mai nulla da fare. Il pensiero di frequentare luoghi pubblici tipo palestre o simili mi fa avvertire come un senso di oppressione al petto che mi impedisce di frequentarli. Quindi son sempre giù di morale. Tempo fa ho avuto la fortuna di vivere un'esperienza lavorativa in una grande città e mi è sembrato di rinascere, mi sentivo un'altra, ero anche molto gratificata dal punto di vista professionale anche se mi mancavano gli affetti.
Poi son tornata qui, un'opportunità lavorativa che oggi non capita facilmente ma poi di nuovo questo malessere, le lacrime agli occhi, la voglia di urlare, il senso di oppressione e, contro il volere di tutti, ho dovuto lasciare.
Il fatto di muovermi in posti desolati mi uccide.
Ora son qui a chiedervi un parere, chiedere cosa ne pensate. Io sono disperata, ho un fidanzato da molti anni che amo tantissimo che proprio non intende spostarsi. Io sto cercando soprattutto per lui di adattarmi qui ma proprio non ci riesco. Tutti mi dicono che per lui dovrei adattarmi ma mi sembra d'impazzire all'idea di cristallizare questa situazione. Se dovesse ripresentarsi l'occasione ripartirei velocemente anche se stare male all'idea di allontanarmi da lui e accrescerebbe in me la paura di perderlo. Ma non avrei altra scelta...Cosa mi consiglia? Grazie mille.
Saluti

Salve credo che la tendenza ad evadere dal paese e la sensazione di insopportabilità a viverci sembri riferibile ad un vissuto relazionale arcaico che tende ad essere simbolizzato nel luogo di residenza . Anche il fidanzato può essere implicato nella dinamica claustrofobica. In questi casi il consiglio non può porsi utilmente, credo che vada elaborato il conflitto in modo autarchico o con un aiuto esterno, in attesa che il suo inconscio le dia una direttiva in un senso piuttosto che in un altro. La saluto cordialmente. Antonio

Depressione, ossessione del suicidio

Gent.mo Dottor Miscia, cercherò di essere breve.
Nel ottobre del 2012 cado in depressione a seguito di una separazione. E' stata davvero devastante; mi sono curata con xeristar x 1 anno poi ho avuto un episodio di reazione psicogena acuta curata con olanzapina. Poi ho avuto un'altra ricaduta depressiva e Ad oggi mi ritrovo che continuo a pensare al suicidio contro la mia volontà. Il mio curante sostiene sia un'ossessione e che non lo farò mai ma per me è molto difficile e mi fa paura sopportare questo continuo pensiero fisso. Sto prendendo da circa 1 mese due pastiglie di anafranil da 75 mg e olanzapina 10 mg. Secondo lei passeranno questi pensieri con il proseguo della cura? Grazie per la disponibilità

Salve il suo curante ha ragione perchè si tratta di un pensiero ossessivo che non viene agito cioè che non ha uno sbocco comportamentale. Mi raccomando di associare alla farmacoterapia una psicoterapia del profondo a ritmo sostenuto ( una, meglio due volte la settimana)e i pensieri progressivamente evaporeranno .Un cordiale saluto. Antonio

Disturbo dissociativo

Buonasera.

Le descrivo la situazione che da mesi sto vivendo.. è una storia abbastanza lunga e complicata, io Le indico tutti gli elementi poi però non so se sono collegati tra di loro o meno.4 anni fa a causa di un rapporto a rischio (ero anche svenuta) e delle conseguenti preoccupazioni che mi si erano scatenate di essere incinta ho avuto un periodo buio.Accusavo dolori al basso ventre, ero dimagrita, non avevo fame.. e io essendo un po ipocondriaca ero abbastanza terrorizzata. Feci numerosi esami medici dai quali non emerse nulla.Allora mi recai d’accordo con i miei genitori da una psichiatra la quale mi prescrisse paroxetina per un anno ero praticamente rinata.
La sospesi dopo un anno e dopo un po di mesi ed oggi ancora iniziai a soffrire di un continuo dolore zona stomaco, molto spesso non riesco a stare in piedi causa la tensione che mi provoca.Sono sempre andata avanti perché nonostante questo stavo bene.
Dopo 2 anni iniziai a stufarmi di questo dolore. Posto che nel frattempo mi ero anche sposata (giugno 13) e quindi desideravo vivere bene la vita matrimoniale e avere dei figli, a settembre 13 decisi di andare da un gastroenterologo per vederci chiaro. Feci numerose visite, esami del sangue, cure per la gastrite, gastroscopia, raggi e rm alla schiena ma nulla.. il problema non emerse.
Andai avanti così sino a gennaio 14 quando oltre al fastidio suddetto inziai ad accusare dei sintomi diversi quali dispnea, sapore metallico in bocca, estrema debolezza, la notte dormivo pochissimo perché non riuscivo a respirare bene.
Manifestavo il mio disagio ma i miei familiari piu di tanto non davano peso. Ero completamente inappetente ed ero dimagrita 4/5 kg.
Continuavo a lavorare, per 15 giorni ho dormito 1 ora per notte ma non avvertivo tanta stanchezza durante il giorno, era peggio il fatto di girarmi e rigirarmi nel letto. Decisi di farmi prescrivere qualcosa per riposare e con il Tavor la situazione migliorò. Persistevano però gli altri sintomi e tutti pensavano ad una ricaduta anche se io ero certa non fosse per niente così.
Decisi comunque di dare retta agli altri ed iniziai ad assumere la paroxetina sperando in un miglioramento.Piangevo ogni giorno perché non riuscivo a stare meglio e non sapevo la causa.Forse la paroxetina un po di effetto ha fatto, ripresi ad uscire anche se non felice.L’unica cosa che mi faceva stare meglio era pensare alla mia famiglia, a mio marito, alla mia casa..mi dicevo: “ si hai questo dolore ma nella vita hai tutto, sei sempre tu, hai tuo marito, hai il lavoro, la casa..qualsiasi cosa succeda hai loro” e andavo avanti così.Ogni tanto uscivo con gli amici.
Visto che la situazione non migliorava, il dolore era sempre li mia mamma decise di portarmi da un’altra psichiatra (non quella che mi aveva prescritto la paroxetina 4 anni fa e adesso) per un consulto.Questa mi tolse la paroxetina di botto, prescrivendomi un farmaco, il lioresal, per rilassare i muscoli.
Mi meravigliai quando mi disse che non era necessario scalare il farmaco..quattro anni prima ci avevo messo sei mesi.. ma così feci, sospesi la paroxetina e iniziai subito a prendere il lioresal. Due giorni dopo inizia ad avvertire una forte nausea, la luce mi dava fastidio, avvertivo sintomi tipo influenzali. Non presì più il lioresal e visto che i sintomi continuavano sentii di nuovo la psichiatra che mi disse che non poteva essere la sospensione della paroxetina e probabilmente ciò che sentivo era dovuto ad un peggioramento del mio stato emotivo.. io non concordai con questo e mi prescrisse il risperidone (giugno 2014). Andavo a lavorare ma sentivo che non stavo bene.
Un giorno mi sembrò di aver sentito un distacco alla testa, ed ho avvertito tipo un vuoto.Guardavo fuori dalla finestra e vedevo i colori degli alberi col sole diversi, alterati, mi sentivo molto agitata dentro perché non riuscivo a capire cosa mi stava succedendo. La vista era cambiata, vedevo tutto più buio la sera, mi lacrimavano gli occhi e quando erano le 21/21.30 dovevo per forza andare a dormire perché ero stanca e non riuscivo a tenerli aperti, sentivo rimbombare la testa quando la giravo.
Decisi di chiamare la vecchia psichiatra.. questa si meravigliò della brusca interruzione ma disse che i miei sintomi in un mesetto circa dovrebbero scomparire se fossero dovuti alla sospensione della paroxetina. Inoltre mi disse che non vedeva indicato il risperidone, che secondo lei erano più indicati altri farmaci. Tornai da lei sperando in un suo aiuto. Mi prescrisse il deniban + xanax (che prendevo già da gennaio con scarsi risultati).I sintomi continuavano, sentivo mal di ossa dappertutto, la fame continuava ad essere assente, la testa era tutta sfasata.
Quando interruppi il risperidone il problema agli occhi scomparve.
Premetto che a gennaio, fui costretta ad andare dalla psicologa dalla mia famiglia, appunto perché pensavano fosse una ricaduta (4 anni fa a seguito dell’accaduto non feci nessuna seduta). E io non concordavo.Andai per un po’ e poi smisi perché non ero motivata, non sentivo la necessità.Quando i primi di giugno iniziai ad avvertire detti sintomi decisi io stessa di andarci e ci sto andando tutt’ora ma senza risultati..anzi va sempre peggio.La situazione non migliorava allora decisi di andare dal neurologo, visita ok feci per mia volontà una rm encefalo, tutto regolare.
Feci vedere al neurologo che mi disse che era tutto ok, che era solo un momento della mia vita, mi prescrisse xanax + cipralex togliendomi il deniban. Cosi feci, le provai tutte, ma niente.. poi aumentai anche il cipralex ma dopo due mesi era sempre peggio. Sentivo sempre più che una parte di me non c’era più. Andare a lavoro divenne molto faticoso, non mi sentivo più io, percepivo in modo diverso, prima il posto di lavoro e anche i luoghi che, sempre per lavoro giravo.
Dopo un po ho dovuto abbandonare il lavoro, tutto era strano.. non mi capacitavo quando veniva giorno, era estate me non la sentivo.
Mi sembrava e mi sembra di vivere un’altra vita, non la mia, mi sono completamente staccata.. decisi di andare da un altro psichiatra, che tutti reputano bravo, mi disse che era tutto dovuto all’ansia e depressione e mi prescrisse l’efexor + xanax + lymbitril per dormire meglio. Io gli dissi che personalmente l’ansia non era la causa bensì la conseguenza di ciò che sentivo e che se fosse stata depressione con tutti i farmaci che ho preso avrei dovuto stare un po meglio non peggiorare. Proprio così.. non ho attacchi di panico e non ho mai avvertito un’ansia particolarmente forte anzi. Era preoccupazione per come mi sentivo. E depressione ho qualche dubbio perché ho molta voglia di fare solo che tutta questa stranezza mi annienta.
Ma ho inziato le cure, per due mesi abbondanti l’ho seguita nonostante aver aumentato la dose 37.5+75.00 nulla ho concluso. Il lymbitril ho dovuto sospenderlo perché mi causava troppa sonnolenza. Un mese fa ho deciso di sospendere anche l’efexor e vedere se per caso ciò che provo è causato dai farmaci che finora ho preso. Ma tutto persiste.. anzi peggiora.
Il problema vero e proprio è che gradualmente da giugno mi sento fuori dalla vita, percepisco tutto diverso da prima, non riconosco più casa mia, l’esterno di casa mia, mi sembra strano quando viene buio alle 16.30, non mi sento a mio agio da nessuna parte, tutto ciò che faccio non mi viene più spontaneo, persino andare a casa mia mi costa sacrificio, cerco di uscire lo stesso ma non mi sneto più in questo mondo, tutto mi è nuovo ed ho quasi paura ad uscire. Mi sono staccata dalla mia vita, mi sembra di non possedere nulla, non mi sento quella che si è sposata, quella che aveva 1000 progetti..ora non ho niente a cui pensare, non riesco a pensare al futuro perché non vedo via d’uscita. Questo non è vivere ma cercare di farsi spazio in un mondo che non è più mio. Quando vado in giro mi chiedo chi sono.. mi sembra di essermi persa o di non essere mai esistita, di non avre un identità. Tutto è diventato innaturale e questo dura 24 su 24, non sono sensazioni è proprio come se fosse un nuovo modo di vivere.
Faccio le mie cose ovvero pulisco casa, faccio da mangiare ma non come prima, non con lo spirito di prima. Ora è tutto così terribilmente diverso. Qualsiasi cosa io faccia mi chiedo che senso abbia. Mi sembra tutto un’illusione..un incubo da cui devo svegliarmi per riprendere la mia vita.
Pensare che io ero così contenta della vita sempre allegra e solare, piena di umorismo. Il mio carattere non è cambiato, rido comunque anche se il mondo mi è crollato addosso.
La vita non ha più senso, dentro di me sento il vuoto.
Penso costantemente al passato, in ogni situazione.. ogni cosa che faccio mi ricorda la mia diversità al passato.. ed è straziante.
Mi sembra anche che il tempo è su un altro piano. Non è più scandito, tutto ha perso significato (ad esempio: mi reco in un posto, torno a casa.. due ore dopo vado in un altro posto e mi sembra siano passate parecchie ore dall’aver fatto la prima cosa).
La mia identità non combacia più con nulla, mi sembra di essere un alieno.
Mi sembra impossibile uscirne.. ci sono così tante cose cambiate nella mia testa. Non mi sento più nessuno.
Vorrei tornare a lavoro ma non sono in grado perché mi sento estranea a tutto e mi sembra di impazzire.
Che cosa mi ha causato tutto questo? Forse il fatto di voler stare bene eliminando quel dolore che da tanto mi faceva soffrire? Che poi ce l’ho ancora.
Non percepisco la fame ormai da 11 mesi, mangio e mi sembra di non aver mangiato.
Nulla mi è familiare, la vita di prima non mi è familiare.
Ora col passare del tempo gli stimoli sono venuti meno perché non mi ritrovo più nei luoghi, esco se devo ma faccio molta fatica.
Anche la memoria sembra cambiata..forse perché tutto ciò che faccio non lo sento.. non lo so.
Quando vado in giro mi sembra non ci fosse un ieri.. come se fossi stata catapultata li e da li iniziare tutto.
Non riesco a vivere IO, QUI ed ORA. Non vivo il presente..o meglio lo vivo ricordando e comportandomi non spontaneamente come il passato.
E forse tutto dovuto alla brusca sospensione della paroxetina?
La psicologa che mi sta seguendo dice che forse nella mia vita c’è qualcosa che non va.. ma lo escludo.
Ha ipotizzato un trauma magari con i miei genitori o da bambina ma finora non è emerso nulla.Piango, piango e piango.. perché io non sono così.
Ho fatto anche dei tests psicologici, dai quali non è emerso nulla (MMPI 2, CBA 2.0, Millon III, Rorschach), l’unica cosa che ne è uscita è una depressione secondaria.. ma non si sa a cosa. E poi questi sintomi di depersonalizzazione e de realizzazione.
Io percepisco tutto come reale, ma strano. Guardo dalla finestra, vedo il sole e mi da quasi fastidio.. non riesco a stabilire un contatto con nulla. Ciò che prima era automatico ora non lo è più.
Vedo tutto nuovo, mi sono completamente staccata dal mondo di prima.
Ultimamente provo una forte angoscia, mi sembra di impazzire da tutte le cose che non vanno nella mia testa.. ed ho paura di diventare cattiva perché questa situazione è come una follia lucida, mi da fastidio tutto perché la mia mente non mi fa apprezzare nulla.
Volevo chiederLe se secondo Lei, chiaramente con il limite di un consulto a distanza, si possa trattare di un vero e proprio disturbo di depersonalizzazione e de realizzazione non causato da ansia.. ma un disturbo a sé stante..
Mi scuso se sono stata prolissa ma non potevo non omette certe cose.
Grazie, saluti

Salve , il disturbo che lei descrive sembra riferibile a "depressione ansiosa con disturbo dissociativo in quadro di derealizzazione e depersonalizzazione" E' opportuno non tanto medicalizzare il sintomo , quanto effettuare unprofondo lavoro psicoanalitico unito ad ipnositerapia meditativa e regressiva. Solo così potrà eradicare la sintomatologia e consolidare la sua identità. Perciò continui il lavoro che sta effettuando con la psicologa per ricercare le matrici del problema che affondano le loro radici nella prima infanzia in rapporto alle figure di riferimento. La saluto cordialmente. Antonio

Ritorno al passato

Salve, sono un ragazzo di 19 anni di origini gitane. Se le può interessare il mio segno zodiacale è il cancro (anche se in tutta sincerità le dico che la cosa non mi influenza affatto, ogni tanto lo leggo per curiosità o ricerca di aggettivi nei quali spesso mi identifico.) Scoperta e consolidata nel tempo la mia omosessualità conducevo una vita tranquilla e spensierata, dispersa nell'agire quotidiano, nelle ambizioni future e nell'idealizzazzione di una vita perfetta, costituita da amore,, felicità, soldi. Successo ecc. Mi soffermavo sul lato estetico, superficiale della realtà che lascia trasparire ben poco di ciò che, secondo me c'è dietro e cioè la profondità, l'astratta spiritualità (intendo in termini non religiosi considerando la mia posizione agnostica), la saggezza, la consapevolezza, la tristezza profonda, l'angoscia profonda, la depressione profonda, l'umiltà. Tutte quelle forti capacità ed emozioni che se coltivate portano verso un'inevitabile conoscenza interiore di sé stessi a fronte delle innumerevoli domande fondamentali che ne derivano.
Arrivato al liceo all'eta di 14 anni ho iniziato a fumare sigarette, conducendo uno stile di vita comunque tranquillio e gioiosio anche se devo ammettere che sono un soggetto abbastanza ipocondriaco e ossessivo per indole.
All'età di 16 anni sono entrato in un giro di amici e trasportato dall'inconscia incoerenza, una sera ho fatto uso di erba o fumo (non ricordo) . Immediatamente sono entrato in un circolo di autoalimentazione di paura, incontrollabile disordine es esasperante agitazione con conseguente tachicardia elevata. (forte attacco di panico per la prima volta in assoluto) Passato del tempo e migliorata la situazione con doccia sono riuscito a tranquillizzarmi e dormire. Successivamente non mi sono più capitati espedienti simili per mesi fino a che in una stravagante serata di festa con amici improvvisamente e senza l'assunzione di sostanze stupefacenti, avverto un leggero sintomo di attacco di panico. Superata la momentanea situazione ho continuato la serata in maniera tranquilla e rilassata.
Il giorno dopo nel mentre che leggevo un libro alquanto noioso. Mi sono crogiolato in pensieri e ricordi rientrando nel circolo vizioso di autoalimentazione di paura ecc.
Passai 4/5 giorni di agitazione perenne durante i quali mi capitò un episodio che mi ha stavolto la spensieratezza e il benessere per oltre 2 anni. mi è capitato cioè, in una giornata di scuola di sentirmi improvvisamente come "bloccato nel mio corpo" "vedo Gli altri ma non vedo me stesso " "sono al centro della mia vita" " non ho la forza di mantenere questa improvvisa responsabilità estremamente conscia"
Da tutto ciò è derivato un lungo periodo ( fino ai 18 anni) di perdita, depressione, apatia, reclusione interiore e ossessioni periodiche, confusione, agitazione, grandi interrogativi e completa alienazione dalla realtà Con conseguente ripiegamento in maniera negativa sul mio Sé interiore.
A fronte di tutto ciò col passare del tempo, nel giro del mio 18esimo anno di vita sono riuscito, grazie all'esteriorizzazione delle mie turbe mentali e dei disagi psicologici con amici che sapevano di cosa stessi parlando, psicologa e un po' di filosofia sono riuscito a sentirmi meno alieno alienato. Certe cose sono riuscito ad esorcizzarle cambiando il modo di vederle e questo mi ha portato verso una Maturazione interire di cui ero felice Nonostante l'inevitabile precedente scalata.. A seguire fu un intero anno di Riabilitazione di un equilibrio che via, via diveniva sempre più stabile. Mi sono concentrato sugli amici sugli affetti e sulla scuola. Passato l'anno scolastico ed esasperanti piccole situazioni di estrema metereopatia, sono riuscito ad arrivare a quella tanto attesa ed utopistica stabilità interiore.
La mia domanda (finalmente) a fronte di tutti ciò è : Si può ritornare a percorrere tutto da capo?
Quest'anno è iniziato alla grande ma.. Specialmente ora che è inverno in certi giorni mi concentro troppo sullo stato di coscienza verso il mio Sé interiore e il mio atteggiamento esteriore arrivando a creare una già descritta Separazione tra me e me. Come un rigurgito di un pasto pesante certi pensieri e sensazioni tornano a galla sotto un'aspetto leggermente diverso causato dal riconoscimento del fenomeno da cui deriva anche un'approccio diverso col fenomeno.
Quindi mi domando se alcune cose che pensavo superate definitivamente, tornano perché invece di superarle definitivamente ed esorcizzarle le ho messe da parte e che quindi come fenomeni irrisolti ritornano e persistono perennemente a intervalli di tempo? (vista la mia tendenza ossessiva compulsiva)
O siccome è stato un periodo di intensa emotività sentimentale, condizionamento metereopatico, forte stress e ansia generalizzata. il mio corpo, pressato da una serie di fattori ha reagito in tal modo perché probabilmente relaziona lo stress a questa condizione di perdita e disperazione?
O semplicemente perché è un rigurgito anche normale e fisiologico di ciò che ho passato?
Grazie mille per aver dedicato tutto questo tempo al mio caso. Sapendo comunque bene che attraverso un'approccio indiretto, definire certe cose risulterebbe, forse un po' azzardato le chiedo comunque una risposta.. la saluto con affetto!

Salve, riprendo la sua frase perchè è la risposta adeguata a ciò che sta vivendo " Quindi mi domando se alcune cose che pensavo superate definitivamente, tornano perché invece di superarle definitivamente ed esorcizzarle le ho messe da parte e che quindi come fenomeni irrisolti ritornano e persistono perennemente a intervalli di tempo"
In altri termini , se l'inconscio non è stato ben ripulito attraverso una conoscenza profonda,i disturbi psicopatologici tendono a ripresentarsi in occasione di una situazione scatenante che riattiva la conflittualità psichica. Perciò solo un approfondimento della parte nascosta di sè potrà aiutarla a risolvere radicalmente le problematiche di cui mi parla. Un cordiale saluto Antonio

Ipnosi, vorrei tentare un ultima terapia, quante sedute sedute occorrono?

Gentile dottore, so una donna di 6 anni, da 40 anni soffro di depressione ansiosa, almeno questa è una delle molteplici diagnosi.Soffro anche di fibromialgia che mi rende la vita pessima.I miei disturbi sono iniziati con un fortissimi dolore ad un lato del cranio e da questo è iniziata la paura di avere una grave malattia, Ogni giorno un dolore nuovo, non le dico quanti consulti medici,quante analisi e risonanze con esito negativo, ho sempre voluto dare una spiegazione fisica ai miei disturbi ma tutto negativo ed io sto sempre peggio.Sono in cura con 20 mg di prozac e 3 mg di xeno suddivisi in 3 somministrazioni più Tavo oro all'occorrenza da 2,5 mg.Sono stanca di tutti questi farmaci e vorrei provare con l'ipnosi.Vorrei sapere se fa per me è cosa ne pensa le.Cordialmente la saluto.E. M. pro Avellino.

Cara signora in una situazione come quella che la affligge l'ipnosi è particolarmente indicata per il disturbo fibromialgico, ma la concomitante depressione ansiosa comporta la necessità di associare terapia psicoanalitica. Perciò non le resta che cercare uno psicoterapeuta che sia anche ipnotista oppure affidarsi a due specialisti che lavorano in collaborazione. Un cordiale saluto. Antonio

Farmaco antidepressivo

Buongiorno Dottore,

dall'età di 21 anni prendo un farmaco Efexor per una depressione giovanile. Da una decina di anni soffro di una forte instabilità ( acufeni e vertigini ). Potrebbe essere una sintomatologia causata dal farmaco stesso ? Ho provato più volte a toglierlo gradatamente ( ora da 4 anni prendo 37,5 ad giorno ) ma i sintomi si amplificano ed avverto una forte rigidità muscolare con scosse e vertigini.
Grazie mille
Ivan B.

Salve, i sintomi che lei accusa non sembrano dovuti al farmaco che attualmente, peraltro usa ad un livello modesto con possibile effetto placebo. Le consiglio si associare psicoterapia psicoanalitica e cercare di dismettere il farmaco stesso. Un cordiale saluto. Antonio

Un opinione

salve dottore le volevo chiedere gentilmente un suo parere in linea di massima riguardo alla mia situazione visti i pareri diversi da clinico a clinico..
DALL'ANALISI DELLE SCALE CLINICHE si rivelano comportamenti depressivi,rallentamenti psicomotori e polarizzazioni negative del pensiero. l'attenzione è solitamente autorivolta. si evidenziano tratti di impulsività collegati ad una percezione personale della realtà,inoltre nei rapporti interpersonali si mostra suscettibile e diretto e portato a vivere l'ambiente in modo ostile per cui mette in atto difese di tipo proiettive interpretative. son presenti anche tratti di chiusura e di solitudine con preferenza a non cercare i rapporti sociali, comunque appare discretamente adattabile, adeguato al principio di realtà e capace di affrontare problemi ed eventuali soluzioni.
DALL'ANALISI DELLE SCALE SUPPLEMENTARI E DELLE SCALE DI CONTENUTO si evidenziano aspetti del comportamento di tipo ansioso con carenza di concentrazione e probabili altri sintomi psicosomatici. i pensieri sono significatamente depressivi, sente incertezza x il futuro, non crede nel cambiamento, si conferma il disagio che vive nelle situazioni sociali.risultano elevate le scale PK e PS che indicano la presenza di disturbi collegati ad una reazione post-traumatica da stress, risultano elevate anche le scale APS e AAS che orientano all'elevata probabilità di comportamenti legati all'assunzione di sostanze stupefacenti.
DALL'ANALISI DELLE SCALE DI HARRIS-LINGOES si ha conferma della depressione soggettiva con mancanza di energie per la vita quotidiana e del disagio nelle situazioni sociali. si ha conferma inoltre della tensione e della suscettibilità, c'è consapevolezza di non poter controllare le emozioni e gli impulsi.
la ringrazio anticipatamente

Salve non ci devono sorprendere queste risposte diverse , anche se estratte da scale diverse, perchè esse non sono oggettive ma le diagnosi estrapolate sono in relazione alla soggettività dello sperimentatore. E', d'altra parte, quello che avviene con il colloquio clinico, che resta il preferibile se affidato a mani esperte e rimane, a mio avviso , lo strumento diagnostico insostituibile. Comunque, piuttosto che preoccupparsi della diagnosi, le consiglierei un valido psicoanalista vche sia ,possibilmente, anche ipnoterapeuta. Un cordiale saluto. Antonio

DEPRESSIONE MAGGIORE

Gent.mo Dottore buongiorno mi e' capitato il suo interessante sito sono in depressione da 10 anni trattata con sertralina (il problema che ho sempre fatto il fai da te assumendo sempre dosi basse) la settimana scorsa sono stato da una Psicologa veramente brava valutando la mia situazione attuale mi ha consigliato di di sentire una Psichiatra per quanto riguarda la terapia a suo parere partendo da zero consiglierebbe la sertralina oppure ci sono terapie piu' recenti con meno effetti collaterali la ringrazio e le auguro buon lavoro

Salve, le terapie che possono essere proposte sono in primo grado le serotoninergiche di ultima generazione fra cui sertralina ed escitalopram con effetti più stimolanti, la paroxetina con effetti più sedativi, la venlafaxina e la duloxetina con effetti anche sul sistema noradrenergico ed in parte dopaminergico. E' importante valutare la risposta al singolo farmaco, che è variabile,e se gli effetti riscontrati non sono quelli attesi, dopo qualche tempo cambiarlo. Man mano che la psicoterapia procede si potrà ridurre progessivamente i farmaci fino a cessarli del tutto. Un cordiale saluto. Antonio

Depressione esistenziale e soluzioni terrene


Gentile ed egregio Dott.Miscia,

mi chiamo Riccardo e sono un giovane Medico di 26 anni.
Mi sono laureato 1 anno fa, devo entrare in specialità.
Da ormai circa quattro anni, si è creata in me una spaccatura. Prima ero un ragazzo gioioso e mi definivo felice. Poi, ho iniziato ad avere momenti nei quali percepivo il futuro come insensato, come se nel mio futuro vi fosse un muro, come se tutte le scelte del mondo non avrebbero mai potuto darmi un "qualcosa" che mi mancava, e che mi tormentava con la sua mancanza. Ciò è divenuto sempre più frequente, diventando un pensiero quotidiano ad oggi, portandomi a pensare al suicidio. Io sono andato avanti con la mia vita, che è pero´ ovviamente divenuta meno appagante, e la mia capacità decisionale è lentamente venuta meno, il mio interesse per la medicina è scaduto, e a volte mi chiedo se non fosse questo il problema. Io volevo essere filosofo, o fisico, ma ho seguito la strada più pragmatica. Ormai, però, non confido nemmeno più che qualsiasi azione nel mondo, che sia cambiare mestiere, città, paese, o accumulare ulteriori esperienze di vita, possa riportarmi alla pace. Credo che in questo vi sia una forte componente di ansia, più o meno conscia.
Nell´ultimo anno, non ho un ruolo ben definito nella vita, lavoro ma senza una routine quotidiana, e questo sicuramente mi ha esposto maggiormente a tale disagio. La realtà è che anche nei momenti di piacere, lavoro, amicizia, provo questa stessa sofferenza.
La mia vita sociale non è molto appagante, e questo è certamente importante. Ho dei buoni amici, che però sono molto disillusi e materialisti, in modo forse sano (meno astratti di me, e quindi meno proni a perdersi nel territorio del pensiero), ma anche tale che non rispecchiano il mio sentire. Con le donne intrattengo rapporti piacevoli, ma mai pieni, anche in relazioni durature e equilibrate. Il sesso mi annoia, e spesso mi pare finzione, anche se non ho problemi della sfera sessuale.
Sono ateo, ma sento in me un forte senso di religiosità della vita, come penso si legga, perché rifiuto di relegarla alla biologia e materia, anche se tale senso non prende forma di fede in nessun credo.
Sicuramente, la mia situazione lavorativa di transizione non aiuta, come detto. Non sento però stimolo ad andare avanti, anche se lo faccio per motivi di sopravvivenza, poiché nei momenti vuoti dal piacere, lavoro, di-vertimento, ritorna il vuoto.
Ho frequentato una psicoanalista junghiana, ma senza risultati a mio parere.
A volte mi chiedo se non sono io a creare tutto questo, a farmi troppe domande, ma non so smettere. Ormai non credo più nel mio stesso pensiero, dato che le mie opinioni, desideri ed idee cambiano molto rapidamente, e non mi fido più di me stesso.

C´è soluzione? Cosa suggerisce? Grazie Riccardo

Caro Riccardo, non conoscendola potrò dirle qualcosa in linea generale. Molto spesso quelle che vengono definite e percepite come angosce o depressioni esistenziali hanno invece una valenza psicodinamica e affondano le loro radici nel nostro passato , per cui è opportuna una profonda valutazione di ciò che è sepolto nell'inconscio, e con ciò intendo il materiale, soggetto a rimozione, che si deposita nella psiche nei primi anni dell'esistenza, con i sentimenti connessi, le ambivalenze e tutto ciò che riguarda i rapporti con le figure di riferimento. Mi chiedo se la sua analisi sia andata avanti abbastanza a lungo da portare alla luce questo materiale e che cosa sia emerso nel transfert con il suo analista, tutte situazioni di cui non sono a conoscenza.E' importante che lei definisca in modo completo ed efficace il suo percorso analitico ed è questa la risposta terrena più idonea. Compiere in modo completo questo viaggio all'interno della sua psiche conferirà, unitamente ad una profonda conoscenza di sè, una solida base alla sua autostima sostituendo ideee negative e persecutorie con immagini benevole e propulsive. Un cordiale saluto. Antonio

Eccitamento via chat

Salve Dottore,
Sono una ragazza di 33 anni e da due frequento un ragazzo con il quale vivo una difficile sessualità'. Ci siamo conosciuti via Facebook e inizialmente si e' mostrato molto carino e attento a me, ci siamo scambiati qualche descrizione fisica, più io che lui a dire a verità, dopodiché ci siamo incontrati. Abbiamo fatto sesso e mi e' sembrato tutto molto eccitante, anche se più tardi mi sono accorta di quanto fosse premonitore quel primo incontro. Abbiamo iniziato a vederci sempre più spesso finché ci siamo fidanzati, lui aveva già casa sua e così io ho iniziato a dormire sempre più spesso da lui. Ho iniziato ad accorgermi di quanto fosse limitato e freddo il sesso che praticavamo, non mi ha mai toccata nelle parti intime e tantomeno praticato sesso orale, mi penetra soltanto di spalle e di lato, insomma pare che il mio organo gli crei fastidio. Ma il problema non e' solo
questo per eccitarsi, infatti, lui ha bisogno di immaginare situazioni poco probabili, ad esempio fare sesso con mia sorella o con la mia migliore amica, inizialmente l'ho presa come un gioco per stimolare il nostro sesso piatto ed anche per capire dove volesse arrivare, speravo di capire quale fosse il suo disturbo che legavo anche a quello del disprezzo per il mio organo. La situazione e' peggiorata fino al punto che mi chiede di fare sesso via chat e sempre più spesso e immaginando sempre situazioni improbabili in cui io o lui siamo con persone diverse. Probabilmente crea queste situazioni virtuali anche con altre persone che come me ha conosciuto su facebook, anche se non ne ho la certezza dato che non oso controllare ne' il suo cellulare e ne' il suo pc, a causa di un suo Diktat in merito. Lui soffre di una forte depressione che si trascina da anni e che gli ha impedito e impedisce tuttora di avere una vita regolare, un lavoro e una stabilità economica. Adesso ho deciso di chiudere con lui a causa dei problemi sessuali di cui non vuole parlare, temo per la sua salute perché la mia decisione ha scatenato in lui una forte crisi depressiva. Saprebbe inquadrare il suo disturbo?
La ringrazio moltissimo.
F
.
Cara signorina qui ci troviamo di fronte ad una psicopatologia molto seria di dipendenza da sessualità virtuale in soggetto affetto da disturbo depressivo con problemi di potenza sessuale non diretta ma inconscia e simbolica. L'origine di tutto ciò sta sì nel vissuto di angoscia di castrazione del periodo edipico, ma ha la sua matrice originaria nel rapporto con la figura materna, il tutto andrebbe approfondito con un lavoro psicoanalitico che non so se lui sia disposto a fare. L'ipnosi svolge ,in questo caso un ruolo subordinato. E' possibile che, almeno inizialmente , possa essere utile una terapia farmacologica da dismettere progressivamente: Un caro saluto. Antonio

Che fare?


Buonasera dott. Miscia,
vorrei essere preciso nel farle una domanda, ma mi risulta difficile.
Mi limiterò a presentarle il mio caso.
Sono un uomo di 47 anni, nel ’97 ho avuto una “crisi depressiva” acuta in occasione di alcuni disturbi fisici che poi hanno trovato una diagnosi di connettivite indifferenziata, che tuttora monitoro senza fare particolari terapie, pur soffrendo di disturbi vari.
In quel periodo ero ancora studente universitario, in ritardo con gli studi e notevoli disturbi di ansia in occasione degli esami.
Dalla crisi acuta sono uscito con i farmaci (fluvoxamina e alprazolam) e il sostegno dei miei genitori, da allora mi è rimasta una forma di insonnia che consiste in 2/3 risvegli precoci nelle prime ore del mattino, e l’uso di antidepressivi e psicofarmaci vari, che si è cronicizzato. Ho provato vari ssri, poi sono passato a venlafaxina 75 mg, e da due mesi a questa parte faccio duloxetina 60 mg., mi potrebbe servire anche per i dolori reumatici.
Sono anche stato seguito da una psicologa di Pisa, due psicologi di Parma, dove lavoro, di orientamento cognitivo comportamentale, fino alla mia attuale terapeuta, che è anche neurologa e psichiatra, e segue un orientamento psicodinamico.
Vivo da solo, non ho mai avuto una fidanzata, anche se il mio desiderio di intimità sessuale mi ha portato a frequentare delle professioniste. Non mi sento particolarmente adeguato nella sfera sessuale.
Ho ancora un lavoro, che non mi da praticamente nessuna soddisfazione, tanto che il mio desiderio di andarmene e cambiare lavoro, rimasto sempre frustrato dal 2001 ad oggi, mi procura notevole tensione nei rapporti con i colleghi ed i superiori, ed una tendenza ad isolarmi sempre di più, fino a fare in modo da essere praticamente “demansionato”, ovvero lasciato in ufficio senza compiti da svolgere.
Ho recentemente avuto un incontro con il datore di lavoro, che si è mostrato particolarmente comprensivo, dicendosi poi preoccupato per la mia situazione personale, e non intenzionato a incoraggiare una mia uscita dall’azienda. Mi ha anche consigliato di rivolgermi ad un psicologo.
Quello che vorrei dire è questo:
ho l’impressione di andare alla deriva, senza una meta, un percorso esistenziale appagante, sempre alla ricerca di un senso che in realtà non esiste. Spettatore passivo in quanto non so darmi degli obiettivi e soprtattutto temo di non avere mezzi adeguati per perseguirli.
Cosa ne pensa?
Tanto varrebbe rassegnarsi ed accettare la propria turbata inconsistenza?
Grazie Cordiali saluti, R.

Salve, non cero rassegnarsi ma muoversi in modo adeguato. E' necessario che lei si affidi ad uno specialista, ma ad uno solo, con cui fare un profondo lavoro conoscitivo all'interno del proprio sè. Man mano che questo percorso si svolgerà, lei potrà gradualmente sospendere i farmaci serotoninergici, comprendendo in modo profondo dinamiche e conflitti responsabili del disturbo depressivo,in tal modo consoliderà la propria autostima e rinforzerà il proprio Io in modo definitivo, ma si ricordi, la prego un solo terapeuta a cui affidarsi, un cordiale saluto. Antonio

Transfert come se ne esce


Egregio Dottore, tre mesi fa mia moglie ha deciso di prendersi un momento di riflessione, sfociato in una separazione, ad oggi ufficiosa ma a tutti gli effetti in essere.
Fidanzamento, convivenza e matrimonio ci hanno visto per i primi 7 anni una coppia felice ed economicamente agiata.
Con lei ho avuto due figli di sei e quattro anni, sani e devo dire anche belli.
Purtroppo mia moglie ha sempre subito la pesante presenza dei suoi genitori e della mamma soprattutto, presenza che non ha avuto mai remore nell´essere invasiva dispensando consigli /imposizioni su come dovevamo essere genitori, togliendo prima di tutto a me tutto il bello dei momenti di essere padre...
Purtroppo tre anni fa è iniziato il momento difficile lavorativo, ed io come agente di commercio ho visto crollare le mie entrate economiche, cosa che ci ha obbligato a chiedere un aiuto economico e quindi vivere sotto una sorta di pesantezza continua che si è poi stabilizzata nella coppia.
Il punto è che mia moglie nonostante incolpasse la mamma di moltissime negligenze ricadute su di lei, come ad esempio in età adoloscenziale ricordargli sempre di essere troppo magra, di essere poco piacevole con l´apparecchio dentale ecc ne è stata e ne è tutt´ora dipendente.
Anche durante i primi anni di matrimonio le telefonate su consigli quotidiani si sprecavano, sempre e su tutto...
Mia moglie soffre sicuramente di ansia e di claustrofobia, oltre al fatto che teme che i bimbi nel mangiare si soffocano con il cibo facendo delle micro porzioni praticamente sminuzzate come se non avessero denti.
Una visita da un nutrizionista per il piccolo, ha invece evidenziato i suoi limiti psicologici in merito a questo.
Oggi mia moglie dice di sentire un blocco dentro, di non riconoscersi più nelle foto del matrimonio ed in quella donna.
Vedo che sta male e che vive questa separazione male anche perché i bimbi soffrono la mia lontananza.
Lei mi ha spiegato che nessun uomo è presente nella sua vita, che vuole lavorare molto ( Avvocato da 3 anni ) e ritornare a vivere dopo anni economicamente difficili.
Lei che aveva un rapporto di odio e rancore cona madre ha gettato su di me ogni colpa di tutte le scelte fatte.
Non la riconosco più è entrata in simbiosi con la madre e con il padre anche loro simbiotici e fatti della stessa pasta perche amalgamati nel tempo.
Mia moglie mi ha detto che dalla nascita della prima bimba ha iniziato a sentire che qualcosa dentro di lei era cambiato.
Certamente riconosco che tutto il nostro rapporto è cambiato.
Abbiamo vissuto in felice simbiosi tutto, anche il sesso poi scemato, ma solo da parte sua.
Ora quando lei parla sento la madre come se la vedessi, ed io sento che la freddezza che ha verso di me è quella della mamma che mi ha sempre accusato di neglizenze lavorative solo perché i loro consigli/obblighi non erano stati ascoltati.
Una mia amica mi ha parlato di questo spostamento degli schemi sentimenteli da un rapporto importante a quello di un rapporto interpersonale.
Questa cosa mi dice avviene in maniera inconscia e mia moglie ad oggi mi parla di un muro che non sa capire dentro di leinche cosa sia, , però ne riconosce la presenza.
Qualche giorno fa mia moglie mi ha scritto di voler andare da uno psicologo per capire se dietro al muro c´e amore o se quello che prova è quello che sente..o meglio non sente più...
Dimenticavo che in tutto questo seppur soffrendo, i bimbi sono discretamente sereni e non c´è nessuna lite verbale o fisica con la madre che possa turbarli, esclusa la mia mancanza che sentono e manifestano con pianti abbastanza frequenti.
La domanda è in quanto tempo si esce da questo labirinto mentale chiamato tranfert con l´aiuto di uno psicologo?
Mia moglie mi ha chiesto del tempo che le ho dato, ma dopo tre mesi pur soffrendo le ho dato altri tre mesi per poi forse chiudere da parte mia, anche se probabilmente tornei con lei anche tra cento anni perché ad oggi sono ancora molto innamorato.
Forse ho omesso qualcosa ma credo di aver centrato il punto.
Dimenticavo, la sorella di mia moglie da quando la conosco (10 anni ) va da uno psicologo ed ha interrotto i rapporti con i genitori pur vivendo nella stessa casa fa vita a parte... rancore, rabbia...contro di loro persone invadenti,ossessive, che hanno fatto fronte comune dopo essersi separati per un periodo da sposati, ed aver trovato un compromesso.... Grazie

Salve, purtroppo non posso rispondere alla sua domanda sul tempo necessario ad elaborare una problematica che affonda le sue radici nei primi anni di vita perchè le variabili sono tante e ora non starò ad elencarle. D´altra parte, il fatto che sua moglie abbia deciso di andare da uno psicologo è estremamente importante perchè testimonia una consapevolezza di necessità di cambiamento e della necessità di comprendersi profondamente. Perciò le consiglio di restare in attesa con fiducia degli sviluppi della situazione, dato che, se sua moglie riuscirà ad elaborare il problema del transfert proiettivo potrà aprirsi ad un cambiamento decisivo. Un cordiale saluto. Antonio

sindrome depressiva

buona sera Dott. Miscia sono F. da Roma purtroppo soffro di una brutta depressione , la mia psichiatra mi ha prescritto il seroquel rp 100 mg più cipralex 20 gtt al mattino e 50 mg di seroquel la sera con 8 gtt di minias che gia prendevo io sono molto terrorizzata per quanto riguarda il seroquel che e un antipsicotico ho 66 anni non vorrei ritrovarmi uno zompi,lei puo darmi un parere sul seroquel,vorrei chiedere un altro parere psichiatrico a Roma ,lei conosce qualcuno a ROma io ho avuto negli anni altre crisi depressivecurate dicono brevemente, grazie se vorra rispondermi,F.

Cara F. non posso entrare nello specifico per quanto riguarda la terapia, le dirò solo che il Seroquel è un ottimo farmaco , molto flessibile nei suoi dosaggi che possono appunto essere adeguati in base alle caratteristiche del paziente. Le suggerisco caldamente di poter usufruire di un appoggio psicoterapeutico che è fondamentale per integrare la farmacoterapia. Un cordiale saluto. Antonio

Depressione con delirio di gelosia


Buona sera dottore le vorrei chiedere un consiglio su mio marito lui purtroppo è la bellezza di 2 anni che mi è caduto in depressione mi hanno detto che si chiama depressione stagionale con delirio di gelosia, lui praticamente mi accusa che io lo tradisco ma nn solo lui dice che mi ci ha visto proprio che io la tradivo sono disperata lui adesso non mi vuole piu, vuole stare solo ho paura di perderlo mi fa molto male vederlo cosi per favore aiutatemi mi accusa sempre di cose che nn sono vere la pschiatra mi ha consigliato di dare queste tipo di gocce che si chiamano serenapa e in piu lorazepan voi cosa mi consigliate

Cara signora sarebe stato utile conoscere la età di suo marito, comunque la depressione delirante è una psicopatologia molto seria che va medicalizzata. E' importante che suo marito assuma i farmaci consigliati e che stia in contatto costante con la psichiatra con la quale sarebbe importante avesse anche un rapporto psicoterapeutico. Un cordiale saluto. Antonio

INFO

BUONGIORNO,
SONO P. , HO 55 ANNI E DA 25 ANNI VAGO DAL C.S.M. DELLA MIA CITTA' A VARI PSICHIATRI E/O PSICOLOGI.
DAL 2011 VADO DA UNA PSICOLOGA DEGNA DI QUESTO NOME.
NEL 2012 MI E' E' STATO DIAGNOSTICATO : SULL'ASSE I DEL DSM IV,DI DEPRESSIONE MAGGIORE RICORRENTE CRONICA E SULL'ASSE II DI DISTURBO DI PERSONALITA'BORDERLINE.
GENTILMENTE, COSA NE PENSA DELL'IPNOSI REGRESSIVA ?
I MIEI GENITORI ,INCONSAPEVOLMENTE , MI HANNO ROVINATO LA VITA . TUTTAVIA HO ANCORA LA SPERANZA DI RECUPERARE QUALCHE BRANDELLO DI ME .
NELLA MIA CONDIZIONE ANCHE UN TEMPORANEO MIGLIORAMENTO SAREBBE UNA GRANDE COSA.

GRAZIE
Salve dalla descrizione diagnostica penso che l'ipnosi meditativa e regressiva possa essere uno strumento coadiuvante di possibile rilevanza in quanto potrebbe agire , nella sua variante meditativa, attraverso l'apertura di nuovi spazi psichici , nella versione regressiva con il recupero di conflitti inconsci rimossi.Il tutto potrebbe portarla ad un miglioramento della sua qualità di vita, ad un rinforzo dell'io e ad un incremento dell'autostima. Un cordiale saluto Antonio

Richiesta di aiuto

Buongiorno dottore, sono una donna di 37 anni, sposata, madre di tre figli. Professionista, senza problemi economici.
Sto vivendo la più brutta malattia che potessi pensare di vivere: la depressione ( almeno questa e' la diagnosi dei medici che mi stanno curando. Il primo episodio avvenne 10 anni fa in concomitanza con un fortissimo momento di stress ( stavo preparando esame di stato di avvocato, dovevo sposarmi, e mi sono completamente trovata abbandonata dalla mia famiglia)
L'anno scorso il secondo episodio e adesso il terzo inaffrontabile ed immenso. Non riesco ad andare al lavoro: lo schermo del computer diventa una pagina bianca, la consulenza che dovrei dare ai miei clienti si limita ad un si o un no. Ho difficoltà o addirittura panico a stare vicino ai miei figli. Non riesco ad occuparmi di nessuna delle faccende domestiche: mi terrorizza anche l'idea di attivare la lavatrice. Non riesco a parlare ne' ad ascoltare anche il più semplice dei discorsi. Non ho alcuna iniziativa dialettica, la mia mente è' sempre vuota e anche questo mi procura ansia ed angoscia.
La mattina il risveglio mi terrorizza e l'unico momento della giornata in cui inizio a sentirmi meno male e' la sera, perché spero che per almeno qualche ora di sonno si interrompa questo turbinio di pensieri mostruosi( anche di morte) da cui non riesco ad uscire!
Al momento sono anche trattata farmacologicamente con daparox e alprazolam. L'anno scorso la mia depressione e' passata anche grazie ad un ricovero, in un semplice reparto di medicina, che mi ha permesso di interrompere la routine. Adesso sento il bisogno di aiuto immediato, perché così non posso più continuare a vivere! La ringrazio per quello che deciderà di consigliarmi!

Cara signora, credo che i problemi di cui lei parla non possano essere risolti solo con i farmaci, cioè è necessario che lei possa trovare uno specialista che l'ascolti, in modo tale che lei possa dar voce alle sue sofferenze. Esse hanno una origine, una motivazione, una radice conflittuale, e, fin quando non saremo a conoscenza di ciò che abita la profondotà del suo essere , non potremo sconfiggere i demoni depressivi. Perciò è assolutamente necessario effettuare un lavoro profondo su se stessa che è l'unico capace di modificare strutturalmente il suo sè. La invito a cercare un esperto del settore che riscuota la sua fiducia, questo è importantissimo, e cominci quanto prima il trattamento. Un cordiale saluto. Antonio

Noia

Caro dottore mi scusi se la disturbo per un problema che può sembrare marginale a giudicare dalle lettere che le arrivano,il mio disagio è la noia , Mi capita,spesso,durante la giornata, dopo le ore lavorative, e le dirò un lavoro poco stimolante e molto ripetitivo, ma che , almeno ha il vantaggio di occuparmi la mente, di non sapere che fare e comincio a provare un senso di noia, e,a 30 anni, la cosa comincia a preoccuparmi , non trovo senso in ciò che faccio . Non mi sento depresso, almeno lo credo osservando cosa è la depressione tra le mie conoscenze,persone che hanno difficoltà ad alzarsi dal letto sempre di umore tetro, io niente di tutto ciò, solo un senso di vuoto, di mancanza di significato ma allora di che si tratta?
La noia è diventata un fenomeno di massa solo in tempi recenti e paradossalmente il secolo del divertimento di massa è diventato una epidemia di noia. Se anticamente erano solo i ricchi ad annoiarsi, oggi sono in molti ad avere il problema di occupare il tempo libero in qualche modo.Per dare una occhiata al mondo animale, in libertà gli animali non si annoiano affatto, mentre questo si verifica in molte specie quando sono in cattività e lo dimostrano con aggressività, alterazioni comportamentali ed altri sintomi di disagio. Pur essendo un disagio acuto del nostro tempo già Seneca nelle Lettere a Lucilio parlava di "una noia che nasce dalla percezione del dolore del mondo
e , in modo consonante, Leopardi e Kierkegaard ne esprimono una connotazione connessa alla tristezza dello stato esistenziale per cui la vita oscilla tra noia e dolore, come dimostrazione della inutilità dell'esistenza umana nel senso che , se la nostra esistenza avesse un valore positivo sarebbe sufficiente a soddisfarci e la noia non esisterebbe. Analogamente, quando Heiddegger parla di "angst" si riferisce ad uno stato mentale associabile ad essa e la definisce come il sentimento che prende l'uomo di fronte alla perdita di senso dell'esistenza, che è poi quel sentimento che nasce dalla ripetitività dell'esistenza, nel "bovarismo "dalla protagonista del romanzo di Flaubert
Altri filosofi , viceversa, come Kant, la considerano un pungolo positivo e anche per Nietsche la noia è una "bonaccia dell'anima", un momento propedeutico ad una attività creativa, mentre Bertrand Russel arriva a dire che "una generazione che non sopporta la noia sarà una generazione di uomini meschini", un concetto familiare a culture orientali come quella Buddhista per cui la noia non è negativa ma fa parte del processo di autoconoscenza.
Per la psicoanalisi è incapacità del limite,sentimento di onnipotenza per cui la persona percepisce noia appena sente che il livello di piacere scende,innescando fantasie di angosce di morte. E' importante , nella relazione tra genitori e figli che i genitori non occupino tutto il tempo dei loro ragazzi. Non c'è niente di male a lasciare che si annoino un pò e si può notare come i disturbi di iperattività siano comparsi proprio ai tempi odierni. Cordiali saluti

Depressione e angoscia

Salve dottore , ci sono caduto per l'ennesima volta, mi sono lasciato con la mia ragazza e sono depresso e angosciato a bestia. Finisce sempre così, all'inizio la" lei "di turno mi appare dotata di ogni virtù e pregevolezza , poi, piano piano, comincio a vederne i difetti, la sento ripetitiva e le altre mi sembrano meglio di lei finchè la lascio . Ora non riesco più a dormire, cominciare la giornata mi sembra un dramma , non riesco a mangiare, sono a pezzi.Penso di essere io fatto male ma purtroppo è un copione che si presenta puntualmente in ogni rapporto. Ora sono di nuovo solo e mi sembra di aver perso un tesoro una ragazza che non ritroverò più, cosa c'è dentro di me che non funziona?

Salve, nell'innamoramento si ha un meccanismo di idealizzazione dell'oggetto amato per cui viviamo in lei in sommo grado ogni qualità e virtù che sono quelle che noi sentiamo di non avere o sentiamo di aver perse,si tratta di un meccanismo proiettivo per cui tale qualità possiamo riconquistarle fondendosi simbioticamenrte con l'oggetto amato. Come dice Freud, l'innamoramento è uno stato delirante che non è un vero delirio solo per la sua transitorietà .Dal momento che dietro l'idealizzazione per l'oggetto si nasconde ostilità ecco che, dopo un tempo più o meno breve,L'oggetto si realizza , la simbiosi cessa, diviene un oggetto separato da noi, il castello di carte crolla e la sua ragazza diventa ai suoi occhi insopportabile.La dissonanza tra innamoramento fantasmatico proiettivo e simbiotico, e amore, cioè percezione delle qualità intrinseche dell'oggetto vissuto da noi come separato è tanto maggiore quanto più siamo carichi internamente di oggetti malevoli piuttosto che buoni. Quando invece il rapporto con la madre è stato sufficientemente buono, all'innamoramento della fantasia segue spesso l'amore intriso di dati di realtà che è sempre percepito come deludente rispetto all'innamoramento stesso ma dotato di valenze positive cioè si ha l'apprezzamento per le qualità realistiche della persona . La sua sofferenza attuale è anche dovuta al fatto che, con il cessare del rapporto lei si è sì staccato dalle parti percepite cattive della persona, ma sente anche di aver perso le parti buone da qui lo stato depressivo,e inoltre il distacco favorisce questo processo perchè ritornano le fantasie idealizzate di come era lei a scapito della realtà vissuta successivamente nel contatto diretto da qui anche scaturiscono sensazioni di abbandono e angoscia. Un cordiale saluto. Antonio

Domande

Salve, mia figlia ha 11 anni, il 13 marzo ha avuto il menarca e poi le mestruazioni regolarmente. Dal mese di maggio asume comportamenti strani. Se va in bagno un rotolo di c. I. Non basta perche deve usare quella carta che non ha avuto contatto con niente. Quando si lava ripete sempre gli stessi gesti e deve usare asciugamani di cui deve essere sicura della loro pulizia e che altri non hanno toccato.
Tutto questo le ha portarto uno stato ansioso e poi qualsiasi cosa facciamo che non le va bene mia moglie gli deve chiedere scusa cento volte. Mangia poco, dice di essere innamorata di un ragazzo che ha 15 anni più di lei. Piange spesso e senza motivo a parere nostro. Abbiamo provato a parlarne con lei per farle capire che bisogna contattare un dottore (quale specialista non so, psicolo, neuropsichiatria? ) e ci dice chesiamo cattivi. Cosa posso fare, a chi rivolgermi. Questi tre mesi sono stati un vero inferno per lei e per noi? Stiamo impazzendo tutti. Mi aiuti

Salve, intanto vorrei tranquillizzarvi perchè, a quella età, non si possono stilare diagnosi definitive dato che è importante che l'evoluzione faccia il suo corso. Pertanto parlerò generalmente di un quadro ossessivo compulsivo accompagnato da sintomi di depressione ansiosa di cui però è bene occuparsi quanto prima affidando la terapia ad uno specialista. E' possibile suggerire a sua moglie un atteggiamento più morbido, meno restrittivo e coercitivo nei confronti della ragazza che sembra dotata di un "super io" severo e persecutorio che è importante allentare dando più spazio al suo essere e ai suoi desideri cercando , nei limiti delpossibile, di non frenare la sua istintività. La ricerca di un ragazzo più grande può andare nella direzione di ricercare una figura protettiva e rassicurativa. Per conoscere in modo più preciso la ragazza, sarebbe necessario un contatto diretto. Se ci sentiremo telefonicamente le chiarirò a voce quanto ho scritto nella lettera.Un cordiale saluto. Antonio

Disturbi di personalita

Depresso e angosciato


Caro dottore, sono angosciato perchè mi sto separando per la seconda volta e sono depresso . Il secondo matrimonio, ora me ne accorgo è stato una fotocopia del primo, ambedue ragazze che pendevano dalle mie labbra, che sono evolute sotto i miei occhi e che, ad un certo punto,dopo 3,4 anni hanno cominciato a denigrarmi, a contestarmi. Niente di quello che facevo io andava più bene e hanno voluto separarsi .Purtroppo la separazione è avvenuta quando nostro figlio aveva tre anni nel primo matrimonio, e addirittura due nel secondo. Lei capirà bene che sono sorte conflittualità sul fatto di quanto farmi vedere i figli ed io sto soffrendo molto per ambedue le situazioni, soprattutto per questa ultima perchè il primo figlio è ormai grandicello. Ora volevo chiederle come sia possibile che ragazze che mi adorano diventino , in un tempo più o meno breve persone che mi odiano e come posso fare ad uscire da questo stato ansioso depressivo che mi ha tolto il piacere di vivere, non dormo più bene, perchè al mattino sono ossessionato dai pensieri, mangio a fatica ed ogni sorriso si è cancellato dalla mia mente. Mi aiuti a capire, la prego!

Salve, affrontiamo prima il problema che la riguarda , nel suo caso dobbiamo chiederci perchè il suo copione relazionale preveda la scelta di ragazze che sono totalmente dipendenti da lei e credo che , dietro possa esserci la dinamica di un figura materna dominante e impositiva a cui lei ha reagito trasformando la passività in attività identificandosi nella madre dominante e trovando ragazze dipendenti dalla sua figura. D'altra parte si verifica proprio nella "sindrome del Pigmalione" come la femmina sottomessa, una volta assorbite le caratteristiche di personalità del suo "plagiatore", diventando cioè come lui, voglia liberarsene non accettando più vincoli e dipendenza. A questo contribuisce una idealizzazione dell'uomo che cela l'aggressività sottostante, che affiora successivamente, esplicitandosi in una svalutazione marcata di lui per cui le caratteriche del rapporto cambiano completamente suscitando incredulità e sorpresa in chi conosceva la coppia e che la vede sprofondare in una crisi profonda. A questo punto le suggerisco di iniziare un profondo lavoro psicologico all'interno di sè per comprendere e portare alla luce le parti recondite della sua psiche che le possa permettere di affrontare le difficoltà e le sofferenze connesse alla sua vita odierna e di innescare un movimento progettuale profondo che la metta nella condizione di poter effettuare un profondo cambiamento evolutivo del suo essere. La saluto cordialmente. Antonio

Una brutta depressione

Caro dottore, sono angosciato perchè mi sto separando per la seconda volta e sono depresso . Il secondo matrimonio, ora me ne accorgo è stato una fotocopia del primo, ambedue ragazze che pendevano dalle mie labbra, che sono evolutesotto i miei occhi e che, ad un certo punto,dopo 3,4 anni hanno cominciato a denigrarmi, a contestarmi. Niente di quello che facevo io andava più bene e hanno voluto separarsi .Purtroppo la separazione è avvenuta quando nostro figlio aveva tre anni nel primo matrimonio, e addirittura due nel secondo. Lei capirà bene che sono sorte conflittualità sul fatto di quanto farmi vedere i figli ed io sto soffrendo molto per ambedue le situazioni, soprattutto per questa ultima perchè il primo filglio è ormai grandicello. Ora volevo chiederle come sia possibile che ragazze che mi adorano diventino , in un tempo più o meno breve persone che mi odiano e come posso fare ad uscire da questo stato ansioso depressivo che mi ha tolto il piacere di vivere, non dormo più bene perchè al mattino sono ossessionato dai pensieri, mangio a fatica ed ogni sorriso si è cancellato dalla mia mente. Mi aiuti a capire, la prego!

Prodromi prima della sintomatologia

Salve dottore io avrei bisogno di chiarire delle cose sul mio percorso psicopatologico, a prescindere che i primi segni si sono visti già dalla prima infanzia diciamo che dall'età di 17 anni ho iniziato a cambiare totalmente registro ovvero da bravo ragazzo ho iniziato a fumare i primi spinelli ed avere comportamenti che non sono nella mia natura..l'inizio del falso sè tenendo ben nascosto il mio vero io ed ora dopo qualche anno di psicoterapia purtroppo non andata a buon fine ne sto pagando le conseguenze che immagino dureranno tutta la vita. sono stato fidanzato dai 18 anni fino ai 22 anni.. ho abusato di spinelli e meno frequentemente di droghe pesanti tuttavia senza sviluppare una vera e propria dipendenza..nell'ultimo anno in cui ero fidanzato è iniziata la rabbia il più delle volte gestita e il progressivo disinteresse x le donne compensando con le droghe e la dipendenza quasi totale da cattive compagnie..praticamente ho perso la mia identità e sono tornato bimbo. tutto questo nel giro di 4 anni, nell'ultimo anno c'è stata una sorta di ipocondria perchè ero impotente sessualmente e ho girato mille medici e non riuscivo a capire (ora si) che era un problema mentale.. praticamente sono regredito di tanto.. ho iniziato ad essere schivo e chiuso..al chè in seguito pensando che il problema fosse fuori di me ho smesso di fumare, mi sono segnato in palestra,insomma ho iniziato a darmi fare.. dopo qualche mese ci sono stati attacchi di panico, esplosioni di rabbia e poi il crollo: praticamente un angoscia devastante e sentivo un vortice dentro la testa che andava a mille allora.. dopo questo è arrivata la grande depressione e praticamente ci son voluti 3 anni di psicoterapia per capire che ero diventato un bimbo che però voleva la vita fantastica con la donna fantastica etc etc..attualmente se sto con una donna vado in mille pezzi.. durante questa esplosione non c'è stato un distacco dalla realtà bizzarro o allucinatorio infatti niente antipsicotici.. solo ssri e poi ho capito che non mi fanno niente gli ssri.. questione di personalità ed ora non prendo niente.. le volevo chiedere se questi prodromi e questo esordio psicotico con conseguente regressione sia riconducibile a qualche forma di schizofrenia.. gli psichiatri non si sono voluti pronunciare e sono stati vaghi da sempre.. a me risulta che il borderline è molto più ancorato alla realtà di me e sembra stabile come disturbo.. io ho avuto un crollo bestiale e ho rimodellato la realtà..tuttora non so chi sono.. ok psicosi ma quale tipo di psicosi?? la ringrazio

Salve, lei sa bene, se ha seguito certe risposte a delle lettere che vertevano su quesiti diagnostici,come la diagnosi psicopatologica sia effettuata dallo psichiatra sulla base del contro-transfert, cioè sulle sensazioni in lui evocate dal contatto con il paziente.Pur conoscendola perciò solo attraverso questa lettera, non parlerei di quadro psicotico ma di disturbo borderline.Verso questo quadro orienta il polimorfismo psicopatologico che ha caratterizzato la sua esistenza.Infatti il disturbo borderline non è stabile ma, anzi, caratterizzato dall'essere proteiforme a livello sintomatologico.Alludo all'uso di droghe più o meno pesanti, la tendenza alla regressione, l'impotenza, gli attacchi di panico, l'angoscia devastante, la sensazione di andare in mille pezzi e di dissociarsi. Vede, ora però, dopo una diagnosi, si tratta di intervenire per affrontare il disagio di cui soffre, Si può pensare di non usare farmaci, mentre l'attività fisica è molto benefica. E' necessario che lei trovi uno psicoanalista di fiducia per andare all'origine del problema , scovando nella profondità dell'inconscio le conflittualità rimosse e la qualità dei rapporti di riferimento. Contemporaneamente può effettuare una ipnosi meditativa che lenisca i suoi stati ansiosi e sedi la sua rabbia. Ad essa andrà unita successivamente una ipnosi regressiva che la possa aiutare nel reperimento del materiale rimosso agendo in sintonia con il lavoro psicoanalitico Un cordiale saluto . Antonio

Manie di persecuzione e depressione

Salve dottore, , da circa 4 anni un mio parente soffre di disturbi depressivi e di manie di persecuzione. Da premettere che essendo un tipo un po' troppo riservato, timido, esigente e particolare, non è mai riuscito a legare con alcuna persona, dunque amicizie zero; inoltre non ha mai avuto voglia di lavorare e nemmeno di studiare (ha
solo conseguito la maturità scientifica); nonostante ciò i miei genitori non
hanno mai avuto il coraggio, nè l'orgoglio di dire " esci di casa e trovati un
lavoro". Da questi suoi fallimenti si è rifugiato sui siti internet, in
particolare su alcuni siti che a suo dire parlavano di coscienza, di karma, di
teorie di complotto ecc; tutto questo gli ha fatto prima cambiare alimentazione
(da onnivoro è passato a vegetariano; da vegetariano a vegano; ora mangia solo
frutta, verdura, legumi e farine integrali; così facendo è dimagrito circa 20
kg ( Lui è alto 175 cm e pesa 58kg); poi non è più uscito si casa . Ha sfiorato
la pazzia per 4 volte , nel senso che diceva che volevano ucciderlo, che
volevano uccidere tutta la famiglia e che gl'avevano impiantato micro chip per
vedere e capire tutto ciò che faceva. Noi purtroppo siamo molto preoccupati;
gli psicologi dell'asl gli hanno prescritto alcuni farmaci e all'evenienza
gocce (nel momento in cui è molto agitato), ma lui si rifiuta di assumerli.
Esiste un rimedio con l'ipnosi ed altre terapie per cancellare tutti i suoi
ricordi fallimentari ed uscire da queste spiacevoli situazioni? La ringrazio e
la saluto.

La situazione è molto complessa perché la persona ha una psicopatologia seria e rifiuta la terapia. La psicoterapia psicoanalitica e l'ipnosi potrebbero essere validi presidi terapeutici ma bisogna valutare la disponibilità della persona ad effettuare un percorso di questo tipo e, inoltre, potrebbero non essere sufficienti e aver bisogno di una integrazione farmacologica a cui egli, per il momento, si sottrae. Cercate uno specialista di fiducia che lui sia disponibile ad incontrare, un cordiale saluto. Antonio

Come "combattere" il proprio cervello?

Mio padre dopo un ictus si è ripreso molto bene ma poco dopo è caduto in depressione e da quel momento ha iniziato ad accusare fortissimi capogiri. Ogni specialista ha detto che fisicamente sta bene, quindi si desume sia il suo inconscio che non gli permetta di stare bene.
Come si può "combattere" il proprio cervello, il proprio inconscio e guarire?

Grazie, V.

Cara signora è un evento molto frequente che , dopo una malattia più o meno invalidante, si inneschi uno stato depressivo reattivo specialmente quando viene colpito un organo che aveva una importante rilevanza narcisistica e inerente alla propria autostima.Per suo padre può essere importante iniziare una psicoterapia profonda che metta in luce il significato del'essere malato e che si ripristini uno stato di sicurezza interna che possa essere un argine importante alla sensazione di vulnerabilità e fragilità attualmente presenti. Anche l'ipnosi può rappresentare un valido supporto clinico. la saluto cordialmente. Antonio

Aiuto

Carissimo dottor Miscia
mi chiamo Francesca ed avrei tanto bisogno di Lei. Ho una relazione da ormai tre anni con un uomo sposato che mi ha prima fatto innamorare perdutamente di lui e poi ha iniziato a perseguitarmi nella mente. Ha iniziato a fare domande sul mio passato, sulle mie precedenti relazioni, io senza pensarci gli ho raccontato tutto e da allora mi dice che sono una poco di buono, che ho avuto 4 uomini (ho 37 anni) e che sono la prima delle poco di buono perché mi son concessa senza amare. La mia psiche sta andando fuori di testa, mi chiama insultandomi e fa domande sul sesso, su cosa ho fatto e cosa non ho fatto, e poi dice che sono bugiarda, che non racconto le verità. Inoltre un anno fa ho scoperto che aveva un'altra relazione e mi è saltato il cervello, l'ho affrontato e mi ha dato botte per un'ora, dicendo che sbagliavo e che è stata colpa mia se è andato con un'altra, Da un anno che non mi libero di lui, non riesco, mi salta il cervello ogni giorno e litighiamo fino a farci male, perché sono ancora convinta che mi tradisca. Vorrei liberarmi di lui ma non riesco a farlo, sono stanca, non riesco più a vivere la mia vita perché seguo in maniera ossessionante la sua, seguo l'altra donna per capire se si vede ancora con lei. Non amo più me stessa e faccio fatica a volermi bene, mi odio, non mi piaccio più e penso qualche volta alle cose peggiori per me, per lui e per l'altra. Ho bisogno di aiuto, lo so, ma ho paura di non uscirne e di farmi male, ho paura di essere ormai depressa, ormai distrutta. Mi aiuti dottor Antonio, cosa possa fare?
La saluto cordialmente.

Cara Francesca credo che sia arrivato il momento d farsi aiutare e di chiarire profondamente i suoi conflitti psichici. Solo allorapotrà dare una risposta al motivo per cui sta coltivando un rapporto così autolesivo e in grado di farla soffrire profondamente. E' necessario che lei si affidi ad uno specialista che si prenda cura dil lei, che le sveli quanto è sepolto nel suo inconscio e che metta in luce i profondi disagi che lei ha vissuto nei confronti delle figure di riferimento cioè ambivalenze, rifiuti, sensi di colpa, angosce persecutorie e tutti i sentimenti che possono emergere e che lei sta puntualmente ripetendo con l'uomo che le sta accanto. Il lavoro psicoanalitico le permetterà di spezzarequesta catena ripetitiva e indirizzarla verso la liberazione e il cambiamento.Un cordiale saluto. Antonio

Richiesta di possibile inizio di ipnosi per rimozione fobie e depressione

Gent.mo Dottor Antonio Miscia,

La contatto perchè interessata ad un Suo personale giudizio sulla mia malattia e sulla possibilità di provare l'ipnosi (della quale ho sentito molto parlare)per arrivare ad una soluzione dei miei problemi che dall'età di 25 anni distruggono la mia esistenza.
Adesso ho 53 anni e credo sia arrivato per me, ma forse anche per la scienza, l'ora di aiutarmi e di farmi aiutare.
Sono in cura per le mie fobie limitanti e per la mia depressione da vari anni, rispondo bene ai farmaci, perchè mi hanno dato la possibilità di muovermi, ma mi sento ancora terribilmente invalidata per fare comunque una vita normale. Ho avuto rapporti difficili con i miei genitori tanto da portarmi sensi di colpa sino ad oggi! Penso che la rimozione di qualche trauma subito possa agevolarmi per abbattere le mie difese (fobie e rituali)che nate improvvisamente, nel corso degli anni si sono poi moltiplicate.
Perciò concludo, scusandomi con Lei per la mia lungaggine, facendoLe appunto questa domanda:
"Può aiutarmi iniziare un percorso di ipnosi retroattiva?"
RingraziandoLa fin da ora per la Sua attenzione e attendendo con ansia una Sua risposta, Le porgo i miei più cordiali saluti

Cara signora in situazioni di sofferenza fobica e depressione, l'ipnosi può costituire un valido presidio terapeutico, perchè dà la possibilità al soggetto di rinforzare il proprio io costruendo una solida barriera verso le angosce intrusive e persecutorie della fobia. Nel caso che si uniscano alle paure anche valenze depressive queste possono essere antagonizzate da un meccanismo che la trance ipnotica mette in atto, cioè la fusione tra io ed ideale dell'io riparando le fratture simbiotiche e ridando nuovo slancio vitale alla psiche.inoltre è una tecnica che, sapientemente adoperata permette un disvelamento del materiale rimosso infantile con conseguente apprezzabile ampliamento dell'io. La saluto cordialmente. Antonio

Brutti pensieri



Salve dottore io e da un po di tempo che ho dei brutti pensieri.. penso sempre alle malettie e ho paura che mi vengono, poi a volte sono triste... che cos' ho dottore ??

Salve il quadro che lei descrive è di tipo depressivo ma non posso dirle molto di più vista la laconicinità della sua lettera, perciò mi scriva, se vuole, più a lungo per darmi la possibilità di fornirle un aiuto concreto. Un cordiale saluto. Antonio

Depressione maggiore

Mia moglie soffre di depressione maggiore, attualmente la curano con medicinali tipo Mattino: Lamictal, 100 mg selegina 10mg(Jumex) en. 20 gocce. Pomerigio:Gymbalta 60 mg.en 20 gocce. Sera: Lamictal 100 mg, Olanzapina 5 mg. En 20 gocce.Questi medicinali non risolvono il suo problema anzi la fanno stare in stato di angoscia elevata e malumore..preciso anche che da anni si è curata cambianto spesso medicinali e psichiatrici, ma lo stato di salute varia ma in modo sempre precario. Medicinali usati: Depakin, carbolithium, mutabon forte,Welbutrin,ecc...., mi potrebbe consigliare cosa fare, vs che la diagnosi della malattia, si avvicina moltissimo allo stato di mia moglie. Grazie spero in una risposta.

Salve, in questi casi può essere molto importante affiancare ai farmaci un lavoro psicoterapeutico profondo, E' necessario cioè ascoltare la signora a lungo , farla parlare e comprendere le radici profonde del suo disagio nell'ambito di un rapporto di fiducia con lo psicoanalista che possa prendersi cura di lei. A questo tipo di percorso può essere unito eventualmente un lavoro ipnotico di tipo meditativo ed regressivo Un cordiale saluto. Antonio

depressione


buona sera dott volevo porre alla sua attenzione il caso di mia moglie essa soffre di depressione fin da ragazza e nella sua vita a visto diversi medici senza mai risolvere niente in ultimo il dott..... della clinica universitaria di careggi dopo tre ricoveri l'ultimo nel 2011 mia moglie giace da circa tre anni a letto apatica crisi isteriche con comportamenti auto le sionistici impossibilitata a svolgere qualsiasi compito che sia necessario alla sua igiene che al suo sostentamento giudicata invalida al 75 %.
Se possibile vorremo provare con l'ipnosi tenga presente che la signora non si muove dal suo letto sottolineando ogni movimento da lamenti forti
grazie per la sua attenzione in attesa di una sua risposta

Salve, il quadro che lei descrive a proposito di sua moglie è molto serio,
l'ipnosi potrebbe esserle di aiuto, ma resta il problema di come organizzare
l'incontro con la signora dato che non si muove dal letto e quindi , mi pare di
capire, si trova nella impossibilità di venire al mio studio . Mi
faccia sapere parlandone con sua moglie. Un caro saluto. Antonio

Depressione



Egregio dottor Miscia,

Sto male da più di un anno e mi sento sempre più a terra. Ho 25 anni e mi sento completamente sola. Non ho amici fidati e non riesco a trovare un fidanzato serio. Mi manca moltissimo il mio ex e non riesco ad andare avanti. Credo di aver toccato il fondo. Non esco quasi mai se non una o due volte al mese per fare qualche commissione. Altrimenti esco solo per andare al lavoro 2-3 volte alla settimana. Vorrei solo dormire. Devo per forza rivolgermi a uno psichiatra o posso anche andare da un neurologo? Spesso ho anche problemi fisici (giramenti di testa, nausea, tremore ecc.) che suppongo siano dovuti ai miei problemi psicologici. Possibile?
La ringrazio anticipatamente per la sua risposta
Cordiali saluti
Valentina

Cara Valentina , data la situazione che mi descrive, è opportuno che lei si metta in contatto con uno psicoanalista che riscuota la sua fiducia per comprendere la profondità del suo animo e dare un significato profondo al suo sentire ed al suo essere. Solo la conoscenza profonda di sè può esserle di aiuto, quindi è opportuno non medicalizzare il problema con farmaci , che , poi, anche se le creano qualche beneficio momentaneo , non agiscono sulla struttura di base. Hanno inoltre la caratteristica di utilizzare un effetto "placebo" per cui può essere un problema dismetterli.Un caro saluto. Antonio

Minias e cipralex



Salve!
Ho 49 anni e da più di dieci uso in forti dosi minias. Parlando con la dottoressa da un anno circa uso dieci gocce di Cipralex al mattino. Di Minias uso due-tre boccette alla settimana, a volte compro Tavor. Ogni sera prendo anche una pastiglia di melatonina.
Vorrei cominciare a smettere, so che sarà lunga, ma il minias mi ha tolto la gioia di vivere, mi è tutto indifferente, da tanto non ho neanche interesse per il sesso.
Cosa mi consiglia di fare?
Non ho soldi per andare da uno psichiatra e dei centri di disintossicazione non ho sentito parlare molto bene.
Riuscirei a uscirne usando un diario e, oltre al cipralex, scalando 2 gocce ogni due settimane, partendo da 70?
Cosa rischio continuando così?
Grazie per la risposta!
Dave

Certo. non potendo effettuare un lavoro psicoterapeutico, la strada può essere quella, scalare i farmaci, imparare la meditazione ed effettuare attività fisica cardiovascolare ogni giorno progressivamente fino ad arrivare a 60-90 minuti.Un caro saluto. Antonio

Depressione

Salve dottor Miscia,sono Claudia e volevo parlare del mio ragazzo che da 8 mesi prende psicofarmaci (seroquel e delorazapem). Otto mesi fa dopo aver preso un´acido ha iniziato ad avere allucinazioni,manie di persecuzione,non dormiva più e aveva pensieri di morte,l´abbiamo portato dalla psichiatra tramite pronto soccorso e lei gli ha prescritto questi psicofarmaci. Da quel giorno è un continuo di alti e bassi,un giorno piange,un giorno ride e un´altro giorno è arrabbiato con il mondo! È convinto che gli hanno fatto un rito sacrificale(il giorno che ha preso l´acido)e dice che in quello stesso giorno,a distanza di un anno,lui dovrà morire perché se non morirà lui allora morirà qualcuno del suo sangue, non vuole vedere i suoi amici perché dice che gli succhiano l´energia,anche con me,a volte,dice che uso magia su di lui. Le pastiglie che prende lo fanno dormire però non gli tolgono tutti questi pensieri,e allora a cosa servono? Io e sua madre ci chiedavamo se con l´ipnosi si potevano far sparire queste fissazioni che lui ha. La ringrazio e le porgo i miei cordiali saluti

Salve Claudia, in base a quanto scrive e con la precarietà che deriva dalla mancanza di un contatto diretto con il soggetto, in questo momento riterrei opportuno pensare solo ad un aggiustamento farmacologico e alla introduzione di una psicoterapia psicoanalitica, Sarei contrario ad un trattamento ipnotico data la precarietà dell´Io del soggetto, da rimandarsi ad un momento successivo. Un caro saluto. Antonio

CHIEDO CONSIGLIO PER L'IPNOSI

Gent.mo Dr. Miscia,
Dalle risposte che ho letto alle svariate domande che le sono state poste credo proprio che lei sia una persona di cui potersi fidare per questo le chiedo consiglio.
Ho 64 anni e prendo psicofarmaci da quando ne avevo 30 a causa di depressione. La mia vita affettiva è stata un vero fallimento e questa è la causa della depressione. Fin da piccola non mi sono sentita amata. A 19 anni sono uscita di casa pur mantenendo sempre i rapporti con i miei genitori e fratelli. Nella vita pratica me la cavo bene, non mi posso lamentare del lavoro, degli studi e dei rapporti sociali ma il mio bisogno d'amore, di sentirmi donna e di maternità sono stati totalmente frustrati.
Tante relazioni brevi sempre vissute con sensi di colpa e mille conflitti. Ho cercato di risolvere i miei problemi con psicoterapie, terapie a mediazione corporea e breve psicanalisi, senza risultati. Sto vivendo una vita molto infelice l'ho trascinata così per troppi anni tra avvenimenti di lutto e ricerca di sopravvivenza. Ora sono in pensione e vorrei fare qualcosa. almeno capire la causa dei miei conflitti profondi.La psicanalisi oltre che lunga é molto costosa perciò vorrei sperimentare l'ipnosi. L'ipnosi regressiva potrebbe fare al mio caso o è preferibile quella Ericksoniana? Quanto può durare una terapia con l'ipnosi regressiva? A chi potrei rivolgermi nella provincia di Treviso o comunque in un posto raggiungibile? Ho bisogno di affidarmi ad un professionista molto serio e competente. Per l'ipnosi regressiva ho sentito parlare del Dr. Bona che riceve a Bologna.
La ringrazio molto per la sua risposta. Se fosse necessario potrei anche venire a Firenze per un consulto. Purtroppo è troppo lontano per una terapia continuativa.
Cordiali saluti e auguri di Buona Pasqua.
Adriana

Cara Adriana, lei può sperimentare l'ipnosi sia nella sua forma meditativa che regressiva, si possono ottenere ottimi risultati anche alla sua età e dopo esperienze di altro tipo, deve soltanto effettuare la ricerca di uno specialista di fiducia con cui effettuare questo percorso e il fatto che sia la persona giusta lo percepirà fin dai primi contatti con lui. Per dirle qualcosa di più preciso sulla sua persona dovrei avere un contatto diretto . Ricambio i saluti e gli auguri. Antonio

L'abbandono


Buongiorno dottor Miscia..spero di riuscire ad instaurare un dialogo con lei dato che generalmente non ho mai risposta in siti di questo genere.
Ebbene, il mio problema è tra i piu' comuni che possano esistere ma paradossalmente sembra impossibile per me venire a capo delle dinamiche psichiche dela mia mente che puntualmente mi portano sulla soglia del precipizio per questo motivo: riesco sempre a spingere l uomo che amo piu' di me stessa ad abbandonarmi perchè non si sente amato da me.è un paradosso che ormai mi ha ridotta a trascinarmi in uno stato di angoscia che mi sta riducendo a pelle e ossa e a pregare per la mia stessa morte tutte le notti.premetto che l ultimo mio compagno era un uomo autoritario e possessivo , geloso e fortemente narcisista. tutto cio' mi attirava ma al contempo ha innescato in me atteggiamenti di cosi' forte paura che mi hanno portato ad avere una storia squilibrata che ha oscillato perennemete tra sentimenti di paura da un lato e dipendenza psicologica nonche' forte desiderio sessuale dall altro. da qualche giorno il mio compagno non mi cerca piu' e penso che ormai la storia dopo un continuo lascia e prendi.., per lui sia arrivata al capolinea mentre io volentieri avrei voluto continuare a stare con lui mettendo razionalmente da parte la paura che mi provocava e vivendo solo il sentimento dell'attrazione e della dipendenza. ma non mi è stato concesso.se non mi è concesso morire spero che lei mi possa indirizzare verso una riflessione interiore con i parametri giusti che mi spingano a capire dove si annida il mio problema e cosa posso fare per guarire dall'angoscia dell abbandono che piu' che dall'altro sembra cusato da me stessa. Mi aiuti..la ringrazio anticipatamente,
Mary

Cara Mary, purtoppo le problematiche psichiche non possono essere affrontate tramite lettera ma solo in un rapporto terapeutico di fiducia in cui si esplorino le DINAMICHE DEL TRANSFERT LE QUALI POSSONO GETTARE UNA LUCE IMPORTANTE SU CIO' CHE SI ANNIDA NELL'INCONSCIO PER RICOSTRUIRE IL SUO VISSUTO PERSONALE .E' possibile che nel suo interno si nutra una ambivalenza non risolta verso l'oggetto e che tale sentimento la faccia sentire poi responsabile del distacco da lei inconsciamente provocato che si esprime come angoscia di abbandono, dico "è possibile"perchè solo un minuto lavoro di approfondimento psichico può convalidare la dinamica mentale di cui le parlo. Perciò le ho indicato la strada da seguire per comprendere profondamente se stessa, per dipanare le questioni che si agitano nel suo profondo,per ricostruire la sua biografia psicologica. Ricambio i saluti. Antonio

Mamma depressa


Caro Dottor Miscia,
da circa 7 anni, in seguito alla separazione da mio padre, mia madre è caduta in depressione; non è in cura da un medico ma presenta i chiari sintomi della depressione, per quanto ne so non essendo un´ esperta, come mancanza di interesse per il futuro, pessimismo, pensieri sul suicidio e sul non aver senso nel continuare a vivere.
La mia domanda riguarda il mio ruolo di figlia, ovvero vorrei un consiglio su come posso aiutare mia madre a farla uscire da questo stato depressivo.
Grazie per l´attenzione, spero che vorrà aiutarmi.Elisa


Cara Elisa, in questi casi la possibilità immediata è quella di assistere la persona comprendendola e cercando di farle elaborare sensi di colpa e angosce abbandoniche relative al lutto senza farsi prendere da tendenze al compatimento del suo stato. E´ necessario quanto prima trovare in sua madre una disponibilità a farsi seguire da uno specialista per poter effettuare farmacoterapia serotoninergica e psicoterapia di tipo psicoanalitico, incluso un lavoro ipnotico che, anche in queste forme può dare risultati molto soddisfacenti. Un cordiale saluto. Antonio

Ossessione per gelosia retroattiva

Buon giorno,
Sono un uomo di 60 anni,mai sposato, ancora sessualmente molto passionale, e volevo chiederle gentilmente se l'ipnosi potrebbe aiutarmi ad uscire,o perlomeno convivere,con questi pensieri che mi sprofondano in uno stato di intenso malessere,al limite (o forse all'interno) della depressione vera e propria.Devo dire che ne ho sempre sofferto, fin da giovane.Da allora e fino ad oggi, quando ogni rapporto inizia ad avere una certa rilevanza, inevitabilmente prende il via la mia indagine sul passato sessuale di lei, che regolarmente sfocia in un intenso malessere, provocato principalmente dal venire a conoscenza di rapporti di tipo poco o niente affettivo, mentre per quelli -diciamo- più etici, il malessere è molto più gestibile.E' una maledetta spirale, una ragnatela, in cui più mi muovo e peggio è.Ho bisogno di particolari, di farmi descivere i film delle sue storie sessuali per evitare di costruirmeli da solo, cosa che comunque avviene lo stesso e che non riesco ad accettare razionalmente.Quando "tormento" la mia attuale ventennale amica,con la quale condivido più sesso che altro,pur volendole molto molto bene(è una persona in gambissima, forte, sicura di sé, risolutiva, simpatica e colta), abitando e vivendo ciascuno per proprio conto, da una parte mi tranquillizzo, ma contemporaneamente dò nuova linfa ai fastasmi che popolano la mia solitudine.La crisi con il suo passato, di cui sino ad allora non mi ero interessato (era la mia amante, io vivevo una storia apparentemente più canonica),emerse all'incirca 8 anni fa,nel corso di 4 anni di psicoterapia freudiana per problemi sempre attinenti la mia sfera sessuale affettiva (innamoramenti impossibili).A fatica credevo di averla superata, ma improvvisamente, a causa di un sogno, è riemersa prepotentemente, ed ora sto malissimo e soprattutto temo di sbriciolare il nostro rapporto.E mi accordo di una dipendenza da lei.Ieri stavo malissimo,e leggendo avidamente nel suo sito i meccanismi e gli eventuali benefici della terapia ipnotica, sono risalito di qualche centimetro dal pozzo nero in cui mi trovavo.In poche parole: SPERANZA!
Scusi la lungaggine (mi sono anche trattenuto, pensi un po').La ringrazio di cuore
Osvaldo

Salve visto che lei mi ha chiamato e ho potuto chiarirle certe situazioni, voglio solo precisare, per i lettori del sito, che la terapia ipnotica è molto efficace perchè, grazie alla regressione permette di entrare profondamente a contatto con i recessi della psiche del soggetto e che il tutto può essere agevolato dal fatto che lei ha compiuto un percorso terapeutico psicoanalitico che potrebbe essere necessario riprendere in esame. Un cordiale saluto. Antonio

Crisi nervi, sintomi pre mestruali, depressione, chiedo aiuto, urgente. la prego

Dottore, da molti anni soffro con la sindrome pre mestruale, soffro quando arriva l'inverno e sono molto nervosa. ho un bimba di 4 anni che lo trattata male alcune volte, ho una crisi con mio marito da 2 anni, ho provato di tutto con lui ma è un tipo testardo. ho chiuso i rapporti sessuali con lui. sono gia stata dal terapeuta ma a poco è sevito. abito a san donato in poggio, tavarnelle e non ho un lavoro. sono una donna abbastanza intelligente ma sto soffrendo tantissimo. ho chiesto aiuto a mio marito ma lui non puo capire. inoltre nel passato ho sofferto abusi sessuali. dottore aiutami ad uscire da questo buoi perche io devo far crescere mia figlia. non l'ho trattata male fisicamente ma ho sgridato parecchio a casa, anche il case è sempre malato. io soffro di fibromialgia, ho linfonodi che fanno malissimo, e altre cose, sono sempre malata perche la mia testa non smette di pensare. sono nata in brasile, e la prego, mi aiuti
Salve,i problemi che lei accusa sono riferibili al disturbo depressivo- ansioso che si esprime in forma diretta e indiretta (sindrome premestruale, fibromialgia). Per capire le motivazioni recondite della sintomatologia è necessario un contatto diretto e poter indagare profondamente l'inconscio disvelando i conflitti ed elaborandoli con l'aiuto di una guida ferma e sicura, Anche l'ipnosi ha un potere notevole nell'affrontare i disturbi psicosomatici. Un cordiale saluto. Antonio

Trauma sentimentale

Salve dottore, mi chiamo A., e le scrivo da Sassari.Ho 30 anni, e sono una persona di cristallo, ovvero ipersensibile, molto delicata a livello emotivo, cercherò di essere molto sintetico nel mio racconto.Sono stato single per 3 anni, io ho la passione per le donne più grandi di me, nel settembre del 2013 inizio a lavorare come pubblicitario per un emittente locale della mia città, conosco nuove persone, tutte molto interessanti.la mia vita fino ad allora non era stata così interessante, anzi molto monotona e piena di traumi ed eventi negativi mai assorbiti veramente, e con cui ho dovuto e voluto convivere.Nel Dicembre del 2013 ad una cena di compleanno di un amico, conosco una donna, M., una dentista, una donna di 45 anni, molto affascinante, indipendente, che mi ha subito preso il cuore, dopo alcune conversazioni in chat decidiamo di incontrarci a cena, quella notte nasce qualcosa tra noi, io passo la notte da lei, e da quel momento non vado più via da casa sua, inizia una convivenza, che dura fino ai primi di gennaio 2014.Viviamo un intenso mese di Dicembre, fatto di emozioni, sguardi, un intensa attività sessuale, e una fantastica vita sociale, tra cene e incontri con persone dell'alta società, brillanti e simpatiche.Io mi sento importante per lei, ma ad un certo punto finite le vacanze natalizie, lei decide di scaricarmi, creando un vuoto in me incolmabile, mi sono sentito come il classico toy boy, un giocattolo usato nel momento del relax, e poi messo da parte poco dopo, io provo amore e tanto bene per lei, ma lei non vuole più saperne, ed io caro dottore che venivo da una vita disagiata e molto noiosa mi sono innamorato di quella vita e della sua presenza, come se fosse una droga, ed è proprio come se io fossi in una grande crisi di astinenza.Io soffro di depressione e ansia caro dottore, ma questa è la botta più pesante che io abbia mai preso, ormai passo tutta la settimana a letto, a piangere, tutto mi ricorda lei, ogni cosa, il suo viso, le nostre emozioni, i nostri momenti, dottore io penso ogni momento al suicidio, perchè la sofferenza è troppo grande, e le giuro che se potessi tornare indietro avrei evitato di conoscerla.Dottore io vorrei sapere se posso con le sue tecniche cancellare questa persona dalla mia mente, o per lo meno, cancellare il dolore che provo dentro, voglio resettare la mia mente, come se il dicembre del 2013 non fosse mai esistito, la prego mi aiuti, non resisto più, grazie

Salve, l'ipnosi cancellante ha lo scopo di rimuovere eventi traumatici che non possono essere elaborati ma il suo caso non rientra tra questi. Qui si tratta di angoscia abbandonica che rappresenta l'emergere di eventi conflittuali relativi ai primi anni di vita e al rapporto con le figure di riferimento. Perciò , al contrario, è opportuno non cancellare ma fare chiarezza nel suo inconscio e sollevare il velo del rimosso. Quindi si impone un lavoro psicoanalitico e ipnositerapia non cancellante ma meditativa e regressiva. Un cordiale saluto. Antonio

Disturbi dell'alimentazione fobie sociali e depressione

Caro dottore,in pratica da sempre ho avuto gravissimi problemi per quanto riguarda
l’alimentazione e, ancor più grave, non ho mai avuto sane relazioni
sociali.
Sono stato da diversi dottori, ma tutti quanti sono stati inutili: lo
psichiatra mi ha dato dei farmaci che mi hanno fatto passare l’anno
più brutto della mia vita (l’anno scorso) e gli effetti di tali
esperienze si vedono ancora adesso dopo tanti mesi.
“Dottore ho questi problemi.”
“Bene, tieni questi farmaci.”
Questo è un approccio distruttivo perché non va alla radice del
problema e anche perché il medico ignorava quando riferivo malesseri
che prima, senza farmaci, erano assenti.
Sono anche stato da uno psicologo che tutti dicevano che era molto in
gamba, ma non faceva altro che parlare, mi faceva stare bene qualche
ora, ma quando tornavo da lui dopo una settimana ero più depresso di
prima.
Praticamente non prendeva provvedimenti, parlava, parlava, ma non
agiva per nulla. Mi diceva che dovevo sforzarmi a combattere le mie
paure, ma io ho capito che senza gli strumenti (gli amici giusti in
questo caso) mi era impossibile combattere da solo contro la mia mente
malata.
Soffro di fobia sociale, di depressione, ho spesso attacchi di rabbia
fortissimi, il cibo mi fa puzza e mangio solo un numero estremamente
limitato di alimenti, non ho avuto relazioni sessuali con una donna ma
spesso nella masturbazione ho fantasie di tipo feticiste o comunque
non comuni. Ho anche fantasie “più concettuali” (senza sesso) in cui
mi rendo conto che soffro molto per non avere relazioni sociali
soprattutto con le ragazze.
Da cosa dipende tutto questo: quando ero molto piccolo è successa una
cosa che ha distrutto piano piano la mia vita col passare del tempo.
Non so per quale motivo ma quando avevo solo quattro (4) anni ho
“giocato” con mio cugino. Questa cosa, purtroppo, con mio grande
sconcerto, è andata avanti nel tempo ed ha avuto conseguenze nefaste
per la mia salute.
Mi sento praticamente ucciso, mi sento morto, perché io sono
intelligente e sono un bel ragazzo, ma per un errore del cazzo che è
successo tantissimo tempo fa la mia vita è finita ancor prima di
iniziare.
Piango molto e spesso, mi sento incompreso, mi sento ormai senza
speranza. Cerco di consolarmi con lo studio, che riesce un po’ ad
anestetizzare le mie sofferenze.
Sono molto empatico e sensibile: il dolore degli altri lo percepisco
come se fosse il mio. Ma al contrario la gioia degli altri mi fa stare
comunque male perché mi fa sentire geloso.
Come la vuole mettere e mettere, soffro comunque come può aver letto.Sono arrabbiato perché i miei cugini con i quali ho condiviso questa
esperienza orribile stanno entrambi bene e si sentono felici: uno è
anche fidanzato, l’altro invece è stupido, crede di aver successo
nella vita quando invece è solo un fallito.
Adesso vengo alla conclusione: personalmente sono molto affascinato
dalla psicologia e dalla psichiatria. Se non fosse per altri interessi
più forti credo che non mi dispiacerebbe affatto studiare psicologia o
medicina.
Ho cercato tantissimo su internet per scoprire ciò che i medici non
hanno capito.
Io credo di soffrire di nevrosi.
Mi hanno detto su internet che la nevrosi è in qualche modo una
condizione che abbiamo tutti quanti (in pratica tutti siamo
nevrotici), ma io qui sto parlando di un gran numero di problemi
portati agli estremi.
Se ho capito bene che cos’è questa nevrosi, i sintomi corrispondono e
corrisponde anche il fatto che, come ho detto tempo fa al mio dottore,
“mi sento un insieme, un accumulo di malattie terribili che si trovano
tutte nella mia mente”.
Spiegherebbe le fobie, le fantasticazioni, la causa di tutto questo.
Tutto corrisponde tranne il disturbo col cibo che credo sia comunque
collegato al trauma.

Lei, che tipo di professionista mi consiglierebbe? Psichiatra,
psicologo o altro?
Come posso uscire da questa situazione ed iniziare per la prima volta
nella mia vita a provare emozioni sane e normali? Come posso guarire?

Salve il percorso più idoneo per affrontare i suoi disagi psichici è quello di effettuare un profondo lavoro psicoterapeutico psicoanalitico unito ad ipnositerapia meditativa e regressiva. Nel suo caso i farmaci non sembrano necessari quanto lo è invece una approfondita conoscenza di sè. Il lavoro psicoanalitico ipnositerapeutico dovrebbe iniziare quanto prima e, dalle sue righem emerge una personalità brillante e introspettiva che fanno sperare in una evoluzione favorevole del quadro anche se solo un contatto diretto potrebbe permettere una visione più completa dell'insieme. Un caro saluto. Antonio

Depressione

Gentile dottore sono un libero professionista caduto in depressione con molta probabilità a causa della forte crisi che ha investito il mio settore. Sono circa sette mesi che mi trovo in uno stato ansioso che mi impedisce di relazionarmi col mondo esterno. Sono in cura presso una psicologo che mi ha consigliato di associare una cura con antidepressivi nel caso specifico Zoloft 50 mmg,una pasticca al dì. Questo dosaggio lo assumo da circa un mese e mezzo e qualche piccolo giovamento c´è stato ma con tutte le contrindicazioni del caso: senso di spossatezza, tremori, senso di camminare su una nuvola, dimagrimento, ronzii alle orecchie, paura di morire,a volte confusione mentale,difficoltà ad alzarmi dal letto....mi creda non è una passeggiata di salute e non posso permettermelo poiché c´è già poco lavoro e quel poco che c´è tendo a procrastinarlo nel tempo. Sono veramente disperato. Ho anche detto al mio analista gli effetti che ho con lo Zoloft ma lui continua dirmi che devo continuare ma io ora ne ho veramente paura. Non sono qui a chiedeLe un consulto ma ho la vaga impressine che la dose della psicofarmaco non sia quella adatta a me. Lei può indicarmi una strada che mi possa far vedere la luce del giorno. La prego di rispondermi così non riesco più ad andare avanti. Grazie Dottore.
Gianluca C.da Roma

Caro Gianluca per comprendere la sua situazione sarebbe opportuno un contatto diretto, comunque posso dirle che il dosaggio del farmaco è medio- basso e, soprattutto, che il lavoro psicoterapeutico , eventualmente integrato da ipnosi meditativa e regressiva potrebbe portare ad eliminare la sostanza , dato che abbiamo valutato come il tipo di approccio psicoanalitico e ipnotico sia molto più efficace di una blanda dose di farmaci serotoninergici. Mi telefoni pure, se vuole e potrò chiarirle meglio il tutto. Un cordiale saluto. Antonio .

Come si combatte?

Salve dr. antonio mi chiamo eliana e ho 21 anni. l´estate dell´anno 2013 ho lavorato cOme animatrice in un villaggio ,situato in Sardegna, per 3 mesi. Siccome era la mia prima esperienza lavorativa lo vissuta alla grande, per i primi 2 mesi e mezzo. Giorno dopo giorno ero contenta sempre di più perchè era un lavoro che metteva in risalto le mie qualità come danzatrice e ne andavo fiera! cio che mi rendeva cosi felice era far divertire le persone, e parlando con loro mi sentivo più matura! purtroppo ci sono stati dei momenti di crisi,momenti di incomprensione con i miei compagni,per cui piangevo perchè avevo paura che potevo trasmettere la persona che non ero!ce l´ho sempre avuta questa fissazione, perchè a me non piaceva litigare, e non volevo essere io la causa! comunque una sera parlando con una persona notavo che mi guardava strano(si metteva le mani in faccia come se io avevo una faccia diabolica nei suoi confronti, li ha messi dzavani ai suoi occhi per non guardare) alchè io mi impressionai e le ho detto "scusatemi"...Di corsa sono fuggita in bagno e all´improvviso ce stato un impulso negativo forte nella mia mente! dopo questo episodio non riuscivo più a lavorare,avevo attacchi di panico, avevo paura di parlare con le persone e anche con i miei amici, avevo paura di suicidarmi perchè iniziavo ad isolarmi pur di non vederli... un giorno poi non andai a lavorare mi rinchiusi nella stanza e da li mi cascò il mondo addosso.... con i miei amici non avevo più rapporto( ed era ciò che temevo di più), persino il mio capoanimatore disse:"i tuoi amici non ti parlano perchè non ti capiscono...quindi non sanno come ti devono prendere". Me li misi contro a tutti...Le ultime settimane poi sono state le più critiche perchè da ballerina contattista passai al miniclub,perchè non mi sentivo più di parlare con le persone avevo paura che mi guardavano strano! con i bambini è stato un disastro perchè non riuscivo ad essere me stessa, l´impulso veniva e se ne andava, quando veniva si faceva sempre più forte fino a rendermi impotente! La mia mente iniziò ad offuscarsi di pensieri negativi ed io mi sentivo negativa allo stesso tempo....vedevo le persone grattarsi le parti basse ogni volta che mi vedevano ed io andavo sempre più in panico! volevo tornare a casa....nessuno più mi riconosceva,persino il mio cAPOanimatore che disse: " eliana ma ti prendi delle pasticche"?...io dissi "no, massimo una tachipirina ho preso"! Gli ultimi giorni sono stati i più terribili perchè ho iniziato a non dormire la notte....chiedevo ai miei amici di dormire con me perchè avevo paura di restare da sola! Non riuscivo a mangiare più....mangiavo poco... una sera mentre ero a fumare non mi sentì bene, il direttore del villaggio mi portò un fico per tirarmi su e in quel rosso del fico i miei occhi non gli toglievano lo sguardo,si dilatavano sempre di più...poi all´improvviso mi faceva male assai la testa mi sentì male,avevo proprio la percezione di morire, vedevo le persone piangere,e gridavo ai miei amici "AIUTATEMI"...Mi sentivo di fuoco, la mia pelle non riusciva a percepire più il freddo,era come se tutta la negatività mi aveva travolto sia fisicamente che mentalmente. Andai di corsa dietro le quinte perchè stava per iniziare lo spettacolo, il mio capoanimatore si fece bianco dalla paura e chiamò mio padre al telefono per farmi venire a prendere il giorno dopo a Civitavecchia,e durante la telefonata pronunciavo queste parole: GESù AIUTAMI...GESù AIUTAMI....Il giorno dopo parti assieme ad una mia collega e piangevo forte avendo la senzazione di morire e non riuscire a vedere a mio padre. una volta arrivati a civitavecchia vedevo tutti con le lacrime agli occhi e quando lo rivisto è stata una gioia ma allo stesso tempo una tragedia perchè non volevo farmi vedere in quello stato...i giorni che seguirono ho fatto alti e bassi, e in quest´ultimo periodo non riesco a pensare a me stessa, penso agli altri e non a me, on riesco più ad essere felice, non riesco più a sentire le emozioni...mi sono isolata da tutti, ma per fortuna ho il mio ragazzo che mi sta vicino! ho capito che ho subito uno stress psichico e fisico ma sono passati 4 mesi dall´evento...non so cosa fare, mi sto prendendo tutte le negatività delle persone, mi sento in colpa di tutto,e come se non mi volessi bene, ed alcune volte penso è meglio morire che restare in vita. COME MI PUò AIUTARE? QUALI CONSIGLI MI PUò DARE? GRAZIE DOTTORE
Cara Eliana, lei ha avuto delle crisi di panico in disturbo da ansia generalizzata in seguito ad un evento che ha agito in senso traumatico riattivando una conflittualità latente che risale ai primi tempi del suo percorso esistenziale. Perciò l'episodio di 4 mesi fa non ha tanto importanza di per sè quanto rivelatore di una situazione pregressa rimossa. Perciò le consiglio di approfondire il proprio inconscio affidandosi ad uno specialista di fiducia che le consenta di comprendere profondamente se stessa Eviti i farmaci, possibilmente, la saluto cordialmente. Antonio

Difficolta' nell'accettarmi, ansia e depressione

Salve Dottore,
Sono un ragazzo di 32 anni che ormai da 7/8 anni vive una vita fatta di ansia, paura e nevrosi.
Sebbene fin da bambino sia sempre stato abastanza ansioso e tendente al depresso il mio “tormento” e’ iniziato quando avevo 25 anni. A quel tempo stavo con una ragazza di cui ero innamoratissimo e con cui ho passato gli anni piu’ belli della mia vita. Ero in quegli anni sereno, felice e sicuro di me.

Poi la nostra storia e’ inziata ad andare male, per colpa principalmente mia. In quei tempi un mio conoscente era diventato il “miglior amico” della mia ragazza, troppo amico per me. La cosa mi ha mandato fuori di testa. Sono diventato iper-geloso e possessivo, non accettavo questa cosa e l’ho traformata in una mania. Ero diventato iper ansioso e nevrotico e avevo sviluppato un odio totale nei confronti di questo ragazzo (lo avrei ammazzato) mentre la mia ragazza era diventata fonte di grande ansia e sconforto, non riuscivo piu’ a stare con lei, quando ero con lei e lui era nei paraggi andavo in ansia e panico. La storia e’ chiaramente finita malissimo e sono andato in depressione, ansia, attacchi di panico e per finire ho avuto un esaurimento nervoso.

Nello stesso periodo poi alcuni conoscenti vedendomi debole e insicuro hanno iniziato a darmi del “frocio”, cosa mai successa prima e del tutto nuova nel mio percorso. Sebbene io inizialmente non ci facessi proprio caso (mai avuto alcun dubbio sulla mia sessualita’ prima) ad un certo punto ho iniziato a pensare che potessero ever ragione e avessere capito la mia "diversita'" prima di me stesso. E, mi vergogno molto a scriverlo, una notte ho fin pensato che si, non solo ero gay, ma amavo quel mio amico che ha rovinato la storia con la mia ragazza.

Inutile dire che da li e’ iniziato un calvario. La cosa mi ha sconvolto e ho iniziato a pensare terrorizzato di essere un omosessulae represso etc. Non riuscivo a pensare ad altro ed ero sempre in ansia e ho sviluppato sensi di colpa, manie di persecuzione e paura sociale.
Negli anni questa cosa e’ rimasta con me e quotidianamente facci i conti con questa consapevolezza emergente che mi ha portato a vedere un psicologo e intraprendere un percorso volto ad esplorare la mia sessualita’. Non sono ancora riuscito a “sbloccarmi” e ad accettare di poter essere gay e la cosa mi sta distruggendo. Il tutto condito da ansia constante, depressioni frequenti, attacchi di panico e manie suicide.

Ora sono veramnte stanco di questa cosa ma lo stesso non ce la faccio. Non riesco ad accettare o esplorare il lato omossessuale della mia personalita’ sebbene negli anni ho maturato serenita' ed accettazione della realta' gay. non ho nulla contro l'omosessualita' e anzi stimo chi lo e' solo per il coraggio nell'affrontare la vita da dichiarato che io non ho ancora trovato.

Allo stesso tempo pero’ non riesco a fare a meno delle donne, probabilmente perche' inconsciamente mi aiutano a nascondermi, e continuo ad avere relazioni piu’ o meno brevi con ragazze. Il sesso con le ragazze funziona ma non e’ mai disinvolto perche’ e’ un po’come se mi mettessi alla prova e una parte di me continuamente mi sussurra smettila di fare finta di essere quel che non sei.

E in ogni caso non riesco ad innamorarmi piu’. Anche dal punto di vista affettivo sono totalmente bloccato e sono terrorizzato di non poter piu’ innamorarmi come successe quella volta. Mi sento solissimo.

Con gli uomini ancora non ho il coraggio di fare niente sebbene devo ammettere che a volte vedo ragazzi che mi piacciono e di cui mi sento attratto (non sessualmente pero’, piu’ affettivamente direi).

Beh, suppongo che lei si sia gia’ fatto il quadro e le chiedo consiglio quindi. Che ne pensa? Al momento sto cercando di calmare l’ansia adottando una strategia volta ad accettare la normalita’ del omosessualita’, ad accettare il fatto che se lo sono non ce niente di male e ad andare in contro ai miei pensieri e attrazioni. Mi sento ancora lontano dal giorno in cui finalmente potro’ definirmi con sicurezza e tranquillita’ etero o omo, pero’ ho intenzione di raggiungere questo risultato altrimenti non potro’ piu’ essere in grado di innamorarmi e ritrovare la serenita’.

Cordiali saluti
salve , se lei è in terapia con uno psicologo man mano che la terapia procede sarà sempre più in grado di comprendere se stesso e dare una risposta ai suoi interrogativi e ai suoi dubbi. Lei attualmente è in preda ad una crisi personologica per cui non è possibile e nemmeno utile dare una etichetta alla sua sessualità che molto spesso è, appunto un problema di identità. Una volta risolta la conflittualità profonda e cementato il senso di sè, le sue dinamiche psichiche potranno apparirle in tutta la loro chiarezza scevre di ansie e di angosce. La invito solo ad attendere e a non aspettarsi risposte premature sul suo essere. Un cordiale saluto. Antonio

Ipnosi contro depressione



Gent.mo Dottore purtroppo il mio compagno ex tossicodipendente e' affetto da depressione in cura presso sert e cim di Rovigo. Continuano a cambiargli la terapia dei farmaci e non vedo nessun miglioramento. Anzi adesso ha pure le gambe che non riesce a tener ferme. Secondo lei l'ipnosi potrebbe aiutarlo? Purtroppo siamo distanti da Firenze. Potrebbe consigliarmi qualche suo bravo collega in zona Rovigo o Venezia? Grazie in anticipo ,saluti e buon anno da Roberta

Cara Roberta l'ipnosi può essere un arma molto efficace in situazioni depressive e di tossicodipendenza, va unita anche alla psicoterapia psicoanalitica, se possibile. Mi spiace ma non conosco nessuno in quella zona. Un cordiale saluto. Antonio

Depressione maggiore



Un soggetto affetto da depressione maggiore può ancora continuare ad avere la patente di guida? Può ancora essere idoneo ad un proficuo lavoro?

Salve in questo caso una risposta adeguata può essere data solo dopo unj contatto diretto che permetta di conoscere la persona. Un cordiale saluto. Antonio

Disturbo di personalita'?



Gentilissimo Dottor Miscia, mi scusi per il disturbo ma volevo chiederle se il Disturbo di Personalita' possa iniziare al improviso. Mi spiego meglio- ho 23 anni e 9 mesi, ho sempre avuto molti amici, in famiglia mi sono trovato sempre bene e non ho mai avuto problemi di relazione con gli alri, sono sempre disponibile verso gli altri e sono anche molto tolerante. Quando c'e'qualcosa che non va con qualcuno discutiamo sempre con lui e insieme risolviamo il problemma nel miglior modo possibile.Studio Giurisprudenza e ultimamente ho dovuto affrontare il problemma dei serial killer durante le lezioni di Criminologia. Nei libri ho letto che sofrono di gravi disturbi di personalita'. Mi sono spaventato di poter diventare un serial killer e per essere sicuro di non poterlo diventare ho cercato su google i sintomi di disturbi di personalita'.Nel fratempo e per colpa della paura di poter diventare un serial killer sono cauduto nella depressione con forti ossessioni agressivi dove io ucido qualcuno a me caro,oppure oossessioni che mi fanno pensare che comincio a odiare le persone a me vicine (le ossessioni sono anche sotto forme di bestemie e offese nei coonfronti di chi amo e nei coonfronti di chi incontro).Quste ossessioni mi mettono tanta ansia . Adesso ho voglia di isolarmi dagli amici e dalla famiglia, non voglio vedere nessuno, mi arrabio facilmente per delle stupidagini e non mi piace fare cio'che di solito mi da piacere. Ho paura che non tornero quello di prima,che odiero la mia famiglia e cosi via per tutta la vita'. Ho cominciato a pensare che questo non sia depressione ma sia l'inizio di un disturbo di personalta'borderline con esordio nella prima eta'adulta.Ma si puo'diventare borderline al improviso visto che fino ad adesso sono sempre funzionato bene e non ho avuto problemi con le persone e non ho mai avuto nessun sintomo di questo disturbo? La ringrazio per la risposta e mi scuso per averla disturbata con una domanda cosi sciocca.
Ps Scusi per il mio italiano ma non sono di origine italiana.
Cordiali saluti da Kosta

Salve, a volte capita che un disagio psichico o una franca sintomatologia possano evidenziarsi nella giovane età adulta, ma, se valutiamo con attenzione, già negli anni precedenti troviamo tracce di ciò che successivamente si manifesta in modo conclamato. Il suo, da quanto mi scrive, non sembra un quadro borderline ma fobico-ossessivo con valenze depressive. Inizi , se possibile, una psicoterapia psicoanalitica unita, auspicabilmente, ad ipnositerapia e , se trova lo specialista adatto, la vita potrà nuovamente cominciare a sorriderle. Un caro saluto. Antonio

Lo sport è meglio del lorazepam

buonasera dottore, io sono in cura da 3 anni ormai x un disturbo di personalità non sò di che tipo perchè me
ne sono state dette di tutti i colori (mente divisa,
psicosi, borderline, narcisista,ossessivo,evitante,etc)
l'unica cosa certa è che non riesco a sopravvivere psichicamente e quindi il nome della mia malattia poco
importa perchè questo aspetto è già molto rivelatorio di per sè e se è vero che ci sono molte persona competenti tra di voi ci sono anche quelli che ti dicono che non hai niente di grave per poi farti sprofondare nella disperazione(scusi la critica aspra)
io ho capito che la psicoterapia in certi casi è un supporto e niente più come nel mio caso ed infatti
continuo a farla per mantenere un rapporto umano di
sostegno e per lo meno usare il terapeuta come contenitore x le mie pesanti identificazioni proiettive.
fatta questa premessa volevo dirle che nel mio caso trovo beneficio più dallo sport che dagli ansiolitici.. preciso che non ho mai preso antipsicotici.. prendo entact 10mg da anni e lorazepam o altro tipo di benzo. al bisogno, ma lo sport fatto intensamente mi seda il sistema nervoso centrale meglio delle benzodiazepine di qualsiasi tipo.. sarà che la mia ansia non sia così forte oppure sono un caso particolare? il terapeuta dice che sono fortunato.. ed in effetti è una bella cosa però non le sembra strano? grazie buonaserata

Salve credo che il suo problema abbia fondamentalmente una base ansiosa visto che è tenuto sotto controllo da basse dosi di serotoninergici e sedativi. L'attività sportiva aerobica cioè cardiovacolare ha un ottimo effetto sui disturbi dell'umore e sull'ansia aumentando tutti i neurormoni cerebrali comprese le endorfine , rinforzando narcisismo ed autostima e quindi può essere un valido aiuto anche se non tutti traggono il beneficio che ne trae lei. Comunque le consiglio di mantenere il supporto psicologico. Anche la ipnositerapia è benefica in situazioni come la sua. Un cordiale saluto. Antonio

Depressione

Salve dottore,sono una signora di 56 anni non mi sono sposata e vivo ora con mia madre anno scorso sono stata operata a un quadrante del seno destro senza necessita' di terapie sucessive ...dai controlli fatti risulta tutto nella norma ma io sto male.Imiei disturbi sono generalizzati dolore alle ossa tanta stanchezza disturbi del sonno e pensieri brutti costanti devo preoccuparmi ulteriormente? è possibile che tutto questo sia derivato solo dalla depressione? Mi sembra di non vivere piu'....ho la morte nel cuore . MI scusi lo sfogo le sarei grata se potesse in qualche modo aiutarmi.Un grazie anticipato.

Cara signora dopo un intervento di questo tipo e in quella zona è possibile che insorga un quadro di tipo depressivo e di svalutazione di sè, con componente regressiva importante perchè è un intervento chirurgico che agisce su una parte del corpo espressione di femminilità ma anche dotato di valenze simboliche materne profonde. Per comprendere la conflittualità che si sta proponendo nel suo inconscio è necessario un lavoro psicoanalitico per comprendere profondamente la sua psiche, perciò si rivolga, se lei è disponibile, ad un esperto del settore con cui costruire un rapporto di fiducia. Progressivamente vedrà i suoi sintomi ridursi fino a scomparire, e assisterà ad una accresciuta stima di sè e ad un un progressivo benessere. La saluto cordialmente. Antonio

Serio problema ansioso con somatizzazione e risvolti depressivi


Gentile Dottore Antonio Miscia.

Sono uno studente calabrese che da circa 2 anni soffre di seri problemi di ansia e fobia sociale, che spesso generano sintomi somatici come mal di testa,nausea,vertigini,senso di freddo al corpo,sudorazione alle mani e ai piedi,evitamento delle situazioni sociali. Sono seriamente preoccupato in quanto nella mia regione non ho trovato specialisti comptetenti in materia.Dalle nostre parti esiste ancora un approccio arcaico e farmacologico a queste patologie. Vorrei sapere se lei può fare consulti online via skype, o vere e proprie sessioni di terapia,dato che sono di una regione molto distante e per me sarebbe difficile spostarmi.Ho letto che alcuni psichiatri stanno adottando questo tipo di metodologia.Dato che è un problema molto profondo vorrei sapere se lei considera opportuno adottare la psicanalisi o l'ipnosi.Da noi anche per quanto gli specialisti privati, non ne ho trovato nessuno capace di apportare queste tecniche.

Distinti SALUTI,
Bruno
Caro Bruno io lavoro solo con contatto diretto usando contemporaneamente psicoanalisi ed ipnosi nella stessa seduta, mi chiai pure e l,ascoltando la sua storia potrò darle maggiori ragguagli. la saluto cordialmente. Antonio

Impoverimento affettivo e ripiegamento su se stesso



salve dottor Miscia, ormai dopo 4 anni di psicoterapia
psicoanalitica capisco meglio le mie inadeguatezze ed i
miei deficit, tuttavia lo psicoterapeuta evita in tutti
i modi di rilasciarmi un'etichetta con un nome abbastanza stigmatizzante, ho speso oltre 30.000 euro
x le mie cure ritrovandomi in mano una diagnosi che parla di disturbo della personalità con caratteristiche
depressive e ossessive con impoverimento affettivo e ripiegamento su se stesso( immagino x non usare il termine autismo) la cosa che mi stupisce del terapeuta è che lui mi ha detto che x me l'esistenza stessa dell'oggetto è un problema! tanti discorsi che rimandano la mia patologia all'area schizofrenica ma
nessuno ha il coraggio di dirmelo! ho speso un patrimonio e capisco che l'obiettivo sarebbe quello
di un'evoluzione e non un'etichetta ma forse a volte
quando ci sono dei limiti invalicabili sarebbe meglio
avvertire il paziente dell'entità del problema e con esso i miglioramenti che sono possibili anche perchè da paziente non mi sento che mi venga riconosciuta la mia sofferenza in questo modo! volevo sapere cosa ne pensa se è possibile, la saluto!

Salve, l'uso della etichetta , in psichiatria ha un valore limitato, e si verifica che, molto spesso, le diagnosi sono diverse e relative allo psichiatra che le effettua Particolarmente scarso è il loro contributo all'inizio di una psicoterapia perchè quadri apparentemente assimilabili hanno una evoluzione moto diversa che non è facilmente prevedibile, perciò lo specialista stesso, non potendo effettuare una previsione del decorso giustamente e saggiamente se ne astiene.Il divenire del quadro stesso è fortemente e decisamente influenzato, poi, dai due attori della scena analitica, paziente e analista, cioè dal loro transfert e controtransfert che caratterizza l'unicità di un rapporto terapeutico e anche il suo destino. Ricambio i saluti. Antonio

Vorrei aiutare un ragazzo depresso

Salve, mi scusi per il disturbo ma ho bisogno di un suo aiuto.
Sto con un ragazzo di 22 anni che soffre di depressione, ha fatto un breve periodo di analisi che poi ha deciso di interrompere . Il suo problema è che ha sogni impossibili, vuole cose impossibili nella sua vita, non è mai contento di quello che ha, e di quello che è. Odia il mondo, gli esseri umani, pensa di essere solo al mondo. Inoltre spesso gli vengono problemi di salute, e ne fa un dramma, anche se magari è una cosa da poco. Io gli sono stata sempre vicina, l´ho sempre ascoltato, ho cercato anche di spronarlo, di farlo reagire e non far buttar via la sua vita. Ma lui niente, è in un vicolo cieco. Mi ha accusata di essere falsa, di non preoccuparmi seriamente di lui, di non riuscire a capirlo, quando io sono mesi che sto cercando di aiutarlo mettendo da parte pure la mia serenità. Ieri mi ha lasciata appunto per questo motivo. Non so più cosa devo fare. Adesso ha detto che vuole tornare a Bergamo dove abita la sua famiglia e rinchiudersi in una stanza, ho paura che lì non ci sarà nessuno ad aiutarlo e peggiorerà sempre più. Mi sento impotente. La prego mi dia qualche consiglio, ne avrei davvero bisogno. La ringrazio in anticipo.

Grazie della lettera, cara, mi auguro che , in lui , prendano campo le forze della vitalità e della costruttività che lo spingano a riprendere il rapporto analitico. Purtroppo solamente da lui può partire la spinta che lo porti ad essere costruttivo e ad amare se stesso.Prova a stargli accanto dolcemente e amorevolmente, quando intravederai una disponibilità che mi auguro si faccia strada ben presto e in modo cospicuo nella sua mente. Purtroppo se Un caro saluto e un abbraccio

Ansia e attacchi di panico in quadro depressivo

Gentile Dottore, le scrivo pure sapendo quali siano i miei problemi e anche se altri medici mi hanno seguito ho bisogno di sentire un parere diverso. Ho 48 anni e dall'età di 15 anni soffro di disturbi d'ansia che ho curato, ma più il tempo passa e più la mia situazione, in determinati periodi, peggiora. Tutto e iniziato con una crisi di epilessia avuta all'età di 14 anni e forse la paura di avere un nuovo attacco mi ha portato ad avere questi stati di paura oppressiva; la prima cura che ho fatto e stata con Dintoina, con questo farmaco non ho avuto più attacchi ma solo ansia e paura così mi associarono delle gocce di EN che mi facevano stare meglio. Tutto tranquillo, stavo bene e terminai gli studi liceali, ma proprio in quell'anno, nel momento più felice arrivò un nuovo attacco, avevo 19 anni, quindi le posso fare immaginare come potevo sentirmi; dalla Dintoina mi fecero passare al Luminale e solo con questo ripresi a vivere tranquillamente e non avevo neanche più attacchi d'ansia. Stavo di nuovo bene, mi feci una famiglia e il lavoro andava alla grande, purtroppo appena dopo la nascita di mio figlio, mia moglie scopre di essere affetta da sclerosi multipla, per me fu un macigno che mi cadde in testa e che mi portò all'alcolismo...non prendevo neanche più il farmaco e coprivo tutti i miei problemi bevendo dalla mattina alla sera fino a quando arrivò il momento dei primi disturbi e così mi ricoverarono per disintossicarmi. Mi ricordo che facevano flebo di Tationil e Valium per tenermi tranquillo, quando le analisi furono negative e tutto andò per il verso giusto mi dimisero e tornai al lavoro, ma dopo qualche giorno arrivò la terza crisi epilettica....di nuovo ricoverato e poi dimesso con terapia costituita da un unico farmaco, Tolep, due pastiglie da 300 al giorno.
Non ho più toccato alcool, ho messo tanto tempo per riprendermi, ma la cosa che più mi è rimasta e mi opprime la vita sono stati i continui attacchi di panico e ansia che quando arrivavano erano devastanti: cuore a mile, paura di morire, tensione al collo e agli arti, mancanza di respiro....solo dopo un pianto dirotto e con l'aiuto di qualcuno che mi stesse vicino, tutto passava e rimaneva sempre il dubbio ...perché mi succede? Non riuscivo a lavorare, a vivere bene, e quindi sono arrivati nuovi farmaci da associare al Tolep...xanax, rivotril ed efexor....sono ormai più di dieci anni che prendo questi farmaci ma dentro me sento che nulla è cambiato...ho smesso di dipingere ( vengo dalle Belle Arti e per me era importante farlo), ho paura di affrontare la giornata, già al mattino ho i primi problemi, non vado più allo stadio, non esco con gli amici, tutto questo perché ho dentro una paura enorme, una tensione che mi sale e solo stando a casa riesco a stare tranquillo...ma perché? ultimamente ho tachicardia e sono sempre nervoso, non ce la faccio più a stare così....ho fatto solo un sunto che possa farle capire la mia situazione, se può mi dia un consiglio per stare meglio e cercherò di farlo. La ringrazio

Salve,comprendo profondamente la sua situazione e i disagi che ha dovuto affrontare. Penso che il tutto avrebbe potuto essere affrontato più adeguatamente e con minor sofferenza, se avesse avuto un punto di appoggio e di riferimento, uno psicoterapeuta che contenesse gli stati mentali ansiosi e depressivi portandola a scoprire i recessi della sua psiche, rinforzando il suo io e conferendogli una solidità che le sarebbe stata di grande conforto. Comunque, anche attualmente, può prendere quei provvedimenti che le suggerisco ed iniziare una psicoterapia che potrà svolgere un ruolo molto importante nella sua vita. La saluto cordialmente. Antonio

Forte Ansia e depressione



Salve mi chiamo Edoardo ed ho 36 anni,ho già sofferto in passato di stati ansiosi depressivi e pensieri ripetitivi(ultima volta un anno e mezzo fa) cosa risolta con una visita specialistica dove mi fu prescritto 20 mg di Sereupin..
Verso maggio 2013 volli interrompere la cura perché mi sentivo veramente bene(d'accordo con il neurologo iniziai a scalare lentamente fino a non assumerne).Ho trascorso un estate fantastica con mia moglie e stavo bene.
Adesso sono di nuovo nel baratro e non vedo uscita ho avuto un po di attacchi di panico che subito sono sfociati un una fortissima paura interna(oppressione al petto,tremori alle gambe,stomaco chiuso, confusione mentale, insonnia e pensieri del tipo (impazziro').
Premetto che lavoro e non ne ho voglia,
Sono senza stimoli ed in una apatia mostruosa.Ho ricontattato il neurologo che mi ha consigliato di ricominciare a prendere mezza compressa di Sereupin per una settimana e dopo una intera da 20 mg assiociata a dello Xanax al bisogno(anche se lo assumo mattina, pomeriggio e sera..
Dottore sono molto molto impaurito. .
La ringrazio del servizio che offre nella attesa le porgo distinti saluti. .

Grazie
Salve Edoardo, secondo la mia esperienza in una situazione come quella che lei descrive è assolutamente importante, ovviamente in presenza di una sua disponibiltà,iniziare quanto prima una psicoterapia di tipo psicoanalitico unita ad ipnositerapia, che sono gli unici interventi capaci di agire stabilmente e strutturalmente sulla psiche. I farmaci svolgono il loro effetto, quando lo svolgono, solo nei periodi in cui viene effettuata la loro assunzione e, una volta interrotti, ben presto si ripresenta lo stato psicopatologico precedente per cui è nuovamente necessario riassumerli.E' questo il motivo per cui le ho consigliato il percorso , secondo me,più idoneo e adeguato alle sue esigenze. La saluto cordialmente. Antonio

Insonnia, depressione e ansia

Buongiorno dott Miscia dopo un anno di psicoterapia sistemica relazionale all'improvviso e subentrata l'insonnia che sono gia piu di due mesi che non dormo e e subentrata anche una depressione prendo antidepressivi e faccio uso del minias da tanti ANNI ,LO PSI CHE MI SEGUE VUOLE DARMI IL SEROQUEL PER TOGLIERE IL MINIAS ,IO HO PAURA DI QUESTO MEDICINALE PER GLI EFFETTI COLLATERALI,IL MIO PROBLEMA E CHE NON RIESCO A ABBANDONARMI AL SONNO NEL SENSO COME MI RILASSO PER DORMIRE SCATTA UN SENSO DI ATTACCO DI PANICO CON MALESSERE GENERALE E COME SE AVESSI PAURA DI DORMIRE , QUESTO SUCCEDE GIA DA PIU DI DUE MESI LO PSICOLOGO LO CHIAMA CAMPANELLO D'ALLARME ,QUESTO MI PREOCCUPA MOLTO L'IPNOSI PUO AIUTARMI A CAPIRE COSA E SUCCESSO IN PSICOTERAPIA GRAZIE DELLA RISPOSTA .

Cara signora, il Seroquel, a basso dosaggio in genere è ben tollerato, e può essere utile per antagonizzare la dipendenza psicofisica da benzodiazepine(Minias).Per capire il motivo della sua insonnia è necessario conoscere il suo inconscio e capire quale significato abbia il sonno nella sua psiche e, conseguentemente, il motivo della sua angoscia nell'abbandonarsi. L'ipnosi meditativa può essere utile nel farle conquistare spazi psichici rilassati e, una volta appresa , può essere importante per lei praticarla prima dell'addormentamento, l'ipnosi regressiva può essere molto efficace nel ricostruire re il suo passato, La saluto cordialmente. Antonio

Depressione a 24 anni


Buonasera
Sento il bisogno di parlare con qualcuno e avendo visitato il suo sito più volte ho
Deciso di scriverle.
I miei problemi sono nati all età di 17 anni causa acne sul viso.ora ne ho 24 e non ho ancora risolto questo per me enorme problema.da li ho iniziato a non accettarmi anche se dicono io sia molto carina mi faccio letterarmente schifo.sono svogliata sto sempre a casa perché non ho un lavoro e visti i miei problemi non so nemmeno se potrò mai averlo.
Ho dei disturbi compulsivo ossessivo (viso).
Vedo i miei nonni e genitori sempre infelici causa mia e da qui nasce il senso di colpa.
Dico sempre di voler uscire da questa casa ma non lo faccio mai.le vite dei miei amici vanno avanti e io rimango indietro su tutto.respingo i ragazzi che mi vengono vicino e piango sempre.mia madre mi manda da psicologi che non sono riusviti ad aiutarmi e le cure con farmaci non hanno fatto effetto . perché dicono io sia un soggetto difgicile pet quanto riguarda i farmaci appunto.io ero una persona allegra felice che aveva voglia di fare.ora invece mi pongo degli obiettivi quali smettere di fumare sigarette cercare di ingrassare andare in palestra ma non lo faccio mai.io sto male e molte volte penso al suicidio che però non faccio.lei per caso mi può aiutare? Grazie . dimenticavo io sono di Udine
Cara signorina , non si disperi, si tratta solo di trovare la persona "giusta" per lei, con la quale costruire un valido rapporto psicoterapeutico psicoanalitico unito ad ipnositerapia, I farmaci non sembrano attualmente essere necessari. La depressione progressivamente, con l'emergere dell'aggressività, successivamente elaborata, si attenuerà e cosi pure i disturbi ossessivo-compulsivi . Mi telefoni pure , se vuole, mi farà piacere ascoltarla. La saluto cordialmente. Antonio
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La mia ossessione


Salve dottore ho 28 anni e da 2 anni che soffro di depressione in fasi alterne ho una famiglia bellissima non mi manca niente e vorrei tornare quello di una volta in attesa di una sua risposta cordiali saluti

Salve vorrei dirle qualcosa di utile ma sarebbe importante che lei mi scrivesse altri particolari che concernono la sua soggettività e il suo percorso esistenziale. la saluto cordialmente. Antonio

Richiesta di aiuto.

Buongiorno,ho 47 anni e soffro di ansia,attacchi di panico,depressione? sinceramente non lo so.So che mi ritrovo a passare periodi in cui sto bene ed altri in cui lotto per stare bene.Ho il terrore di andare in autostrada,e a periodi non riesco ,se non grande sforzo e spinta dalla necessità,nemmeno ad andare in macchina ,e a volte anche a piedi,per percorsi brevi.tutto cio sta durando da ormai 10 anni circa.Sono stata da diversi psichiatri,che ogni volta mi cambiavano farmaco,ma che non mi hanno mai guarito del tutto.Non sono mai riuscita a stabilire un rapporto di fiducia con nessun medico da cui sono stata,tendo a recarmici per due tre volte e poi mollo.Solo con uno avevo iniziato una psicoterapia,ma quando ,durante le seduta,vedevo lui che guardava l orologio,o che si interrompeva per telefonare,cominciavo a pensare che non le interessava cio che io potevo dirle e mi bloccavo e piano piano ho smesso di andarci anche perchè mi costava tanti soldi che pagavo con sacrificio.Non riesco nemmeno a parlare di questi miei problemi con il mio medico di base e nemmeno con nessun altro.Ho questo grosso fardello solo sulle mie spalle non riesco a confidarlo a nessuno,perche per me è segno di debolezza e lo vedo come irrisolvibile.ho paura di essere presa per "malata mentale",infatti non ho nemmeno mai chiesto a nessun medico di cosa di preciso io soffra.Tendo a non fidarmi di nessun medico,e vorrei tanto un nome di un medico che con sicurezza sia un bravo psichiatra a cui affidarmi,ma non so proprio a chi rivolgermi.Credo di avere bisogno di aiuto e bisogno di stare bene ,di vivere le mie giornate e la mia famiglia con serenità,se lei per favore puo darmi qualche nome o centro a cui rivolgermi,le sarei molto grata.io abito a pistoia. grazie..

Salve,dalla sua lettera mi sembra di intravedere una certa riluttanza ad affidare la propria psiche all'Altro e alla presenza di resistenze nel compiere un percorso psicoterapeutico. D'altra parte non è facile trovare uno specialista con cui sentirsi in sintonia ma la sua richiesta mi fa pensare che in lei si mantenga vivo il desiderio di effettuare questo importante processo conoscitivo all'interno del proprio sè. Mi telefoni pure e cercherò, a voce, di comprendere bene le sue esigenze per dar loro una risposta adeguata. La saluto cordialmente. Antonio

Depressione esistenziale. Posso uscirne?


Cito quanto scritto su medicitalia:

Già diverse persone hanno discusso dell' argomento:

http://www.medicitalia.it/consulti/archivio/70510-crisi_di_ansia_o_depr

http://www.medicitalia.it/consulti/archivio/343348-depressione_crisi_es

http://www.medicitalia.it/consulti/archivio/232317-depressione_angoscia

Minimo comune denominatore l' origine della crisi: Paura della morte e presa di coscienza della relatività e dell' ineluttabilità di tutto, o come il primo utente dice, della precarietà di tutto.
E' strano descriverlo, ho scritto su diversi forum e a diversi specialisti, ed ora mi affido a voi.

Da qualche giorno, come un fulmine a ciel sereno, scopro la relatività di ogni cosa.
La definisco depressione esistenziale, nulla ha un significato, sono apatico e non provo emozioni, se non quella del profondo senso di vuoto, nell' animo, ma di pieno, anche troppo, nella mente.
E' come se mi stesse per esplodere, neanche quando studiavo la sentivo lavorare così tanto, la mia mente, nella zona laterale e delle tempie, principalmente.
Ho perso, così, quasi d' improvviso l' interesse in qualsiasi cosa, il sistema mi sembra un illusione posta in essere solo per nascondere la triste verità che nulla ha uno scopo, se non quello che gli vogliamo dare, ma la stessa consapevolezza di questo mi rende impossibile farlo.
Leggo Giulio Cesare Giacobbe e la psicologia evolutiva, cerco di trovare una soluzione a questo stato di incapacità di essere sereno e spensierato, definendola nevrosi infantile.
Effettivamente crescere mi fa paura, più di tutte invecchiare e morire.
La mia psicologa mi vedrà lunedì e discuterò della cosa anche con il mio psichiatra, magari per rivedere la cura di Citalopram iniziata per attacchi di panico.
La cosa che più mi spaventa è che tutto nasce dal mio pensiero, dalla mia coscienza, dal frutto di una riflessione personale, e che ho paura di interiorizzare ed essere destinato ad una vita infelice.
Ho una mamma adorabile, che mi ama, un fratello col quale vado d' accordo, mio padre è morto quando avevo 8-9 anni, e mi piacerebbe credere disperatamente che tutto dipenda da questo, credere al buon freud e mollare quei filosofi che sostengono che tutto sia una presa di coscienza, da un' illuminazione...
Che poi, ne sono a mio modo sempre stato consapevole, ma non mi ha mai invalidato in questo modo.
Voglio uscirne, ma allo stesso tempo mi sembra qualcosa di impossibile, perché la natura del mio male è la mia natura stessa, il mio pensiero.
Ho letto su questo sito della TEC o elettroshock, cosa che sto valutando molto, della quale discuterò appunto con il mio psichiatra.
Ho avuto pensieri di morte, che però fortunatamente credo mi spaventino e sono controllati dall' Es.

Gentile Dr. Miscia, può suggerirmi quale strada percorrere per ritrovare il benessere che tanto mi manca?

Salve la nosografia di Depressione esistenziale o Angoscia esistenziale è molto sfumata perchè confina con il cosiddetto "male di vivere" che connota il nostro percorso esistenziale. Esso è dovuto al conflitto tra il nostro desiderio onnipotente che aspira alla immortalità e alla consapevolezza depressiva del nostro progressivo deterioramento psicofisico a cui assistiamo ogni giorno. Per questo sono nate le religioni che appunto fanno leva sulla nostra aspirazione alla vita eterna, iscrivendo il dolore in un percorso espiativo dandogli così un senso ed una sopportabilità. Ma chi non ha una fede non può darsela, e allora credo che il carpe diem e il vivere l'hic et nunc sia l'unica filosofia proponibile per il laico e capace di controllare l'ansia connessa alla finitezza . Credo che compenetrare profondamente il presente sia attuabile attraverso la trance ipnotica meditativa che colloca la mente in uno stato theta, estatico, permettendoci di scinderci in una parte che osserva, un'altra che sperimenta e dandoci anche quel distacco dalle cose del mondo che ci fa soffrire.Immagino che lei , attraverso il sondaggio del suo inconscio, abbia acquisito una profonda consapevolezza di sè, perche anche la conoscenza è un antidoto importante per dare spessore e significato al nostro esistere.Quindi non pensi ad altre forme terapeutiche anche se il poter contare sull'aiuto o appoggio di persone che si occupano di lei può darle un conforto importante. La saluto cordialmente. Antonio

Aiuto....!!!!!


Buonasera Dottore,
Le scrivo per mia mamma ha 53 anni e da ormai un anno ha iniziato ad avere degli atteggiamenti strani inizialmente era depressa, poi a perso 12kg nel giro di due mesi ora sempre di più vuole buttare le cose anche cose di valore poi le chiedo perché lo fa ed é vaga e non risponde oppure dice che non butta niente e devo poi andar a recuperare le cose nei bidoni e non le lascio più le chiavi ma appena mi distraggo le prende. Non so più che visita farle fare e dove portarla anche perché lei non è consapevole di ciò che fa. Anche nel fare le cose non ha più l'energia nè la concentrazione e devo spiegare passo per passo. Mi può consigliare uno specialista siamo nella provincia di Varese
.
Cara signorina, è innanzitutto necessario che sua madre percepisca i suoi problemi e accetti di farsi aiutare, nel caso che sia disponibile, mi faccia telefonare perchè possa rendermi conto della situazione e decidere quali passi compiere e in quale direzione. La saluto cordialmente. Antonio
La ringrazio.

Disturbi ossessivo-compulsivi accompagnati da depressione.

Egregio Dottore, ci tengo a scriverle ciò che sta accompagnando la vita di mio padre negli ultimi due anni sperando di essere sintetico e chiaro. Da sempre lui è stato un uomo particolarmente geloso e autoritario specie su mia madre. Circa due anni fa ha avuto un'esplosione di tale disturbo; preferisce non uscire di casa in quanto, a suo dire, sente tutti i suoi amici parlare male di sua moglie in quanto lo ha tradito con tizio, caio e sempronio. Dice di aver visto mia madre coinvolta in atti sessuali con il vicino di casa ma di non aver voluto intervenire, oppure di aver visto il vicino di casa nascondersi sull'albero in giardino per non farsi vedere da mio padre. In passato, all'età di circa 25 anni ha portato mia mamma al cinema e anche lì ha notato che un uomo seduto vicino a mia madre le ha allungato le mani... E così via .... é da circa due anni che lui è in cura con un neuropsichiatra dove inizialmente gli ha somministrato le gocce di serenase più lo xantana per dormire la notte, dove lui con tale terapia è caduto letterarmente in depressione. Ritornato dal medico gli ha sospeso tale cura dandogli il daparox x la depressione e mantenendo lo xantana. é andata benino per poche settimane e poi è tornato a star male allora tornando dal medico gli ha integrato le gocce mantenendo anche il daparox e le compresse x dormire. ora tornando a controllo gli ha diminuito sia il daparox e la xantana e lui è tornato a crollare del tutto attaccando mia madre su tutti i fronti. Credo che questo nasca dal fatto, per ammissione di mio padre, di avere l'eiaculazione veloce e di soffrire anche di impotenza. Mia madre più volte ultimamente minaccia di volersi suicidare perchè non regge il tutto, anche perchè è gia sofferente di suo in quanto cardiopatica e non solo. La prego Dottore mi dica cosa devo fare e come posso aiutare i miei genitori. La prego, La prego, La prego. Non La conosco ma ho piena fiducia in Lei.

Salve cara,i problemi psicopatologici di suo padre sembrano complessi e legati a dinamiche profonde e arcaiche Lei non dice , nella lettera, se a suo padre è stato proposto un trattamento psicoterapeutico e se lui sia o meno disponibile ad effettuarlo. Alla farmacoterapia, infatti è sempre utile associare un lavoro psicoanalitico radicale per capire le motivazioni del suo disturbo relazionale. Se questo non è possibile, allora mi auguro che suo padre abbia istaurato un rapporto di fiducia con lo psichiatra che, avendo un contatto diretto con lui e rendendosi conto della situazione, è l'unico, in questo momento a poter disporre un trattamento idoneo. I problemi sessuali di lui a cui lei allude sembrano legati a sentimenti di ostilità -ambivalenza verso una o più figure di riferimento del suo passato ma il tutto , ripeto, va gestito in un rapporto di fiducia e di comprensione. Il suo intervento e contributo può consistere nell'ascolto compartecipato quando uno dei due o ambedue tenderanno a coinvolgerla, svolgendo una azione diplomatica e mediatrice per quanto la sua energia potrà consentirle. La saluto cordialmente. Antonio

Deniban dipendente

Buonasera dottore sono Marco e vorrei porle una questione.
Da anni assumo farmaci per l umore, sono partito dal Mutabon mite e dopo averne cambiati tanti da circa 3 anni assumo il Deniban, prima associato e adesso da solo. Quando effettuo il decalage a 25mg per un po va bene ma poi ricompaiono sintomi di ansietà e calo dell umore. Secondo il terapeuta, con cui faccio anche psicoterapia di ordine psicodinamico, non presento nessun disturbo depressivo maggiore , ma una forma depressiva reattiva, e che sono psicologicamente legato al farmaco che tra l altro
espleta ,seppur minimo, benefico effetto. Secondo il suo parere questo è possibile? E cosa potrei eventualmente fare per toglierlo?
Grazie per la cortese attenzione.
Un saluto
Marco

Il deniban è amisulpiride, un prodotto molto efficace nelle distimie che ha l'unico inconveniente di incrementare , a volte, la prolattina. La gestione del farmaco rientra nel meccanismo del transfert con il suo terapeuta e andrebbe gestito nel rapporto con lui.Consideri anche l'effetto non solo farmacologico ma simbolico e psicogeno del farmaco per cui lei può sentirsi condizionato ad una situazione di benessere quando "sa" di averlo preso e viceversa. La saluto cordialmente. Antonio